È tutto così ovattato

alessia

Sono Eris, sono un ragazzo trans di 20 anni, in precedenza avevo già scritto qui sopra con il mio deadname.
Mi sento bloccato, come se fossi in una situazione di stallo da cui non riesco ad uscire. Nel 2019 sono scappato di casa (avevo 18 e 5 mesi) per vari motivi, avevo provato varie volte il suicidio, perché era l'unica risposta alla mia sofferenza. Ma poi ho deciso di andarmene. ho passato 1 anno sulle spalle di mia zia che mi ha fatto da figura materna e mi ha aiutato. Adesso mi trovo in provincia di Napoli (in precedenza, il luogo da cui sono scappato è in provincia di Rovigo, poi sono stato in provincia di Modena), senza lavoro e con la testa piena di domande. A gennaio farò 21 anni ed io non so letteralmente cosa fare della mia vita, vorrei fare tante cose, vorrei mettere a tacere "il passato" e respirare. Vorrei essere felice, nonostante abbia iniziato a vedere la felicità come un intervallo fra un male e l'altro. Ma vivere un esistenza di sofferenza mi sembra troppo.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Caro Eris, sarebbe bello, come tu dici, mettere a tacere il passato, ma se ci tormenta così tanto significa che dobbiamo andarlo a scoperchiare, per essere persone più libere e consapevoli. A volte ci sentiamo prigionieri di noi stessi, ma se riusciamo ad essere più forti è consapevoli, possiamo liberaci dai nostri pesi. Il racconto di sé stessi, anche se doloroso, è importante perché liberatorio. Infatti solo accettando la nostra storia di vita possiamo imprimere una svolta, un cambiamento che, come auspici, porta alla felicità. Un abbraccio forte 

Salve Alessia, mi spiace molto per la situazione che descrive e comprendo il disagio connesso.

Ritengo fondamentale che possa richiedere un consulto psicologico per esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Per quanto riguarda i pensieri suicidari, se arrivano questi vuol dire che la persona creda che non ci sia più nulla da fare; al contrario, è necessario cambiare la prospettiva e iniziare a vedere i punti di forza e le risorse da cui partire per risalire.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL