Come fare a calmare l'ansia

giulia

Salve. Mi chiamo Giulia e ho 21 anni.
Fin da quando ero più piccola mi ha sempre spaventato parlare in pubblico, anche solo per una interrogazione a scuola. Il pensiero che le altre persone potessero mettermi a disagio per una mia mancata risposta mi ha sempre fatto sentire fuori posto e ho sempre vissuto molto male questo tipo di situazioni. Dopo le superiori ho intrapreso la carriera universitaria che stava andando discretamente, anche se quel tipo di facoltà non era mai stata la mia prima scelta.
Lo scenario che mi si presenta davanti è una buona rendita all'università, ottime amicizie e un'inizio di una relazione e mi sentivo finalmente bene e decisa sulla piega che avrebbe preso la mia vita.
Succede un fatto che mi destabilizza totalmente con una persona molto importante della mia vita che mi lascia senza fiato letteralmente. Questa persona si allontana da me per un anno intero e questo tempo l'ho passato a farmi continue domande su come fare ad aggiustare la situazione, con attacchi di pianto in mezzo alle giornate e mi sentivo senza aria nei polmoni e il cuore fuori dal petto. Ho parlato con una psicologa dell'università che frequentavo, ma non mi ha aiutato molto perchè mi diceva semplicemente che dovevo parlare con le persone perchè le cose si aggiustassero, ma il mio disagio aumentava sempre di più tanto che ho posto fine alla relazione e ho lasciato gli studi. Ho passato 4 mesi a fare un lavoro che mi ha prosciugato ed era un incubo per me andare sul luogo di lavoro, tanto che avevo l'ansia. Non mi hanno rinnovato il contratto e nello stesso periodo è scoppiata la pandemia. Mesi e mesi senza vedere e parlare obbligatoriamente con qualcuno e da una parte ho tirato un sospiro di sollievo. Ad ottobre mi sono iscritta nuovamente all'università in tutt'altro ambito e ho un nuovo lavoro dove devo stare a contatto sempre con gente diversa e mi sta aiutando ad essere un po' meno rigida, ma questa ansia che provo non se ne va e si ripresenta sempre quanto penso di dire la cosa sbagliata o faccio la cosa sbagliata e mi blocca dal fare nuove conoscenze, specialmente in università e mi sento sempre in una bolla.
All'inizio di quest'anno ho avuto un brutto attacco di panico e mi sono ripresa fisicamente due ore dopo, ma ho continuato a pensarci e a ripromettere che avrei chiesto a qualcuno come calmare questa sensazione con la quale convivo da anni ormai. Non so più cosa fare. Mi scuso per la lunghezza.

5 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Giulia, 

siamo abituati a osservare le emozioni con il binocolo della ragione e finiamo per distinguerle in positive e negative, ma in realtà le emozioni sono protettive: la zebra vede il leone, ha paura, scappa e si salva la vita.

Noi esseri umani avendo la neocorteccia anticipiamo gli eventi, siamo succubi del giudizio: le emozioni provano a trasformare questa tendenza, ma noi spesso confondiamo il sistema d'allarme con l'incendio.

Le indicherei di rivolgersi a un professionista per approfondire le Sue difficoltà e individuare la migliore tipologia di intervento per affrontare la situazione.

Tra le tecniche più efficaci si annoverano: il Metodo del Disegno Psicoemotivo per l'Analisi e la Consapevolezza, l'EMDR, il Training autogeno bionomico, la Mindfulness, le tecniche di rilassamento e coerenza cardiaca.

Buona vita.

Dr. Cisternino MDPAC (Ricevo a Torino e online).

Salve Giulia, per calmare la sua ansia dovrebbe prima di tutto ripensare al rapporto che ha con sé stessa, che sembra essere troppo rigido, autogiudicante, critico. Finisce poi nel vedere negli altri una impressione di giudizio, che magari è più dentro se stessa. Pertanto il consiglio è di lavorare sulla consapevolezza di sé. Il resto del miglioramento della sua ansia dipende dal vivere le proprie paure per conscerle  realmente, e non controllarle o bloccarle.

Auguri,

Dr. Vittorio Cameriero 

Gentile Giulia,

come prima cosa non si deve scusare perchè il portale è proprio nato per dare informazioni e per aiutare chi ha un bisogno o una difficoltà personale, di coppia o familiare. 

Da come descrive la sua situazione si osserva da subito quanto ora lei sia pronta a mettersi in gioco verso di sè e anche col mondo esterno. La paura è normale che ci sia in alcuni momenti o quando si vive un cambiamento. E' però importante anche ricordare sempre che seppure noi ci proviamo o ci mettiamo in gioco o cerchiamo una soluzione, alcune volte può capitare una piccola ricaduta o come spesso dico io: "una strada più tortuosa da dover percorrere e capire quale mezzo in questa situazione sia meglio usare". 

Le consiglio la lettura di alcuni miei articoli:

- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/aumentare-la-propria-autostima.html

- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/autocontrollo-per-vivere-piu-sereni.html

- https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/quando-chiedere-una-consulenza-psicologica.html

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive e/o eventuale consulenza online.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Gentile Giulia, 

sembra che oltre ad un problema d'ansia, ci sia in lei la necessità di mettere a fuoco le sue risorse e comprendere in  quale direzione andare. I percorsi di studio interrotti, le disavventure lavorative, le relazioni che svaniscono come le è successo recentemente, sicuramente non l'hanno aiutata, facendola sentire ancora più insicura e sola. Credo abbia necessità di un percorso che insieme alla comprensione dei meccanismi alla base dell'ansia e del panico e alle strategie per affrontarli, la aiuti a capire quali sono i suoi punti di valore, per rinforzare il suo Io nell'attraversare le varie tappe della vita.

Se  desidera ulteriori informazioni, sono a disposizione tramite il modulo dei contatti. Ricevo a Monza e anche online

Molti auguri

Gentile Giulia,

come prima cosa vorrei rassicurarla sul fatto che la paura, se adeguata al contesto e alla situazione, è un'emozione del tutto funzionale. Ovviamente nel caso in cui diventi invalidante, limitante, allora in quel caso è buono chiedere aiuto ad un professionista, il quale può accompagnarla a prendere consapevolezza dei suoi vissuti, comprendere cosa prova, in quali momenti, per quali motivi e trovare strategie per affrontare tali situazioni, un percorso inoltre attraverso il quale ritrovare le sue risorse e utilizzarle in maniera efficace.

Cordiali saluti

Dott.ssa Martina Patruno
Psicologa clinica e dell’età evolutiva, Psicoterapeuta, Analista Transazionale Certificato, Esperta in Psicologia Investigativa, Psicologia Giuridica, Psicopatologia e Psicodiagnostica Forense