Ansia

Non riesco ad andare a lavorare causa disturbo d'ansia

Xss

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Ero in terapia presso uno psicologo cognitivo comportamentale per cercare di uscire dai miei problemi di ansia cronici che ho da circa 10 anni. Purtroppo con il blocco imposto dal coronavirus ad uscire ho praticamente vanificato tutti gli sforzi fatti finora. Avevo timore di uscire anche prima ma ora è diventato anche peggio. Inoltre in questi mesi ero sempre depresso. Non riesco più a recarmi al lavoro, non ci riuscivo neanche prima. Non riesco in nessun modo a risolvere i miei problemi, vivo come un handicappato in casa dei miei genitori. Finora nonostante i numerosi colloqui non sono riuscito a risolvere nessuno dei miei problemi. Vorrei sapere se esistono altri tipi di cure e il loro costo. Non sono ricco non posso permettermi anni di terapie super costose. La mia vita è praticamente finita se non trovo una soluzione definitiva ( no palliativi ) ai miei disturbi. Devo rassegnarmi a viverla come un vegetale in casa?

Grazie.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Carissimo, esistono vari tipi di approcci psicologici e, di conseguenza, anche terapie. Oggi si tende ad effettuare terapie di breve-medio termine, che significa che si possono ottenere risultati positivi anche in breve tempo. Certo non dall'oggi al domani ma, per quanto mi riguarda, ho visto persone stare meglio dopo alcuni mesi dall'inizio della terapia. Io capisco benissimo la tua sofferenza e la sensazione di non vivere, proprio in questi mesi che ci ha lasciato sospesi.... Ti consiglierei, però, di parlarne con il tuo psicologo, per sincerità e trasparenza con lui anche nel caso in cui sceglierai di chiudere il percorso con lui.

Caro Mister X,


trovi un professionista che lavori su livelli profondi, possibilmente di scuola junghiana.


In alternativa, se si verificasse un problema con i costi (ma non dovrebbe), cerchi qualcuno che fa terapia di gruppo, potrebbe essere più facile da affrontare economicamente.


Se se la sente di tentare, può anche cercare, come valido supporto alla terapia psicodinamica, l'aiuto da parte di un buon medico omeopata di scuola unicista. A Verona esiste una delle migliori scuole in proposito e potrebbero aiutarla a trovare un professionista nella sua zona. Lavorando su due fronti contemporaneamente, di solito i tempi di terapia si accorciano.


In bocca al lupo.


 

Gentilissimo, 


Da quello che lei dice la situazione sembra complessa e ha sicuramente bisogno di essere aiutato. Se è già in terapia con uno psicologo è opportuno che lo contatti e ne parli con lui per valutare eventualmente anche altri tipi di aiuti, per esempio farmacologici. Sicuramente la sua vita non può finire, ma bisogna comprendere l'origine della sua ansia.


Cordiali saluti.


Dott.ssa Luisa Festini 

Gentile signore,  non tutte le terapie sono adatte a tutti. Se i suoi disturbi sono peggiorati durante il lokdown , vuol dire che non sono state ancora rimosse le cause che spesso sono di natura inconscia. Ha mai provato una terapia psicoanalitica? Non tutti i percorsi sono così lunghi ed esosi. Spero che lei trovi la persona giusta che la possa aiutare. Lei si trova già in una condizione di forte consapevolezza per cui non le sarà difficile trovare il terapeuta che fa per lei. Buona fortuna 

