Conflitto interiore

maria

Buongiorno, Dopo 9 anni ci siamo lasciati perché lui aveva voglia di "evadere" , sempre preso dai social e da mille donne.. ha avuto poi un'altra storia durata circa 2 anni e poi si è reso conto di ciò che aveva lasciato ed è tornato. Io ho sofferto tantissimo e a tutt oggi non riesco a dimenticare. Siamo tornati insieme ma non sono mai stata convinta, più volte ho cercato di chiudere ma poi ci restavo insieme. E ancora dopo più di un anno ho questo tira e molla, lo lascio ma poi mi manca, ci sono insieme e non lo voglio, sono sempre divisa a metà. Ma perché? Perché non riesco a decidere si o no? Perché questo conflitto interiore?

6 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Maria,

il dubbio che lei descrive non è un’incapacità personale o una mancanza di volontà, ma una vera e propria trappola mentale nella quale più cerca di trovare una risposta razionale, più rimane incastrata.

L'illusione del «Perché» e l'inganno della mente

Quando ci chiediamo "Perché non riesco a decidere?" o "Perché ho questo conflitto interiore?", stiamo cercando una spiegazione logica per un dilemma che logico non è. In realtà, quello che lei sta vivendo è sorretto da tre meccanismi ben precisi:

  • La trappola del "Cercare di decidere prima di agire": Lei vorrebbe sentire la certezza assoluta dentro di sé prima di prendere una decisione definitiva. Ma la certezza non precede l'azione: ne è la conseguenza. Più cerca di sciogliere il nodo con il pensiero, più la mente oscilla tra la ferita del passato (il tradimento e l'abbandono) e la paura del vuoto (il dolore della mancanza).

  • Il fantasma del passato: Lei non sta affrontando solo l'uomo che ha di fronte oggi, ma anche la ferita di nove anni spazzati via e il risentimento per ciò che è accaduto. Questo crea una reazione naturale: una parte di lei cerca riparazione e sicurezza, mentre l'altra parte rifiuta l'uomo che l'ha fatta soffrire.

  • La tentazione di "Saggiare l'acqua": Questo continuo "tira e molla" – lasciarsi per poi cercarsi – è il modo in cui tenta di gestire l'ansia del distacco. Tuttavia, ogni volta che torna indietro per sedare la mancanza, non fa altro che alimentare il circuito dell'incertezza, confermando a se stessa di non poter stare né con lui né senza di lui.

Come diceva il poeta: «L'esitazione è il parassita della decisione».

Un piccolo esercizio strategico: Il "Diario dei Pro e Contro" congelato

Per spezzare questo circolo vizioso in cui la sua mente continua a rimuginare ogni giorno senza trovare via d'uscita, le propongo un piccolo esperimento per i prossimi 7 giorni.

  1. Sospenda la decisione: Per tutta la settimana, si dia il permesso di non decidere. Accetti di stare nell'incertezza senza pretendere di risolverla oggi.

  2. Il blocco delle risposte impulsive: Ogni volta che sente l'impulso di chiudere o, al contrario, di cercare rassicurazioni quando è sola, si fermi e scriva su un foglio: «Cosa sto cercando di evitare in questo momento: il dolore della ferita o la paura della solitudine?».

  3. Non parlatene insieme: Per questa settimana, eviti del tutto di discutere con lui della vostra relazione, del passato o del vostro futuro. Parlerete d'altro o starete in silenzio, ma il tema "noi" viene congelato.

Inizi a mettere in atto questo piccolo blocco del rumore di fondo. Spesso, quando smettiamo di sforzarci di chiarire il buio con la mente, la luce si fa strada da sola.

saluti, 

a disposizione per un colloquio in studio a Vicenza

dr. Germi Sabrina

Dott.ssa Sabrina Germi

Dott.ssa Sabrina Germi

Vicenza

La Dott.ssa Sabrina Germi offre supporto psicologico anche online

Buongiorno,

da quello che racconta, sembra che dentro di lei convivano due bisogni altrettanto importanti: da una parte il desiderio di mantenere un legame con una persona con cui ha condiviso nove anni della sua vita, dall’altra la necessità di proteggersi da una sofferenza che, evidentemente, non è ancora del tutto elaborata.

La separazione, il periodo in cui lui ha avuto un’altra relazione e il suo successivo ritorno possono aver lasciato ferite profonde, soprattutto sul piano della fiducia e della sicurezza affettiva. Anche se avete deciso di riprovarci, questo non significa necessariamente che il dolore e le insicurezze legati al passato siano scomparsi.

Il suo conflitto potrebbe essere legato proprio a questa ambivalenza: quando vi allontanate, sente la mancanza del legame e della familiarità che vi uniscono; quando tornate insieme, invece, possono riemergere i dubbi, la delusione e la paura di rivivere ciò che l'ha fatta soffrire. Non è detto che le manchi necessariamente la relazione così com'è oggi: potrebbe mancarle anche ciò che avete rappresentato l'uno per l'altra, o ciò che avrebbe desiderato che la vostra storia diventasse.

Più che obbligarsi a prendere una decisione definitiva nell'immediato, potrebbe essere utile fermarsi a comprendere che cosa desidera davvero per sé, indipendentemente dalla paura di perderlo o di rimanere sola. Si chieda, ad esempio: oggi, in questa relazione, mi sento amata, rispettata e serena? Riesco a fidarmi e a immaginare un futuro insieme, oppure sto cercando di recuperare qualcosa che è andato perduto?

