Attacchi di panico

Paura di morire o che il cuore smetta di battere all'improvviso con annessi attacchi di panico.

Erika

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Buonasera,
Vi scrivo perché da un mesetto buono a questa parte sono ossessionata dalla paura di morire: inizio a toccarmi il polso per sentire il battito e faccio altrettanto posizionando le dita sulle tempie assicurandomi che ci sia un segnale cardiaco. Il mio medico di famiglia mi ha visitata, ha detto che il mio cuore mi darà grandi soddisfazioni e che io soffro di extrasistole benigna. Nonostante tutto io non riesco a tranquillizzarmi, probabilmente perché di recente è deceduta una mia amica un anno più piccola di me e questo mi ha terribilmente scioccata. Come tranquillante, quando necessario, prendo 5 gocce di Alprazig giusto da far rientrare tutto nella norma.
Un altro problema che ho, invece, si sta presentando da due giorni e io scoppio a piangere senza motivo. Ad esempio oggi quando sono entrata nella doccia per lavarmi, neanche il tempo di aprire l'acqua che sono scoppiata in lacrime e sono dovuta uscire dalla doccia; sennò lo stesso episodio si è presentato circa un'ora dopo mentre stavo giocando a carte con mio padre: ho iniziato a piangere e ho stretto forte la sua mano e poi mi sono calmata però io non ho idea di cosa mi stia succedendo e mi sento un pericolo sia per me stessa che per gli altri.. Devo ancora prendere la patente ma se vado avanti così dubito di ottenerla anche se io non vedo l'ora perché guidare mi piace davvero tanto e mi rilassa particolarmente.
Vi ringrazio della risposta, spero possiate aiutarmi.

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ottimo prendere la patente e fare qualsiasi cosa realmente piacevole e soddisfacente che possa spostare l'attenzione dal pensiero della morte. Il tema della morte è uno dei temi "duri" che prima o poi dobbiamo affrontare nel corso della vita. Un filosofo diceva che pensare significa fondamentalmente. pensare la morte. Vi si può pensare in due modi: pensiero fisso ed ossessivo che impedisce di vivere o pensarvi in prospettiva del presente da vivere. Pensare la morte deve essere l'occasione per vivere più pienamente, dando spazio, nella nostra vita, alle priorità e a ciò che realmente conta per noi. Comunque le suggerisco di rivolgersi ad uno psicoterapeuta ad indirizzo psicodinamico che abbia oltre alla tecnica e al metodo un buon retroterra culturale. 

Ciao Erika, probabilmente la morte della tua amica ti ha scosso parecchio, probabilmente stai avendo delle reazioni a questo. Era una tua cara amica? Hai avuto modo di tirar fuori quello che hai provato? Hai descritto l'episodio della doccia, a te sembra di essere scoppiata a piangere senza nessun motivo ma non è così, avrai certamente avuto dei pensieri e delle emozioni che ti hanno scatenato quella reazione, ugualmente mentre giocavi a carte con tuo padre. Prova a ragionarci quando ti accade.


Parla con un terapeuta, ti sarà di aiuto.


Resto a disposizione.

Buongiorno, data l'intensità dei sintomi e la sofferenza che le producono le suggerisco di seguire una cura farmacologica insieme ad un percorso psicoterapico.


Cordialmente.


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 


 

Carissima Erika, 


ritengo che in questa fase di vita così delicata che stai attraversando, hai necessità di soffermarti a guardare in maniera consapevole quali sono i reali problemi che offuscano la tua mente, la tua psiche, a tal punto di divenire ansiosa e poco lucida. La morte e la vita sono due aspetti della stessa medaglia di ciascuno, caratterizzati da incertezza rispetto a come saranno nel futuro. La morte non è un evento controllabile e non sappiamo quando avverrà, ma ciò che può tranquillizzarti è di poter  pensare a vivere in modo da non avere rimpianti, paure e cose incomplete e irrisolte su tutti gli aspetti della tua vita personale, familiare, sociale e lavorativa. Ti suggerisco per tanto di intraprendere un percorso di Psicoterapia che ti possa aiutare a raggiungere la consapevolezza di ciò che ti rende così ansiosa. Dietro l'ansia vi e' l'incapacità di sentire il vero dolore che porti nel tuo cuore. 


Cordiali saluti


 

Salve Erika, 


Quelli che descrivi sono sintomi degni di attenzione. Le consiglio di rivolgersi ad un professionista che possa aiutarla a valutare la situazione a 360 gradi, arrivando a capire insieme a lei da cosa abbiano origine con esattezza queste paure e quale può essere il miglior percorso terapeutico per recuperare il suo benessere.


Il primo passo è il più difficile, rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto. Ma se ha scritto qui cercando un confronto forse è pronta a farlo. Può cercare uno psicologo vicino al luogo dove abita, personalmente consiglio l'approccio cognitivo comportamentale. 


 

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