L'ipnosi aiuta a risolvere problemi psicosomatici?

Giuliana

Buonasera, io soffro di colon irritabile a causa di ansia eccessiva, stress, paura del giudizio... Volevo sapere se l'ipotesi aiuta a calmare il colon irritabile e a farmi vivere più serenamente perché piu ho dolori a causa del colon irritabile e più aumenta l'ansia e di conseguenza peggiora il colon irritabile. O se c'è qualche altro metodo per calmare il colon irritabile. Grazie

13 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Giuliana,
quello che descrive è un meccanismo molto comune nelle problematiche psicosomatiche e, in particolare, nella sindrome dell'intestino irritabile (IBS): ansia, stress e ipervigilanza verso le sensazioni corporee possono contribuire ad aumentare i sintomi gastrointestinali, mentre la comparsa del dolore può a sua volta alimentare preoccupazione e ansia, creando un vero e proprio circolo vizioso tra intestino e sistema nervoso.
L'ipnosi, e in particolare l'ipnosi orientata alla gestione dei sintomi gastrointestinali, può rappresentare uno strumento utile per alcune persone. Può favorire il rilassamento, ridurre l'iperattivazione legata allo stress e modificare il modo in cui vengono percepite e interpretate alcune sensazioni corporee. Tuttavia, non dovrebbe essere considerata una soluzione unica o una “cura” definitiva del colon irritabile.
Nel suo caso potrebbe essere particolarmente utile lavorare sulla gestione dell'ansia, dello stress e della paura del giudizio, ma anche sul rapporto con le sensazioni intestinali e sulla tendenza ad anticipare o temere la comparsa dei sintomi. In questo senso, un percorso cognitivo-comportamentale può essere molto indicato. Possono inoltre essere integrate tecniche di rilassamento, respirazione, mindfulness e, quando appropriato, ipnosi clinica.
È comunque importante ricordare che il colon irritabile è una condizione reale e multifattoriale: il fatto che lo stress possa influenzarne i sintomi non significa che “sia tutto nella testa”. Per questo è consigliabile mantenere anche un confronto con il medico di riferimento o con il gastroenterologo, soprattutto per una corretta diagnosi e per escludere altre eventuali cause dei disturbi intestinali.
Il circolo ansia, sintomi intestinali, paura dei sintomi, maggiore ansia può essere interrotto lavorando su entrambi i versanti. L'obiettivo non è soltanto “calmare il colon”, ma recuperare progressivamente un rapporto più sereno con il proprio corpo e con le situazioni che oggi vengono vissute con preoccupazione.

Un caro saluto,
Dott.ssa Grazia Melchiorre
Psicologa clinica
Esperta nella gestione del disagio giovanile e dipendenze patologiche

Dott.ssa Grazia Melchiorre

Dott.ssa Grazia Melchiorre

Pescara

La Dott.ssa Grazia Melchiorre offre supporto psicologico anche online

Buondì, 

il colon è una risposta riflessa dello stato emotivo di cui parla. 
Conviene curare l ' ansia. 

Psicoterapeuta Paola Massone 

 Paola Massone

Paola Massone

Chieti

Paola Massone offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Giuliana  quello che descrive è un circolo molto comune: ansia e stress possono amplificare la percezione dei sintomi intestinali e, a loro volta, i dolori possono aumentare l’ansia. Un percorso psicologico può aiutare a lavorare proprio su ansia, paura del giudizio, stress e gestione delle sensazioni corporee, interrompendo gradualmente questo circolo. Anche tecniche di respirazione, rilassamento e mindfulness possono essere utili come supporto. Per il colon irritabile, però, è importante anche il confronto con il medico/gastroenterologo, così da affiancare al lavoro psicologico la gestione più adatta dei sintomi fisici. 🌿

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

La Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo offre supporto psicologico anche online

In caso di colon irritabile può essere utile prestare attenzione all’alimentazione, individuando, con il supporto di un professionista, gli alimenti che possono favorire o peggiorare i sintomi. È importante considerare anche lo stress, perché può influenzare significativamente la funzionalità intestinale e contribuire ad accentuare i disturbi. Per questo è utile lavorare sia sull’alimentazione sia sulla gestione dello stress, in modo da favorire un maggiore benessere generale.

