Ansia

Come posso superare questi blocchi emotivi ?

francesca

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Salve, sono una studentessa di 20 anni iscritta al primo anno di università. Ho sempre amato studiare e impegnarmi per avere successi ma sono sempre stata frenata dall'ansia che,nonostante la mia preparazione,mi ha restituito molte volte insuccessi. All'università,affrontando i primi esami, la situazione è addirittura peggiorata; infatti mi blocco,sono assalita da vuoti di memoria, non riesco a concentrarmi e non riesco a rendere per quella che sono. Infatti il mio desiderio di fare tutto bene e di evitare brutte figure,mi porta proprio a sbagliare. Questo mi fa ancora più male,perché sapere di aver fallito in cose in cui mi ero preparata è per me davvero frustrante e non riesco ad accettarlo. Allora mi sento inopportuna,inferiore rispetto agli altri e sono affetta da crisi nervose;a volte penso che sia meglio morire invece che soffrire e mi viene voglia di abbandonare gli studi. Vedo gli altri che,come me studiano, ma riescono ad avere successi brillanti e penso che la vita ce l'abbia solo con me. Come posso superare questi blocchi emotivi ma soprattutto l'ansia da esame? Non riesco più a sopportare che condizioni così la mia vita. Grazie.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Francesca, il tuo problema è superabile, per cui ti suggerisco di evitare soluzioni estreme come lasciare gli studi e, invece ti suggerisco di cercare uno Psicoterapeuta Strategico nella tua zona, che ti aiuti con esercizi ad hoc a saper affrontare le ansie e le paure dei fallimenti e che ti guidi nella costruzione di una stima di te che si esprima su molti aspetti e che nel tempo diventi solida. L' ansia ha una sua funzione se esiste, ma quando diventa invalidante bisogna porre rimedio e l' unico modo e fare un percorso di psicoterapia.

In bocca al lupo

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in merito alla sua richiesta può informarsi se all'interno della sua untivarsità esiste lo sportello di consulenza e sostegno agli esami, è uno sportello di aiuto per gli studenti in difficoltà come lei, che non è da confondere con lo sportello all'orientamento anche se in alcune università si trovano nello stesso posto e sono gli stessi operatori a lavorarci. Lo sportello giovani ed esami, ogni università gli da il nome che vuole, è un servizio, offerto dall'università per aiutare gli studenti in difficoltà con la preparazione dell'esame, ma non riguarda solo l'aspetto tecnico dello studio, ma anche l'ansia nell'affrontarlo. Non sono sicura che tutte le università lo abbiano aperto e può darsi che alcune lo abbiano chiuso, ma ai miei tempi qualche anno fà 6 di preciso, l'università che ho frequentato io lo aveva.Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Gentile ragazza,

la sua ansia può essere affrontata in maniera opportuna mediante una psicoterapia, purtroppo non esistono tecniche o strategie da utilizzare in caso di necessità.

Ne parli, se vuole, con i suoi genitori e chieda informazioni al suo medico di base o, se preferisce, utilizzi questo portale per individuare lo specialista più vicino alla sua città.

Resto a disposizione

Cara Francesca,

l'ansia da esame  descritta richiede l'aiuto di uno psicologo che La supporti nei momenti di maggior stress che si manifesta sia con   il disturbo di cui scrive, ma anche con fasi depressive. Penso si possano ipotizzare cause remote che hanno inciso sulla sua personalità determinando lo stato di perenne inquietitudine e il senso di inadeguatezza presente nei momenti di maggior impegno. Il supporto psicologico La può aiutare  ad affrontare con serenità le prove d'esame. Cerchi di dedicarsi ad  esercizi di rilassamento al fine di concedere alla sua mente impegnata  pause riflessive distensive in cui sospendere il vigile giudizio con il quale si osserva. Se crede possa esserLe d'aiuto non esiti a scrivermi.

Buona giornata!

Cara Francesca, la tua è una brutta ansia da prestazione. Il pensiero, l'ossessione di essere perfetta, di fare sempre bene, di sapere tutto prende il sopravvento su tutto e ti toglie dall'essere concentrata su cosa stai studiando. Hai delle aspettative, o forse le hanno chi ti sta intorno, molto alte su di te. Se non sei perfetta non vai bene. Dovresti imparare ad accettarti di più per come sei, di far tua l'idea che anche se sbagli non importa, non vuol dire che non vai bene e non vali niente, ma semplicemente sei umana e ogni tanto le cose possono andare diversamente da come previsto. Potresti contattare un esperto della tua zona e iniziare un percorso che ti aiuti a prendere consapevolezza delle tue qualità e dei tuoi punti di forza, a mollare questa ricerca estenuante della perfezione e del controllo e a trovare una nuovo metodo che ti permetta di studiare in maniera più rilassata e concentrata. In bocca al lupo!

