Disturbo Ossessivo Compulsivo

Troppe discussioni con mio marito, come posso risolvere i suoi problemi??

Ramona

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Salve, sono una ragazza sposata con mio marito da 4 anni, 1 anno di convivenza e 2 anni di fidanzamento a distanza poiché abitavano in due regioni diverse e lontane e ci vedevamo quando si poteva i fine settimana..
Inizialmente il nostro rapporto sembrava tutto tranquillo è sereno, senza problematiche anzi sembrava una favola fino a quando sono andata a convivere, da lì sono iniziati i problemi..
Premetto subito che mio marito ha perso il padre in un brutto incidente durante la sua maggiore età è ha dovuto accudire la madre (tipo voleva buttarsi dal balcone per la perdita del marito e tanti altri episodi) , ma in realtà lui non è mai stato aiutato da nessuno.. Mio marito ha una sorella che non ha mai affrontato il problema della madre assieme a lui, tra la distanza che li dividevano e tra che all'epoca aveva un bimbo piccolo da accudire è inoltre è una persona che non riesce caratterialmente ad affrontare i problemi...mio marito si è distaccato dalla madre nel momento in cui io e lui abbiamo deciso di andare a convivere.. Mia suocera soffre del disturbo compulsivo e ossessivo.
Detto ciò dal nostro 1 anno di convivenza sono iniziati i piccoli problemi o disturbi, mio marito è iniziato ad essere molto possessivo e ossessivo.... Tipo:controllare più volte se la porta di casa o il box fosse chiusa;si lava le mani in continuazione;è intollerante al disordine;paura di stare da soli durante la notte;paura di stare male;ripetitivo sui discorsi;mi controllare ogni giorno tipo se ho accesso l'aspirapolvere, se ho pulito;
Ad oggi ho cercato di aiutarlo tipo rassicurandolo, chiudendo io la porta per evitare i ripetuti comportamenti, ho cercato di tranquillizzarlo,e non solo... ma non ho avuto nessun risultato positivo... Ho contattato la famiglia della sorella per esporre il problema, e mi rispondono ma non sapevi che era così?? Quindi, mi hanno chiuso la porta in faccia...
Non posso parlare del problema con la madre perché lei è uguale al figlio, quindi non mi è di aiuto... Così decido dopo un anno di lotta e insulti da mio marito di farlo andare da un psicologo.. Lotta?? Perché la sua risposta è sempre stata io non sono un pazzo,sono perfino andata anche io a fare una seduta da sola, così I matti eravamo in due...!! Dopo tre sedute decide di non andare dicendomi che sono soldi buttati al vento....ora io non so come aiutarlo la situazione sta diventando pesante, io sono diventata una persona negativa, tutto ciò che fa nella quotidianità mi dà fastidio, trasmette molto ansia, non è sereno, non apprezza nulla,ogni giorno ha un problema immaginario di salute,mi stressa... Non c'è la faccio più?? È molto aggressivo nei nostri dialoghi, una volta mi disse stai zitta che prendo un coltello e ti ammazzo poi si rese conto dopo giorni e mi chiese scusa. Ho paura che con il tempo diventi peggio. È una persona che si allontana quando c'è un problema, tipo tempo fa è deceduta una mia amica della mia stessa età ma lui non è riuscito neanche a starmi vicino, io in lacrime, ma lui non si è avvicinato neanche per darmi un abbraccio, o con una parola dolce anzi si è allontanato da me.
Dovrei scrivere un libro, ma ho cercato di sintetizzate il tutto...

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile signora Ramona, 


La descrizione che fa'della sua vita con suo marito ed in famiglia è molto dettagliata ed esaustiva. E'chiara.


Io credo che chiedere aiuto ad un terapeuta non significa "essere matti"ma puo'spesso aiutare una persona richiedente sostegno e prevenire magari situazioni troppo stressanti, che possono diventare a volte ingestibili. Oltre a poter contare nella totale privacy, su un consulente , che e'portato a starci accanto nei tempo e modi che negozieremo con lui. Io le consiglio sinceramente di chiedere aiuto per lei stessa, senza dire nulla, per ritrovare un suo equilibrio personale, per ritrovare il suo baricentro che potra' permetterle poi di trovare una soluzione piu' generale, oppure semplicemente di sentirsi piu' serena. IL resto verra' naturalmente.


Ritorni su di lei, si prenda cura di se stessa prima di tutto, altrimenti sara' tutto un po'confuso nella sua mente. 


Con affetto sincero.


 

Cara aramons, la situazione è molto complessa poiché è necessario che tuo marito accetti il tuo aiuto e l’aiuto di uno Psicoterapeuta che possa sostenere lui, preferibilmente uomo, in modo che lo aiuti a superare la morte del padre e lo aiuti a superare il disturbo che potrebbe essere che abbia da sempre. Se tu non eri informata di questi suoi problemi ed erano già esistenti prima del matrimonio, il vostro matrimonio potrebbe essere nullo. Quindi devi capire bene e farvi aiutare individualmente e come coppia in modo da intraprendere scelte adeguate per te e per lui.


Cordiali saluti 

Buongiorno, Ramona.


Capisco quanto possa essere difficile per Lei vivere questo tipo di situazione e immagino che abbia il forte desiderio di modificarla, ma purtroppo non è possibile che Lei risolva i problemi di Suo marito; non perché non sia brava Lei, ma proprio perché non è possibile sostituirsi a qualcun altro nella risoluzione dei problemi altrui... mi spiace deluderLa. Forse ciò potrebbe aumentare in un primo momento in certo senso di impotenza, ma poi fare spazio ad altro, magari, anche sollievo, ordine e chiarezza... la domanda che Le faccio è: per quale motivo sta ancora con Suo marito? Tale ragione è sufficiente a tollerare o trovare un modo per tollerare la Sua situazione familiare e di coppia? Trovare risposte s queste domande forse potrebbe esserLe utile per trovare la soluzione a questa situazione...

Cara Ramona, la situazione non sembra per niente facile, se lei decide di continuare a lottare per il suo matrimonio le consiglio di iniziare un percorso di coppia, uno spazio neutro dove potrete comunicare tutte le vostre paure e dove troverete un modo per farvi aiutare, potrebbe essere anche questo un aggancio per far capire a suo marito che ha bisogno di un aiuto e magari lui potrà decidere successivamente di riprovare con un percorso individuale.

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