Psicologia scolastica

Dopo la bocciatura a scuola mio figlio e' stato molto male sia fisicamente che moralmente

ALESSANDRA

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Buongiorno,sono la mamma di un ragazzo di quasi 19 anni ed e' da settembre che sono molto preoccupata per lui....tutto e' iniziato a giugno dell'anno scorso quando abbiamo saputo della sua bocciatura a scuola e' stata una doccia fredda perche' lui come noi ci aspettavamo solo 2 materie,invece si e' aggiunta una terza che non era effettivamente sufficiente.....lui e' stato molto male sia fisicamente che moralmente,l'idea di non avere piu' i suoi compagni che da 4 anni erano con lui l ho faceva soffrire tanto a tal punto di isolarsi e non cercarli piu.. ma la prova piu' dura e' arrivata a settembre quando e' entrato in un aula con i compagni nuovi e non piu' i suoi,nonostante i professori erano sempre gli stessi ...ad oggi nonostante siano passati 7 mesi lui non e' mai riuscito ad accettare ne la sua classe ne tantomeno la bocciatura,lamenta spesso mal di testa ,e male allo stomaco si capisce che non e' sereno come dovvrebe essere un ragazzo della sua eta'. questo suo comportamento lha portato ad avere pochi amici e spesso si mette nel letto e guarda il soffitto ...a me tutto cio' fa' molta paura non so che fare ,a parte aver parlato con i professori...grazie se mi risponderete

14 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora,

è evidente che suo figlio stia soffrendo per uno stato depressivo. La cosa migliore che mi sembra di poterle consigliare è di invitarlo ad utilizzare l'aiuto di uno psicologo psicoterapeuta. Questo professionista infatti è il più indicato per modificare i meccanismi mentali alla base dello stato depressivo. Se i sintomi fossero gravi può essere utile un supporto farmacologico che può fornire uno psichiatra o anche il medico di base. Nel caso le consiglio di servirsi del medico per i farmaci e dello psicologo per la psicoterapia.

Cordiali saluti

Gentile signora,

è comprensibile la sua preoccupazione per la situazione di suo figlio. Bisogna però tenere conto che il ragazzo ha 18 anni (quasi 19) e comunque è ancora in un periodo tardo adolescenziale. Gli equilibri in questa fase sono molto delicati, soprattutto con il contesto scolastico ed il gruppo di pari, che costituiscono per gran parte del suo mondo. La scuola rappresenta sia un luogo formativo che di socializzazione. Pertanto questo evento ha un pò sconvolto la visione del sè di suo figlio, sia dal punto di vista dell'autostima (connessa con i successi/insuccessi scolastici) che da quello relazionale. Con i suoi vecchi compagni si è forse sentito inizialmente un pò "fuori dal gruppo" sapendo di doverli lasciare a settembre, non solo, ma probabilmente ha sentito una rottura con loro, dato che mi pare di capire sia stato il solo a dover affrontare la bocciatura. Con i compagni nuovi ora si sente poco integrato a loro. Tutto il suo malessere si riflette anche sul fisico, come spesso capita, questi mal di testa e di stomaco sono probabilmente disturbi psicosomatici. Provi a contattare uno psicologo, magari per capire inizialmente come poter aiutare lei stessa suo figlio, e se  la situazione peggiora potrà provare a proporre a suo figlio di accompagnarla e prender parte alle sedute. Spero di esserle stata utile. Rimango a disposizione per qualsiasi altra domanda, mi contatti direttamente se crede. Cordiali Saluti

Buonasera Alessandra, l'esperienza di suo figlio deve essere stata sicuramente molto dolorosa per lui. Alla sua età i coetani costituiscono nel mondo relazionale una componente molto importante e questo "fallimento" arrivato come una "doccia fredda" deve averlo messo duramente alla prova. Inoltre, il periodo della tarda adolescenza è già ricco di molte prove e cambiamenti che possono mettere in difficoltà i ragazzi come suo figlio. Io proverei a proporgli un aiuto psicologico per dargli un sostegno in questo momento difficile e aiutarlo a ritrovare la strada verso la costruzione del suo futuro, aiutandolo in questo momento di crescita. In questa fase di vita potrebbe risultare complessa anche la ricerca di obiettivi concreti da realizzare ma se suo figlio avesse dei progetti potrebbe cercare di parlargli di questi e della necessità di non lasciarsi andare. Se aveste bisogno io ricevo anche a Milano, su appuntamento, ed il primo incontro è gratuito. Cordialmente

Buongiorno,

mi spiace molto per suo figlio, dalla descrizione che fa mi permetto di dire che sembra che sia stato vissuto un "tradimento" della scuola nei confronti di suo figlio. In generale le bocciature vengono annunciate e i ragazzi sono abbastanza preparati, quindi immagino quanto debba essere difficile ritornare in una scuola con questo senso di impotenza e forse anche di ingiustizia per suo figlio.

