Attacchi di panico

Sto facendo soffrire la mia famiglia ma non sò come o cosa fare!

debora

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Salve, circa due mesi fa' ho sofferto di anemia tanto che sono stata costretta ad andare subito in ospedale per fare la trasfusione di sangue..premetto che sono una giovane mamma di due bimbi e che da circa 5 anni, mi sono dovuta trasferire da Agrigento ad un altro paese per motivi di lavoro.. purtroppo, ancora non sono riuscita ad integrarmi e faccio la mamma a tempo pieno stando quasi tutta la giornata a casa.. una mattina, stavo talmente male da non riuscire a fare nulla..mia madre, vedendomi pallidissima mi ha portata a fare le analisi e li' mi hanno comunicato che dovevo andare subito in ospedale..il viaggio per andare ( quasi un ora) è stato terribile: pensavo di morire, di lasciare i miei bimbi, di non farcela talmente stavo male..pensavo anche ad una mia cugina morta pochi anni prima a soli 30 anni.. morta improvvisamente per un malore..finalmente arrivata in ospedale, mi hanno fatto le trasfusioni e dopo 2 giorni mi hanno dimesso dall'ospedale..pensavo di stare meglio ma li' comincio' il mio calvario: paura, agitazione, fino ad arrivare a veri attacchi di panico: palpitazioni, vampate di calore, tremoli, formicolii alla testa e alle mani, stanchezza tutto il giorno e spossatezza..un unico pensiero: la mia salute, la salute dei miei cari e la paura della morte! due mesi dopo mi sono decisa di parlarne con il medico curante, che mi ha prescritto XANAX 5 goccie la mattina e 10 la sera.. all' inizio mi quietavano, ma poi niente..abbiamo aumentato la dose..ma in realta', ho sempre questa paura.. non riesco piu' a concentrarmi, a giocare con i miei bimbi, a gioire con mio marito..so' che sto facendo soffrire la mia famiglia ma non so' come o cosa fare! aiutatemi

12 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Simona Tambornino Alessandria (AL)

Un passaggio fondamentale per ritrovare la serenità è capire la causa dell'anemia tale da rendere necessarie le trasfusioni. Il malessere persistente potrebbe essere uno strascico del trauma e una manifestazione di squilibrio psicofisico da approfondire ulteriormente a livello fisico e psicologico. Il senso di colpa non serve a nulla,solo a peggiorare il suo stato per il quale di fatto non ha colpa alcuna. Gli ultimi studi PNEI sono illuminanti insieme alle terapie di decondizionamento del trauma. Insieme a questo va aiutata ad affrontare i cambiamenti della sua vita e a gestire la fatica quotidiana, trovando nuovi stimoli e svaghi. Auguri

Gentile utente,

come lei correttamente scrive si è probabilmente trattato di attacchi di panico. Tenga presente che una dose di paura è adattiva, poichè questa ci allerta di fronte a pericoli concreti e ci aiuta a fronteggiarli; nel suo caso tuttavia verosimilmente tale paura è cresciuta in conseguenza della preoccupazione per il suo stato di salute, strutturandosi come attacco di panico.

L'assunzione di Xanax può sicuramente aiutarla ma per risolvere a pieno il problema è indispensabile intraprendere un percorso di tipo terapeutico; con la terapia giusta potrà venirne fuori in tempi anche abbastanza brevi e dedicarsi così ai suoi bimbi e a suo marito.

Resto a disposizione per qualsiasi richiesta e/o chiarimento.

Cordialmente

Gentile Debora,  sono sicura che il fatto che lei ne abbia parlato sia già un passo importante. La nostra mente e il nostro corpo sono strettamente interconnessi e quando non siamo sereni il nostro corpo esprime questo disagio attraverso dei " sintomi". Cosa può fare? Chiedere aiuto, come sta facendo adesso, individuando un professionista psicologo psicoterapeuta al quale affidarsi e con il quale camminare un po' insieme per imparare a superare questo momento di difficoltà.  

Sono a sua disposizione se volesse contattarmi.

In bocca al lupo.

Dott.ssa Chiara Francesconi Pesaro Urbino (PU)

Buon pomeriggio Debora,

spesso le nostre paure più remote spuntano fuori a seguito di spiacevoli episodi. I sintomi che riporta (confermati anche dalla prescrizione del medico curante) sembrano proprio associarsi ad episodi di ansia e pertanto un percorso psicologico sarebbe la strada più efficace e risolutiva; considerando anche il fatto che i farmaci non stanno facendo molto effetto e che anche qualora lo producessero, avrebbe miglioramenti soltanto momentanei legati alla sua assunzione. L'ansia è un'emozione segnale, che va ascoltata prima di essere "eliminata". E' naturale che una mamma si preoccupi di stare bene ed in salute per poter crescere i propri figli e condividere la vita con la propria famiglia, tuttavia tali pensieri spesso producono l'opposto.. cioè creano un clima poco sereno e lieto e impediscono di raggiungere una buona qualità di vita. Perchè allora non provare a "vivere", seppur con gli imprevisti che la vita ci pone, invece di "sopravvivere" rinchiusi e amareggiati? Attualmente la terapia cognitiva si rivela piuttosto efficace nel trattare gli stati ansiosi e dare loro un significato più complesso e globale. Provi a rivolgersi ad un terapeuta o al servizio pubblico della sua zona. In alternativa, se desidera, personalmente offro consulenze psicologiche a distanza online. Resto comunque a disposizione per maggiori informazioni, un caro saluto

Dott. Antonio Mallamo Catanzaro (CZ)

Cara Debora, la natura del suo problema di salute pregresso  le parla da sola . Mi pare fuor di dubbio che la sua anemia sia stato un fenomeno a forte componente psicosomatica e stressogena, altrimenti non sarebbe bastata una trasfusione a eliminare il problema. Questo non vuol dire che una somatizzazione , se trascurata, non possa , col tempo, causare anche una patologia organica. Quindi il mio suggerimento è cogliere questo ,prezioso, campanello d'allarme , che il suo Sè le ha dato, onde porre rimedio. Le occorre una "trasfusione" energizzante di contenuti, progetti e apertura alla vita. Che essi bollano in pentola, mi permetto di affermarlo, non ci sono dubbi, visto quanto le è successo e quanto la conseguente ansia gli lo ricorda. A questo ribollire occorre dare una risposta, il miglior modo di non far soffrire, anche se soffrire è una parola grossa,  le persone a lei vicine , è quello di occuparsi di lei. Personalmente , per mia formazione, preferisco indirizzare verso modelli umanistico-esistenziali , ma anche altri modelli, purchè integrati con l'aspetto esistenziale vanno bene. Il suo percorso dovrebbe essere focalizzato non semplicemente sull'eliminazione del sintomo "ansia" , ma sopratutto sul suo progetto esistenziale represso , per essere aiutata a perseguirlo . L'ansia sparirà di conseguenza. Quindi la scelta di un eventuale terapeuta deve ricadere su una persona che a naso lei senta le possa assicurare questo percorso, facendo magari più di un colloquio , per poi scegliere confidando sul suo istinto. Un'ultima cosa, non si senta in colpa verso la famiglia, forse (dico forse)  lei è solo la delegata a sostenere  un disagio familiare esistenziale che interessa tutto il nucleo; pertanto oltre a metterla in guardia a sottrarsi ad interpretare un malessere più esteso, le prospetto che ,  da terminale di un disagio, lei potrebbe divenire soggetto trainante di un benessere. Nel salutarla, le dico che ci terrei a saper se e quanto si ritrova nella mia analisi, rispondendomi anche qui, grazie

Cara Debora, aldilà delle cure necessarie a tenere sotto controllo la sua salute fisica dovrebbe rivolgersi prima possibile, per non soffrire inutilmente ad uno psicoterapeuta ad indirizzo breve strategico della sua zona. Purtroppo solo lo xanax senza un lavoro di psicoterapia non può farla guarire. Bisogna far emergere le ferite dell' anima e bisogna operare attraverso adeguate strategie per l' ansia, gli attacchi di panico e le fobie.

Le consiglio di prendere in mano le redini della sua vita, perchè questo tipo di problemi non passa da solo. C'è bisogno di prendere coraggio e affrontarlo.

Cari Saluti

Dott.ssa Daniela Pulci Agrigento (AG)

Gentile Debora,

la situazione che descrive nella sua richiesta di aiuto emerge frequentemente in persone che devono affrontare l’adattamento a malattie croniche. Lo stato d’ansia si genera da una preoccupazione oggettiva legata al reale stato di salute, ma anche da difficoltà legate alle proprie risorse emotive e psichiche che necessariamente devono essere attivate per poter affrontare la vita quotidiana. In riferimento alla patologia è importante che lei, come sicuramente starà facendo, si faccia seguire da un medico fidato facendo periodicamente le terapie e i controlli richiesti. Per quanto riguarda i disagi legati agli stati d’ansia, l’utilizzo di farmaci come lo Xanax è utile nei casi di maggiore disagio per portare la persona ad un adeguato livello di quiete, come lei stessa ha avuto modo di provare. Tuttavia, i sintomi ansiosi sono legati a difficoltà più prettamente psicologiche che è possibile affrontare solo attraverso un percorso psicoterapeutico. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta, non lontano da casa, con il quale affrontare un percorso di sostegno psicologico e, se necessario, di psicoterapia.

Spero di aver risposto alla sua richiesta in maniera esaustiva. Non esiti a porre ulteriori richieste di chiarimento. Le auguro di trovare un adeguato aiuto.

Cordialmente

Dott.ssa Laura Termini Palermo (PA)

Mia Cara Signora,

personalmente penso che lo Xanax non possa risolvere il suo malessere.

