Adolescenza

Ho intenzione di scappare di casa domani

Giulia

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Ho 18 anni ed è da quando ne ho 11 che sono vittima di bullismo a scuola. A casa la situazione non è delle migliori e mio padre mi odia letteralmente. Mi ha mandata a quel paese molte volte e anche insultata e io sono davvero stanca di subire. Desidero tanto sparire e ho bisogno di farlo ma non saprei da chi andare. Ho tanta tanta paura ma se rimango in questa casa un solo giorno in più rischio di commettere qualcosa di folle. Si ho provato già l’autolesionismo e l’anoressia. Desidero solo sentirmi in pace vi prego di aiutarmi.

16 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Giulia, 


alla luce delle tante risposte corrette scritte dai numerosi e bravissimi colleghi aggiungo alcuni brevi stimoli che spero possano essere di ulteriore aiuto.


Scappare come avrai letto, non serve a nulla, ma se l'esigenza di andare via prosegue puoi cercare qualche parente che ti sostenga e ti ospiti per un periodo mentre riorganizzi la tua vita e ti fai sostenere psicologicamente. 


Non è chiaro se sei ancora a scuola o se hai già concluso il ciclo di studi, in entrambi i casi potresti iniziare a fare attività di volontariato (smistare roba presso i centri caritas, cantare in un coro della parrocchia, aiutare i bambini a fare i compiti presso un oratorio comunale ecc) o piccoli lavori (dog sitter, volantinaggio, cameriera ad ore, animatrice per le feste) per iniziare a vederti in ottica più autonoma e capace, piuttosto che in ottica di vittima (ex vittima di bullismo, che purtroppo è un dolore immenso spesso non compreso).


Forza! Siamo tutti dalla tua parte! 


Dr.ssa Angioni

Cara Giulia si percepisce dalle tue parole che stai soffrendo molto.


La fuga spesso ci sembra l'unica soluzione per interrompere il dolore che ci affligge, ma possiamo cercare altre strade meno lesive e meno sofferenti.


Hai dentro di te molta energia, è fondamentale riscoprirla e utilizzarla per cercare la tua felicità. 


Quando ci facciamo del male cerchiamo di scaricare su di noi tutte le colpe che gli altri ci addossano con il loro comportamento, oppure cerchiamo di creare un dolore più grande per non affrontare quello che già sentiamo. 


Rimango a tua disposizione e in ascolto se hai piacere di parlare in modo più approfondito di questo momento così faticoso della tua vita.


Dott. Valentina 

Cara Giulia, subire comportamenti di bullismo per tutti questi anni deve essere stato molto doloroso, soprattutto se in famiglia la situazione non viene compresa e il clima non è sereno. Fuggire o provocarti del male non ti aiuterà a stare meglio anche se a te ora potrà sembrare l'unica soluzione possibile. Prova a fermarti un attimo e a provare a parlare con i tuoi familiari spiegando che tu stai soffrendo e che hai bisogno di loro e di un aiuto. Insieme provate a cercare uno specialista con cui avviare un percorso psicoterapico che possa sostenerti e supportarti.


Un caro saluto


Dott.ssa Anna Santoro


Psicologa, Psicoterapeuta

Salve Giulia, avresti bisogno di sentirti sostenuta emotivamente, perché senti un carico  troppo pesante. Puoi rivolgerti ad un consultorio psicologico del tuo quartiere, o ad un professionista psicoterapeuta privato, anche on line. È importante ti faccia guidare da qualcuno per capire come difendersi dai fenomeni del bullismo, e come gestire la tua emotività nella famiglia.


Auguri,


Dr. Cameriero Vittorio 

Buongiorno Giulia come lei ha detto ha già provato diverse forme di autolesionismo e non le è servito! E scappare di casa per andare dove? Forse potrebbe ipotizzare per il suo bene un tipo diverso di soluzione. Cosa accade se assume un ruolo più diretto? Senza continuare a subire? Lei dice mio padre mi odia cosa vuol dire? E cosa intende per commettere qualcosa di folle? Provi a sentire in se stessa cosa la blocca nell'affrontare l'altro. 

Ciao, io non penso che tu abbia bisogno di sparire ma di essere aiutata. Da quello che scrivi mi arriva tanta sofferenza, ma anche un desiderio di vedere una mano che si tende per aiutarti. Non so dove abiti ma a seconda di dove stai, esistono diverse realtà che potrebbero iniziare a darti una mano, come ad esempio i consultori familiari. Quello che però è sicuro è che non basta una risposta scritta per poterti aiutare davvero. Ti auguro ogni bene possibile. 

