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Senso della vita

Davide

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Buonasera! Vorrei scrivere questo post perché mi piacerebbe essere utile a qualcuno che potrebbe trovarsi nella mia stessa situazione. Sono un ragazzo di 26-27 anni, ho un lavoro part-time a tempo indeterminato (seppur per ora per pochi mesi all'anno) che mi rende iperfelice e di cui vado fiero, orgoglioso. Tuttavia in passato ho sofferto di disturbi emotivi molto forti e oggi credo che non vada qualcosa nel mio privato: vivo ancora con i miei che non mi accettano come omosessuale, non ho voglia di coltivare i miei hobby (es.: la politica) perché dentro di me ho due anime: una di destra ed una di sinistra. Vorrei andare in palestra o fare yoga o avere altri hobbies, però poi mi manca volontà e tanto so che non servirebbe a nulla, poiché mi sentirei brutto ed imbranato (come succede nelle attività pratiche - es.: guidare). Vorrei trovarmi un lavoretto per andare via di casa ed essere indipendente a livello economico, ma poi desisto perché mi sento incapace. Vorrei uscire, andare in locali gay a Milano o uscire con un ragazzo conosciuto in chat, ma poi ho un giudice morale dentro di me che mi fa sentire in colpa, soprattutto verso i miei genitori. Non so quale sia il senso della vita per una persona lgbt come me a parte il mio impiego part-time. Un po' di confusione direi. Mi piacerebbe avere un manuale che mi dicesse cosa fare e seguirlo alla lettera, ma so che non esiste.
Buona serata e grazie.

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve, credo che il nocciolo della questione sia la sofferenza legata ai disturbi emotivi molto forti che ha avuto in passato.


Vorrei approfondire la natura del rapporto che ha con le sue "due anime interiori", che sembrano entrare in conflitto tra loro.


Mi dispiace se si sente incapace, come ha maturato questa idea nel tempo? C'è stato qualche evento specifico?


Credo che in casi del genere sia opportuno fare una psicoterapia individuale, per avere le risposte che cerca.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Caro Davide,


lei ha ragione, non esiste un manuale che possa indicarle come e cosa fare. Può,  però iniziare a "pensare di sè" in modo positivo. Ha un lavoro (seppur part time) che le piace e una famiglia della quale non parla, ma che sembrerebbe sostenerla. La sua paura è quella di non essere all'altezza e abbastanza "capace" ad affrontare situazioni nuove. Cerchi di sperimentarsi e rischiare un pochino. Ovvio, questo non basta. Sarebbe opportuno poter intraprendere un percorso personale, che l'aiuti a sentirsi e percepirsi diversamente da come descrive, che possa infondere in lei sicurezza e autostima. 


Auguro buona fortuna 


Dott.ssa Elisa Danza 

Salve Davide, sembra che il nodo del problema sia questo rapporto che ha con i suoi genitori, questa dipendenza psicologica da loro, dal giudizio etc. Un nodo che condiziona tantissime scelte di vita, a causa del genitore che fa da giudice interno, nella sua testa.


I genitori non accettano la sua omosessualità, e cosa si può fare per questo?! Si può solo accettare questa realtà, col dispiacere- dolore che comporta, ed andare avanti nella vita. Per potersi sentire come si sente quando svolge il suo lavoro part- time. Capire cioè quanto sia importante lasciare il giudizio, e fidarsi di più di se stesso, apprezzarsi come persona. Diventare una persona responsabile delle proprie scelte, senza quella paura costante di non andare bene in qualcosa, o di sbagliare. Valutare tutti i vantaggi di una separazione di fatto da suoi genitori, per ritrovarli più avanti e instaurare un rapporto da adulto a adulto.


Buona riuscita,


Dr. Cameriero Vittorio 

Caro Davide, la sua lettera è molto amara e mi ha fatto male.


Il problema centrale è ACCETTARSI e imparare a volersi bene. Invece è bloccato dai sensi di colpa ed esprime imbarazzo per il suo corpo, quasi si sentisse impotente nel controllarlo. Mi sembra una persona ipersensibile, da questo apprezzabile aspetto della sua personalità forse nascono le difficoltà ma anche le opportunità al cambiamento. Affronti un percorso di consapevolezza e autostima con l'aiuto di un bravo psicologo e smetta di autoboicottarsi, imparando ad essere orgoglioso di ciò che è e a prendere in mano la sua vita.


Un grande abbraccio

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