Terapia Cognitivo Comportamentale

Da un anno ho una relazione con un altro uomo

Stefania

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Buongiorno, sono una giovane donna di 28 anni, sposata da 5.Da un anno ho una relazione con un altro uomo, sò che non starà mai con me, che è proprio "sbagliato" per me..eppure con lui mi sento libera e me stessa come non lo sono mai stata..voglio bene a mio marito e questi alti e bassi umorali che ormai da anni mi travagliano iniziano a fare male anche a lui; non riesco ad avere rapporti sessuali con lui, ma l'idea di lasciarlo proprio mi fà star male. Ho sempre più difficoltà a relazionarmi con gli altri, appena si avvicinano un pò di più mi viene un impulso di fuga che non riesco a controllare; mio marito anche se non lo desidero più è il mio porto sicuro..C'è e mi conosce..ma non è giusto trattarlo così. Ho tentato di parlargli, e oramai mi vede come la sua mogliettina inquieta e problematica, ma nonostante tutto c'è..Fino a dove è giusto l'impegno in un matrimonio che è un misto tra la voglia di evasione e il porto sicuro? sono davvero così sbagliata? mi sarabbe davvero d'aiuto un parere esterno e dato da professionisti..grazie in anticipo

15 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Stefania Sono certo, da ciò che scrive, che ha già analizzato molti aspetti, personali e familiari, che la sua eperienza sta comportando. Può darsi, ma qui le teorizzazioni si sprecano, che le persone, anche in una relazione extraconiugale, ricerchino quelle sensazioni che gli sono mancate in gioventù. Mi ricordo una metafora che recità, "se te lo permetti potrai rinunciarvi, se non te lo permetti sarà irrinunciabile". Tuttavia siamo esseri vivi e pertanto reattivi a sensazioni e stimoli che ci provengono sia dall'esterno che dall'interno di noi. Mi sento di suggerirle di confrontarsi con uno psicologo, ciò allo scopo di verificare, all'interno di una relazione professionale, chi è e cosa vuol fare nella vita, e di conseguenza definirsi in particolar modo con il marito, che nel tempo potrà necessitare del suo aiuto per fare la sua evoluzione rispetto a ciò. La saluto cordialmente
Gerntile signora, sembra evidente un disagio nella sua vita matrimoniale per cui la cosa più indicata è anzitutto consultare un professionista psicologo preferibilmente psicoterapeuta in grado di sostenere anche terapie familiari. Se poi la consulenza/terapia individuale non fosse sufficiente a sbloccare la situazione, sarà compito anche dello psicologo cercare di favorire una terapia della coppia. cordiali saluti
Buongiorno Stefania, ho l’impressione che viva il suo matrimonio come un dovere, un dovere che le sta molto, molto stretto tanto da reagire con la fuga. E, con la fuga, trova e sperimenta tra le braccia di un uomo la possibilità di esprimersi liberamente come “non lo è mai stata”. Mi posso chiedere da che cosa si sente “libera” rispetto al rapporto che vive con suo marito e quale è il significato di questi “alti e bassi umorali” presenti nella vostra relazione già da tempo. Tenga conto che, le emozioni possiedono in sé i bisogni personali veri da soddisfare e che, l’alternarsi degli umori sono segnali di malessere profondo nella persona. Tenga anche presente che, il “voler bene” possiede aspetti diversi rispetto al “ti amo”. In specifico, è nella sessualità che il singolo esprime la qualità della relazione con il partner nel vissuto del corpo, negli affetti, nelle emozioni e nei sentimenti. Il “ti amo” lascia spazio all’attrazione, alla seduzione, all’eccitazione e alle fantasie sessuali; il “ti voglio bene” racchiude in sé la considerazione, il rispetto, la