Salve, quello che descrive è un meccanismo piuttosto frequente nelle persone che soffrono di colon irritabile: ansia, stress e preoccupazione possono contribuire ad aumentare la percezione e l’intensità dei sintomi gastrointestinali e, allo stesso tempo, la comparsa di dolore o altri disturbi intestinali può alimentare ulteriormente l’ansia. Si può quindi instaurare un vero e proprio circolo vizioso.

L’ipnosi può essere utile in alcuni casi, soprattutto come strumento per ridurre il livello di attivazione e di ansia, migliorare la capacità di rilassamento e modificare il modo in cui vengono percepite e gestite le sensazioni corporee. Esistono inoltre interventi psicologici specifici, come alcune tecniche di rilassamento, la mindfulness e la terapia cognitivo-comportamentale, che possono aiutare a lavorare sia sull’ansia sia sulla paura dei sintomi e del loro significato.

Nel suo caso sarebbe importante non concentrarsi esclusivamente sul tentativo di “calmare il colon”, ma lavorare anche sui fattori che sembrano mantenerne il problema, come l’ansia, lo stress e la paura del giudizio. L’obiettivo è interrompere gradualmente quel circolo vizioso, imparando a gestire diversamente sia le sensazioni fisiche sia i pensieri e le preoccupazioni ad esse associate.

Naturalmente, per i sintomi intestinali è importante anche il confronto con il medico/gastroenterologo, così da escludere o trattare eventuali fattori organici e valutare l’approccio più adatto.

Un percorso psicologico può quindi rappresentare un valido supporto, anche quando i sintomi gastrointestinali sono molto presenti, proprio perché intestino e sistema nervoso sono strettamente collegati.

Dott.ssa Denise Bianco

Dott.ssa Denise Bianco

Chieti

La Dott.ssa Denise Bianco offre supporto psicologico anche online

Cara Giuliana,

quello che descrivi è una condizione molto comune: quando il colon irritabile nasce da ansia, stress, paura del giudizio, il corpo diventa il luogo in cui tutto ciò che non riesci a esprimere si accumula. Non è debolezza, non è “somatizzare troppo”. È il modo in cui il sistema nervoso comunica che è sovraccarico.

L’ipnosi può essere utile, sì, ma non nel senso “magico” che spesso si immagina. Non cancella il colon irritabile, non elimina l’ansia con un colpo di bacchetta. Può però aiutare a calmare la risposta fisiologica allo stress, a ridurre la tensione interna, a sciogliere quella contrazione continua che spesso è alla base dei dolori addominali. In altre parole, può aiutare il corpo a uscire dalla modalità di allerta. È uno strumento, non la soluzione unica.

Il punto centrale è che il colon irritabile non è solo un disturbo intestinale. È un dialogo tra mente e corpo. Più senti dolore, più ti spaventi. Più ti spaventi, più il colon si contrae. Più si contrae, più fa male. È un circolo che si autoalimenta. Per questo il lavoro psicologico è fondamentale: non per “convincerti che non hai niente”, ma per aiutarti a interrompere quel ciclo.

Ci sono diversi approcci che possono aiutare. La psicoterapia focalizzata sull’ansia e sulla regolazione emotiva. Le tecniche di respirazione che riducono la tensione addominale. La mindfulness, che aiuta a riportare il corpo in uno stato di calma. La terapia del trauma, se la tua ansia nasce da esperienze più profonde. Anche la fisioterapia pelvica, in alcuni casi, può essere utile perché lavora sulla muscolatura che si irrigidisce quando sei sotto stress.

L’ipnosi è una possibilità, ma non è l’unica. La cosa più importante è che tu non affronti tutto da sola. Il colon irritabile non è “solo colon”: è un modo in cui la tua storia emotiva si manifesta. Con il giusto percorso, puoi davvero tornare a vivere con più serenità.

