Famiglia e bambini

La mia ex manipola la bambina di 9 anni

Fabrizio

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Salve, la mia domanda riguarda l'alienazione genitoriale. La mia ex manipola la bambina di 9 anni. In breve. la interroga dopo che ha passato del tempo con me, la obbliga a mantenere dei segreti verso il papà, gli dice che se non mi fa rispettare le regole non potrà più vedermi, quando sta nella mia casa deve continuare a rispettare le regole della madre ecc... La bambina è come un burattino nelle sue mani! Come posso difenderla? Io gli ho sempre detto che lei ha la mamma più buona del mondo, che non deve avere segreti con la mamma e di dire sempre la verità anche se scomoda. Faccio male? I miei parenti mi consigliano di dire alla bambina che è necessario mentire alla mamma, che la mamma sbaglia e che lei, anche se piccola, deve capire queste cose e prendere posizione. Io non sono d'accordo perchè mi sembra di aggravare ancora di più la situazione di mia figlia. Che differenza ci sarebbe, ai suoi occhi, tra me e la madre? Mi potete aiutare a capire? Comprendo che ci sono situazioni ben più gravi ma io vorrei fare il possibile affinché mia figlia cresca sana e forte. Consigliatemi anche delle letture se lo ritenete opportuno! Grazie per la vostra attenzione, Fabrizio.

24 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

salve signor Fabrizio,

in merito alla sua domanda mi sento di doverle dire che l'educazione della bambina spetta ad entrambi i genitori, pertanto dovrebbe lei provare a trovare un accordo con la sua ex moglie per gestire "insieme" l'educazione della bambina in modo che possa con lei stilare un piano educativo comune in entrambe le famiglie .

se non crede che da soli riuscireste a travare accordo le consiglio una mediazione familiare.

distinti saluti

Gentile  utente,

non sappiamo quali siano i suoi rapporti anche di tipo legale con la sua ex e questo è invece un dato importante. In ogni caso lei è un genitore e deve cercare di vivere appieno il suo ruolo, comprensivo di diritti e doveri.

Uno psicoterapeuta di coppia potrebbe sicuramente aiutarla a districarsi meglio nei rapporti sia con la sua ex, sia con la bambina. L'indrizzo terapeutico della Gestalt in particolare è particolarmente adatto per capire e modificare le relazioni interpersonali. Cordiali saluti

buona sera

sono la dott.ssa filomena lopez ,psicologa, nelle fasi di separazioni chi ci rimette sono i figli, in questo caso la sua ex sta usando sua figlia, per continuare ha farle del male ad entrambi, credo che la cosa da fare dire sempre la verità alla piccola , non mentirle, renderle le cose più tranquille possibili, quanti giorni sta con lei, quanto ne trascorre con la madre. Cerchi di non confondere sua figlia con le regole, cerchi di spiegare cosa sono queste regole, forse è il caso di parlare con questa mamma. 

LE letture possono essere dal bambino dotatto autrice francoise dolto 

al bambino alla ricerca del vero se ... autrice una francese francoise dolto 

Signor Fabrizio, 

Condivido il suo comportamento nei confronti della bambina, mantenersi coerente per quanto risulta difficile è di grande importanza,  soprattutto visto il mancato equilibro psico-affettivo della sua ex moglie.

Che differenza c'è fra lei e la sua moglie? Più che differenze, direi che si tratta di aspetti complementari,  la madre andrà a formare certi aspetti interni alle figlie ed il padre proprio altri, necessari entrambi!

Una madre sufficientemente buona insegna alla propria figlia che significa essere donna oggigiorno,  il rapporto con la femminilità interna. Quindi una madre sufficientemente buona deve offrire contenimento, nutrimento fisico e spirituale, amore incondizionato, accettazione incondizionata, dolcezza, sopporto, pazienza e attenzione!

Invece il padre sufficientemente buono insegna alla propria figlia il tipo di uomo che lei potrà trovare nel mondo esterno, crea l'immagine interna del maschile interiorizzato, maschile che le condizionerà in modo inconscio le scelte circa il compagno di vita! Cosa dovrebbe offrire un padre sufficientemente buono? la saggezza,  dando senso alle cose, i confini-limitare le cose, insegnare mantenere i giusti confini-non farsi entrare dentro dagli altri, non calpestare gli altri, la consapevolezza delle certe situazioni, incoraggia e crea la frustrazione positiva!

Un abbraccio!

Salve Fabrizio,

Credo che la vostra situazione sia delicata, gestire i figli dopo una separazione è sempre un argomento complesso.

E' importante essere sempre molto chiari e trasparenti con i bambini, loro sono come le spugne comprendono tutto e sicuramente sua figlia sente che sta vivendo una fase molto delicata. A volte i bambini riportano anche le cose in modo esagerato e questo porta i genitori a preoccuparsi.

In questi casi può essere utile fare un percorso di parent coaching, che vi aiuta a gestire la vostra separazione e l'educazione della bambina, in modo da poterle mandare messaggi positivi e concordi, che danno alla bambina stabilità e sicurezza.

Purtroppo non può agire sulla mamma, potrà comunque provare a parlarle spiegandole che potete fare insieme questo percorso e che questo sarà utile per vostra figlia.

Viceversa per un genitore è sempre utile seguire un percorso di sostegno alla genitorialità per comprenderele propria ansie e preoccupazioni e non trasmetterle alla piccola.
Come libro posso consigliarle" il linguaggio segreto dei bambini" sarà utile per capire se la bambina sta inviando dei segnali che possono aiutarvi a capire cosa accade in lei.

Poichè mi occupo sia di parent coaching che di sostegno alla genitorilità resto a sua disposzione, mi può scrivere alla mia mail o contattarmi telefonicamente.

Resto a sua disposizione.
Un caro saluto

Salve Fabrizio,

in accordo con lei, sono del parere non sia  positivo per il benessere della bambina insegnarle  a mentire nei confronti della mamma perché farebbe lo stesso gioco “ maldestro” che la mamma utilizza nei suoi confronti, il papà.

Quindi le consiglio di parlare francamente con la sua ex mettendo in evidenza che il proprio comportamento non da serenità e tranquillità alla vostra bambina ma che la pone in conflitto generando ansia e malessere in lei perché la figura di un  padre è altrettanto importante quanto quella della madre in qualsiasi età.

All’interno di questo contesto cercate entrambi di superare gli eventuali  rancori dovuti alla vostra separazione ed insieme trovate una modalità positiva per stabilire una  relazione positiva e trasparente che vi consenta di seguire insieme la crescita di vostra figlia.

Cordiali saluti

Salve Fabrizio, accade spesso, dopo un divorzio, che non si riesca a gestire tutti i sentimenti negativi che ne conseguono, questo fa sì che essere genitori durante questa fase non è sempre facile. Più che consultare manuali mi permetto di suggerire di parlare con la sua ex moglie da genitore, non da ex partner, tenendo presente che non sarà facile per nessuno. Se ciò non riuscisse, è importante per la crescita della  bambina, ma anche per la vostra situazione personale, farvi aiutare specificamente in questo passaggio: da famiglia tradizionale a nuova famiglia. Distinti saluti.

Salve Fabrizio fa bene a farsi queste domande. E' grave mettere inmezzo i figli ai conflitti coniugali perchè non hanno tutti gli strumenti necessari alla comprensione e perchè li si ritiene più grandi ed abili di quello che in realtà sono. Non deve assolutamente dire a sua figlia cose avverse e contrarie a quelle che dice la mamma, la confonderebbe molto e minerebbe il suo equilibrio psichico. credo che debba parlare con la sua ex-moglie, dicendole che è estremamente importante trovare un accordo su alcune cose e regole fondamentali per il benessere di vistra figlia. Se necessario potete fare una consulenza di coppia proprio su questo. Mi tenga informata sull'esito. Io lavoro anche a Roma

