Famiglia e bambini

Mia madre è una narcisista patologica

monica

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Salve, ho scoperto da poco, leggendo molti articoli su internet che mia madre è una narcisista patologica. è stato un trauma, non mi ero mai resa conto della gravità della cosa e informandomi, leggendo, mi sono rivista e ho rivisto il rapporto che ho con mia madre e mio fratello. Coincide il fatto che mia madre ha effettivamente un figlio d'oro (mio fratello piu grande) e io sono quella che subisce tutte le preoccupazioni e lo schifo che mi butta sempre addosso.Pensavo fosse per via di mio padre (sociopatico/tossico) e la separazione che se la prendeva sempre con me, ma ora tutto ha più senso. Mio fratello ed io siamo distanti e non ci parliamo, se non per dovere ma viviamo insieme,lui ha un padre diverso che forse è anche peggio del mio, nonostante tutto mia madre lo ha sempre difeso anche davanti all'evidenza che lui era in torto (dispetti, mani addosso ecc..) e sono io ad essere in competizione con lui, lui se ne frega altamente ma ho capito che lo faccio solo per dimostrare qualcosa a mia madre. Mia madre mai che chiede scusa, sempre a lanciare frecciatine e a mettermi in imbarazzo anche con altre persone ma si fa passare come quella buona e riesce a farmi passare dalla parte del torto perchè poi le rispondo male, io mi infurio con lei quando fa così.. Mi ha sempre fatto passare per una nullità, alle medie pregava i professori di bocciarmi perchè secondo lei non studiavo, si non passavo molto tempo a studiare ma forse perchè dovevo stare a 2 passi da mia nonna tutto il giorno con l'altzaimer a casa da sola mentre mio fratello usciva con gli amici. Quando morì mia nonna fece passare mio fratello per l'eroe che si prese cura di lei e tutti i parenti al cimitero a lodarlo davanti alla figlia del drogato, perchè nella mia famiglia è intollerabile ma il padre di mio fratello che alzava le mani a mia madre era meglio, non credo però penso che anche questo abbia contribuito al comportamento di mia madre.. ci sono molti altri esempi del suo narcisismo comunque era addirittura gelosa del rapporto che avevo con mio padre, lui non era sempre severo e cattivo, anche se per poco tempo che è rimasto a casa con noi mi ha sempre trattata meglio di mia madre e lei non si droga mica. Adesso ho un moroso e portarlo a casa per una cena è motivo di litigio, perchè lui non piace a mia madre e a tavola non mancano le frecciatine per farmi passare come una cretina in poche parole.. Anche il mio ragazzo ha notato che mio fratello è su un piedistallo e io il cesso di casa. Comunque il problema è che anche essendo cosciente della cosa mia madre ha troppo potere su di me, riesce a farmi sentire sempre in colpa, rigira la frittata fino a bruciarla e se la inchiodo che non può dire nulla, appunto smette di parlare con me. Riesce a farmi fare sempre quello che vuole lei ed è talmente abile che ci casco come un salame. Se riuscissi a trovare un lavoro me ne andrei ma è difficile trovare qualcosa di stabile, non posso avere neanche una macchina usata e senza il lavoro non lo trovi oggi. Certo mia madre non ha mai fatto sacrifici per me, parlo di istruzione e cure mediche, niente università devo lavorare, niente apparecchio costa troppo e poi va a spendere tutto in gratta e vinci, macchinette, vestiti e quando serve qualcosa a me devo aspettare mesi, anni. In lavatrice mi si sono strappati tutti i reggiseni, sono mesi che metto abiti rotti e vecchi, gli stessi da quando avevo 15 anni, la maggior parte regalati da parenti.. Se mi ammalo gli faccio spendere soldi in farmacia, oltre al fatto che frasi come:“Non ti serve nulla“, “cercati il lavoro sfaticata“, “non fai mai un c***o“, “non hai sentimenti sei cattiva“, “ti mando in collegio“ sono le frasi che mi ha ripetuto di piu in tutta la vita. Non so più che fare mi sento in una prigione e vorrei solo andarmene e tagliare tutti i rapporti con la famiglia.. So gia che se trovo lavoro lei mi prenderà tutto lo stipendio o ne pretenderà la metà perchè glielo devo, l'ha già fatto e io cedo sempre.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Cosimo Fremiot Milano (MI)

