Difficoltà nell'affrontare in modo corretto i compiti

MOIRA

Buongiorno, ho un bambino di 6 anni, 1 elementare. E' sempre stato un bambino curioso di apprendere, sempre con un libro in mano per soddisfare la propria curiosità, bambino socievole. A 4 anni ha iniziato la scuola in Inghilterra con un ottimo rapporto con la metodologia e sempre felice di imparare con ottimi risultati, ha frequentato l asilo montessori, ottima capacità di concentrazione, legge in inglese dai 4, calcoli a mente dai 3, giochi a sacchi dai 4 anni, costruzioni leggo adatte ai bambini di 12 anni compiute autonomamente fino a che iniziamo la scuola in Italia lo scorso settembre, il primo mese e mezzo stesso entusiasmo poi man mano iniziano le difficoltà: scarsissima concentrazione, disinteresse totale per l apprendimento, difficoltà nell'affrontare in modo corretto i compiti, rifiuto di fare le lezioni. Capisco che il cambiamento di metodo, lingua per essendo perfettamente bilingue possa aver inciso. Quello che pero'mi fa più strano e'che imita nell'approccio ai compiti a casa molto un compagno con possibile spettro autistico ( i genitori si rifiutano di collaborare con le istituzioni) che disturba in continuazione le lezioni ,che si lamenta in continuazione perche' non vuole fare i compiti,che compie atti di violenza verbale e fisica anche durante le lezioni, che gira per la classe a strappare fogli ai compagni.Mio figlio ha subito atti di bullismo con botte e insulti ripetuti e lui e'un bambino molto sensibile abituato ad una cultura del rispetto fin da piccoli (ho già segnalato più volte il fatto a maestre e dirigente scolastico). io non so come fare, ho gia; deciso di cambiare scuola visto che non e'possibile/stato affrontato il problema, passa il tempo dedicato a fare le lezioni in un continuo lamento, con molte distrazioni e scarsissima concentrazione con errori anche banali, rimane in una continua svogliatezza. Dopo due mesi e mezzo che siamo a casa sta leggermente migliorando leggermente la concentrazione ma non in modo costante ed e' meno svogliato (almeno ora gioca e inizia e finisce un gioco) , abbiamo ripreso a leggere, la sue abilita' matematiche mentali sono ritornate ma non la sua curiosità, quello che mi preoccupa e'la concentrazione e l'aspetto psicologico dopo aver subito mesi di bullismo.grazie. Cordiali saluti

3 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Moira.

Il suo bimbo sta manifestando, in modo evidente, un disagio. Oltre ad aver cambiato ambiente,  ed essere stato inserito in un contesto nuovo, si trova a dover affrontare ulteriori difficoltà, date dal contesto scolastico in cui è capitato. Immagino la sua preoccupazione rispetto a ciò che ha "subito" fino ad oggi, ma si ricordi che i bambini hanno capacità di ripresa maggiori delle nostre, che siamo adulti. Osservi il suo piccolo, e cerchi di comprendere come potergli stare accanto ed essere per lui un'aiuto, con serenità e senza eccessiva preoccupazione. I bambini sentono cosa provano i loro genitori e se ne preoccupano.

Entrare nel merito del perché il suo bimbo sia "regredito", indipendentemente da ciò che può aver subito, sarebbe opportuno poterlo scoprire grazie ad un percorso adeguato per lui. Se pensa che l'intervento con un professionista (psicologo, psicoterapeuta, psicomotricista), possa essere di aiuto, non esiti a chiedere al suo pediatra indicazioni più precise. Potrebbero essere una concomitanza di eventi, che hanno portato il suo bambino alle regressioni da lei descritte. 

Auguro buona fortuna

Dott.ssa Elisa Danza 

Cara Moira,

forse qualche seduta da un bravo psicologo per bambini potrebbe aiutare, nella situazione che si è creata.

Meglio se riuscisse a trovare uno specialista in sand play therapy.

Valuterei anche il profilo cognitivo del bambino con dei test perché, se avesse una intelligenza molto superiore alla media, avrebbe bisogno di un programma scolastico speciale. Nel caso di bambino iper dotato, la noia a scuola potrebbe essere un possibile meccanismo di resistenza al miglioramento su tutti i fronti.

Ha fatto benissimo a toglierlo dalla scuola, non smetta di cercare finché non trova l'ambiente adatto.

Un caro saluto.

Gentile Moira,

Nel suo scritto, ci sono molti aspetti che potenzialmente possono essere "disturbanti" per la serenità psicologica di suo figlio.

Io, data la complessità della situazione e le manifestazioni comportamentali del suo bambino, le consiglio di contattare un/a psicoterapeuta che si occupi di infanzia nella sua città, perché possa approfondire la situazione.

Questo bambino ha necessità di essere ascoltato nei suoi bisogni psicologici soprattutto in relazione a una (probabilmente) silenziosa sofferenza che si porta dietro dagli episodi di bullismo e, magari, anche dovuta alla non completa elaborazione del grande cambiamento socio-culturale che ha vissuto (ha lasciato i suoi amici e i/le maestri/e).

Il fatto che parli due lingue, non significa che emotivamente sia completamente integrato e adattato al nuovo ambiente. Le emozioni sono una forma di intelligenza relazionale.

Le faccio molti auguri.

Saluti cordiali,

Dott.ssa  Verusca Giuntini