disponibilità di aiuto verso l’altro, il sentirsi protetto, il dispiacere per le sofferenze dell’altro, il sentirsi al “sicuro” e dare sicurezza. Per queste brevi considerazioni, lasci l’idea di “essere sbagliata” , superi la tendenza di valutare il matrimonio come un impegno frazionato tra il desiderio di evasione e la dipendenza dal partner. Ascolti i propri segnali di malessere senza sentirsi “sbagliata”, li affronti sino in fondo al fine di individuare le modalità più adeguate per conquistare ed esprimere prima di tutto sicurezza in se stessa, un “posto sicuro” dentro a se stessa. Il “posto sicuro” offerto da suo marito potrebbe essere insufficiente e/o inadeguato per soddisfare le sue necessità di donna, partner e all’interno di un contesto come il matrimonio. In altre parole inizi a costruire e ad esprimere all’esterno un’immagine di se stessa diversa dalla “mogliettina inquieta e problematica”, prenda atto e consapevolezza delle proprie esigenze e le esprima con chiarezza a suo marito in modo tale da rendere il vostro rapporto soddisfacente per entrambi. Cordiali saluti
Cara Stefania a volte cercare una relazione extraconiugale, è sintomo di qualcosa che non funziona all’interno della coppia e che non si riesce a vedere o ad affrontare. Ora lei è probabilmente confusa spaventate dalle possibili implicazioni di quest’affermazione ma spesso l’identificare cosa non ci fa essere soddisfatti è il primo passo per intraprendere un cammino di maggior benessere singolo e di coppia forse anche per trovare il coraggio di interrompere una delle due relazioni. Per questo le consiglio di parlare con un professionista in maniera individuale e valutare con lui se intraprendere o meno una terapia di coppia con suo marito, perché permanere in questa situazione può essere doloroso per tutte le persone coinvolte. Se dovesse aver bisogno di maggior informazioni ho lo studio a Bergamo e trova i miei riferimenti sul sito.
Cara Stefania, comprendo il dolore che si prova quando si ha paura di perdere il proprio porto sicuro, per qualcosa che si sa essere sbagliato, ma a cui non si riesce a fare a meno. Questo non vuol dire che lei è sbagliata o una mogliettina problematica, ma sottolinea che in questo momento della sua vita ha una fragilità ed un bisogno che non trova risposta. E' una giovane donna che compie i suoi passi nel mondo, tutti possono commettere degli errori, ma ciò che importarta è comprendere le ragioni ed i sentimenti che proviamo così da poter fare nuove scelte nella vita. Se vuole maggiori informazioni mi contatti pure. Un caro saluto ed un abbraccio
Gentile Stefania, dopo un po’ di anni di matrimonio è facile che possa accadere di sentirsi attratta o di provare l’emozione intensa dell’innamoramento per un’altra persona!! Sono emozioni forti che ci gratificano e ci fanno sentire bene!! Ritengo che siano le stesse emozioni che un tempo Lei ha provato anche per Suo marito che, invece, ora Le rappresenta solo “un porto sicuro”. Stefania, solo Lei può decidere se viversi questa storia emotivamente avvincente, con il rischio di mettere in discussione ed in pericolo il Suo matrimonio!! Non si tratta di essere sbagliata o giusta ma di poter analizzare adeguatamente il Suo conflitto interiore “voglia di evasione e il porto sicuro”!! Questo conflitto potrebbe rappresentare una piccola punta di un iceberg pertanto, se non riesce da sola a fare un disamina della situazione Le consiglio di consultare uno psicologo, per un percorso terapeutico che Le consenta di approfondire il Suo sistema emotivo/affettivo, comprendere i suoi veri sentimenti e poter fare le scelte più idonee. Un augurio e un cordiale saluto.