Se vuoi, possiamo approfondire insieme come funziona il colon irritabile legato all’ansia oppure quali tecniche psicologiche aiutano a calmare il corpo.

Un caro saluto
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

La Dott.ssa Arianna Bagnini offre supporto psicologico anche online

Buonasera Giuliana, quello che descrive è un meccanismo molto frequente nelle problematiche psicosomatiche: il sintomo fisico genera preoccupazione, la preoccupazione aumenta l'attenzione verso il corpo e l'attivazione ansiosa e, a sua volta, questo può contribuire ad amplificare la percezione e la gestione dei sintomi. Si può quindi creare un vero e proprio circolo vizioso tra intestino, ansia e paura dei sintomi.

L'ipnosi può essere utilizzata in alcuni percorsi psicologici come strumento di supporto, soprattutto per favorire rilassamento, regolazione dell'attivazione fisiologica e una diversa gestione delle sensazioni corporee. Tuttavia, è importante non considerarla la “panacea di tutti i mali” né una tecnica che, da sola, risolve necessariamente il problema.

Nel suo caso potrebbe essere più utile un intervento integrato, soprattutto di tipo cognitivo-comportamentale, che permetta di lavorare non soltanto sull'ansia, ma anche sui pensieri legati ai sintomi, alla paura che possano comparire, all'attenzione costante verso il corpo e alla paura del giudizio degli altri.

Un obiettivo importante potrebbe diventare proprio quello di interrompere il circolo “sento il sintomo → mi preoccupo → controllo il corpo → aumenta l'ansia → percepisco ancora più il sintomo”, imparando progressivamente a gestire le sensazioni senza farsi dominare da esse.

Naturalmente, per i sintomi intestinali è importante anche il confronto con il medico/gastroenterologo, per escludere e gestire adeguatamente gli aspetti organici.

Quindi sì, l'ipnosi può essere una possibilità, ma la considererei eventualmente uno degli strumenti all'interno di un percorso più ampio come trattamento cognitivo comportamentale che lavoro su questo circolo vizioso  non il trattamento miracoloso.

Se sente che ansia, paura del giudizio e sintomi fisici stanno limitando la sua quotidianità, un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere e interrompere questo circolo, imparando a vivere con maggiore serenità anche le sensazioni del proprio corpo. Resto in attesa di un tuo cenno. Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

La Dott.ssa Claudia Mosneagu offre supporto psicologico anche online

Buongiorno.

La risposta breve è sì, l'ipnosi può aiutare concretamente, ed è uno degli strumenti più validi e riconosciuti per spezzare il circolo vizioso in cui si trova. Quello che descrive, in cui l'ansia scatena i sintomi addominali e il dolore a sua volta alimenta nuova ansia è un classico esempio di loop di retroazione dell'asse cervello-intestino. Quando il sistema nervoso centrale percepisce stress o paura del giudizio, attiva risposte neurochimiche che alterano la motilità e la sensibilità viscerale; l'intestino, iper-reattivo, invia segnali di dolore al cervello, che interpreta la sensazione come una minaccia, aumentando ulteriormente lo stato di allarme.

Rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta esperto in tecniche ipnotiche o in disturbi psicosomatici le permetterà di lavorare non solo sui sintomi intestinali, ma anche sui fattori scatenanti a monte, come l'ansia e la paura del giudizio, per ritrovare serenità e qualità di vita.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

Il Dott. Riccardo Focaccia offre supporto psicologico anche online

Buongiorno, certamente. L'ipnosi ha un effetto calmante e ci sono anche altre tecniche di rilassamento che potrebbero fare al caso suo come ad esempio il rilassamento muscolare progressivo o il training autogeno. Resto a disposizione anche online.

Cordialità!

Dott.ssa Maria Eleonora Cuttone

Dott.ssa Maria Eleonora Cuttone

Catania

La Dott.ssa Maria Eleonora Cuttone offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Giuliana,

su questioni psicosomatiche tenga sempre aperta la valutazione medica che farei come prima. Chieda anche al medico la causa e l’opportunità di affrontare il problema dal punto di vista psicologico, perché se la causa è organica la mente può fare poco.

