Buongiorno Giuliana,
quello che descrive, cioè il circolo tra ansia, stress, sintomi intestinali e ulteriore aumento dell'ansia, è un meccanismo che può effettivamente mantenersi nel tempo: quando il corpo manifesta un sintomo che ci preoccupa, è facile iniziare a controllarlo e temerlo, aumentando a sua volta lo stato di attivazione.
L'ipnosi può essere utilizzata come strumento di supporto in alcune problematiche legate all'ansia e, in particolare, l'ipnosi clinica è stata studiata anche nell'ambito della sindrome dell'intestino irritabile. Non la considererei però una soluzione da ricercare isolatamente né una tecnica che garantisce di “calmare il colon”. Può essere più utile inserirla, quando indicata, all'interno di un intervento più ampio.
Nel suo caso prenderei in considerazione soprattutto il rapporto tra i sintomi intestinali e il modo in cui lei reagisce ad essi. La paura del giudizio che cita, l'ansia eccessiva e lo stress possono diventare importanti bersagli del lavoro psicologico, così come il monitoraggio continuo delle sensazioni corporee e la paura che il sintomo possa comparire o peggiorare.
Può essere utile anche lavorare sulla regolazione fisiologica attraverso tecniche di respirazione, rilassamento e consapevolezza corporea, imparando gradualmente a riconoscere l'attivazione senza interpretarla immediatamente come un segnale di pericolo. Anche un percorso psicologico può aiutare a intervenire sui pensieri e sui comportamenti che alimentano il circolo ansia-sintomo-ansia.
Parallelamente, visto che il colon irritabile può avere cause e fattori aggravanti diversi, è importante che la gestione dei sintomi intestinali venga valutata anche dal punto di vista medico, eventualmente con il gastroenterologo. L'intervento psicologico può affiancare, non sostituire, la valutazione e le indicazioni mediche.
Quindi sì, l'ipnosi può rappresentare una possibilità, ma la domanda che le suggerirei di porsi non è tanto “quale tecnica elimina il colon irritabile?”, quanto “come posso interrompere il circolo che si è creato tra sintomi, paura e ansia?”. È probabilmente su questo meccanismo che si può lavorare in modo più ampio e duraturo.
Nel mio lavoro sono formata anche nell'utilizzo di tecniche psicocorporee, che possono essere integrate al lavoro psicologico quando risultano appropriate per la persona e per la situazione specifica.
Se ritiene che possa esserle utile, sarei disponibile per un primo colloquio conoscitivo, così da poter comprendere meglio la sua situazione e valutare insieme se e quale tipo di percorso possa essere più adatto alle sue esigenze.
un cordiale saluto
dott.ssa Silvia Boniolo