Ansia

Pensieri intrusivi che portano ad attacchi di panico

Sara

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Buongiorno, da 4 anni a questa parte ho iniziato a soffrire di attacchi d'ansia forti e meno forti.
All'inizio la causa era la mia relazione a distanza e la paura che il mio fidanzato potesse tradirmi.
Con il passare degli anni questa paura si è sempre più affievolita fino a non esserci più e ora sono sicura al 100% del mio ragazzo.
Nonostante questa mia sicurezza nei suoi confronti ho notato che quando mi diceva di uscire con i suoi amici provavo questa ansia terribile che partiva dallo stomaco, per poi sfociare in attacchi di panico che duravano fino a che non tornava a casa.
Ho cercato e sto cercando di capirne la motivazione. Quando mi trovo in questa situazione cerco di pensare a cosa mi potrebbe far venire questa ansia, ma non ne trovo ragione. L'unica cosa a cui io ho pensato è il fatto di provare "invidia" nei suoi confronti, che lui potesse uscire e divertirsi mentre io ero a casa.
Negli anni io mi sono trasferita da lui, e pensavo che questo potesse placare la mia ansia, ma nonostante questo, quando a volte capita che lui debba uscire con dei suoi amici (capita raramente perché ormai usciamo spesso insieme) mi assale l'ansia.
Vorrei capire se l'invidia potrebbe essere una motivazione valida.. Perché sto impazzendo a stare così. Ho molti pensieri intrusivi di cui il 99% non riesco a capirli, è come se il mio cervello facesse tutto da solo, senza che io ne capisca e comprenda il motivo.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno signora,


per rispondere alla sua domanda – se l'invidia potrebbe essere una motivazione valida – certamente potrebbe esserlo.


Se è vero che lei vorrebbe uscire con le sue amiche a divertirsi e poi resta a casa, si mette in uno stato di incoerenza (vuole fare una cosa ma poi ne fa un'altra) e questo certamente può generare ansia.


Il punto è: se lei ha voglia di uscire a divertirsi perchè rimane a casa?


Forse è soltanto una mia impressione, ma la sensazione è che lei non abbia molte altre relazioni, a parte il suo fidanzato. Se è così, come mai? Scrive che la relazione era a distanza, dunque abitavate in posti diversi e ora lei si è trasferita in un posto nuovo. E' riuscita a creare dei contatti? Ha conosciuto persone con cui socializzare?


Forse l'ansia non deriva dal fatto che lui esca e abbia una vita sociale, ma dal fatto che lei non ce l'ha. E si direbbe che le dispiace non averla, che le manchi. Forse è questo che i pensieri intrusivi vengono a dirle: di ricominciare a uscire, a stare con le persone, ad ampliare la sua rete di amicizie e di affetti.


Un cordiale saluto.

Gentile "pensieri intrusivi", ci sarà senz'altro un motivo per cui le ansie provocate all'inizio dalla paura di perdere, o di essere tradita dal suo ragazzo, si sono così radicate in lei. Probabilmente si sono attaccate a qualcosa di molto sensibile dentro di lei, che bisognerebbe riconoscere ed elaborare. Per questo, le consiglio un percorso psicoterapeutico, che potrebbe anche essere non troppo lungo. Auguri, Cristina Berti Ceroni. 

Cara Sara, 


Grazie per aver condiviso con noi le tue difficoltà. Rispetto alla tua domanda, personalmente ritengo tu ci abbia fornito troppe poche informazioni per poterti confermare o meno la tua ipotesi dell'invidia, tuttavia penso anche che se hai avuto questa intuizione, probabilmente c'entra... In fondo noi siamo i migliori esperti di noi stessi!


Il mio suggerimento è quello di rivolgerti ad uno specialista e affrontare in maniera più approfondita questi tuoi attacchi di panico e il tema dell'invidia.


Per ulteriori chiarimenti resto a tua disposizione. 


