Attacchi di panico

Paura

Miriam

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Salve, sono una ragazza di 20 anni e da 3 anni sono in cura con zoloft per ansia ed attacchi di panico.

Da quando ho avuto i primi attacchi di panico, ho sviluppato la paura di impazzire, di essere bipolare o di essere nella fase iniziale di una psicosi. La mia paura è diventata una vera e propria ossessione, passavo pomeriggi interi su internet a leggere i sintomi di qualsiasi malattia mentale.

La mia paura verso questo tipo di malattie è alimentata dal fatto che nella mia famiglia c'è stato un caso di un episodio psicotico.
Ho letto che la fase iniziale di una psicosi presenta diversi sintomi come la difficoltà di riconoscere i sogni dalla realtà. A me capita spesso di vivere dei deja vu, i cui contenuti sembrano sogni.
Ultimamente mi sto ossessionando dal delirio di persecuzione. Mi capita di avere pensieri assurdi. Ad esempio se mi offrono una caramella penso che contenga droga. E questi pensieri mi spaventano perché ho letto che nella fase iniziale il paziente è sospettoso, dubita dei suoi pensieri ma questi con il passare del tempo diventano convinzioni.
Sto impazzendo?

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Miriam,


Immagino che di fronte ad un forte malessere personale lei sia portata a fare molte ricerche su internet per comprendere se i suoi sintomi corrispondano o meno a qualche malattia mentale, ma forse tutta questa ricerca rischia solo di fare aumentare in modo esponenziale la sua legittima preoccupazione. Alla luce di questo le consiglio di rivolgersi al suo Psichiatra e di descrivergli il suo malessere, i suoi sintomi e la sua preoccupazione di modo che possa essere lui a modificarle o meno la terapia farmacologica, a consigliarle o meno l'intervento di un altro specialista. Dal mio punto di vista credo che un intervento psicoterapeutico, insieme ad una terapia farmacologica, le possa essere da aiuto.


Resto a disposizione


Cordiali Saluti 

Synesis Psicologia Monza e Brianza (MB)

Cara Miriam,
mi dispiace per il vissuto negativo che racconta.
In seguito alla prescrizione farmacologica sta facendo i periodici controlli? Ha provato a raccontare questi vissuti dolorosi al curante o ad uno psicologo? Le consiglio di non affidarsi o seguire pedissequamente ciò che legge online ma di rivolgersi a un professionista della salute mentale. A fronte della situazione delicata che mi descrive ed alle sue preoccupazioni le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo e di aggiornare il suo psichiatra, così che potrà chiarire tutti i suoi dubbi ed avere indicazioni professionali accurate: una buona collaborazione tra queste due figure sarà di valido sostegno al suo percorso.
Restiamo a disposizione

Dott.ssa Lucia Moglie Ancona (AN)

Cara Miriam, capisco il tuo stato di apprensione rispetto ad una possibile familiarità con un disturbo psicotico, essa è una possibilità. Ma la probabilità dipende anche dalla vicinanza alla persona che ha avuto in passato l'episodio, nonché da molti altri fattori come ad esempio le risorse di cui ognuno di noi dispone.


Come mai ti stai concentrando su un evento accaduto ad altri?ritengo invece più costruttivo riflettere sul significato dell'ansia che vivi da anni. È vero che segui una terapia farmacologica, ma ti consiglio di abbinare ad essa, se nonlo fai già, un percorso psicologico, proprio per affrontare tutte le ansie e paure legate ai tuoi sintomi e superare almeglio questa importante fase della tua vita.


A disposizione

Dott.ssa Giorgia Maestri Reggio Emilia (RE)

Buongiorno Miriam,


dalle sue righe arriva tutta la sofferenza che sta vivendo.


È  evidente che in questo momento ,  ogni dubbio che nutre genera e alimenta ulteriori dubbi. E i pensieri diventano sempre più insistenti e costanti.  Aver avuto un episodio  di esordio psicotico in famiglia e le letture da lei svolte su tale argomento l'hanno portata a restringere e focalizzare solo su questo  la sua attenzione e le sue ansie e pertanto  qualunque cosa accada  - tipo un normale déja vu - va come a confermare il suo pensiero catastrofico di paura di impazzire.  


Tutto ciò  si inserisce peraltro   in un quadro  di ansia preesistente curato solo con terapia farmacologica. Credo  sia giunto il momento di rivolgersi parallelamente a uno psicoterapeuta che possa aiutarla a riampliare  lo sguardo e a provare a vivere ciò che le accade in modo più funzionale al suo benessere.


