Non riesco a laurearmi

Ester

Gentili dottori, Sono Ester, una ragazza di 24 anni al secondo anno fuori corso di lingue. Non so nemmeno da dove iniziare. Sono profondamente dispiaciuta perché ho appena tentato di superare l’ultimo esame e non è andata bene. Ho provato a studiare, sono stata giorno e notte dedicandomi a questo esame e poi alla fine sono andata lì e il prof che è da sempre considerato lunatico e volubile mi ha bocciato perché mi ha fatto delle domande inerenti a delle parti che avevo saltato, erano davvero le uniche parti. Sono profondamente delusa dato che l’esame era partito bene. So che non devo fare così ma non è per l’esame che sto male ma per il sentimento di fallimento, incapacità e inadeguatezza che mi pervade. Sto rimandando la laurea da tanto tempo ormai, ho anche la tesi scritta perché sembra sempre il momento giusto, ma poi succede sempre qualcosa che me lo impedisce. So che non dipende da una questione di fortuna o sfortuna ma di preparazione e sentivo che non ce l’avrei fatta nemmeno questa volta perché avevo quasi totalmente snobbato il libro scritto dal prof e pensavo che me la sarei cavata con un 18 almeno rispondendo correttamente alle prime domande. So dove ho sbagliato e ne ho preso atto. Il problema è il carattere di questo prof che è sicuramente una persona particolare, non certo un professore morbido. Ripercorro tutti i momenti in cui in passato ho trascurato lo studio per un momento o per un altro e ho il rimpianto di non aver dato il massimo subito o non aver provato quantomeno a studiare e a provare sempre gli esami. Tendo a procrastinare e la mia insicurezza non è d’aiuto. All’inizio del terzo anno in corso ho perso mio padre e mia nonna materna dopo lunghe malattie e tutto pensavo fuorché a studiare. Non che io mi lasciassi coinvolgere dalla situazione, ho sperato fino all’ultimo e mi sono aggrappata fino all’ultimo alla convinzione che non potesse essere vero che stavo per perderli. Non so come sia possibile e non so chi mi stia dando la forza o me l’abbia data di fare gli altri esami e arrivare a qui. Sembra però che non finisca mai. Forse la laurea non fa per me, forse il mio destino è un altro. Fatto sta che fallisco in ogni ambito della mia esistenza, da figlia a fidanzata passando per studentessa. In nessun ambito della mia vita mi sento portata o utile, sono addolorata perché non trovo un senso alla mia presenza in questa vita. Non sono la migliore amica di nessuno, forse nemmeno la migliore figlia o sorella che si potesse desiderare, non sono una buona fidanzata perché il mio fidanzato e io abbiamo sempre delle divergenze e finiamo per discutere. Non so più come riprendermi e personalmente sono stata e sono a un passo dal mollare. Scusate lo sfogo, Cordiali saluti

6 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Ester, ho letto le tue parole con molta attenzione. Si sente quanto sei stanca. Non è solo la delusione per un esame andato male: è proprio un senso di peso che ti porti addosso da tanto tempo. Parto da una cosa semplice: quello che provi è comprensibile. Quando si dà tutto per qualcosa ,ore, giorni, notti e poi si viene bocciati, fa male. Non c’è bisogno di minimizzare o di dirsi “non dovrei starci così”. Fa male perché ci tenevi, perché speravi fosse la volta buona, perché eri già proiettata alla fine.
Però c’è una cosa importante: l’esame non è la misura di chi sei. È la misura di una preparazione in un momento preciso, con un professore preciso. Tu stessa hai detto con onestà che alcune parti le avevi saltate. Questo non parla di incapacità, parla di una scelta strategica che non ha funzionato. È diverso.
Quello che mi colpisce di più, però, è la durezza con cui ti giudichi. Da una bocciatura arrivi a dire che fallisci in ogni ambito della tua vita, che non sei abbastanza come figlia, come fidanzata, come amica. È come se dentro di te si attivasse una voce spietata che non ti lascia tregua. E quando quella voce parte, travolge tutto.
Hai vissuto due perdite enormi in un momento cruciale del tuo percorso. Perdere un padre e una nonna, dopo lunghe malattie, non è qualcosa che si “supera” semplicemente andando avanti. A volte si continua a studiare, a fare esami, a scrivere la tesi… ma dentro qualcosa resta sospeso. E il lutto non sempre si manifesta con pianti o crolli evidenti: a volte si nasconde dietro la procrastinazione, la fatica a concentrarsi, l’insicurezza che aumenta.
Tu dici: “non so chi mi abbia dato la forza di arrivare fin qui”. Forse sei stata tu. Anche se non te ne rendi conto. Non è da persona incapace arrivare quasi alla fine nonostante tutto questo.
Sulla procrastinazione voglio dirti una cosa con molta delicatezza: spesso non è pigrizia. È paura. Paura di non farcela, paura di confermare quel pensiero che ogni tanto ti attraversa,“non sono abbastanza”. Rimandare diventa un modo per proteggersi: finché non provo davvero al massimo, posso sempre pensare che avrei potuto farcela. È un meccanismo umano, non un difetto morale.
Quando scrivi che forse la laurea non fa per te, mi sembra più stanchezza che verità. Sei al secondo anno fuori corso, sì. Ma hai la tesi pronta. Sei arrivata fino all’ultimo esame. Non è il percorso di una persona che “non è portata”. È il percorso di qualcuno che ha attraversato tempeste mentre cercava di studiare.
Mi preoccupa invece la parte in cui dici che non trovi un senso alla tua presenza e che sei a un passo dal mollare. Quando i pensieri diventano così pesanti, è importante non restare sola. Se senti che il dolore è troppo forte o che potresti farti del male, chiedi aiuto subito: a una persona vicina, a un professionista, ai servizi di emergenza della tua zona. Non è un’esagerazione, è prendersi sul serio.
Al di là di questo momento, credo che ti farebbe bene avere uno spazio tuo con uno psicologo, non perché “c’è qualcosa che non va”, ma perché stai portando troppo da sola. Il lutto, la pressione per la laurea, il confronto con gli altri, le aspettative su di te. Non devi dimostrare forza a nessuno.
Ti lascio con una domanda molto semplice: se una tua cara amica ti dicesse le stesse cose che hai scritto tu, le diresti che è un fallimento? Che non ha senso la sua presenza? O le parleresti con più dolcezza? Prova, anche solo un po’, a trattarti come tratteresti lei.
Non sei un fallimento. Sei una ragazza che sta attraversando un periodo difficile e che, nonostante tutto, è ancora qui a provarci.

Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

Il Dott. Fabiano Foschini offre supporto psicologico anche online

Ciao Ester, ho letto attentamente il tuo racconto e posso dirti che è ammirevole da parte tua l'aver riconosciuto di aver bisogno di aiuto e averlo chiesto. Occorre lavorare per individuare le cause più profonde da cui nascono i tuoi pensieri disfunzionali per poter, successivamente, riscrivere il tuo schema di pensiero, rimodellando quello comportamentale e reimparare a vivere appieno la tua vita, abbracciando a 360 gradi tutte le sfere che la compongono, facendo leva sulle tue risorse interne. 
Se ti fa piacere, possiamo parlarne quando vuoi. Ricevo anche online.

Salve, si sta ponendo tanti interrogativi su quello che le succede e quello che prova. Potrebbe intraprendere un percorso di psicoterapia per poter far chiarezza sulla sua vita mettendo un po' di ordine e prendersi uno spazio per "respirare" e capire. Le sue domande possono trovare risposte che da sola non può darsi. Credo abbia bisogno di ascolto contenimento e supporto per l'elaborazione dei suoi vissuti.

 

Cara Ester, grazie per aver trovato il coraggio di raccontare tutto questo dolore: non è debolezza, è umanità.
Quello che provi non parla di incapacità, ma di stanchezza, lutto non elaborato e pressione accumulata negli anni.
Hai perso tuo padre e tua nonna in un momento cruciale della tua vita, e anche se dici di non esserti lasciata coinvolgere, un lutto lavora dentro di noi in silenzio.
Il fallimento di un esame non definisce il tuo valore né cancella tutti quelli superati con forza e determinazione.
Riconosci dove hai sbagliato nello studio: questo non è segno di inadeguatezza, ma di consapevolezza e maturità.
Il professore severo è un ostacolo, ma non è il tuo destino, e la laurea non è una misura della tua dignità.
Quando dici di fallire in ogni ambito, stai parlando con la voce dell’autocritica più dura, non con la realtà oggettiva.
Essere in conflitto o insicuri non significa non essere degni d’amore o inutili, significa essere persone che stanno ancora crescendo.
Prima di decidere di mollare, concediti il diritto di fermarti, respirare e magari chiedere un sostegno professionale per non affrontare tutto da sola.
La tua presenza ha un senso anche se ora non riesci a vederlo, e il fatto che tu continui a provarci dimostra che dentro di te c’è molta più forza di quanto credi. Se vuoi io ci sono. Primi 2 colloqui di conoscenza gratuiti. 

Dott.ssa Simona Di Meglio

Dott.ssa Simona Di Meglio

Napoli

La Dott.ssa Simona Di Meglio offre supporto psicologico anche online

Gentilissima Ester,

La sua esposizione evidenzia tante cose che apparentemente sembrano negative ma evidenziano tanta sensibilità. Allo stesso tempo emerge insicurezza, scarsa autostima e tendenza ad auto punizioni. Affrontare uno studio universitario non è semplice, neppure impossibile. Occorre un metodo di studio adatto alle proprie caratteristiche personali. Perdere delle persone care è un evento che va purtroppo accettato. Le relazioni interpersonali non sono sempre facili. Le consiglio di leggere "Paura d'esame" di Paolo Meazzini. Sicuramente la sua sensibilità è correlata a tante altre virtù che sicuramente non le mancano. Può trovare un aiuto proficuo rivolgendosi al Consultorio Familiare se non può permettersi un aiuto presso un professionista privato Psicologo e/o Psicoterapeuta.

 

Dott. Venanzio Clarizio

Dott. Venanzio Clarizio

Bari

Il Dott. Venanzio Clarizio offre supporto psicologico anche online

Un Esame mancato o una laurea rinviata non puo' o non deve Definire Chi Siamo e dove Siamo diretti. La perdita di persone care spesso disorienta e  porta a perdere di vista gli obiettivi. Potresti andare Fuori Strada ma se Recuperi la tua 'meta' e il suo Significato riacquisti tenacia e perseveranza. Non mollare ma soprattutto non vedere il bicchiere mezzo vuoto soffermati anche su quanto nonostante tutto anche se a fatica sei stata in grado di portare avanti e NON ARRENDERTI e continua a farlo fino a quando ti sentirai al posto giusto  e al momento giusto per goderti la tua Vittoria. Tranquilla non sei Sola. Chiedere aiuto e' un Atto di Coraggio. Brava!