Probabilmente sente anche molto la mancanza dei suoi compagni o forse si vergogna, le bocciature spesso si accompagnano a sentimenti di inadeguatezza.

Purtroppo quando si vivono situazioni in cui sono altri a decidere o per cui bisogna soltanto rassegnarsi, ci si può sentire in gabbia o in un vicolo cieco. Penso sia utile parlare con uno psicologo per trovare qualcosa da poter fare per trasformare questa situazione in una grande occasione di crescita e di riscatto.

A disposizione 

Gentile sig.ra Alessandra,

suo figlio ha 19 anni ed è quindi un adolescente. L’adolescenza è un periodo di crescita, il passaggio dall’infanzia all’età adulta, con tutto quello che ne consegue dal punto di vista  sociale, ma soprattutto  psicologico. Tutto ciò per dirle che vivere una crisi in età adolescenziale, non è di per sé sinonimo di patologia, ma, ovviamente, non va neanche sottovalutata. Ritengo che la bocciatura e le difficoltà ad andare a scuola, rappresentino prevalentemente l’effetto, ma non la causa del disagio di suo figlio. Quello che appunto bisogna capire è se si tratta di una crisi, che crea in ogni caso forte sofferenza per il diretto interessato e per  i suoi familiari, dovuta alla fase evolutiva che suo figlio sta attraversando, oppure è il segnale di una sofferenza psicologica più profonda. Per potere capire ciò è necessario che suo figlio insieme a voi genitori faccia una consultazione specialistica di tipo psicologico. La presenza di voi genitori (quindi anche del padre di suo figlio) è fondamentale: sia perché, data la sua giovane età, potete fornire informazioni preziose allo specialista psicologo sul suo precorso di crescita, sia perché non è scontato che suo figlio aderisca (almeno inizialmente) ad una proposta di consultazione specialistica. In quest’ultimo caso, lo psicologo potrà fornire a voi genitori degli utili consigli e gli strumenti per motivare vostro figlio ad incontrarlo, nonché vi potrà sostenere in questo momento difficile che, ovviamente e comprensibilmente, anche voi, state attraversando.  

Gentile Alessandra quello che sta provando suo figlio è molto doloroso  Il suo ragazzo si sentiva far parte della classe e dei suoi compagni e ora si sente solo, sradicato da un contesto in cui si sentiva bene. La sua reazione comunque segnala un disagio che probabilmente il suo ragazzo aveva già a livello latente  e che si è manifestato in questo frangente.  Le consiglio di farlo seguire da una o un psicoterapeuta  a orientamento psicodinamico.

Buongiorno Alessandra,

un'esperienza di fallimento può essere traumatica a diversi livelli sia per un adolescente, sia per i suoi familiari. Il lavoro da fare è quello dell'elaborazione e dell'integrazione di quanto successo come un fatto della vita, che non deve bloccare la normale prosecuzione delle attività e della crescita di un ragazzo. La prima cosa da fare sarebbe quella di aiutare suo figlio ad esprimere quello che sente. Spesso questa operazione non è semplice, specie con i genitori, e c'è bisogno di una persona competente, estranea al nucleo familiare, che possa guidarlo. Si rivolga quanto prima a uno psicoterapeuta esperto in adolescenza per inizare un percorso di supporto.

Molti auguri

Cara Alessandra, mi spiace per questa esperienza così difficile che suo figlio sta attraversando. Comprendo la sua preoccupazione come madre. È triste vedere una persona che si ama attraversare situazioni di prova e sofferenza senza sentire di poter intervenire efficacemente. Per un adolescente l’esperienza che suo figlio ha vissuto e sta vivendo ha molti aspetti importanti di traumaticità. A volte questa viene risolta naturalmente, altre volte può essere utile farsi aiutare perché il processo di elaborazione riprenda il suo percorso naturale e perché pensieri, emozioni, ricordi e sensazioni rimasti chiusi possano uscire ed essere elaborati in modo sano e costruttivo. Coraggio! Un cordiale saluto,

Cara Alessandra,

la bocciatura è sicuramente un evento traumatico, in quanto comporta una perdita significativa, la perdita delle amicizie e delle certezze che si avevano in una classe familiare, solida, con tanti amici, per esempio. Ogni perdita comporta una esperienza di lutto, che richiede tempo per essere superato e implica sentimenti quali ansia, rabbia, depressione.

Sicuramente quello che lei descrive in suo figlio è sintomo di uno stato depressivo, che non esiterei a trascurare, vista la durata, la persistenza e la difficoltà che lui ha nel superarlo. Le consiglio di provare a parlare con suo figlio della possibilità di rivolgersi ad uno psicologo della sua zona e richiedere al più un appuntamento.

Spero di esserle stata d'aiuto.

