Psicoanalisi

Il mio psicoanalista ha chiesto l'amicizia su facebook alla mia ex

Franco

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Buongiorno, e' normale che il mio (piccolo)psicoanalista abbia chiesto l'amicizia su facebook alla mia ex, essendo lei tema fisso delle nostre sedute? Il "piccolo" psicoanalista conosceva la mia ex essendo stata anche lei una sua paziente.

28 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

E' sicuro di essersi rivolto a uno psicanalista'? Mi sembra molto strano che ci siano interazioni di comunicazione virtuale (Facebook, whatsapp, ecc) da parte del 'suo' psicanalista  con una  persona che e' l'oggetto principale delle problematiche psicologiche affrontate in seduta. Mi sembra anche molto strano che lo stesso analista che ha seguito la sua ex sia abbia assunto anche lei in trattamento. E ancor più strano che ne parli su un sito, anziché parlarne on l'analista ....

Ne parli con lui e gliene chieda i motivi. E lei Franco come fa a saperlo visto che la signora in questione è una sua ex??
Gentile Franco, la comunicazione diretta facilita la comprensione e rende più chiare le relazioni.Quindi provi a chiarire il suo dubbio direttamente. Cordiali saluti
Buongiorno, credo che il suo psicoanalista stia compiendo sia un errore di tipo prettamente deontologico entrando in contatto con una persona a cui lei è legato, sia sul piano clinico andando ad intaccare il vostro rapporto, basato sulla fiducia. Inoltre non sarebbe stato perfettamente corretto nemmeno prenderla in carico avendo seguito in passato la sua compagna: avrebbe dovuto inviarla ad un collega al fine di evitare possibili conflitti... Penso che sarebbe molto importante per lei, ma anche per il collega, parlare di quanto è successo al fine di chiarire la situazione. Cosa intende con "piccolo"?
Salve, non credo sia normale soprattutto per gli Psicoanalisti, i quali sono sempre molto rigidi, nelle loro regole!!! Comunque, se teme per la Sua privacy, deve essere tranquillo, non può spefferare nulla neanche a lei! L'altra domanda da porsi è in che rapporto sono rimasti? perchè e come è terminata la loro relazione terapeutica? Ricambiate l'amicizia ed attendete le sue mosse! Comunque chiedergli perchè lo ha fatto potrebbe rassicurarLa, maggiormente, in quanto il Suo psicoterapeuta, non si è ancora accorto di aver commesso un errore, che può minare la fiducia nel vostro rapporto terapeutico, ma chi non ha mai sbagliato? p.s. potrebbe dirmi perchè lo chiama con l'appellativo di PICCOLO? cordiali saluti
Direi che non è affatto normale, è fondamentale che non vi siano interferenze tra il paz. e le xsone che frequenta, di nessun genere!! Nulla può giustificareun comportamento del genere. Penso che avrebbe tutto il diritto di chiedene spiegazione al suo psicoanalista e poi lasciarlo poichè scorretto nei suoi confronti. Ma x quale motivo lo chiama "il mio (piccolo)psicoanalista"? Non si tratta di un professionista?
Salve, il codice deontologico prevede che il terapeuta eviti di mescolare il ruolo professionale con la vita privata quando questo può interferire con l’attività professionale. Generalmente si ritiene sia eticamente corretto mantenere separate le due cose. Bisogna considerare però che tipo di utilizzo fa il professionista del'account facebook. E' pratica sempre più diffusa aprire profili a scopi puramente professionali per divulgare informazioni circa seminari, pubblicazioni, opportunità terapeutiche ecc.. Ovviamente in questi casi non c'è un filtro relativo a chi possa accedere alle condivisioni essendo questa un'attività finalizzata esclusivamente alla divulgazione e non contrastante con l'attività professionale. Ovviamente se il profilo è usato, contrariamente, a puro scopo privato e non inerente l'attività professionale questo si scontra con quanto sancito dal codice deontologico. A presto