Il suo corpo per primo, e poi anche la sua mente, con le continue preoccupazioni per la sua salute e quella dei suoi cari, le stanno urlando il suo bisogno di prendersi del tempo per sè, per ascoltarsi e soddisfare i suoi bisogni.

Le consiglio vivamente di rivolgersi ad un collega, uno psicologo/psicoterapeuta, non ad un medico che le prescriverebbe dei farmaci. Può rivolgersi ad un professionista privato, o recarsi ad un consultorio della sua zona, in extremis, se per necessità logistiche non potesse allontanarsi da casa anche via internet un professionista serio potrebbe esserle d'aiuto.

Il mio parere è che in questo modo potrebbe individuare quei nodi problematici, che forse in questo momento al di fuori della sua consapevolezza, che la aiuterebbero a star meglio. La mancata consapevolezza, in questo momento della sua vita, potrebbe essere una strategia per potersi concentrare sulle emergenze del momento, ovvero il suo ruolo di mamma, la gestione della famiglia lontani dai luoghi sempre vissuti....

I suoi figli hanno bisogno di lei, la sua famiglia ha bisogno di lei, ma se non sarà in condizioni di efficienza e salute, fisica e mentale, questo non le sarà possibile.

Chieda aiuto, lo faccia prima di tutto per lei e farà la cosa migliore anche per la sua famiglia, a cui, sono sicura, interessa allo stesso modo il suo benessere.

Non esiti a contattarmi in privato se volesse segnalato professionisti, consultori.. nella sua zona.

Un mondo di auguri

Buongiorno Debora,

penso che se lei focalizza l'attenzione sul fatto che solo la sua famiglia stia soffrendo rischia di spostare il fulcro di attenzione su ciò che davvero sta accedendo. In questo momento quella che sta profondamente soffrendo è lei.

E' una situazione in cui si sente probabilmente spaventata da una condizione fisica che non la rassicura, ha avuto un trasferimento con una situazione in cui ancora non si sente integrata, ha avuto dei figli molto giovane e una condizione lavorativa che per ora non ha... insomma, ci sono tanti fattori davvero che le causano stress.

Non mi è chiaro se è seguita attualmente da qualcuno o meno, al di la dell'aspetto farmacologico intendo. Quando si attraversano momenti di questo tipo il farmaco aiuta ad alleviare il sintomo ma nel frattempo bisogna stare sul vissuto, altrimenti si rischia di "far finta di".

Fare questo passaggio può aiutare lei e di conseguenza, la sua famiglia e i suoi bambini, a cui farà da modello affinché imparino anche loro a prendersi cura di se stessi

Resto a disposizione

Dott. Davide Bellomo Palermo (PA)

Considerando che parliamo di una situazione che perdura da circa due mesi e peggiora nonostante un primo intervento farmacologico le consiglio vivamente di prendere contatto con uno specialista psicoterapeuta. Lei ha bisogno di uno spazio, fisico e mentale, dove occuparsi di questo disagio, dandogli parola e contestualizzandolo nel complesso della sua esistenza. Chiaramente questo non significa trascurare la situazione medica generale, vale a dire approfondire i motivi che la hanno portata ad avere bisogno di una trasfusione. La saluto e la invito a visitare il mio sito per valutare le mie proposte di sostegno e cura psicologica, individuali e di gruppo.

Salve Debora, l'ansia è un sistema di allarme che il nostro corpo utilizza per dirci "attento potresti essere in pericolo!", questo messaggio arriva all'individuo chiarissimo portandolo ad attivarsi maggiormente per controllare o gestire al meglio tutte quelle situazioni che reputa pericolose. Da quello che lei racconta sembra essere accaduta una situazione (reale) che ha creato un forte dubbio (e quindi pericolo!) che lei possa perdere il "controllo della sua vita" quindi l'attivazione fisiologica che ne consegue "è proporzionato" al pericolo che ha pensato di correre. Una problematica ansiosa si mantiene nel tempo grazie ad una serie di strategie comportamentali che a breve termine consentono di abbassare la nostra ansia ma che a lungo termine non permettono l'estinguersi della stessa (per esempio: uscire di casa solo se accompagnata; portare con sé sempre una bottiglietta d'acqua o un ansiolitico; evitare i luoghi in cui non è possibile una veloce fuga; ecc...). 

Quali strategie comportamentali attualmente sta utilizzando?

Le consiglio di iniziare una psicoterapia ad indirizzo cognitivo comportamentale, un simile percorso le permetterà di potenziare strategie alternative per meglio gestire questo suo disagio. In bocca al lupo!

Gentile signora,

anzitutto dovrebbe tranquillizzarsi circa le cause della sua anemia ed operare affinchè l'episodio possibilmente non si ripeta. E' ovvio, ma tanto vale ripeterlo.

Secondariamente consulti uno psicologo psicoterapeuta perchè sintomatologie ansiose dopo un evento traumatico sono frequenti, ma recedono dopo opportuna terapia psicologica e solitamente non richiedono tempi lunghi.

Cordiali saluti

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