Salve Fabrizio, l'esclusione di un genitore, la sua continua svalutazione e la costante messa in dubbio della lealtà del bambino, alla lunga possono portare allo sviluppo di alcune psicopatologie ( blocchi comunicativi, insonnia, cefalea, asma, ansia...). quando un figlio è costretto a rinunciare a uno dei due genitori rinuncia anche all'attivazione dell'immagine interna corrispondente, sperimentando così una significativa perdita che influirà sullo sviluppo delle proprie risorse personali e sul senso di sicurezza. La cosa più difficile per i bambini è quella di non ferire i genitori. I conflittti di lealtà, il mantenimento di un segreto nei confronti dell'uno o dell'altro genitore mette il figlio al centro di un doppio legame, ossia di due forze contrastanti, entrambe molto coinvolgenti da un punto di vista affettivo.

In questo caso la cosa migliore è l'apertura dei canali comunicativi tra di voi, deponendo le armi e mettendo al centro delle vostre esigenze quello che è il vostro bene primario, vostra figlia.

buon giorno,

purtroppo queste sono situazioni molto diffuse quando si parla di gestione dei figli in casi di separazione, sicuramente l'atteggiamento di sua moglie non è conforme alla crescita serena e individuale della bambina ma probabilmente è legato ad un acting out nei suoi confronti,

per quello che riguarda lei l'atteggiamento "equilibrato "è sempre il migliore, la mamma non è ne pessima ne onnipotente, tutti commettono errori perchè " errare humanum est" quindi potrebbe trasmettere questo a sua flglia in modo tale che lei possa da sola capire le differenze tra l'uno e l'altro!!!!

io comunque le consiglierei di farsi seguire da un professionista che possa aiutarla a capire meglio situazioni relazionali che potrebbero essere risolte nel rapporto tra lei e sua moglie al fine di non diver dare a sua figlia alcun problema da risolvere!!!

IEgregio signor Fabrizio mi trova d’accordo sul fatto di non mentire alla bambina e che la stessa non sia costretta a mentire ogni volta che frequenta uno dei due genitori!! Anzi la bimba ha bisogno di molta chiarezza e determinazione!!  Non so come Lei si sia separato dalla Sua ex moglie, Le preciso comunque  che se la separazione viene affrontata con serenità  da entrambi i coniugi, non dovrebbero poi esserci grandi difficoltà nella civile gestione delle scelte e decisioni genitoriali. Se invece vi è conflittualità persistente tutti ne subiscono le conseguenze ed i  figli in particolare. Pertanto se Lei riscontra (o ha il dubbio) che la Sua ex  “manipola la bambina”  deve senz’altro riuscire a chiarirsi,  parlandone con lei, per cercare di trovare insieme un univoco metodo educativo e formativo per vostra figlia. Insieme potreste determinare quali regole la bambina deve sempre osservare (es.: lavarsi i denti dopo i pasti o almeno prima di coricarsi;  dormire da sola; fare i compiti etc.) e quali invece possono essere diverse a seconda degli ambienti familiari che frequenta (materno, paterno, dei nonni etc.). Una volta decise le regole ogni genitore deve rispettarle ed adoperarsi per  farle rispettare anche alla bimba, con pochissime e ben motivate eccezioni!! Dovreste cercare di non coinvolgerla mai in situazioni che riguardano solo voi ex coniugi. Tenga  presente che i bambini avvertono sempre il tipo di tensione emotiva che esiste fra i genitori, sia in positivo che in negativo, sono una specie di ‘carta assorbente’!! Più c’è armonia fra di voi e più serena crescerà la bambina. Quindi se fra Lei e la Sua ex moglie non esiste un dialogo cordiale e costruttivo Le consiglio di provare a proporle un percorso di mediazione con lo scopo di:  abbassare la tensione fra voi ex coniugi e giungere ad una gestione genitoriale civile,  univoca e con la consapevolezza di fare il meglio per vostra figlia.  

Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti  sono a Sua disposizione. Le faccio i miei auguri e La saluto cordialmente.

Per quanto riguarda le letture Le propongo due testi che non so se trova in libreria ma forse può ordinarli anche in internet: 

1) ‘Figli sereni di genitori separati ‘di Remo Largo    
2) ‘Manuale del papà separato’ di Maurizio Quilici.

Ma può andare in libreria Feltrinelli dove - se ha tempo - può anche leggere qualcosa lì direttamente.

 

 

Salve,

è necessario che lei si rechi da uno psicologo in modo da iniziare a "dipanare la matassa", capire quali sono le opzioni e rendersi conto del ventaglio di possibilità che ha davanti a se.

Buona serata.

Caro Fabrizio,

fai benissimo a mantenere inalterata l'immagine materna anche se talvolta i comportamenti della mamma non sono appropriati. Il legame tra la mamma e la bambina è molto forte e se tu lo metti in discussione finisci col ledere l'immagine del femminile che la bambina sta costruendo.

Ti consiglio di essere sempe moto sincero con tua figlia, ma se devi fare qualche osservazione falla tranquillamente, insegnale ad essere critica a valutare e discutere, un giorno ti ringrazierà.

Ti auguro una buona giornata.

Gentile Fabrizio,


la situazione che Lei descrive purtroppo si presenta con grande frequenza in caso di separazione dei genitori e può esser causa di grave disagio e sofferenza per sua figlia.


Anzitutto, Le consiglio di  parlare direttamente  del problema con la Sua ex-moglie. Cerchi  di capire di quali segreti “inconfessabili”si tratta; cerchi anche di concordare maggiormente le regole educative con la madre. Certamente in caso di separazione,ma anche con genitori non separati,non esiste mai una perfetta concordanza tra le regole del padre e quelle della madre,ma è importante una discreta sintonia per evitare di confondere i figli e compromettere la loro fiducia nelle regole e nei genitori .


Se non dovesse riuscire a chiarire  il conflitto con la madre,sarebbe opportuno proporle un intervento di mediazione familiare per trovare una soluzione e prevenire  un aggravamento della sofferenza psicologica di vostra figlia e anche di voi genitori.


Lei fa bene a non parlar male della madre alla bambina,ma eviti anche affermazioni troppo elogianti  che risultano poco credibili nella vostro situazione conflittuale. Eviti i “controinterrogatori”,che creano senz’altro ulteriore disagio a sua figlia.


Le consiglio di leggere:


Dai figli non si divorzia. Separarsi e rimanere buoni genitori


Autore


Oliverio Ferraris Anna


BUR Biblioteca Univ. Rizzoli


 


Per ulteriori informazioni mi può contattare via email


Cordiali saluti

Gentile Fabrizio,

la cosa più importante in questa situazione di tensione è quella di non mettere in nessun modo vostra figlia nella posizione di dover scegliere tra la mamma e il papà. Per quanto possa essere "manipolata", sua figlia vuole bene sia a lei che alla mamma e deve essere tutelata e protetta da qualsiasi tipo di conflitto o ripicca esistente tra lei e la sua ex-moglie (parenti compresi!). Rassicuri sua figlia che, qualsiasi cosa succeda, sia lei che la mamma le vogliono bene. Sia onesto con la bambina ed è giusto dirle di essere sincera anche con la mamma. Qualsiasi cosa pssa fare la sua ex-moglie per "manipolarla", lei continui a stare vicino a sua figlia, a rassicurarla, a chiamarla al telefono, a passare del tempo che sia vostro (suo e di sua figlia) esclusivo, a farle capire quanto le vuole bene. Capisco che possa non essere facile se la sua ex-moglie sta davvero cercando di allontanare sua figlia da lei, ma è importante insistere nonostante tutti gli ostacoli, infatti l'unica vera sconfitta per sua figlia, a mio parere, è che possa sentirsi "abbandonata" dal suo papà che si è "arreso" e non l'ha più cercata. Inoltre è molto importante che nè lei, nè eventuali parenti, facciate sentire la bambina colpevole o responsabile perché da retta alla sua mamma e sembra che si faccia manipolare da lei. In realtà sua figlia non è un burattino nelle mani della sua ex, ma semplicemente cerca di tutelarsi per non rischiare di perdere anche la mamma contrariandola dopo che comunque in qualche modo ha già perso il papà (nel senso che non vivete più tutti insieme come famiglia). Sarebbero tante le cose da dire, ma queste mi sembrano le più importanti. Spero di esserle stata d'aiuto in qualche modo. Buona fortuna e non si "arrenda". 