Carissima Giulia,


comprendo dal tuo breve messaggio una grande sofferenza che dura da diverso tempo, sia a scuola che in famiglia, dove sperimenta mancanza di valorizzazione, di attenzione positiva, di tenerezza nei suoi confronti. Ed in tutto questo lei merita accoglienza ed ascolto.


Prima di prendere decisioni, se vuole, la invito a contattarmi tramite il modulo contatti.


Resto a disposizione.


drssa Chiara Lecca

Giulia dalle poche righe che hai scritto si coglie benissimo il tuo disagio. Scappare non sempre è la soluzione migliore per risolvere  i propri problemi. In questo momento sono difficoltà insormantabili e lo capisco, è  comunque importante trovare qualcuno con il quale parlare di questi tuoi stati d'animo per ridefinirli e  aiutarti a comprendere le strategie per affrontarli. Siamo spesso tutti i ritardo ma sempre in tempo per risolvere i nostri problemi e dare una  direzione diversa alla nostra vita. Se non hai nessuni con il quale condividere questo tuo disagio ti  puoi rivolgere al consultorio familiare più vicino a casa. Con discrezione e professionalità sono sicura che ti sapranno aiutare ad affrontare questo momento così delicato della tua vita. In bocca al lupo. 

Ciao,


comprendo che in questo momento tu veda tutto " nero". Ma non è scappando di casa che le cose miglioreranno, anzi, rischi di "finire dalla padella alla brace" . La vita da vagabonda è piena di pericoli, inoltre, visto che il tuo desiderio è quello di vederti riconosciuta per le tue idee e necessità, scappando, i tuoi genitori vedrebbero confermata la loro idea, ovvero che tu sei una ragazza "immatura" . Dimostra sul campo ciò che vali. Ricordati che tutto passa. Ricordati gli insulti che ti hanno fatto i bulli ti feriscono nella misura in cui dai loro importanza. Ad esempio, se tu temi di essere non attraente e loro ti dicono "sei brutta ", ti fa male perché dai credibilità a quelle parole, mentre se ti dicessero "hai 3 orecchie" , quelle parole non avrebbero nessun impatto su di te perché le roteresti prive di fondamento. Ora, togli l'importanza a quelle parole, svuotale e vedrai che smetteranno di farti male. 
Per quel che riguarda i tuoi genitori, guardali, sono un uomo e una donna, e come tali, non sono perfetti. 
cercano di fare del loro meglio, ti vogliono bene, ma non riescono a capirti. Non è che non lo vogliano. Solo, non sono in grado.


 

Cara Giulia,


quello che posso dirti è che, nell'ambito della mia professione, ho quotidianamente a che fare con giovani ragazzi che vivono dei disagi purtroppo simili ai tuoi. Spesso in queste situazioni la paura e l'ansia sono così forti da portare al compimento di gesti avventati come atti di autolesionismo e/o fughe ma, se accompagnati, si possono invece sostenere e risolvere in modalità molto più funzionali. Anzitutto il sistema italiano prevede che i giovani come te possano rivolgersi a servizi appositi, quali Consultori e/o centri sociali, dove ci sono professionisti in grado di accogliere i tuoi bisogni e rispondervi nella maniera più adeguata. Inoltre, il supporto di figure come gli psicologi possono rappresentare un'importante risorsa, anche nel momento in cui tu venissi trasferita in una struttura quale una casa d'accoglienza o una comunità. Essendo maggiorenne, quest'ipotesi sarebbe esclusivamente una tua scelta.


Ciò che posso suggerirti è quindi di cercare un aiuto, cercando di superare i tuoi timori, certa che questa scelta potrà essere molto preziosa per te.


I miei migliori auguri,


Dott.ssa Decla Vivolo

Buongiorno Giulia,


mi dispiace molto per la tua situazione, ma questo non è il posto dove scrivere per un'emergenza. Contatta il CPS (Centro Psico-Sociale) della tua zona, oppure se senti un forte impulso a farti del male vai al pronto soccorso. Avresti anche potuto rivolgerti allo psicologo scolastico o al servizio sociale di tutela minori fino a poco tempo fa, ma essendo ormai maggiorenne puoi provare a contattare un assistente sociale del tuo comune. Comunque se stai così male devi rivolgerti a un servizio di emergenza. Se non riesci a trovare aiuto, ricontattaci: magari dandoci maggiori indicazioni ti si può indirizzare meglio.