Non deve colpevolizzarsi per la difficoltà a scegliere. Tuttavia, è importante non rimanere intrappolata a lungo in un tira e molla che rischia di alimentare ulteriormente la sofferenza. Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a riconoscere i propri bisogni, elaborare le ferite del passato e distinguere il desiderio autentico di stare con lui dalla paura di lasciarlo andare.

La decisione non deve necessariamente partire dal capire se può vivere senza di lui, ma dal comprendere quale tipo di relazione desidera e se quella che vive oggi è davvero compatibile con i suoi bisogni affettivi.

Buongiorno Maria, emerge da suo racconto la fatica, la sofferenza, quando una relazione vive un continuo tira e molla è comprensibile sentirsi confusi e profondamente affaticati. I momenti di vicinanza possono generare speranza e accendere il desiderio. Nel momento in cui si replicano distanza e freddezza, riemerge dolore, insicurezza, bisogno di capire cosa sta succedendo e perché.

Dedicare uno spazio riservato a questa situazione può favorire un percorso di consapevolezza e riconoscere la propria esperienza e darle dignità. Possiamo lavorarci assieme online, per approfondire, distinguere il desiderio dalla paura, dare significato, capire i propri bisogni e stabilire sani confini.

Se crede sia il momento giusto, mi trova qui in piattaforma, può contattarmi o scrivermi per avere un primo colloquio.

Un caro saluto 

Dott.ssa Ursula Fortunato

 

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

La Dott.ssa Ursula Fortunato offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Maria, quello che descrive può essere compreso come un conflitto emotivo tra il bisogno di legame e il bisogno di proteggersi.

Dopo nove anni di relazione, una separazione dolorosa e il fatto che il suo compagno abbia avuto un’altra storia prima di tornare da lei, è possibile che una parte di lei desideri ancora quella persona, mentre un’altra non sia più riuscita a recuperare fiducia, sicurezza e serenità nella relazione.

Per questo può accadere che quando lo lascia senta la sua mancanza, ma quando torna con lui senta di non volerlo. La mancanza, però, non coincide necessariamente con il desiderio di stare insieme: può riguardare l'abitudine, il legame affettivo, i ricordi, la paura della perdita o anche il dolore per ciò che avrebbe voluto che la vostra relazione fosse.

Più che chiedersi continuamente “Lo amo o non lo amo?”, potrebbe essere utile chiedersi: “Se questa persona entrasse oggi nella mia vita, con tutto ciò che so e con tutto ciò che è accaduto, la sceglierei ancora?”

E soprattutto: quando immagina di rimanere con lui, prova prevalentemente serenità e desiderio, oppure prevalgono dubbio, resistenza e bisogno di convincersi?

Il suo continuo oscillare non significa necessariamente che lei sia incapace di decidere. Potrebbe indicare che una parte di lei non vuole perderlo, mentre un’altra parte non riesce più a sentirsi veramente al sicuro nella relazione. Comprendere quale di queste due parti stia cercando di proteggere qualcosa di importante per lei può aiutarla a uscire dal tira e molla.

Dott.ssa Elena Moracchiato 

Dott.ssa Elena Moracchiato

Dott.ssa Elena Moracchiato

Vicenza

La Dott.ssa Elena Moracchiato offre supporto psicologico anche online

Cara Maria, quello che racconti fa pensare a una sofferenza davvero profonda, soprattutto perché dopo nove anni la separazione è arrivata in modo così doloroso e inaspettato.

Il fatto che oggi tu viva questo continuo “tiro e molla” non significa necessariamente che tu non sappia cosa vuoi. Potrebbe esserci un conflitto tra due bisogni: da una parte il legame, la mancanza e tutto ciò che avete condiviso; dall’altra il bisogno di proteggerti da quella sofferenza che hai già vissuto.

Quando siete insieme, forse riemergono il dolore, la delusione e la difficoltà a fidarti nuovamente. Quando invece ti allontani, senti la sua mancanza e torna il desiderio di riavvicinarti. Così ogni scelta sembra riportarti dall’altra parte.

Forse, più che chiederti continuamente “lo amo o non lo amo?”, potrebbe essere utile chiederti: “Che cosa succede dentro di me quando sono con lui e che cosa succede quando sono senza di lui?” E soprattutto: “Oggi questa relazione mi permette di sentirmi nuovamente scelta, sicura e libera di scegliere, oppure sto cercando di recuperare qualcosa che appartiene al passato?”

La sofferenza che hai provato merita di essere ascoltata, non messa da parte per riuscire semplicemente a prendere una decisione. ❤️

Dott.ssa Rudina Cafuli, psicologa e specializzanda in Psicoterapia, Vicenza.

Gentilissima utente, questo tira e molla, come li chiama lei, è  proprio conseguenza di non riuscire a comprendere con chiarezza quali sono i suoi bisogni primati e a cosa dare quindi, priorità. 

L'affetto verso una persona dopo tanti anni è  qualcosa che rimane anche se si decide di lasciarsi, ma il non poterne fare a meno e la difficoltà a decidere è  forse una dipendenza affettiva, in cui sperimentiamo vuoto, e disagio che non sappiamo affrontare.

L'unico modo per capire meglio dove andare e affrontare un percorso psicoterapeutico per promuovere una maggiore conoscenza del suo.modello affettivo ( perché  mi lego, perché  non riesco a lasciare).

Rimango a disposizione per qualsiasi chiarimento anche on line. 

Distinti saluti

Silvia Chiavacci 

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