caro Fabrizio,

comprendo la preoccupazione nei confronti di tua figlia che a quanto scrivi è sottoposta a pressioni non adatte ad una bambina di nove anni che avrebbe diritto ad un clima familiare accogliente e rassicurante; al contrario mi pare che in questo modo la bambina viva un forte senso di colpa ogni volta che torna a casa della madre dopo avere trascorso del tempo con te e questo nuoce al suo benessere psichico. è importante che tu e tua moglie iniziate a fare un percorso come genitori: proprio per questo, anche se difficile soprattutto per tua moglie ,sarebbe importante mettere da parte rancori,ripicche ecc ecc e mettere in primo piano la felicità della bambina perchè possa avere la certezza di due genitori adulti e capaci. nel nostro territorio esistono ad esempio centri per le famiglie dove c'è la possibilità di essere sostenuti nel difficile compito genitoriale; prova ad informarti, magari esistono anche nella tua città! in bocca al lupo!

Trovo assolutamente giusto parlare bene della mamma e non esortare la piccola a mentire o a non avere segreti.Lo trovo piuttosto deleterio. Ne parli anche con la madre, perchè è importante che la bambina non parteggi per l'uno o per l'altro, ma che trovi due genitori che la amino incondizionatamente, proprio perchè è vostra figlia. Io non consiglierei nessuna lettura al padre, ma piuttosto alla madre... Forza e coraggio padri di buon senso

Gentile signore,

No, mentire alla mamma no. Non le insegni a mentire, ma a giudicare e a scegliere. Non è facile perché la piccola ha appena 9 anni. Ma è necessario provare.

Se ritiene che sia sorta una specie di Sindrome di Alienazione Parentale, la PAS, o meglio di Sindrome di Alienazione Genitoriale, può rivolgersi al Tribunale dei minori con una relazione stilata da uno psicologo.

Ottenga dalla madre l’autorizzazione a farla vedere ad uno psicologo per problemi non specifici (non può senza l’autorizzazione della genitrice), magari per vedere se soffre per la separazione dei genitori e poi  raccomandi allo psicologo di vedere se c’è "anche" una spinta all'alienazione del padre. Se lo psicologo ritiene presente tale subdola opera da parte della sua ex, richieda una poderosa perizia tecnica scritta, la porti al suo avvocato e la presenti al Tribunale dei Minori.

Forse riuscirà a far modificare gli orari di visita e il comportamento austero e bloccante della madre.

Non è facile, ma è l’unico percorso da fare.

Parlare con la sua ex potrebbe essere un’altra via da percorrere prima ancora di rivolgersi al Tribunale per farle capire che non può usare questi metodi pedagogici con la figlia.

Temo però che non riuscirà a farla ragionare (parlo della sua ex). Allora, in seguito, metta in atto il reclamo al Tribunale dei minori.

Un buon perito (uno psicologo) e un buon avvocato, riusciranno ad ottenere che il Tribunale chieda alla mamma della piccola di fare più attenzione e di modificare i propri metodi educativi.

Glielo auguro.

Cordiali saluti

Buongiorno Sig. Fabrizio, la sua situazione è purtroppo comune in molte separazioni in cui il bambino si trova letteralmente in mezzo alla diatriba genitoriale, anche se uno dei due (nel qual caso Lei) non aderisce e non condivide il comportamento dell’ex coniuge.