Rimango a disposizione. 


Cordiali saluti

Dott. Roberto Lugli Reggio Emilia (RE)

Gentile Miriam,


Quanto spiega qui chiaramente non è sufficiente per fare una diagnosi precisa. Ciononostante non si preoccupi . Tutte le psicopatologie possono essere trattate oggi, ottenendo effetti positivi.


Mi sento di dirle di trattare bene l'ansia, magari facendo una nuova valutazione insieme al medico che le ha prescritto i farmaci e perché no, magari anche da uno psicologo.


Molti sintomi dell'ansia e del panico possono essere confusi con patologie più gravi. Tra questi frequentissimi e "normali" la derealizzazione e la depersonalizzazione. Se vuole e può, un ottimo beneficio potrebbe trarlo dall'integrazione tra la farmacoterapia e la psicoterapia. Ci pensi su..


 

Provi a prendere in considerazione il fatto che lei non ha competenze per potersi autodiagnosticare, che leggendo articoli su internet non potrà acquisire le adeguate competenze per poter capire cosa la affligge. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista Psicologo o Psicoterapeuta nelle sue vicinanze e di iniziare un percorso sulle origini della sua ansia. Se ci sono stati casi in famiglia non necessariamente anche lei dovrebbe manifestare gli stessi sintomi. Rifletta sulle situazioni in cui l'ansia prevale, cerchi di circoscrivere i sintomi e di parlarne con un professionista. Le faccio i miei auguri. 

Gentile ragazza,


secondo quanto espone lei soffre di un disturbo d'ansia che sembrerebbe avere spunti di ossessività e forse di manie di persecuzione.


Tali disturbi son comunque curabili ed è senz'altro consigliabile e necessario associare alla terapia medica una psicoterapia.


La terapia breve ad orientamento strategico solitamente ottiene buoni od ottimi risultati per cui potrebbe iniziare un relativo percorso.


Se tuttavia lei non è economicamente indipendente è probabile che si renda necessaria anche la collaborazione dei genitori con lo psicoterapeuta.


Cordiali saluti

Cara Miriam, 


i tuoi pensieri si stanno trasformando in una prigione! La paura è alimentata dalla paura, e nel tuo caso la paura della psicosi ti convince di avere manifestazioni psicotiche, alimentando la paura stessa. Per prima cosa ti consiglio di smettere di guardare su internet le definizioni delle patologie e dei sintomi annessi, solo un medico potrebbe fare la diagnosi e spesso un lettore inesperto finisce per attribuirsi tutti i sintomi descritti proprio perchè è tipico degli esseri umani, a seconda delle esperienze di vita e del periodo che attraversano, manifestare un ampio spettro di meccanismi di difesa, dai più evoluti ai meno evoluti. In secondo luogo cercherei di indagare le cause del tuo disturbo da attacchi di panico, che probabilmente si è originato da un evento traumatico o da una difficoltà di separazione. Ti consiglio di chiedere il sostegno di uno psicologo della tua zona per dare il giusto peso e il giusto nome a ciò che ti sta accadendo. Coraggio, sei giovane e dal modo in cui descrivi la situazione si capisce che hai un ottimo esame di realtà, indice di un io forte e sano e non compromesso. Infatti vivi tutte queste sensazioni come strane e non come la realtà. Proprio qui sta la differenza tra psicosi e normalità! Spero di esserti stata d'aiuto

Gentile Miriam,


l'ansia può portare a rimuginìi e preoccupazioni eccessivi, probabilmente nel suo caso smosse anche dall'esperienza famigliare dell'episodio psicotico. Riguardo alle sue preoccupazioni, va specificato che la confusione tra sogno e realtà degli psicotici non è riconosciuta dal soggetto, come avviene invece nel suo caso, in quanto mi pare di capire che riesce a distinguere il deja vu dalla realtà. Per quel che riguarda i pensieri "sospettosi", anche questi potrebbero derivare dall'ansia, la quale viene poi alimentata dalla sua paura di impazzire, creando probabilmente un circolo vizioso. Quindi la inviterei intanto a pensare se tutto quello che vive non derivi solamente dalla forte ansia che la suggestiona, e le consiglio, in ogni caso, di chiedere una consulenza psicologica o psichiatrica, in quanto unico modo realmente efficace per comprendere la sua situazione.


Cordiali saluti

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