Ho paura di essere trans

Alessandra

Ciao mi chiamo Alessandra e ho 17 anni, e dal giugno del 2021 che ho iniziato a pensare di soffrire di Doc in quanto ho iniziato ad avere pensieri e immagini disturbanti. Poi mi sono fidanzata con il mio ormai ex ragazzo e man mano le cose sono peggiorate a causa dei miei pensieri, li avevo sempre più frequentemente. A gennaio il malessere era diventato insopportabile, crollai davanti a mia mamma e le mandai un articolo sui “sintomi” che sentivo di avere e sui miei pensieri. Dopo mi lasciai e iniziai ad andare da una psicologa, ma le parlai solo dei pensieri riguardanti la relazione. In realtà ho avuto paura di essere lesbica, una persona pericolosa, pensieri sessuali a dir poco spicevoli e infine la paura di essere trans. Mi sono ricordata di quando da piccola mi misi i capelli davanti alla fronte per vedere come sarei stata da maschio, all’epoca, circa 2 media ero un po’ un maschiaccio, ma comunque avevo avuto delle cotte per molti ragazzini e compagni di classe. A volte non mi sento femminile, non riesco a capire come mi sento, mi sento un “maschio” ma il solo pensiero di essere trans mi distrugge. A volte quando sono con delle ragazze sono molto femminile, altre mi comporto da maschio. Mentre quando sono con i ragazzi sono totalmente a mio agio sentendomi una ragazza e anche molto femminile nei comportamenti. Questo stare nel mezzo mi distrugge, vorrei trovare me stessa , non ho il coraggio di parlarne con la mia psicologa, ho paura di stare così sempre.

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Alessandra, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL