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Il suicidio è da egoisti, vigliacchi?

Alessandra

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Salve, Sento dire spesso che il suicidio è da egoisti, vigliacchi ecc...vorrei sapere se è questo il motivo. Una persona che sta male psicologicamente ed ha frequenti pensieri suicidi da parecchi anni più o meno da 10 anni, li ha per egoismo? Perché la persona in questione non è sola, ci sono i suoi genitori ed un amico, ha un disturbo ma non credo dipenda da questo. Oppure questi pensieri potrebbero essere dovuti al senso di colpa?

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Alessadra, la sua difficoltà probabilmente e' riconducibile ai suoi vissuti, alle relazioni con i suoi genitori o le figure di accudimento, il suo IO al momento non e' stabile, e' oppresso da vincoli e "chiusure" imposte dal suo contesto. Sarebbe molto importante inoltre poter esplorare i suoi lutti e come ha vissuto l'infanzia. Data la sua giovane età, ritengo abbia tutte le risorse e possibilità per risolvere la sua difficoltà. Se vuole fare un primo colloquio gratuito nel mio studio a Bergamo non esiti a contattarmi,

Guy Berard ha scoperto un dato interessante sulla tendenza al suicidio. La maggior parte delle persone che tendono al suicidio hanno una particolare disfunzione nella qualità della percezione uditiva, un audiogramma tipico. Se, attraverso la terapia AIT Berard, si riesce a modificare l'audiogramma, spariscono i pensieri depressivi e la tendenza al suicidio. Io stesso ho potuto verificarer questo dato in alcuni pazienti.

Questo dato fa riflettere e porta a pensare che, indipendentemente dalla causa, questi pensieri possono essere associati non solo a una causa psicologica ma anche ad un substrato fisiologico, neurologico, specialmente se persistono da anni.

Buonasera, 

un pensiero suicidario è la manifestazione di un grande dolore ma soprattutto di grande insoddisfazione verso di sè,gli altri, della propria vita ed essere sprovvisti della capacità di modificarla. Se è presente nella mente di questa persona da 10 anni molto probabilmente sarà parte di un suo disturbo e sentirsi in colpa per la propria sofferenza spesso è parte de disturbo stesso.

Cara Alessandra, possono essere tante le motivazioni che spingono una persona a pensare di poter togliersi la vita... ed ovviamento sarebbe importante indagare... ma il volersi suicidare secondo te può essere considerata un'azione altruista? I familiari e i cari che sono vicini a questa persona, secondo te, preferirebbero aiutarla a superare i propri problemi o convivere per tutta la vita con lo straziante dolore delle perdita e venire massacrati per sempre dal senso di colpa per non aver saputo aiutare il proprio caro?

Ovviamente chi ha questi pensieri è accecato e torturato dal proprio dolore e vede come unica via di uscita.. il suicidio.. bisogna essere molto coraggiosi per affrontare una scelta del genere ma allo stesso tempo bisogna essere molto coraggiosi nel decidere di affrontare ciò che ci fa stare male! Lo stesso Goethe affermava "certo è più facile morire che affrontare con fermezza una vita dolorosa"

Questa persona ha mai fatto un percorso psicoterapuetico? sarebbe importante darsi la possibilità di affrontare tale sofferenza.. Per le persone che hanno questi problemi generalmente il successo vale zero e l'insuccesso vale doppio! Ma è comunque possibile con l'adeguato sostegno riuscire a cambiare le lenti con cui si guarda il mondo!

Gent.ma Alessandra,

Il suicidio, o il pensiero del suicidio, non va pensato secondo categorie morali, ma come una patologia, con la quale si osserva il mondo in relazione alla propria persona, e viceversa. O anche solo la propria persona. Ed è chiaro, fin troppo chiaro, come questa Persona, di cui Lei ci parla, abbia bisogno, più che di ricevere giudizi che stabiliscano se sia egoista o abbia sensi di colpa, di un Ascolto professionale, dove depositare le proprie angosce e ricevere una appropriata interlocuzione.

Molte cordialità,

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