Gentile signora, non so che classe frequenti suo figlio, ma immagino sia al quarto o quinto anno. In questa età di fine adolescenza il rapporto coi compagni e coetanei è fondamentale come confronto col gruppo, in quanto l'identità si forma e si consolida intorno ai 20 anni, non più in base solo al rapporto coi genitori, ma soprattutto grazie al rapporto coi "pari". Quindi assume particolare importanza il gruppo , la cosiddetta "compagnia". Perdere  gli amici puo' percio' essere vissuto come una grave perdita, quasi una specie di lutto. Pero' , da come descrive lo stato di prostrazione del ragazzo, mi appare eccessivo il tono depressivo, che, dopo 7 mesi, dovrebbe essersi risolto. Non mi dice  se questo suo stato malinconicoabbia influito anche sul rendimento scolastico e come sia oggi il suo rapporto cin gli insegnanti, per esempio se abbia perso la fiducia in loro. Non mi dice se il ragazzo abbia in qualche modo cercato di mantenere i rapporti fuori dall’ambiente scolastico coi vecchi compagni dell’anno scorso o se si sia semplicemente defilato e chiuso in se stesso senza reagire e cercare soluzioni alternative. Dalla sua descrizione potrei ipotizzare che avesse già una struttura dell’Io fragile e insicura e che la base amicale fosse per lui l’unico sostegno su cui appoggiarsi. Potrebbe essere accaduto che la sua autostima, probabilmente ancora fragile, abbia risentito della “ingiustizia” subita e che ciò lo abbia fatto sentire escluso dal suo gruppo, forse non accettandosi lui per primo, o vergognandosi. Ritengo che per una sua crescita psicologicamente sana e per superare questa impasse, sia utile un aiuto, a volte sono sufficienti solo alcuni incontri chiarificatori con un esperto. Io mi occupo anche di orientamento scolastico e professionale e di problemi connessi con l’adolescenza. Superare un momento difficile come quello che sta attraversando suo figlio è fondamentale per poter proseguire serenamente su basi piu solide la propria vita. Io ricevo a Binasco.  Potrebbe far leggere questa mia risposta a suo figlio , perché, in questi casi, il fai da te fa perdere tanto tempo inutilmente, aggravando la condizione interiore e quella sociale della persona. Anche accettare di aver bisogno, ogni tanto, di un aiuto esterno, fa parte dell’accettare se stessi, con tutte le sfaccettature della propria personalità. Cordiali saluti.

Cara Alessandra,

suo figlio non è ancora riuscito ad elaborare il lutto e l'insuccesso, a trovare nuove risorse e prospettive per progettare il futuro. Manifesta il proprio disagio attraverso sintomi di carattere psicosomatico e ritiro sociale.

Le consiglio di parlare con lui per valutare la sua disponibilità ad accettare un aiuto psicologico. Un adulto competente con cui parlare potrebbe supportarlo in un percorso attraverso cui sia possibile per lui accettare l'insuccesso, riprendersi in mano la propria vita e guardare avanti.

Sono disponibile per ulteriori chiarimenti

Un saluto

Buongiorno Alessandra

La ferita della bocciatura inaspettata può avere un effetto importante sullo sviluppo sia dal punto di vista relazionale sia dal punto di vista della ricerca della propria identità, a maggior ragione se non elaborata in un contesto appropriato.

Le consiglio di parlare con suo figlio della possibilità di un colloquio con uno psicologo, affinchè lui possa avere uno spazio proprio dedicato. È più facile per i ragazzi parlare con qualcuno di esterno alla famiglia e non coinvolto nel giro di amicizie, soprattutto a questa età.

Nonostante il dolore di vederlo così isolato e in difficoltà il suo ruolo di mamma può essere di sostegno e di accompagnamento ad una consulenza con un professionista.

Gentile signora, 

da quanto descritto sembrerebbe che suo figlio abbia sviluppato delle somatizzazioni probabilmente connesse ad un  abbassamento del tono dell'umore conseguenza di una ferita nell'ambito dell'autostima. In termini generali la bocciatura comporta una ferita narcisistica connessa all'immagine di sé e di conseguenza l'elaborazione di un lutto. Credo da quanto descritto che suo figlio si trovi in questa fase.

il mio consiglio è di contattare un professionista così da valutare correttamente la situazione.

disponibile per ulteriori chiarimenti.

Gent. Alessandra, dalla descrizione sembrerebbe che suo figlio stia sviluppando una forma depressiva che andrebbe affrontata tempestivamente, prima che si strutturi eccessivamente. A mio parere occorrerebbe una psicoterapia che lo aiuti a relativizzare quanto accaduto e ad esternare i pensieri (forse di natura ossessiva e persecutoria) che lo invadono. Le consiglierei di convincere suo figlio ad avere una prima consultazione con uno psicoterapeuta. Saluti

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