Eh, sì! credo che servirebbe un aiuto esterno, ma forse un po' più ampio di una risposta qui. Proviamo a capovolgere il ragionamento: forse quello che sta cercando è una soluzione esterna a se stessa: un altro uomo che non starà mai con lei? che è sbagliato? se le persone si avvicinano tende a scappare, così come i rifugge i rapporti sessuali con suo marito. Marito che nonostante tutto c'è. Lei si/ci chiede:quanto impegnarsi per il matrimonio? Anche qui le propongo di partire da un altro punto: cosa della sua vita le dà disagio, ansia, paura, tristezza ecc.? Che cosa invece le dà gioia, senso di libertà, voglia di vivere, desiderio di impegnarsi? In che cosa? Sarà necessario poi trovare una sintesi di questo lavoro di analisi e credo sarebbe utile un aiuto professionale anche breve per fare ordine (posso consigliarle un collega di BG) Investire sul matrimonio? SI - Si perché è giovane e può fare molto per farlo funzionare, e se non va ricominciare da capo. Sì perchè se trova dentro di sé le risposte alle domande che si sta facendo, anche se scoprirà che non ne vale la pena - o suo marito si sarà stancato della mogliettina inquieta e problematica - lei avrà capito dove vuole andare invece di scappare. Si fermi, ascolti le sue emozioni, cosa le stanno dicendo? Troverà risposte e orientamento, fiducia in se stessa e calma.
Salve Stefania, non sta a noi, né come professionisti né come esseri umani, giudicare cosa è giusto oppure sbagliato e valutare il comportamento delle persone senza sapere come e perché la persona si comporti in un determinato modo. Lei sta attraversando un periodo difficile, un momento conflittuale in cui ha una spinta al cambiamento, alla conoscenza, a superare dei limiti, forse, che si è imposta in passato e la paura di poter andare, l'ancoraggio ad affetti e persone e a un porto sicuro. Suo marito l'accetta così com'è, e lei si sente “sbagliata”, ma più che di "sbagliato" dentro di lei c'è molta confusione, c'è paura ma credo anche il suo bisogno d comprendere, magari con l'aiuto di un professionista, ciò che le sta succedendo.
Buongiorno, dalla sua domanda si evince che da un anno sta vivendo una situazione di estrema confusione e ambivalenza. A volte pur riconoscendo determinati comportamenti come sbagliati o non consoni, non siamo in grado di non metterli in atto, questo perché essi soddisfano determinati bisogni inconsci. Le consiglio di rivolgersi ad una psicoterapeuta per far chiarezza nella sua vita, ritrovare l'equilibrio personale, per poter migliorare le sue relazioni sentimentali e non far soffrire le persone che le stanno accanto. Per qualsiasi cosa sono a disposizione, cordiali saluti,
Gentile signora Stefania, è molto difficile, per non dire azzardato, esprimere un pare su una situazione così complessa leggendo solo poche informazioni. Tuttavia, la ringrazio della sua sincerità e credo che si possano sollevare, se non altro, alcuni dubbi, utili ad una sua più profonda riflessione. Si è mai chiesta come mai si senta felice con una persona in cui lei stessa vede l'impossibilità di costruire qualcosa di stabile? inoltre, ha riflettuto sui motivi per cui non è più attratta dalla figura di suo marito? Ovviamente le informazioni sono molto limitate, ma una cosa che mi ha colpito è la diversità delle descrizioni delle due figure; una "porto sicuro" l'altra "sbagliata". Ed infine, pensa che restare "sospesa" fra un porto sicuro in cui non si abbandona completamente e la voglia di fuga che non appaga, possa portarle dei vantaggi? Spero che queste riflessioni possano aiutarla a comprendere meglio la situazione.
Salve Stefania, non credo che lei sia sbagliata, ma "solo" in un momento in cui fare chiarezza rispetto a quali siano i suoi bisogni in quanto donna e rispetto al tipo di uomo desidera avere accanto. E per capirlo è necessario volgere lo sguardo all'interno di se stessi. Spesso tutti noi tendiamo ad affidare la nostra felicità o infelicità agli altri; in realtà dovremmo prima imparare a capire quali sono i nostri bisogni più profondi e quali necessità cerchiamo di soddisfare anche attraverso la ricerca di un partner. Che altri bisogni ci sono dietro la sua voglia di evasione e dietro la ricerca di un porto sicuro? Mi permetto di suggerirle anche l'eventualità di una terapia di coppia. Rimango a disposizione qualora desiderasse contattarmi nuovamente.