Gentile utente,
deve esserci molta sofferenza nei suoi pensieri, che coraggiosamente ha deciso di mettere per scritto.
Come le hanno scritto anche i miei colleghi, la situazione di lockdown che abbiamo vissuto ha avuto un impatto più o meno forte su ciascuno di noi. Certamente, per chi già prima dell' emergenza risultava faticoso e sofferente vivere serenamente alcune dinamiche (andare a lavoro, uscire, esplorare il contesto fuori dalle proprie mura), il blocco improvviso è stato un evento di forte risonanza emotiva. Comprendo che, in un momento di grande confusione e timore generale, possa apparirle che gli sforzi, sacrifici, e il lavoro fatto fino ad ora sia stato vano. Un po' come se tutto si fosse messo in pausa. Durante i percorsi terapeutici ci si appropria, piano piano, di strumenti e modalità da utilizzare fuori dalla stanza dello psicologo, per affrontare in maniera indipendente e autonoma la nostra vita. A causa dell'isolamento a cui siamo stati costretti è venuto a mancare, inevitabilmente, la riprova che quanto acquisito in terapia potesse essere utilizzabile al di fuori, in totale autonomia. Appena possibile, ciò che è stato messo in pausa potrà essere riattivato, così come i risultati di tutti i suoi sforzi, anche quelli che a cui diamo poca importanza perchè ci sembrano piccoli piccoli.


Nel leggere il suo racconto mi sono immaginata lei, signor utente, come una candela. Sa, quelle candele che fanno fatica ad accendersi perchè lo stoppino è troppo corto per fungere da miccia.
Potrebbe essere una candela da buttare perchè così, effettivamente, non può essere accesa e diventerebbe quindi un oggetto privato del suo scopo. Si può, altrimenti ,scegliere di fare qualcosa affinchè quella candela torni a svolgere la sua funzione: tirando lo stoppino verso l'alto o rimuovendo uno strato di cera, per esempio.


E' una candela da buttare?
Devo rassegnarmi a viverla come un vegetale in casa?



Credo sia importante quello che pensa lei, quello che desidera lei, ciò che ancora è disposto a fare lei per stare meglio. E le auguro di trovare un percorso che possa aiutarla in questo cammino.
Per poter passare da vedersi rassegnato come un vegetale a ...
lascio la frase incompleta affinchè possa pensare a come vorrebbe vedersi.


Resto a disposizione per consulenze via Skype.



Un caro saluto,


Dott.ssa Martina Cortese

Buongiorno,


sicuramente il lockdown forzato e generalizzato ha prodotto i suoi disagi, in ogni persona, e a maggior ragione in circostanze già ‘problematiche’, tuttavia vorrei sottolineare in controtendenza rispetto a quanto asserisce del vanificare gli sforzi fatti finora: ricordi che non si inizia mai da zero, il lavoro terapeutico che lei ha svolto ha certamente portato i suoi frutti, come lei afferma. Quindi partire innanzitutto da questa consapevolezza su di sé. E’ importante anche comprendere che in questa situazione di ‘costrizione’ a casa lei è in compagnia di milioni di persone, non per sminuire il suo stato, ma per ricollocarlo dentro un contesto più reale. Partendo da queste due considerazioni può iniziare a mettere le mani nel suo lavoro che certamente dovrebbe avere come obiettivo quello di provare a fare dei piccoli passi per ristabilire una vita routinaria più costruttiva. C'è la possibilità di fare video consulti, che potrebbero aiutarla anche a distanza.


Le auguro che le sue domande possano trovare risposta.


Cordiali saluti


Dott.ssa Arpaia


 

Gentile utente,


nella sua richiesta non ci sono molti elementi chiari per darle una risposta professionalmente adeguata, ma in linea di massima per superare i problemi che definisce "cronici" c'è bisogno di tempo perchè spesso non sono legati ad eventi del presente, ma risalgono a situazione del passato. Se nel tempo non è riuscito a superarli può voler dire che i suoi schemi mentali e le sue abitudini lavorative o di vita quotidiana possono aver influito nel mantenerli nel tempo.


L'approccio che segue è sicuramente molto valido, ma se le origini dei suoi disturbi sono nel passato e soprattutto nell'infanzia, potrebbe essere utile lavorare anche sull'attaccamento. In questo caso consiglio la Schema Therapy e l'EMDR che sono tecniche che lavorano su piccoli e grandi traumi del passato.