Buon lavoro


Dott. Ssa Alice Piccardi

Buongiorno,


purtroppo temo che l’invidia non sia una spiegazione sufficiente al disagio che prova. Servirebbe un approfondimento diagnostico che consenta di evidenziare più dati della sua storia biografica e clinica. Consideri che già con l’apprendimento di qualche tecnica che uno psicoterapeuta le può insegnare in un numero non esagerato di incontri, potrebbe facilmente acquisire strumenti efficaci che da sola fatica a trovare.


Le auguro di liberarsi presto dal disagio e alleggerirsi da questo peso enorme.


Roberto Lugli

Buongiorno Cara, penso che la causa della sua ansia non sia l' invidia anche se, come dico sempre, il miglior modo per scoprire le motivazioni di un problema e' intervenire su di esso e risolverlo. Questa ed altre delle sue Ossessioni, speri di darle una bella notizia, si possono superare e anche in tempi brevi intendo al massimo dieci sedute. Se le fa piacere guardi pure il mio sito web cristianograndi.com.. Buon weekend

Salve,


le rispondo in merito ad una cosa importante che lei ha scritto e che spero possa aiutarla: lei ha ragione, i pensieri intrusivi sono proprio come li ha descritti, automatici e a volte incomprensibili. E' proprio così: il nostro cervello è in grado di produrre dei pensieri che non cerchiamo noi attivamente, che non siamo noi a produrre...nascono sicuramente da una nostra paura, o da una emozione profonda e lei ha già analizzato la loro fonte ed è molto probabile che nascano dall'invidia. Questa potrebbe essere una parte di lei che difficilmente riesce ad accettare (in fin dei conti nessuno ama sentirsi invidioso!) ma detto questo, come lei stessa ha verificato, i pensieri continuano a invaderla comunque. Non si arrovelli troppo sul "perchè" di certi pensieri, ma piuttosto su come gestirli quando compaiono. esistono diverse strategie per gestire le intrusioni mentali. Le consiglio intanto di non mettersi "a discutere" con questi pensieri cercando di smontarli perchè finirebbe in un braccio di ferro continuo e stenuante. Cerchi invece di lasciarli andare, si ricordi che sono "solo pensieri", frasi nella mente, che non meritano di essere ascoltati e creduti troppo, perchè non la aiutano a comportarsi come vorrebbe e ad essere la persona che vorrebbe essere, Si chieda solo: mi è utile questo pensiero? se si, lo ascolti, se no lo lasci andare, come fosse un amo da pesca appuntito e lei un pesce che decide di non abboccare!


Se interessata a lavorare sui pensieri intrusivi, resto a disposizione. Non so dove viva ma io lavoro anche online. Se vuole può contattarmi senza impegno. Mi trova sul web nel mio sito e in un altro portale dedicato ai problemi di ansia.


Dott.ssa Cristina Bozzato


 

Salve Sara, mi dispiace per il periodo che sta attraversando. Credo che sia opportuno per lei comprendere l'origine dell'ansia che si attiva quando parla del suo partner. Non credo che ci sia solo invidia, ma anche altro che però dovrebbe essere affrontato in terapia.


Ha mai pensato ad un consulto psicologico? Potrebbe trovare le risposte che cerca.


Rimango a sua disposizione.


Buona giornata.


Dott. Fiori

Cara Sara, dietro i suoi pensieri apparentemente incontrollabili e al suo comportamento, che lei razionalmente percepisce come disfunzionale e che la fa star male così tanto, c'è molto probabilmente una forma di attaccamento che ha origine nella sua storia personale. Poichè questi schemi mentali la fanno soffrire e non le consentono di essere serena, il mio consiglio è di affrontare un percorso psicoterapeutico adeguato. Rammenti che nulla di quanto esprimiamo con varie modalità avviene per caso, l'importante è prenderne consapevolezza e trovare la motivazione per non esserne sopraffatti.


Resto a disposizione anche online per approfondire, un caro saluto

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