Da quel poco che si legge il suo comportamento sembra essere adeguato, ma una valutazione e un suggerimento valido potrebbero essere incisivi e congrui solo dopo un o una serie di colloqui per comprendere meglio la situazione e il modo più giusto per poterla aiutare in questa delicata condizione.

La manipolazione sui bambini è qualcosa di molto comune, un consiglio che potrebbe tornarle utile è quello di cercare anche di trovare un accordo e un chiarimento con sua moglie, aiutandola a comprendere che il messaggio educativo e la serenità della bambina dipendono dal vostro comportamento.

Tenga anche presente che lei ha un ruolo altrettanto importante, non si può pretendere che una bambina comprenda qualcosa che in realtà non le compete e cioè che la mamma sbaglia, le si chiede di mettere in discussione una figura portante e fondamentale della sua vita. Queste sono “beghe” degli adulti, i bambini vanno protetti.

Contatti uno psicologo che possa aiutarla e che si occupi di età evolutiva.

Cordiali saluti

La sincerità e la schiettezza verso i figli sono sempre elementi positivi. Quello che sarebbe meglio per loro è che i genitori riportassero il conflitto nella loro relazione, che li lasciassero fuori dalle proprie beghe e discutessero direttamente delle linee guida da seguire per l'educazione e la crescita. Da quello che scrive mi sembra che questo non accada.

Quando ci sono figli, anche una volta separati i genitori dovrebbero comunque mantenere rapporti  di comunicazione accettabili, fino a che i figli sono grandi e a volte anche dopo.  In linea di massima, le regole da rispettare dovrebbero essere le stesse e condivise per dare stabilità e sicurezza, e non cambiare al cambiare del luogo di pernottamento.

Dovreste fare una grande lavoro di elaborazione, per superare i contrasti che probabilmente sono gli elementi che vi hanno allontanato, e cercare di trovare i punti in comune. Questo è il minimo da cui partire per dare ai figli il senso che comunque siano andate le cose tra voi,avrete un punto di vista comunei per ciò che li riguarda.

 

Mi sembra che lei abbia messo in atto un sano comportamento nei confronti di sua figlia, non denigrando la madre ai suoi occhi; per quanto riguarda le regole dovreste trovare un accordo tra voi genitori. La bambina  non dovrebbe avere regole che variano totalmente quando sta con la mamma o con il papà e in questo senso ha ragione la mamma a volere che ci sia una continuità educativa. Dovreste trovare voi adulti dei compromessi.

Salve Fabrizio,

la descrizione che ci fa della situazione è sufficientemente ricca ma non tale da permettere di inquadare tutta la situazione. Ci sono due tipi di relazione che si intrecciano: la relazione tra adulti e bambini e la relazione, di sottofondo, tra i due adulti.

Certamente per un figlio è indispensabile introiettare la figura di un genitore buono, è a quella a cui si farà riferimento nel tempo quando la vita stessa sottoporrà a delle prove, e lei fa bene a trasmettere dei valori e positività alla bambina ma soprattutto a non distruggere l’immagine della mamma che è anche un immagine di donna con cui lei tenderà ad identificarsi per un suo sano sviluppo. Nello stesso tempo sua figlia è in un età in cui si affaccia già alla formulazione di idee e concetti suoi personali, comincia a sviluppare i rudimenti di quella che ben presto sarà la sua capacità di giudizio critico degli eventi e tra un po’, se non lo fa già, potrebbe anche sottoporle all’attenzione lei stessa delle incongruenze che nota. Sarà quello il momento per cominciare a spiegarle con parole pacate quello che sta accadendo, sempre a piccole dosi, man mano che è lei che le sottopone all’attenzione delle situazioni specifiche. Fintanto che lei curerà la relazione con sua figlia, che si interesserà di cosa fa, di ciò che prova e di cosa pensa e le dedicherà il suo tempo e la sua attenzione, quella che sembra essere una minaccia esterna al vostro rapporto non potrà ostacolarvi.