Bisognerebbe capire se si tratta di un profilo personale o professionale...in ogni caso non mi trovo d'accordo con questa scelta, ma la mia e'un'opinione personale. Penso che forse qualche collega che lavora online potrà esprimerle un'opinione più "centrata" sull'argomento. Saluti,
Signor Franco quando Lei é andato in terapia dal Suo analista egli sapeva che la Sua paziente era anche la Sua ex? Se la risposta é sì Le dico che ciò é eticamente scorretto!! in quanto lo psicoterapeuta non avrebbe dovuto prendere Lei, Franco, in terapia!! Per quanto riguarda l'amicizia richiesta dallo stesso psioanalista su Facebook alla Sua ex lo ritengo altrettanto scorretto. Comunque Le preciso che per queste problematiche la vera Autorità é l'Ordine degli psicologi/psicoterapeuti del Lazio o addirittura l'Ordine Nazionale ai quali Lei può rivolgersi per avere delucidazioni più ampie e più precise. La saluto cordialmente
Salve, per suo "piccolo" psicoanalista cosa intende?
Buongiorno, quello che non è corretto è che il suo "piccolo" psicoanalista abbia preso in carico anche lei dopo aver avuto come paziente la sua ex fidanzata, poichè il grado di coinvolgimento poteva essere lesivo per la buona riuscita della relazione terapeutica. Fossi in lei ne parlerei direttamente con lui, per cercare di capire i motivi che lo hanno spinto a chiedere l'amicizia alla sua ex. Al suo posto vorrei vederci chiaro nella faccenda e, nel caso non si senta più tutelato nella relazione, le consiglio di concluderla al più presto.
Buongiorno, leggendo ciò che ha scritto mi è venuto da sorridere anche se in effetti la cosa è abbastanza grave. Sorrido perchè noi psicologi/psicoterapeuti già per il lavoro che facciamo (molto delicato) dovremo evitare facebook ed altre cose del genere perchè il rischio è che i pazienti chiedano l'amicizia o si informino sulle nostre vite private, a maggior ragione gli psicoanalisti che per definizione cercano di essere quanto più distaccati possibile. Così come non si potrebbe prendere in analisi un membro della coppia se già viene o è stato seguito l'altro, perchè anche noi terapeuti siamo esseri umani ed inevitabilmente ed inconsciamente si creano dentro di noi delle alleanze!! Cmq le consiglio vivamente di parlare di questa cosa con il suo analista perchè aver chiesto l'amicizia alla sua ex può seriamente danneggiare il vostro rapporto di fiducia.
Gentile Franco, dal contenuto della sua domanda mi sembra di percepire che ci sia poca considerazione da parte sua del suo terapeuta; mi chiedevo cosa la portasse a definirlo "piccolo". Le dovrei chiedere anche un altro dettaglio: come ha saputo che il suo terapeuta ha chiesto l'amicizia alla sua ex? Se lei riuscisse a chiarire questi due punti, potrei fornirle una risposta più adeguata alla sua domanda.
Buongiorno, in risposta alla sua domanda, mi verrebbe subito da dire che no, non è normale che questo accada e in termini di etica professionale non ritengo sia professionalmente accettabile, a meno che il suo psicoanalista non abbia avuto motivi particolari, che dal punto di vista "terapeutico" lo abbiano spinto a fare una mossa di questo tipo. Quello che mi sento di suggerirle, se lei è ancora in carico a questo professionista, è di chiedere direttamente a lui spiegazioni e chiarimenti in merito al suo comportamento che, credo di poter dire, si rivela dal punto di vista professionale, poco produttivo ed eticamente sbagliato. Sarebbe interessante conoscere la sua risposta. Se vorrà rendermi partecipe, rivaluteremo insieme la situazione, alla luce delle nuove considerazioni. A presto.
No, non è affatto normale; è assolutamente poco professionale sia la richiesta di amicizia alla sua ex sia che stia seguendo lei dopo aver seguito la sua ragazza. Quello che mi meraviglia è soprattutto il fatto che lo psicoterapeuta sia uno psicoanalista tanto da lasciarmi davvero perplessa. In ogni caso, io consiglio sempre di parlare direttamente con il proprio terapeuta esponendo i propri dubbi e anche le proprie critiche, se ci sono.