Carissima Stefania, dalle tue parole capisco che ti sei sposata molto giovane, dal momento che hai 28 anni. Forse è proprio questa la causa del tuo bisogno di evasione da una vita coniugale arrivata forse troppo in fretta. Cosa intendi esattamente per "sbagliato" quando parli del tuo amante? Capire i tuoi bisogni, il tuo modo di pensare, la tua vita precedente al matrimonio e le motivazioni che ti hanno spinta a fare determinate scelte sarebbe molto importante per poter fare chiarezza sulla situazione. Credo sia il momento di farlo, così potrai sentirti davvero libera di intraprendere un percorso di vita in linea con il tuo modo di essere, senza limitazioni, sentendoti davvero felice e limitando i tuoi sbalzi d'umore, oltre che investire emotivamente sulla situazione che per te risulta essere la più importante e appagante. Se anche tu senti che sia giunto il momento di provare a confrontarti su questi argomenti io mi metto a tua disposizione. Ricevo a Lovere, sul lago d'Iseo. In bocca al lupo!
Cara Stefania, la tua situazione è simile a quella di molte altre donne, che magari la tengono nascosta. Tu hai avuto il coraggio di affrontarla. Credo che tu voglia fare chiarezza ed anche semplificare la tua esperienza. Non sempre questo è possibile, per te forse non è possibile subito. Alcune esperienze non possono che essere vissute. Quello che provi, ed anche quello che fai, non è di per sé sbagliato: direi che indica una tua incertezza ed un'insicurezza di fondo. Sul momento ti consiglio di mettere da parte i sensi di colpa che certamente provi a causa della relazione con 'l'altro'. E' importante capire che cosa rappresenta per te quest'uomo. Ti consiglio di non confidarti con tuo marito su questa faccenda: capirebbe soltanto che l'hai tradito. Diversamente, questa vicenda con un altro uomo significa ben di più che un tradimento! Rappresenta il tentativo di superare i limiti delle convenzioni sociali e di esprimere la tua personalità, anche se a volte un po' contraddittoria. Il tempo ti porterà consiglio. Cordialità, N.B.: Cercami sul web!!
Cara Stefania, comprendo il suo momento di difficoltà e rilevo, nelle sue parole, la difficoltà a stringere un legame profondo con le persone. Questa relazione di un anno le permette di non legarsi completamente a suo marito. Con tutti gli uomini presenti al mondo ha scelto proprio di stringere una relazione con una persona "sbagliata" che non starà mai con lei e le garantisce pertanto una distanza di sicurezza protettiva per lei. Quando le persone si avvicinano troppo lei si sente in difficoltà e prova l'istinto di scappare. Mi sembra che la sua difficoltà profonda sia quella di stringere una relazione di vicinanza e intimità. Penso sia importante per lei lavorare su questo tema per poter essere felice. Se vuole ricevo a Fontanella (BG) 20 min da Bergamo. Mi contatti pure per una prima seduta gratuita o per una consulenza telefonica. Un caro saluto
Buongiorno Stefania, E' evidente che in lei si contrappongono due tendenze diverse, in conflitto, che le rendono però la vita davvero difficile, mi par di capire. Non sappiamo molto di lei, della sua storia personale e coniugale, ma dalla sua email si evince che sembra vivere in due storie diverse e parallele due parti di sé, che evidentemente lei stessa sente come inconciliabili: una che vuol sentirsi libera come reazione ad un senso di claustrofobia, l'altra che desidera invece vivere sotto la protezione quasi materna di uomo che sembra assicurarle una presenza ed un affetto incondizionato. Le consiglierei di intraprendere una psicoterapia, magari ad orientamento psicanalitico, per cercare di comprendere questi diversi aspetti di sé, che la conducono a vivere come se fosse divisa tra desideri contrapposti. Buona Fortuna

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