Paura di essere lesbica

Claudia

Salve, sono una ragazza di 25 anni e da diversi mesi mi trovo in un limbo emotivo che mi sta provocando molto dolore e sta assorbendo tutte le mie energie. Non ho mai avuto dubbi sul mio orientamento sessuale, ho sempre cercato l’attenzione dei ragazzi, ai quali mi è sempre piaciuto rapportarmi e tutt’oggi mi piace, ho avuto relazioni sentimentali e sessuali solo con ragazzi e cosa desiderassi dalla vita mi è sempre sembrato chiaro se non addirittura cristallino. Non ho una relazione stabile da parecchio tempo, mi sono spesso trovata in situazioni morbose con ragazzi già impegnati e questo mi ha sempre fatto soffrire molto, arrivando addirittura a pensare di non essere una persona amabile. Ultimamente c’è un tarlo nella mia testa che non riesco a scacciare in alcun modo, l’eventualità di essere lesbica. Il dubbio mi è insorto perché una sera, seduta sul divano con una mia amica storica, ho provato una sensazione che solitamente provo con i ragazzi e questo ha provocato in me sgomento, frustrazione, ansia e angoscia. Da allora questo dubbio mi assilla contro la mia volontà, anche perché sono sicura di non provare nulla verso questa amica nè verso altre persone del mio stesso sesso, ho messo in atto meccanismi di evitamento per paura che certi pensieri si ripresentino, faccio prove e controprove e nei momenti di lucidità sento di non essere lesbica ma quando l’ansia si ripresenta tutti quei dubbi mi generano una forte confusione. A me sono sempre piaciuti i ragazzi e mi sono sempre sentita a mio agio nella mia eterosessualità, tutto quello che sta accadendo ora mi fa solo stare male. Aggiungo che sperimento l’ansia da parecchio tempo, solitamente legata all’università e alle mie prestazioni, non aveva finora mai toccato la sfera relazionale.

3 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Claudia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Claudia,

da come scrive lei sta rivivendo proprio il ciclo dell'ansia e di come si sperimenta a livello emotivo e corporeo: https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/attacchi-di-panico.html  anche la parte del dubbio sembra più essere una sua modalità di ragionamento magari anche legato a un tratto ossessivo. Non per forza si è DOC ma magari ci sono sono delle modalità ossessive che ci portano a vivere certi eventi o pensieri o momenti in modo più "controllante" e soverchiante. 

Provare a mettersi uno stop quando arriva il pensiero o il dubbio dicendosi "ora basta, ricordo che "x" persona a me è piaciuta". potrebbe anche essere solamente stato un momento di bene verso questa persona o magari un reale "cavolo che bella" in modo oggettivo senza per forza entrare nella sfera emotiva. 

Se per caso invece fosse il contrario quale sarebbe la sua difficoltà? lei in questo momento è single o fidanzata?

Se il dubbio periste le consiglio anche di valutare un breve percorso di psicoterapia dove poter avere un luogo dove riflettere, essere accolta, supportata in questo momento difficile e aiutata a trovare nuove strategie personali.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Gentile Claudia,

noi comunichiamo con gli altri cosi come le varie parti di noi entrano in rapporto tra loro ed è durante l'infanzia che apprendiamo i modelli relazionali.

Spesso distinguiamo le emozioni in positive e negative, ma in realtà le emozioni sono protettive. La zebra vede il leone, ha paura, scappa e si salva la vita: finito il pericolo, finita la paura. Noi per effetto della neocorteccia pensiamo, ricordiamo, abbiamo delle aspettative, ovvero pensieri negativi circa noi stessi come ad esempio non sono all'altezza, non riesco, non sono importante etc. L'ansia ci segnala la tendenza a dar troppa attenzione alla nostra sfera cognitiva in modo rigido e ipergiudicante, ci comunica di frenare, respirare ed effettuare delle scelte responsabili e soprattutto che i pensieri sono solo pensieri. Purtroppo confondiamo il sistema d'allarme (sfera emotiva) con l'incendio.

Le indicherei di rivolgersi a un professionista per approfondire meglio la sua situazione e comprendere quali risorse attivare.

Buona fortuna.

Dr. Cisternino MDPAC (ricevo a Torino e online).