Psicoterapia

Come faccio ad avere la mia indipendenza?

Chiara

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Buongiorno,
sono una studentessa di 21 anni. Scrivo qui dopo aver fatto varie esperienze di lavoro interiore, soprattutto con una tecnica energetica, il thetahealing, che mi ha aiutata a trovare una consapevolezza molto maggiore di quella che prima avevo. La cosa che mi ha sempre creato parecchie difficoltà, è il rapporto con la mia famiglia, in particolare con i miei genitori. Premessa: non sono due persone "cattive", diciamo così, cioè so che quello che fanno o dicono non lo fanno con cattiveria, ma non ne posso piú. Sono sempre stata una persona sensibilissima, so che forse piú risultare esagerato, ma infine è la verità. Sono una persona introversa, o meglio, al di fuori della famiglia sono anche molto estroversa, ma faccio fatica a parlare di cose personali, magari faccio sempre la pagliaccia di turno, ma delle cose private faccio fatica a parlare, e nella maggior parte dei casi, le ho raccontate a persone che poi mi hanno fatto sentire molto sminuita e che mi hanno portato a chiudermi ancora di più. Suono il violoncello (studio al conservatorio). La mia famiglia, come dicevo, non è "cattiva", ma sono persone che hanno subito nel corso della loro vita dei grossi traumi, mai guariti. Questi traumi sommati al modo in cui sono stati cresciutti, li hanno portati ad essere delle persone ansiosissime e super apprensive, a livelli che per me, specialmente da bambina, risultavano insopportabili. Mio padre è cresciuto in una famiglia in cui era zero seguito. I suoi genitori sono buonissimi ma anche molto "ignoranti", non ne senso spregiativo del termine, proprio nel senso del "non sapere". Ha avuto amici per lo piú tossicodipendenti o alcolizzati, ma non si è mai drogato. Credo che l'apice dei suoi traumi sia stata la morte di suo fratello per overdose ( erano 4 fratelli, di cui uno deceduto, e uno alcolizzato e farmacodipendente, e anche con quest'ultimo fratello ha avuto parecchie difficoltà perché lavoravano assieme). Il suo "guarire" i traumi é sempre stato reprimerli. Con me è sempre stato una persona molto ansiosa, super autoritario, del tipo che 2/3 delle cose che volevo fare da bambina erano un "no", ma anche cose tranquillissime e normalissime, tipo anche fare scout con la chiesa o cose del genere. Ha sempre fatto di tutto per tenermi sempre sotto il suo controllo, a partire da quando giocavo al parco da bambina coi miei amici, quando dovevo essere sempre sotto la sua supervisione, senó andava in panico, ad ora, che cerca di controllare gli aspetti della mia vita come cosa dovrei studiare. Al liceo per esempio, avrei voluto fare il liceo musicale o artistico, ma l'arte é sempre stata vista come qualcosa che non ti dà.futuro, non ti dà lavoro, o se ti va bene sei un precario,quindi piú come una cosa "inutile". Mi sono sempre sentita senza la possibilità di fare quello che mi pareva, dalla scuola che volevo fare, agli amici o fidanzatini da avere, cioè c'era sempre quel "giusto" giudicato da mio padre, e quello che invece volevo fare io che o "non troverai mai lavoro, è inutile, ma sei sicura?, ma cosa vuoi fare tu, ah si la scuola in cui non si studia nulla"... cioè ogni mia opinione praticamente la vivevo come se non valesse nulla, non riuscivo ad impormi per le mie insicurezze e mancanza d'autostima. Mi sentivo veramente impotente, non so come spiegare. Ora come ora so che mi diceva tutto perchè pensava che fosse il meglio per me, ma anche quando gli provavo a spiegare le mie ragioni per cui volevo fare una certa cosa o frequentare una certa persona (per esempio il mio ex ragazzo, che una persona stupenda ma mip padre ogni due per tre mi diceva che era troppo diverso da me o robe del genere, senza lasciare che fossi io a vivere le mie esperienze. Mi è sempre sembrato come se volesse.fare tutto al posto mip, come se avessi dovuto vivere la vita che lui non ha voluto vivere. Anche quando uscivo, mi metteva.orari super rigidi, se magari tardavo di un quarto d'ora mi faceva sentire super in colpa. Dall'altra parte, mia madre:sua madre è rimasta incinta involontariamente a 17 anni, ha avuto mia madre a 18 circa, ed ha un disturbo ossessivo compulsivo mai "curato", che temo mia madre abbia parzialmente ereditato. Mia madre è ansiosa a livelli allucinanti, mio padre andava in panico quando non ero sotto il suo controllo, specie da bambina, ma quando le cose erano come voleva era più tranquillo, mia madre invece ha questa ansia perenne in qualsiasi occasione. Credo che entrambi siamo profondamente depressi, quando sono fuori casa cercano di fare gli splendidi, ma dentro casa si trasformano e ritornano col loro vero volto. Li vedo che sono tristei, frustrati, insoddisfatti, tra loro hanno problemi di coppia, anche a livello sessuale credo, che non cercano di sistemare. Mia madre mi ha sempre chiesto consigli sulla loro relazione da quando ho 8-9 anni. Lei non riesce ad assumersi le sue responsabilità, è da quando ho 7 anni che faccio tutto da sola, a parte lavorare (anche qui, mia madre se fosse stato per lei sarei dovuta andare a fare una scuola professionale ed andare a lavorare subito, mio padre un liceo classico, e fa una fatica ad accettare che io faccia anche magari solo i lavoretti da studente fintanto che faccio l'università.... se.fosse per lui dovrei fare tutto esattamente come calcolato da lui:finire l'università ed andare a lavorare in comune, cosa che proprio no ahahahah io sono una persona completamente diversa da.come mi sembra che lui vorrebbe che fossi... ho aspirazioni e passioni completamente diverse...). Tornando a mia madre, credo di essermi sempre assunta responsabilità che lei avrebbe dovuto assumenrsi nei confronti miei e di mia sorella, quando ero bambina (e tutt'ora, ma da bambina questa cosa la vivevo parecchio male) si dimenticava sempre tutto di ció che mi riguardava, all'asilo dovevo ricordarmi io tutto perchè lei se lo dimenticava, magari cose di scuola (es. Dovevo vestirmi in un certo modo in un certo giorno, le dicevi di ricordarsi questa cosa, la dimenticava e io arrivo a scuola vestita nel modo sbagliato o cose del genere). Poi mi sono sempre sentita.come se mi rovesciasse addosso tutti i problemi che ha coi suoi genitori, se la prendeva con me per tutto, anche quando nonc'entravo nulla, aveva sempre questi toni arrabbiati, arroganti, come se fossi io la causa di cose in cui invece non c'entravo nulla. Inoltre, come mia nonna, è fissata.con l'ordine e la pulizia, si trascura un sacco a livello estetico, parla dando ordini senza mai chiedere, esce di casa pochissimo, la maggior parte delle.volte.solo per andare a lavoro.... mio padre invece per esempio a livello estetico si cura di piú, ma sul resto si trascura molto anche lui... neglio ultimi 3 anni comunque è migliorato molto rispetto a quando ero piú piccola, ma comunque sminuisce, scherza su cose che magari per me e mia sorella sono delicate, fa critiche sottoforma di scherzo... magari le maschera scherzando ma si sa che le pensa davvero... a livello di coppia poi appunto, le cose non vanno, mia mamma si comporta cosí abbastanza con tutti a parte che coi suoi genitori, che non sopporta ma di cui è succube e scarica tutto su di noi.... a me dispiace vederli cosí, ma mi sono resa conto che comunque sono loro che sono fatti così e se non si vuole cambiare, non si cambia... però appunto, ci sono ancora cose su cui devo lavorare. Non ho scritto per fare drammi, anche perché ci sono persone con situazioni molto peggiori di questa.... peró al contempo se avete dei consigli da darmi sono super ben accetti. Grazie per chi leggerá!