Buongiorno. Le rispondo immediatamente in sintesi . Non è possibile che il rapporto psicologo-paziente-utente mescoli amicizia pregressa e non; a maggiore ragione che lo psicologo intrecci rapporti al di fuori delle sedute. Per concludere poi deontologicamente è scorretto il comportamento di questo analista e di tutti coloro -professionisti - che attuano questi agiti.
Credo che quello che lei racconta sia uno dei rischi che oggi si corre, dovuto all'uso di internet e dei social network. Ritengo che psicologi, psicoterapeuti e chiunque lavori nel campo della salute mentale si debba tutelare da questo genere di commistioni. Non ritengo deontologicamente corretto quanto fatto dal suo psicoanalista. Le chiederei però un chiarimento rispetto a cosa significhi "piccolo". Cordialmente
Ciao Franco, credo che la domanda più giusta da porti in questo momemtno è: visto che è la tua EX come mai ti importa così tanto sapere il perchè?? e poi non più semplice parlarne con il tuo piccolo psicoanalista??
No, non normale. Per un motivo molto semplice. La seduta di analisi è il luogo dove le emozioni, i pensieri, le idee, le paure sono raccontate, elaborate, rese consapevoli. L'analista deve accuratamente evitare che la persona anziché raccontare, agìsca le proprie emozioni conflittuali, senza che esse arrivino alla coscienza. Per far ciò si serve anche della relazione che si è creata tra lui e il paziente. La seduta è il luogo dove si possono osservare in modo evidente i fenomeni del transfert e controtransfert, che permettono di osservare in modo "scientifico" ciò che il paziente racconta. Ora portare su FB o su altro social network ciò di cui si dovrebbe parlare, non è corretto, anzi, rischia di invalidare l'analisi. Si rischia anche di non mettere in gioco una possibile "rivalità" che potrebbe nascere tra di voi. Provi a palarne col suo terapeuta.
Ritengo che chiedere l'amicizia di un paziente su fb o accettarla sia indice di scarsa professionalita' oltre che scarsa conoscenza e interiorizzazione del codice deontologico della professione di psicoterapeuta. Art. 28 " lo psicologo evita commistioni tra il ruolo professionale e vita privatache possano interferire con l'attivita' professionale...costituisce grave violazione deontologica effettuare interventi.....rivolti a persone con le quali ha intrattenuto o intrattiene relazioni significativebdi natura personale, in particolare di natura affettivo- sentimentale e/o sessuale. Cordiali saluti.
gli esercenti le professioni sanitarie inserite in albo professionale (quindi gli iscritti agli ordini o dei medici o degli psicologi)hanno l'obbligo di osservare nella loro pratica clinica il regolamento deontologico. La deontologia delle professioni sanitarie concorda che non ci può essere contemporaneamente cura e "amicizia". Tuttavia, in linea generale, qualsiasi azione che possa portare pregiudizio al paziente va comunicata antecedentemente al paziente stesso e chiesto il suo consenso. Infine per casi particolari va sempre sentito il parere della commissione deontologica dell'ordine di appartenenza del terapeuta. Meglio se personalmente o per iscritto.
Quello dell'utilizzo di Facebook da parte di noi professionisti è un tema sempre più dibattuto che rischia di entrare in conflitto con il diritto del paziente al segreto professionale. Non capisco bene cosa intenda per "piccolo" quindi voglio immaginare che si riferisca all'età. Ma per quanto giovane il suo analista possa essere certe tematiche vanno gestite con professionalità. Le consiglio di avere fiducia nell'operato del suo analista e di utilizzare le emozioni negative che ha provato nel constatare la cosa ed utilizzarla nella relazione terapeutica senza timori. Gli riferisca con onestà le riserve che ha in merito e perchè si sente minacciato dalla sua iniziativa. Personalmente ho un account facebook professionale proprio per i pazienti che cerco di usare poco per non interferire con il percorso terapeutico, quindi evito di curiosare nei loro account. Un bravo professionista sa come gestire la cosa e come evitare di inficiare il lavoro in studio. La saluto cordialmente.