Molti auguri


Dott.ssa Francesca Fontana

Gentile Giulia,


dalle sue righe si evince particolare tristezza, vuoto interiore e sconforto generale ma anche molta rabbia.


Ha provato a parlare con qualcuno di queste sue difficoltà? A scuola le insegnanti non si sono accorte delle vessazioni subite? Come sta provando a migliorare questo momento difficile? Sono certa che ha anche lei delle sue risorse da poter mettere in atto o dei sogni di vita da voler raggiungere nel tempo.


In casa dice di avere difficoltà comunicative ed emotive con suo padre. Il rapporto con suo madre come è? Secondo lei come mai suo padre la “odia”? Da sempre o c’è stato un evento scatenante? E’ una persona con cui ci si può confrontare o un rapporto “chiuso” e difficile da “aprire”?


Le consiglio di richiedere un aiuto da un collega nella sua zona per poter valutare l’inizio di un percorso psicoterapeutico dove potrebbe approfondire meglio questo suo malessere, parlare in un luogo neutro e senza giudizio di queste sue difficoltà e rivolgere una maggiore attenzione alle problematiche descritte da lei. Talvolta poter parlare con una persona che non si conosce, che non giudica, osservandosi e descrivendosi in una modalità diversa che non con un’amica o un adulto di riferimento può già essere un inizio di cambiamento e una base su cui porre le colonne per una graduale felicità che anche lei si merita. Infine, potrebbe arrivare anche a conoscere meglio se stessa, le emozioni che prova, ad imparare a descriverle, a capire come vive certi “eventi” anche col corpo per migliorarsi e stare sempre meglio.


Rimango in attesa per eventuali richieste, via email o anche per una consulenza online, o se vorrà rispondere in privato alle domande che le ho posto; per poterle consigliare proposte o percorsi più dettagliati.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa - Psicoterapeuta


Studi su Torino e provincia


Consulenze anche online

Mi da molto dolore leggere questa lettera.


Vorrei solo dire che una via d'uscita c'è sempre, ma bisogna ripartire da se stessi, dalla cura di se stessi, acquisire, anche aiutati da professionisti, lucidità, tranquillità, per poi decidere di vivere la propria autonomia, lontano e comunque fuori da un ambiente disfunzionale.


Si affidi a dei professionisti per un percorso mirato.


Faccia quello che nessuno ha ancora farro per se: inizi a trattarsi bene.


Buona vita.


In bocca al lupo.


Monia drssa Pizzuti 

Buongiorno, vedo che ha già la consapevolezza che anoressia e autolesionismo sono sintomo di un disagio psichico, derivante sia dalla situazione familiare che scolastica. In particolare l'autolesionismo risponde all'esigenza di rendere fisico, e quindi maggiormente affrontabile, un dolore mentale ben più difficilmente comprensibile e trattabile. Penso che trovare aiuto in una psicoterapia potrebbe giovarle.


Nel caso dovesse decidere in questo senso, le raccomanderei di affidarsi ad uno psicoterapeuta, e non semplicemente ad uno psicologo non specializzato. Un caro saluto. Fabio Fagnani

Carissima Giulia


mi spiace molto leggere le tue parole di estrema sofferenza. Sembra che tu non abbia nessuno a cui appoggiarti. Parli del tuo papà, ma la tua mamma?


Da ciò che descrivi, penso sia fondamentale farsi sostenere da un professionista (psichiatra, psicoterapeuta) che possa aiutarti ad affrontare la grande sofferenza che porti dentro e avere la forza di superarla.


Non hai altre figure di riferimento (adulte) alle quali poter chiedere un aiuto?


Non puoi affrontare tutto da sola, non è possibile.


Meriti di poter trovare una soluzione al tuo malessere, ormai persistente e presente da tempo.


Rifletti sulle mie parole.


Auguro con tutto il cuore buona fortuna.


Dott.ssa Elisa Danza

Perchè farlo veramente Giulia? Scappare significa veramente andare verso l'incerto e la mancanza di sicurezza totale. Piuttosto parla con qualcuno che ritieni competente delle tue difficoltà, sono certa che avrai maggiore tranquillità con un confronto adeguato magari con una figura tua di riferimento, una amica, una psicologa, qualcuno che "dal vivo" ti faccia capire l'importanza di affrontare le difficoltà, senza scappare, scappare dalla realtà non serve mai... 

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