Innamorata dello psicologo

Elisabetta

Buongiorno,
Sono una ragazza poco più che ventenne, e ho iniziato un anno fa un percorso di psicoterapia per problemi di ansia generalizzata, più marcatamente sociale, e problemi con il cibo non meglio definiti (vomito, abbuffate...).

Ho un problema, mi sono innamorata del mio psicologo fin dalla 3° seduta (in realtà è iniziata come una attrazione prettamente fisica molto forte, che poi si è evoluta in un innamoramento). Glielo ho detto subito (dell'innamoramento, ho sorvolato sulla componente fisica) e lui è stato molto professionale, ha "accettato" tutti i miei sentimenti e mi ha fatta sentire a mio agio. Ormai è un anno esatto che ci vediamo tutte le settimane e il sentimento e la attrazione fisica non tende a diminuire, fattore che mi distrae molto. Ho fantasticato e mi ritrovo a fantasticare molto spesso su di lui. Dopo qualche mese dall'inizio della terapia mi sono fidanzata con una persona di cui sono innamorata, e ciò mi ha portata ad avere enormi sensi di colpa nei suoi confronti per il fatto di nasconderle la mia contemporanea attrazione per il mio terapeuta. Se non ho cambiato è stato perché la terapia mi portava grossi benefici in termini di ansia e rapporto con il cibo.

Ora, io credo che questo transfert erotico-amoroso sia di ostacolo alla terapia. Ad esempio, quando in seduta facciamo EMDR, che richiede moltissima concentrazione da parte mia, mi rendo conto che mi distraggo. Ciò a causa della vicinanza del terapeuta, che per l'EMDR mi tocca le mani con il tapping e quindi per forza si deve sedere molto più vicino del solito, tanto che le nostre facce (durante il tapping sulle mani) sono a pochi centimetri per via della disposizione delle sedie che sono in diagonale. Ciò mi emoziona e mi distrae, perché penso a lui invece che all'EMDR.
Inoltre mi viene molta ansia perché penso che devo esercitare un forte autocontrollo per non fargli capire che sono emozionata e mi distraggo, perché sarebbe poco professionale e ci metterebbe in imbarazzo, quindi mi viene ansia perché temo che lo scopra. In generale sono sempre leggermente in emozionata/in ansia quando ci vediamo per questi stessi motivi, ovvero perché lui mi piace moltissimo, e voglio disperatamente piacergli, ma allo stesso tempo non voglio che sia evidente, non voglio fare niente di inopportuno. Queste sensazioni sono esasperate durante l'EMDR appunto per la vicinanza.
Non so cosa fare, ho paura che se glielo dico metterò entrambi in una situazione di forte imbarazzo, che mi veda come una pervertita, che lui riconosca che è un ostacolo insormontabile alla terapia e mi faccia cambiare terapeuta.
Se poteste darmi qualche consiglio Ve ne sarei davvero molto grata. Grazie.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Elisabetta, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Onestamente ritengo che continuare una terapia con queste condizioni non so quanto possa essere producente: se l'elaborazione durante l'EMDR non avviene poichè interferiscono altri tipi di pensieri è fondamentale farlo presente al terapeuta il quale dovrebbe agire in coscienza per il bene della paziente.

Lei non è una pervertita e nient'altro, queste situazioni capitano spesso e ritengo che sia il professionista a dover prendere la situazione in mano.

Cordialmente, dott FDL