Gentile Monica, la descrizione delle problematiche e delle sofferenze che lei sta affrontando non sono facilmente elaborabili pur con l'aiuto che cerco di darle con questa scrittura. Le mie parole spero le servano ad avere maggiore chiarezza sulla formazione ed evoluzione della sua personalità. Dalle sue comunicazioni si evince che all'interno del suo attuale nucleo familiare si possono individuare due gruppi: da una parte sua madre che l'ha messo al mondo con un uomo (suo padre) che viene stigmatizzato come "tossico" e per questo svalutato e forse non apprezzato come persona; dall'altra la stessa madre che ha messo al mondo suo fratello con un altro uomo. Lei vive uno stress traumatico di natura psicologica perchè non si sente stimata e accolta per le sue capacità e risorse intellettuali e affettive. Per di più deve far fatica a reggere una situazione ove si sente contrapposta continuamente a suo fratello che, a suo parere, gode di ingiusti e ingiustificabili meriti. L'aspetto più problematico e doloroso in quanto conflittuale è che lei aspira ardentemente a che sua madre le dia il giusto affetto e la stima che sente di meritare. Con questa situazione interiore lei resta passiva, pur con vissuti conflittuali, aspettando che accada qualcosa di buono. Nel suo scritto menziona due figure maschili, suo padre che, pur nelle sue difficoltà, le vuole bene e il suo ragazzo. Non so se lei apre il suo animo a loro per trovare quella comprensione e quell'appoggio che non sente in casa. Ma oltre che con loro a mio parere potrebbe cercare aiuto, se non ha i mezzi economici, in uno psicoterapeuta dell' ASL della sua zona in modo da avviare un cammino di maggiore consapevolezza di Sé per uscire da quella che lei descrive come una situazione di prigionia. Con stima.

Gentile Monica, dal quadro che, con un racconto vivo e partecipe emotivamente, sottopone, appare evidente una visione di sé e della propria identità psichica non ancora definita, bloccata forse da errori ed insufficienze psicoeducative della Sua famiglia. Solo una ristrutturazione della personalità, attraverso un approccio centrato sul ‘profondo’ – insomma un lavoro sulle emozioni, fin nell’inconscio – potrebbe reindirizzarla su una strada di effettiva crescita personale e di costruttiva e progressiva maturazione psicologica in direzione della costruzione di un’autostima – meglio, per dirla con Bandura: di ben più concreta e fattiva ‘autoefficacia percepita’. E questo sarebbe ben fattibile, visto che, data l’età, è on the road nella strutturazione della Sua personalità – e tutto, ma davvero tutto, è ancora possibile.  In alternativa o in alternanza alle sedute classiche ‘in presenza’, anche un approccio A Distanza (online, intendo via chat), previo consulto telefonico gratuito, potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e adolescenziali della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza e disistima. Cordiali saluti.

Gentile Monica, 

a volte si innestano meccanismi pervesi o comunque negativi tra madre e figlia, il suo potrebbe essere uno di questi casi.

Per un più completo esame della situazione le consiglio di recarsi da uno psicologo psicoterapeuta, anche del Consultorio, perché così sarà più facile conoscere, anche perché no a livello legale, e individuare le possibili e più idonee strade da percorrere. Tra esse c'è anche  quella di tentare di migliorare la comunicazione e il rapporto con sua madre, il quale è un obiettivo facilmente alla portata di una terapia psicologica.

Cordiali saluti

Buongiorno Monica,

certo non deve essere facile una situazione così. Al di là della diagnosi specifica o del disturbo di sua mamma, vivere con una persona e con un contesto che manifesta delle difficoltà è sempre motivo di fatica.

Penso che in una situazione come questa sia importante per lei riuscire a trovare e mantenere l'indipendenza economica che le consente di prendere per mano la sua vita. Come scrive verso la fine, nel caso in cui non riuscisse a tutelare la sua indipendenza economica è importante farsi accompagnare da qualcuno che l'aiuti a trovare le sue risorse e a difenderle. E' possibile che le difficoltà della sua famiglia, le svalutazioni e le preferenze che ha vissuto, abbiano indotto in lei una sorta di dipendenza dall'altro che non le consente di prendere il coraggio di emanciparsi.

La invito a non lasciarsi sola in questo momento e nelle scelte che potrà prendere durante il suo cammino.

 

Cara ragazza, mi dispiace molto per la situazione nella quale ti trovi. Nonostante la durezza e la mancanza di cure di tua madre noto che sei una persona lucida e perspicace. Non mollare, continua nella ricerca di un lavoro e conquistati la tua autonomia per uscire di casa quanto prima. Anche se difficile ricorda che siamo noi a dare o non dare potere alle parole o alle persone. Smetti di ascoltare le parole di tua madre e occupati di te stessa, sei una persona in gamba, giovane ed intelligente. Puoi cercare un consultorio nella tua zona per avere accesso a dei colloqui psicologici gratuiti e avere vicino qualcuno che ti sostiene in questa difficile situazione. Ti auguro un futuro sereno, un caro saluto

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