Insicurezza nell'adulto e ruolo del genitore nell'infanzia

paola

Buongiorno.
Sono una donna di 33 anni, single e professionalmente realizzata. Nonostante i successi professionali, ho sempre l'impressione di cercare l'approvazione di persone piu' esperte di me, non solo in ambito professionale. Riconduco questa caratteristica al temperamento forte, e a tratti poco sensibile, della figura materna, da sempre "donna in carriera" che tendeva a gratificare poco ed essere molto severa nei giudizi, sebbene io sia stata sempre spontaneamente diligente e performante. Ho sempre contato molto sull'appoggio e sull'affettività più "esplicita" dei nonni, venuti a mancare da circa un anno. Mi chiedo se questa chiave di lettura possa essere corretta e come poter risolvere, eventualmente, questo "vuoto" affettivo da me espresso, in maniera da guadagnarne in termini di autostima e serenità.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Paola,

la sua chiave di lettura può essere certamente corretta e tenuta in giusta considerazione. Potrebbe esser interessante valutare un percorso, anche breve, di psicoterapia:

- Dove osservare da una nuova prospettiva rispetto a quella usata da lei, fino ad oggi,  questa "sensazione di vuoto" ma anche soffermarsi sulla motivazione sottostante all'approvazione che sembrerebbe richiedere agli altri (da quando è presente questo aspetto? Da piccola era contenta dei voti? Come reagivano i genitori? Lei si sentiva di meritarli? Esultava?) tenendo anche in considerazione la sua iniziale descrizione della relazione con sua madre

- Valutare anche il suo senso di amabilità (lei si ritiene una persona degna di amore? Lei si ama per prima?)

- Aumentare la propria autostima anche per imparare a soffermarsi sulle sue risorse personali ma allo stesso tempo anche accettare e lasciar andare alcuni pensieri negativi che talvolta potrebbero bloccarla.

Resto a disposizione per eventuali domande, richieste aggiuntive o se volesse intraprendere un percorso in modalità online.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a: Torino, in provincia ed online

Cara Paola, la costruzione del Sè e la strutturazione dell'autostima sono percorsi molto soggettivi; si avvalgono in misura più o meno grande anche del rispecchiamento nel giudizio altrui. Lei ha notato che in lei questo rispecchiamento nel giudizio altrui è particolarmente forte e predominante e ne delinea pure le cause. Credo che un percorso di psicoterapia potrebbe giovarle per poter approfondire il suo mondo affettivo ed emotivo e liberarsi di inevitabili condizionamenti che risalgono al rapporto con le figure di accudimento. Ne uscirà sicuramente più consapevole e rafforzata. Un carissimo saluto