Autostima

Ho paura di vivere e passo le giornate davanti ai videogiochi

Guglielmo

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Cari psicologi , vi scrive un ragazzo di 18 anni. Giudico l'età irrilevante quando penso di non essere mai cresciuto ma allo stesso tempo mi vedo vecchio e stanco. Non so se la categoria in cui invio la mia domanda si in effetti quella giusta, non è stato facile quando ansia, rabbia , vuoto e dolore mi assalgono fino alla pazzia. Ho scelto questa categoria alla fine perché ho sempre pensato che tutto quello che facciamo,le nostre opinioni e tutti i nostri impegni le nostre fedi e ideologie hanno come unico obbiettivo l'alimentazione del nostro io ed Io in effetti non ricordo quando in vita mia sono stato capace di amarmi. Penso sia doveroso da parte mia specificare che non posso andare da nessuno psicologo/psicanalista di persona , sia perché me ne manca il coraggio, sia perché non posso e non potrò mai rivelare alla mia famiglia quello che sono e la mia tristezza (Mia madre ha evidenti problemi psicologici , si sente continuamente minacciata e deve sempre prevalere sul suo interlocutore, mio fratello più e più volte mi ha detto “Perché vivere?“ e come me tenta di nascondere la sua tristezza , mio padre corre,corre ogni giorno ed è già stato da uno psicologo tempo fa, mia sorella prima scriveva in un diario , adesso è fidanzata e non dico davvero felice ma mi piace la sua compagnia e la trovo meglio) ed io? Io ho rinunciato alla mia adolescenza per paura, ecco la mia più grande sofferenza! La paura di vivere! Io ho paura di vivere e passo le giornate davanti ai videogiochi . Ma non è vero che non ci ho provato, l'ho fatto , a scuola , dagli “amici“ ma è una follia ! Non mi sento vivo con loro ,mi sembra di stare in una bolla, io sogno una vita poetica! Non la loro vita monotona e piena di ipocrisia , io voglio fare altro è so che se soltanto ne trovassi il coraggio potrei mettere fine alle mie sofferenze ! e liberarmi ,liberarmi perché io mi sento dinamite, pronto ad esplodere, ma da anni piove su questa terra! E se anche io ho la sensibilità di un poeta senza lettere, e se anche io volendo posso vivere una vita felice e piena senza paura di morire , senza dover nascondere la mia vecchiaia senza dover illudere il mio io . Non rincorrere stupide ideologia , vivere felice di dolci risate come un bambino ! Ma è mai morto qualcuno felice? Mi sento più vicino a Wordsworth, Blake, Jim Morrison, Nietzche e Chopin loro che hanno riempito la mia anima e mi hanno fatto sentire vivo come sono morti? Hanno avuto una vita felice? Me lo chiedo sempre, Jim Morrison è scappato da questa realtà, Wordsworth col tempo è cambiato e forse un arcobaleno non lo riempiva più di gioia (or let me die!) ! Nietzche viveva solo totalmente solo. Blake solo ha avuto una dolce morte e non ha mai smesso di vivere da vivo. Cosa sorprendersi allora se desidero la solitudine? Se amo stare solo? C'è altro da dire, una ragazza che mi piaceva molto, che sentivo e sento poteva capirmi profondamente. Parlare di lei è forse necessario, ma spenderei un'infinità di parole su quella che è e che è stata per me ! Adesso però non riesco più a provare nulla mi sento infinitamente vuoto , non triste, ma vuoto, stupido! Non riesco a provare nulla, provo a sentire qualcosa masturbandomi due tre volte al giorno , ma niente, neanche mangiare mi riempe! Non è forse il mio problema quello di un secolo? E allora perché scrivo qui? Non sò ho smesso di ragionare , un tempo amavo scoprire... Ma adesso sebbene sono sempre stato un ragazzo brillante a detta dei miei professori , non mi sforzo nemmeno di concentrarmi , sto per prendermi la patente e faccio 8-9 errori di una stupidità sconcertante! Come sorprendersi se mi sento ritardato! Ho pensato di soffrire di Borderline, spiega molti dei miei comportamenti ma la mia sofferenza credo vada aldilà di una ipotetica malattia. Vi ringrazio, infinitamente! E mi scuso per la scrittura ma ho scritto questa lettere di getto mentre non ero apatico , sordo e muto. Grazie ancora!

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Slave Guglielmo

mi perdoni ma io non ho inteso che tipo di siuato vorrebbe. Visto che sta davanti ad i videogiochi e quindi immagino al pc potrebbe interagire con uno psicologo on-line.Le sarebbe più congeniale?

Il suo mal di vivere esistenziale, letterario e poetico potrebbe essere una risorsa non un dramma. Sulla felicità non so risponderle.... certo mi piacerebbe che cominciassimo a parlare di progettualità

Gentilissimo,

la melanconia è un modo di essere dell'animo umano: tutti lo sperimentano, in alcuni è un tono della psiche, una colorazione più accentuata. Di solito si accompagna a sensibilità e grande capacità visionaria e a intelligenza e a una tendenza a vedere le cose e le relazioni e le amicizie "da fuori". Se hai scritto dopo aver letto qualcosa sulla melanconia e dintorni, hai fatto un tema interessante e arguto, giusto per sondarci e prenderci in giro. Se invece è una autentica richiesta di comprenderti, puoi cominciare con imparare ad amare queste tue caratteristiche personali e a "metterle sul mercato" delle relazioni umane e della vita. Cordialità e auguri.

Caro Guglielmo,

dici di sentirti stanco, vecchio e apatico.

Sordo e muto.

Tuttavia, con questo appello e scrivendo questa lettera hai appena espresso una gran voglia di far sentire la tua voce.

Scrivi che desideri dedicarti a momenti di solitudine, come poeti e scrittori del tempo passato; Avverti una sensibilità che vorresti far affiorare e che vuole esplodere ma c'è qualcosa che pensi te lo impedisca.

Eppure sai bene cosa vuoi: "voglio una vita poetica!"

Che vuoi dire? cosa è per te poesia? quale gesto, quale situazione, quale abitudine sono poesia per te?

Appena la identifichi, come una personale caccia al tesoro, se ti va, comunicamelo.

Un caro in bocca al lupo Guglielmo,

prenditi cura di te.

Salve, l'unico consiglio utile che posso darle è di trovare il coraggio per portare le sue parole e i suoi vissuti da uno psicoanalista in quanto credo che un approccio psicoanalitico sia l'unica strada percorribile per un cambiamento. I personaggi che ha citato hanno trovato soluzioni soggettive e personali più o meno funzionali ma ogni essere umano in quanto reso unico proprio dalla sua sofferenza deve trovare la propria strada unica e irripetibile. La psicoanalisi e' uno strumento ideale per chi vuole rimboccarsi le maniche e lavorare su di se per non subire i sintomi ma agire da soggetto. Cordialmente 

Di mal d'amore e mal di vivere si parla nella tua "poetica" descrizione! Se la ragazza che ti ha "rapito il cuore" ti lascia il suo romantico vuoto, ricorda anche Dante ad un certo punto rinunciò a Beatrice e per lei non morì, ma scrisse. Gli autori che citi hanno una loro storia, ma ricorda che sei una persona molto diversa da loro. Capisco che sono autori affascinanti, se vuoi puoi leggere anche di autrici donne come Virginia Woolf, Sylvia Plath, o studiare il mal di vivere di Eugenio Montale, ma questi autori hanno la funzione di arricchire la vita e l'anima, non di essere presi a modello e quindi vivere come loro. Attraverso la loro lettura potrai trovare la tua strada. Il coraggio non ti manca se sei riuscito a scrivere su questo sito, quindi provaci ad andare da un collega in privato, sei maggiorenne e non devi rendere conto di tutto quello che fai ai tuoi genitori. Spero di esserti stata di aiuto, cordiali saluti.

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