Attacchi di panico

Panico durante i test in classe

michele

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Buone sera, alla fine di quest'anno un po' nefasto, vedo mio figlio che frequenta la terza elementare ritornare da scuola sempre angosciato, i voti e i risultati sono altalenanti mentre le maestre mi consigliano di far visitare il bambino per dei problemi non molto specificati, si parla di blocco ma a detta loro non mi possono aiutare.
Abbiamo deciso di affiancare a mio figlio una maestra doposcuola e con lei tutto funziona, anzi, fa progressi e apprende meglio, confrontandomi con lei mi assicura che il bambino non ha nessun disturbo, crede che sia solo una questione di insicurezza e che sta lavorando sull'autostima, ma capisce che il rapporto detto uno a uno sia diverso che il rapporto in classe.
Questa sera dopo un voto sufficiente in italiano il bambino mi ha confessato le sue paure.
La sua paura principale è quella di sbagliare, e che durante le letture e le prove in classe va addirittura in panico, a detta sua non vuole ritornare dalla maestra di sostegno come l'anno scorso.
Premetto che la cosa mi ha lasciato scioccato, nessuno mi ha mai informato che lasciava la lezione di italiano e quella di matematica per essere seguito da una maestra di sostegno che vedeva altri bambini nella classe con disabilità certificate, nessuno ha mai certificato nulla su mio figlio, non ho mai incontrato nessun psicologo della scuola che mi abbia diagnosticato niente.
Vorrei chiedere come posso aiutare mio figlio in questo visto che riscontro questo blocco e vedo in lui il panico, l'idea di essere estromesso dalla lezione lo angoscia molto
Mi scuso anzitutto per il modo ma sono molto preoccupato che questa situazione possa creare veramente una situazione irreparabile.
Vi ringrazio di cuore
Michele

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Caro Michele,


io valuterei la possibilità di effettuare una valutazione nuropsicologica per escludere qualsiasi tipo di disturbo. Molto spesso, infatti, dato che i bambini con DSA hanno sempre un'intelligenza nella norma, si accorgono di avere delle difficoltà rispetto ai loro compagni di classe ma, non sapendo di essere DSA pensano di avere delle mancanze...ecco quindi che spesso l'autostima cade, l'ansia da prestazione aumenta a dismisura, soprattutto se il contesto classe (maestre in primis) è poco inclusivo e rispettoso. Qualora dalla valutazione neuropsicologica risulti tutto nella norma, sarebbe utile per il bambino essere aiutato da uno psicologo nella gestione dell'ansia e per l'aumento dell'autostima. Ultimo, ma non ultimo, mi chiedo come mai le maestre abbiano deciso di separare il bambino dal resto della classe, soprattutto senza mai informarvi della cosa; questo comportamento è assolutamente scorretto e, se fossi in voi, parlerei con il dirigente scolastico ed eventualmente anche con l'Ufficio Scolastico Provinciale.


Saluti,


Gabriella De Stefano.

Buongiorno Michele,


la sua preoccupazione è comprensibile e si percepisce chiaramente. Non è mai facile scoprire le difficoltà dei propri figli.


Molti bambini possono avere delle insicurezze che si riflettono in primis nel confronto con gli altri e quindi nell'ambiente scolastico, che è il luogo dove sono immersi per molte ore al giorno e dove spesso viene data molta importanza alla prestazione.


Il fatto che suo figlio lavori bene nel rapporto uno a uno, con un adulto rassicurante, è una buona base per escludere altri problemi. Sembrerebbe avere una problematica, che chiamate "blocco", di natura emotiva, da quanto scrive, ma la situazione andrebbe sicuramente approfondita.


Generalmente la scuola dovrebbe comunicare per tempo le iniziative intraprese per sostenere l'apprendimento; ora poi che suo figlio ha dichiarato di essere angosciato dall'idea di essere portato fuori dalla sua classe è molto importante che vi sia una comunicazione trasparente tra insegnanti e voi genitori su questo tema, perché le strategie siano condivise e sostenute da tutti gli adulti per lui importanti, altrimenti rischiano di creare confusione e disorientare i bambini, anziché aiutarli.


Le consiglio di chiedere un colloquio alla scuola e valutare le loro proposte, tra le quali potrebbe rientrare anche una valutazione psicologica esterna per meglio comprendere la situazione.


Molti auguri per il vostro percorso

Gent.le Michele


La situazione é particolare, sopratutto perché sembra una passi consolidata, quella di dar spostare il bambino con altri, con la docente di sostegno.... Sicuramente occorre capire come mai si é venuta a creare tale prassi. Mandi subito una mail all'attenzione del dirigere scolastico e dei docenti della classe e chieda un incontro per chiarire cosa accade, quali problemi hanno riscontrato nel bambino tali da far decidere che avesse necessità di supporto. Successivamente potrebbe essere utile portare la situazione all'attenzione di uno psicologo in modo da avere un parere anche psicologico e psicopatologico oltre che didattico educativo.


Un saluto


@psy Marcella Angioni

Buongiorno Michele. Vorrei iniziare sottolineando l’importanza del fatto che suo figlio sia riuscito ad aprirsi e a portare alla luce quelle che per lui devono essere situazioni molto difficili da gestire. È un enorme passo avanti nell’economia della situazione.
Concordo con l’insegnante del doposcuola quando dice che la situazione uno-a-uno è diversa dalla situazione di classe, che prevede piuttosto un’interazione gruppale.
Indagare tuttavia il significato profondo che suo figlio dà all’essere allontanato dalla classe e dare ancora voce alle sue paure in uno spazio protetto e non giudicante come potrebbe essere quello di uno psicologo rappresenterebbe potenzialmente un’ottima risorsa anche per far entrare in contatto suo figlio con le emozioni e i pensieri che al momento gli causano malessere e paura. Ovviamente con i dovuti tempi e i dovuti modi, sempre guardando al benessere non solo del bambino, ma anche suo come genitore preoccupato.
Per un consulto più specifico e adatto al suo caso, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Gentile Michele,


come prima cosa mi sentirei di consigliarle, se già non lo avete fatto di chiedere subito un colloquio con le insegnanti per capire il motivo della loro scelta passata, per confrontarvi in riferimento a questo periodo particolare e per capire come terminare l'anno ma anche iniziare il futuro.


Ottima l'idea per esservi già mossi con un tutor. Aspetto molto importante per la sua autostima negli apprendimenti scolastici. Da come dite mi sembra di capire che nè voi, nè la tutor e nemmeno la scuola abbiate osservato difficoltà scolastiche di apprendimento: nell'acquisizione della lettura/tabelline/poesie, nell'automatismo del calcolo, nella scrittura, ecc.


Vi consiglio anche di valutare un breve percorso di supporto psicologico per indagare da vicino, con un esperto e per essere aiutati anche voi genitori in questo momento di difficoltà.


Vi consiglio la lettura di alcuni articoli, sperando di far cosa gradita:


- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/i-disturbi-dansia/


- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/consulenza-psicoterapia-famigliare/


- https://www.psicoterapiacioccatorino.it/valutazione-degli-apprendimenti/


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive e/o per eventuale consulenza online.


Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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