Spero di essere stata utile.


Cordiali saluti.


Patrizia Baroncini

Buongiorno, da quello che scrive potrei confermarle intanto che la chiusura sociale dovuta all'emergenza ha provocato indirettamente una regressione. Cioè i suoi progressi raggiunti nelle autonomie sulle uscite da casa per recarsi al lavoro sono un po' regrediti. Questo è anche normale. La cosa importante sarebbe quella di recuperare quel senso di autonomia che stava conquistando, e successivamente essere sostenuto a livello psicologico verso un nuovo equilibrio. Avrei bisogno di capire qualcosa in più della sua ansia depressiva, per sapere come intervenire. Non so se sta facendo anche una cura farmacologica per l'ansia o la depressione.


Se vuole posso dedicarle un un incontro  di consulenza via Skype o in videochiamata


Cordiali saluti, dr. Cameriero Vittorio 

Carissimo, grazie per averci scritto!


E' una grande dimostrazione che hai voglia di farcela e uscire tuo problema.


Mi chiedo se con il precedente terapeuta aveste concordato di proseguire con le sedute on line, o se sia stato possibile ricevere sostegno via telefono o messaggi.


Sarebbe utile conoscere la durata precisa della psicoterapia, quando è iniziata o quante sedute nello specifico sono state fatte.


Il tempo nella psicoterapia è un elemento importante per produrre cambiamenti che siano duraturi, tuttavia, è tempo ben speso se si considerano i vantaggi che comporta nei termini di miglioramento della qualità della vita.


Ciononostante, hai tutto il diritto di nutrire dei dubbi sull'efficacia del trattamento, qualora non ravvisassi alcun cambiamento.


Nella mia pratica clinica faccio largo uso delle tecniche di terapia di terza generazione (ACT e FAP), le quali sono efficaci per produrre cambiamenti nel breve-medio tempo.


Un caro saluto,


Dr.ssa Elisabetta Fazzari


 

Buongiorno, solitamente la terapia cognitivo comportamentale è la più indicata per risolvere i suoi problemi. Lei non dice quante sedute ha fatto dal collega, però nel suo caso ritengo che l'ansia sia un tratto temperamentale, per cui vedere dei miglioramenti implica non solo la professionalità e competenza del terapeuta, ma anche la diligenza del paziente nel fare i compiti assegnati.


Indubbiamente la quarantena e le preoccupazioni correlate non remano a favore di persone che hanno già problemi d'ansia o disturbi forbici e sinceramente non mi meraviglia che i piccoli passi attuati siano regrediti o annullati, perché questa emergenza è davvero uno scoglio mentale importante.


Se crede mi contatti privatamente, cordiali saluti.


 

Certo che non devi rassegnarti, ma quando mai!!!! Assolutamente no. Contatta uno psicologo psicoterapeuta di altro indirizzo, magari il cognitivo comportamentale, pur molto valido non si addice a te, quindi occorre affrontare un cambiamento. Ciò che avevi fatto finora non verrà perso, ma occorre proseguire il lavoro. Inizia magari online e poi appena riuscirai ti recherai in studio del professionista. Mi vengono in mentre tante idee tra le quali un terapeuta breve strategico, oppure gestaltico.....cerca e inizia con una telefonata, esponi la tua necessità e se il professionista ti ispira inizia. Non restare bloccato con un terapeuta, come resti bloccato a casa.....sembra strano, ma è un'analogia forte e moto reale. Forza, non arrenderti proprio ora che hai anche preso il coraggio per scrivere queste righe, evidentemente la voglia di cambiare c'è ed è forte, occorre trovare il terapeuta adatto a te (o la terapeuta), valuterei poi anche con una diagnosi ben fatta e chiara, fossi la tua terapeuta, un periodo di ricorso ad eventuale farmaco sotto controllo medico, laddove fosse necessario per sbloccare la situazione.


Un cordiale saluto

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