Dott. Vincenzo Capuano Salerno (SA)

Gentile studentessa buongiorno,

Il passaggio dalla scuola superiore all'università è una tappa della propria vita piena di cambiamenti: cambia il rapporto con i professori, cambiano le strategie utili a raggiungere il superamento degli esami, cambia il grado di autonomia rispetto ad un percorso che si è scelti. Affrontare questi cambiamenti non è sempre così semplice e spesso in questa prima fase abbiamo bisogno di una guida, un aiuto che ci permetti di affrontare questa nuova sfida che ci troviamo d'avanti. Quindi la prima cosa che le consiglierei di fare è di verificare come ha affrontato questo cambiamento, come lei ha vissuto questo passaggio importante. Per quanto riguarda il suo costante impegno per raggiungere successi, a volte esperienze di vita precedenti ci portano a vivere un senso del dovere e una responsabilità nei confronti, ad esempio dello studio, in maniera severa: bisognerebbe capire perchè quando le capita di sbagliare in cose in cui si era preparata si sente così triste ed arrabbiata con se stessa al punto da farla sentire che sia meglio morire invece di soffrire così facendole venir voglia di abbandonare gli studi. Credo che questo tema anche vada approfondito

Sui consigli... beh intanto limitare le sensazioni fisiche di tachicardia, blocco ecc. con esercizi di respirazione e rilassamento. Funzionano. Questo servirebbe di base per aiutarla a gestire al meglio le sensazioni che le provengono dal suo corpo in particolari situazioni. Poi, per comprendere e gestire quel blocco emotivo che lei sente, un percorso mirato e focalizzato alla gestione dei pensieri e delle emozioni sarebbe raccomandato. Ogni tipo di intervento psicologico/psicoterapico richiederebbe comunque degli approfondimenti diagnostici prima, ma credo che un percorso personale con un bravo terapeuta sia da consigliarle in questo momento, sia per affrontare la sua ansia da prestazione, sia il suo mondo emotivo. Se vuole veramente venirne a capo, penso che una terapia con obiettivi mirati e focalizzati potrebbe fare al suo caso. Pensieri, emozioni ed azioni sono strettamente correlate tra di loro... imparare a conoscersi e gestire al meglio i propri pensieri, le proprie emozioni, l'aiuterebbero davvero a farla sentire meglio e ad agire nel mondo per realizzarsi come meglio desidererà.
Augurandole un in bocca al lupo per questa sua sfida, dandole la mia massima disponibilità, le porgo cordiali saluti.

Ciao Francesca,

credo che il tuo problema sia di legare il tuo valore personale al risultato dell'esame. In questo senso occorrerebbe lavorare, staccando le due cose. Una cosa è infatti il valore della propria persona, un'altra è il livello della tua preparazione che i professori "dovrebbero" aiutarti a misurare. Se a questo si aggiungono poi anche condizionamenti esterni, anche impliciti di tipo familiare o sociale, potrai immaginare come ciò amplifichi la situazione...

Cari saluti.

Ciao Francesca.

La questione che poni contiene vari punti che andrebbero affrontati:

- l’ansia non è una buona consigliera, in quanto oltre un certo grado peggiora il rendimento a livello sia cognitivo che emotivo, e quindi di performance, e a quanto dici, sembra qualcosa che ti accompagna da un bel po’, spiegando i cali di memoria, i blocchi, gli avvilimenti, ecc.;

- sembri abbastanza esigente nei tuoi confronti e tutto questo aumenta l’ansia, in quanto non mi sembra che ti consenti di poter sbagliare, per cui vivi in una sorta di pressione, allerta o “chi va là” costanti; poi il continuo confrontarti con gli altri, attraverso cui ti fai una “diagnosi” che abbassa ulteriormente la tua stima di te, chiude il, cerchio;

- da quanto spieghi, e da quanto sopra, direi che tu sei coinvolta in un circuito che si può definire “ansia da prestazione”, che sicuramente si sarà condizionata attraverso una serie di esperienze esterne e/o interiori.

Si tratta di qualcosa da cui, comunque, si può uscire se sei abbastanza motivata a venirne fuori e tieni il punto per il tempo che ti consente di sciogliere questi condizionamenti. Mi pare che il tuo andare in crisi ti stia rendendo pronta a fare qualcosa, ma ora è forse il caso di considerare un aiuto esterno, professionale, perché al momento sei troppo coinvolta nel tuo stesso dilemma, quindi è ok anche il tuo porre questa domanda.

Abbi fiducia, anche se per te è soggettivamente grave, si tratta di qualcosa di risolvibile.

Cordialissimi saluti.

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