Diverso è invece il rapporto tra adulti: molto spesso ci si dimentica che ci si è separati nel ruolo di marito e moglie (o partner) e non nel ruolo di genitori. Genitori lo si è per sempre! E se è già abbastanza difficile essere genitori che vanno in accordo nelle famiglie tradizionali, quanto ben più difficile può esserlo se si è “ex”. Non si scoraggi bensì sia molto determinato.

Provi ad incontrare non la sua “ex” ma la “mamma” della sua bambina e lasci che lei incontri non il suo “ex” ma il “padre” di sua figlia. Spostare l’asse mentale dalla vostra relazione a quella che avete nei confronti di vostra figlia sarà un primo passo per continuare o iniziare un dialogo che ponga l’attenzione all’esclusivo bene della bambina di cui voi, come genitori, siete i garanti. Provate ad ascoltarvi e a comprendere le motivazioni alle regole che date a vostra figlia e se proprio non siete sulla stessa linea e non trovate un accordo allora sarebbbe il caso di seguire un percorso sulla genitorialità, le scuole stesse a volte ne propongono oppure potreste rivolgervi ad un professionista. Se siete sufficientemente maturi come adulti le cose dovrebbero andare meglio e dovreste riuscire a mettere da parte le vostre lotte per concentrarvi sull’obiettivo vero della vostra relazione oggi: l’educazione di una figlia.

In merito ai consigli dei parenti: chi ci sta attorno e ci vuole bene prova a fare del suo meglio per aiutarci ma è come chiederci di indossare le loro scarpe, difficilmente ci calzeranno a pennello.

Infine al suo occhio di papà compete osservare e valutare come sua figlia vive tutto questo e che peso emotivo può avere per lei e per il suo sviluppo. Chiedere aiuto ad un professionista a volte è l’unico modo per non peggiorare le situazioni.

In merito ai suggerimenti bibliografici volentieri le indico alcuni testi tra cui potrà scegliere:

Genitori con la patente di Raffaele Arigliani

Prendersi cura di sé per prendersi cura dei figli di Raffaele Mastromarino

Fare i padri Essere figli di Roberta Vinerba

Buona lettura

Gentile Fabrizio, non esistono casi più o meno gravi, soprattutto se c'è di mezzo un bambino. mi sento di sconsigliarle assolutamente di seguire il consiglio dei suoi parenti che, seppur fatto in buon fede (immagino), può essere assolutamente controproducente e deleterio, soprattutto per sua figlia che verrebbe "triangolata" nei conflitti tra lei e la sua ex.

voi eravate sposati? vi siete separati? ci sono degli avvocati e/o un giudice coinvolti? i servizi sociali?

mi sento di consigliarle di parlare con un esperto, possibilmente uno psicologo giuridico o uno psicoterapeuta familiare, che possa indirizzarla in quanto è un ambito molto "delicato" e, come giustamente ha scritto lei, è importante che sua figlia cresca sana e forte.

rimango a sua disposizione per ulteriori chiarimenti e/o per indirizzarla verso qualcuno di competente

Occorre capire i motivi per cui la sua ex moglie si comporta in questo modo e per fare questo lei deve assolutamente cercare di parlare con la madre di sua figlia, se non esiste un dialogo tra voi due potrebbe proporle una mediazione familiare, ovvero degli incontri quindicinali in cui vi mettete in discussione come genitori,aiutati ovviamente da un terapeuta familiare,  perchè anche se non siete più una coppia coniugale rimanete una coppia genitoriale.

Vostra figlia ha bisogno di entrambi i genitori e soprattutto vostra figlia ha bisogno di essere protetta da voi e tenuta fuori dai vostri conflitti, per una una sua crescita sana.
Visto che lei è di Roma, le consiglio di rivolgersi al centro di Andolfi presso l'accademia di psicoterapia familiare, dove riceverà sicuramente un  valido aiuto.

 

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