Non credo sia affatto appropriata la modalità d approccio per via dell eventuale contaminazione all interno della quale lo psicanalista si è inserito. Se le cose stanno davvero così , ne è rimasto invischiato, ed in questa professione è molto difficile ma è un impegno saper gestire il contro transfert , rimanendo fuori pur lavorando dentro,
Gentile Franco, innanzitutto bisogna capire cosa lei intenda per “piccolo psicoanalista”, intende giovane, senza molta esperienza? Per rispondere alla sua domanda, invece, le dico che il rapporto professionale tra psicoanalista (come potrebbe essere anche quello con uno psicologo, o con un terapeuta di altro orientamento) e paziente è ben diverso da altri rapporti che tutti noi, come persone, intratteniamo quotidianamente con le persone che incontriamo, o conosciamo. Sarebbe meglio, anzi preferibile, se i due ambiti non si sovrapponessero, che restassero disgiunti, in quanto potrebbero ostacolare, o creare varie problematiche all’interno dell’ambito terapeutico, come nel suo caso. La inviterei ad affrontare l’argomento con il suo analista, dato che ciò ha causato in lei qualche dubbio e perplessità; inoltre, tali rapporti terapeutici si basano sulla “mancanza” di censura, ove possibile e se cosciente, quindi non si preoccupi, il suo analista sarà preparato ad affrontare anche questa situazione. Gli dica cosa prova, come ciò l’ha fatta sentire ed ascolti la sua risposta, almeno potrà comprendere tale gesto un po’ “insolito” del suo terapeuta. Cordialmente,
Buongiorno Franco, credo che se lo definisce "piccolo" una risposta se la sia già data da solo e penso che lei abbia il diritto di chiedere spiegazioni. Credo anche che il primo grave errore, ancor prima di Facebook, sia stato quello di accettarLa come paziente avendo già avuto in carico la sua ex, anziché inviarLa ad altri colleghi. Valuti se continuare o meno la terapia con una persona verso cui la Sua fiducia mi pare gravemente minata. Le auguro di trovare presto un terapeuta che Le sia di reale aiuto.
Caro Franco, chissà in che senso piccolo.......comunque , seguendo il metodo classico: che cosa la disturba nel fatto che il suo piccolo psicoanalista ha chiesto l'amicizia alla sua ex?
Gentile sig.re Franco, nella pratica clinica psicoterapeutica esiste un'etica che non è solo individuale e di buon senso ma, soprattutto, scritta nel codice dell'ordine nazionale degli psicologi. Senza inoltrarmi in questioni "tecniche" non è ammissibile che il collega esponga la vostra relazione terapeutica a personalismi inserendo addirittura una rapporto di eccessiva vicinanza con un elemento ancora importante della vostra copartecipazione psicoterapeutica.Ritengo il collega stia compiendo due errori :uno sul piano di fiducia dell'esclusività del vostro rapporto clinico, il secondo, perdendo quella "giusta" distanza dai personaggi che costellano la sua vita e che permette ad entrambi di compiere un corretto percorso comune psicoterapeutico. Ricordi che in psicoterapia i soggetti in gioco sono due, cliente e psicoterapeuta. Evidentemente il suo psicologo, da quello raccontato da lei, non ha ben compreso i movimenti interni che lo stanno guidando e pertanto non sta compiendo il suo "essere psicologo" correttamente.
Gentile signor Franco, cosa intende per "piccolo" psicoanalista? Trattasi forse della giovane età dello specialista? Oppure lei lo considera "piccolo" perché a suo avviso incapace o poco capace? oppure sente la necessità di svalutarlo? Ad ogni modo il miglior modo di affrontare la questione è quello di porre le domande direttamente al suo psicoanalista. Se non fosse soddisfatto delle risposte le strade sono due: può interrompere il percorso analitico oppure può continuare a lavorare sulle tematiche emerse. Il primo problema che dovrà affrontare è capire se si fida ancora dello psicoanalista in quanto la fiducia è la conditio sine qua non del rapporto terapeutico. La saluto cordialmente.

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