Psicoterapia

Come andare via di casa se...

Luigi

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Salve, sono un ragazzo di ormai 31 anni e vi scrivo in merito alla mia situazione alquanto... Bloccata, sperando che possiate darmi qualche spunto interessante! Allora, sono in psicoterapia da oramai più di due anni ma non riesco proprio a sbloccarmi e non so come fare! Sono omosessuale (non dichiarato) e vivo in un paesino fermo al dopoguerra, ho una buona famiglia che mi ama ma non ha mai accettato nulla di me e mi ha fatto sempre sentire strano, diverso, inadeguato (e manco sanno del mio orientamento) e questa cosa ha distrutto la mia persona, visto che già da piccolo venivo bullizzato per le stesse cose per cui poi i miei genitori mi hanno sempre criticato... Quindi fino ai 20 anni son sempre stato convinto di essere un ritardato, di essere anormale ed era giusto così; crescendo mi son reso conto che il problema, forse forse, non ero io ma il contesto in cui vivo, che ti guarda già in modo strano se parli in italiano e non in dialetto! Lo psicologo che mi segue è bravo e ha detto che in pratica, pur di adeguarmi al contesto in cui vivo, ho preso tutto ciò che riguarda la mia persona e l'ho soppresso; ora le cose da spiegare sarebbero tante: mi ritrovo a 31 anni senza una laurea, senza un vero lavoro, senza passioni, senza mai aver avuto una relazione... Ho un'ansia terribile di lavorare e quando mi approccio a un nuovo lavoro sono impacciato e non imparo mai, perché sono lì che ho paura. Ho realizzato che l'unico modo per dare una svolta alla mia vita è andarmene da qua, via di casa e il più lontano possibile dal mio paese! Potrei finalmente vivere come voglio, con chi e senza nessuno che mi urli contro "ma sei impazzito", anche su cose banalissime che fanno tutti... Non mi trovo bene con le persone con cui sto attualmente e mi sento costantemente stanco e senza stimoli. Tuttavia, non ho un euro e come andare via di casa se manca la grana? E quindi mi ritrovo qui, a guardare tutti che si fanno una vita e vivono relazioni e io felice per loro... Ma come uscire da questa situazione, se ho l'ansia anche se devo andare a trovare mia nonna e non ho soldi? Giustamente dovrei lavorare su di me, su ciò che sto facendo (niente di costruttivo. Ma non saprei cosa fare, non ho né passioni né attitudini), dovrei partire da qualcosa ma io non ho proprio niente su cui investire... Spero possiate aiutarmi, mi scuso per la lunghezza ma non ho detto neanche la metà delle informazioni che avrei dovuto dare! Grazie in anticipo a chiunque risponda.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Luigi,


Sono d'accordo con il suo terapeuta, nel corso degli anni ha messo da parte la sua natura per cedere ai condizionamenti esterni. A lungo andare la sofferenza può essere molto intensa.


Ho notato dal suo racconto un irresistibile desiderio di spezzare le catene che la legano alla sua fedeltà familiare, di spiccare il volo assecondando ciò che è giusto per lei. Ma dall'altra parte prova un costante timore che questo avvenga, e fa autosabotaggio lasciando che l'ansia e la paura le impediscano, ad esempio, di trovare un lavoro.


Questo perché la sua libertà ha un prezzo, e forse non è convinto al 100% di volerlo pagare. Essere indipendente potrebbe significare deludere le aspettative dei suoi genitori, non essere il figlio su cui loro hanno proiettato le proprie aspirazioni. 


Serve un atto di profondo coraggio e rispetto verso sé stessi. Sfidare le paure che le impediscono di guadagnare i soldi necessari per una vita adulta è il primo indispensabile passo. Esistono delle tecniche efficaci per gestirle.


Forza e in bocca al lupo

Salve Luigi, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè posso comprendere il dispiacere connesso e quanto ciò possa essere impattante sulla sua vita.
Ritengo che sia fondamenta affrontare con il terapeuta tutta la sintomatologia descritta e i motivi che l'hanno portata a bloccarsi così al fine di trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un percorso cognitivo comportamentale possa aiutarla ad esplorare ed identificare quei pensieri rigidi disfunzionali e maladattivi che mantengono in atto la sofferenza impedendole il cambiamento desiderato.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

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