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera Chiara,


per avere la sua indipendenza occorre che lei provi a costruirsela attraverso un percorso di consapevolezza. Mi pare che lei sia sulla buona strada, legge il comportamento dei suoi genitori alla luce delle loro storie, parla dei loro traumi e anche dei tentativi fatti per migliorare. Li vede anche come coppia, nelle loro difficoltà. E' stata a lungo la confidente di sua madre e forse anche per questo sembra quasi abbia la funzione di terapeuta di questa famiglia. Ora è il momento di occuparsi di sè, dei suoi traumi, dell'impatto che i problemi dei suoi hanno avuto su di lei, Chiara. Le suggerisco, se ne ha la possibilità, di intraprendere un percorso di psicoterapia, magari ad orientamento sistemico, per poter lavorare, anche in individuale, sul sistema familiare e sul suo ruolo in esso.


In bocca al lupo.


Dott.ssa Franca Vocaturi

Buongiorno Chiara,


ho letto con molto interesse la trama da te raccontata relativamente alla tua famiglia.


Sai ogni famiglia ha le sue "miserie" e prima o dopo arriva il momento in cui bisogna fare i conti con queste.


L'obiettivo in questi casi risiede nel fatto di non rifiutare i genitori ma mirare a differenziarsi da loro, distinguersi.


Il primo passo da fare è proprio quello di guardare con occhi limpidi tali "miserie", il secondo passo è accettare la famiglia senza volerla cambiare (perchè seno se ne rimane invischiati) ed il terzo passo è saper prendersi cura dei genitori.


Come ben descritto da Heinz von Foerster " se vuoi vedere, impara ad agire".


 


Dott.ssa Silvestri Giorgia


Consulenze in presenza e on-line


 

Buongiorno, Chiara, darle un consiglio è tutt'altro che facile. Lei è molto giovane, ma molto lucida sulle dinamiche familiari che impattano con la sua sensibilità non comune; comprendo che spiegare e far accettare i suoi desideri sia sempre stata impresa ardua, forse oggi vi ha rinunciato dando per scontato di vivere in una dimensione mentale molto diversa dai suoi genitori. Che hanno svolto il ruolo genitoriale come tutti i genitori, cioè nel modo che ritenevano il migliore e in assoluta buona fede, partendo dai propri  condizionamenti familiari, come lei sottolinea spesso nella sua lettera.


Penso che lei comunque debba dialogare sempre con loro, facendo presente che il loro riversare l'ansia su di lei non l'aiuta a crescere e a dare forma alle sue aspirazioni e al suo progetto di vita. Dato che nonostante tutto sono mossi dall'amore, non potranno che accettare il suo punto di vista, ma parli, con calma, senza aggressività, se riesce.


Sono stata figlia e sono madre, posso dirle che anche per me vi è stato il momento del giudizio critico verso chi mi ha messo al mondo, ma poi anche nel tempo e con la maturità, il momento dell'accettazione e dell'indulgenza.


Resto in ogni caso a disposizione, anche online. Un caro saluto


 

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