Autostima

Zero Autostima e continuo senso di fallimento per la famiglia

giu

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Salve,
Provo a spiegare e chiedere un opinione a voi, cercherò di darvi un'idea del background per capire perchè a 35 anni mi sento uno schifo.
Da quando ero ragazzina ho sempre avuto enorme difficoltà nella relazione con mio padre (uomo che ha raggiunto grandi soddisfazioni lavorative ma che era perennemente triste nella sua vita e in ansia con tantissime litigate in famiglia) la difficoltà nasce e rimane per tutta la durata degli studi e non solo.
io: la ragazza "creativa" non ordinaria" che odia la routine che MAI voleva diventare come suo padre.
Questo porta una continua lotta tra le idee opposte tra padre e figlia. Anni di litigi. Anni con difficoltà a dire la mia opinione per paura di reazioni in famiglia. Anni in cui ho comunque faticato e combattuto per cercare di fare le scelte mie e non imposte.
Vivo con poca autostima questo a volte dall'esterno viene visto, portando diverse problematiche in tutti gli ambiti della mia vita.
Ancora oggi che ho 35 anni, sento questo peso e da una parte penso che forse mio padre aveva ragione, ma dall'altra addosso la colpa a lui perchè ancora oggi mi sento continuamente dire una frase che personalmente ODIO "ti ho lasciato fare tutto ciò che hai voluto" come se significasse" se tu mi avessi ascoltato, non saresti così".
Vivo con l'idea che mio padre non mi ha mai compresa e per lui sono un caso da risolvere.
Anche se fatico ad accettare la cosa, ormai ci convivo. Ma questa autostima faccio una fatica enorme a trovarla.
Sono infelice perchè comunque non sono riuscita a creare attorno a me niente di stabile faticando sempre un sacco.
Mi addosso la colpa di non avere reso felice lui e in colpa perchè forse dovevo seguire tutte le sue indicazioni.
Mi sento come se avessi a provato a fare la vita che volevo con il freno a mano tirato, il risultato quindi lo si può immaginare.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ho letto con attenzione la sua richiesta di aiuto


Racconta della figura forte e predominante di suo padre, di quello che suo padre avrebbe voluto per lei


Si è mai chiesta cosa vuole lei?


Dice che suo padre non l'ha mai compresa, ma lei si è compresa? Ha mai ascoltato le sue esigenze, i suoi desideri, se stessa?


Inizi da lei; chi è, cosa vuole?? E' arrivato il momento di prendere in mano la sua vita iniziando ad amare se stessa, conoscendosi, magari con l'aiuto di uno psicologo che la possa affiancare in un percorso di sostegno psicologico e possa ricostruire, assieme a lei, la sua autostima, persa negli anni per soddisfare i desideri di suo padre


Inizi a guardarsi dentro..tolga il freno a mano


Le auguro buona vita


Dott.ssa Gaia Impastato


Ricevo a Stezzano (BG) e online

Buongiorno,


nonostante la storia della sua infanzia in cui si è sempre battuta per le sue idee anche se opposte al padre, ha mantenuto integra la sua parte creativa e originale. Arriva un momento nella vita di ognuno di ritrovarsi a mettere in discussione le proprie scelte, di ripensare al passato e di ripetersi antiche frasi dette chissà in quale occasione, in che tipo di contesto e inserite in chissà quale scelta o discorso. Sarebbe utile trarre da tutto ciò un insegnamento, ossia cosa della sua vita avrebbe voluto fare diversamente? O cosa vorrebbe migliorare? Di quello che le diceva il padre c’erano delle frasi che ora le sarebbero utili? Tenga quelle e lasci le altre che non l’aiutano.


Se ritiene che le possa essere utile un percorso per migliorare la propria autostima, o un aiuto per ritrovare un equilibrio, se lo desidera, mi può contattare.


Rimango disponibile per domande, informazioni o eventuale consulenza online.


Un caro saluto.


Dott.ssa Ester Ponzin


Ricevo a Padova e in modalità online

Salve,  il peso del giudizio paterno le ha impedito e le impedisce tuttora di costruire un'identità personale soddisfacente, in un certo senso qualunque scelta l'ha vissuta confrontandosi col peso del suo giudizio, anche in modo inconsapevole. Giudizio che il genitore non le risparmia e che rischia di tarparle le ali. È una trappola mentale da cui deve assolutamente slegarsi. Non è impresa impossibile. Intraprenda un percorso psicoterapeutico che l'aiuto, attraverso la consapevolezza di meccanismi inconsci e deleteri e scelga di essere felice. Può! Un abbraccio


Resto a disposizione


Dr.ssa Daniela Benvenuti


Ricevo a Padova, Feltre e in modalità online

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