Accertato questo, un aiuto psicologico che può essere ipnosi, ma che potrebbe essere anche training autogeno o altre tecniche di rilassamento possono aiutare moltissimo a ridurre ed eliminare questi tipi di disturbi. Sarà poi nel corso del trattamento psicologico che potrà valutare eventuali ulteriori percorsi che potranno essere utili.

Con il consenso del medico, evitare di prendere subito farmaci potrebbe evitare un loro utilizzo cronico quando il problema è causato da un “modo di pensare”.

Dott. Luca Marchelli

Dott. Luca Marchelli

Trento

Il Dott. Luca Marchelli offre supporto psicologico anche online

Gentile Giuliana,

la sua domanda è molto importante, perché il colon irritabile è una condizione in cui mente e corpo dialogano continuamente. Quando ansia, stress o paura del giudizio aumentano, l’intestino reagisce; quando l’intestino reagisce, l’ansia cresce ancora. È un circolo che può diventare faticoso da interrompere. L’ipnosi, in ambito clinico, non è “magica”, ma può essere uno strumento utile: aiuta a ridurre l’attivazione fisiologica, a modulare la percezione del dolore e a lavorare sulle componenti emotive che alimentano il disturbo. In diversi casi viene utilizzata proprio per i disturbi funzionali gastrointestinali, perché favorisce un rilassamento profondo e una maggiore regolazione del sistema nervoso autonomo. Detto questo, non è l’unica strada possibile. Per il colon irritabile legato all’ansia, le evidenze mostrano che possono essere utili:

  • tecniche di gestione dell’ansia (respirazione, grounding, rilassamento muscolare)
  • interventi psicologici mirati per lavorare su stress, perfezionismo, paura del giudizio
  • mindfulness e pratiche di consapevolezza corporea, che riducono la reattività dell’intestino
  • educazione alla regolazione emotiva, per spezzare il circolo ansia–sintomo–ansia
  • in alcuni casi, approcci integrati che combinano lavoro psicologico e strategie comportamentali

La cosa più importante è che il colon irritabile non è “tutto nella testa”: è una condizione reale, che però risponde molto ai cambiamenti emotivi. Per questo un percorso che aiuti a gestire ansia e stress può avere effetti concreti anche sui sintomi fisici. L’ipnosi può essere una delle opzioni, soprattutto se sente che potrebbe aiutarla a “calmare” il corpo e la mente. Ma la scelta migliore è sempre quella che si adatta alla persona, alla sua storia e al modo in cui vive il disturbo. Se lo desidera, può approfondire questi aspetti con un professionista: spesso basta un primo confronto per capire quale approccio è più adatto e come iniziare a uscire dal circolo ansia–colon irritabile con maggiore serenità.

 

Dott. Sergio Stroppa

Dott. Sergio Stroppa

Ancona

Il Dott. Sergio Stroppa offre supporto psicologico anche online

Gent.ma Giuliana, 
premetto che pratico un tipo di ipnosi particolare, denominata spiritualista post Eriksoniana, un metodo di lavoro derivato da Erikson e messo a punto dal dr Fortunato Gianni in 40 anni di lavoro.
Attraverso l'ipnosi che io pratico, e non solo, si può eliminare l'ansia (quella ingiustificata eccessiva e decontestualizzata), lo stress e la paura del giudizio.

Non mi sono fatto nessuno scrupolo a contattarla anche se io sono di Modena visto che da tempo lavoro tramite computer con clienti da tutta Italia (anche di Chieti) riuscendo a fare regolarmente le sessioni di ipnosi, tenga conto che per fare questo non è necessario indurre una trance profonda spesso basta un lavoro immaginativo, opportunamente guidato.

Cordiali Saluti

Adriano Grandi

 

Dott. Adriano Grandi

Dott. Adriano Grandi

Modena

Il Dott. Adriano Grandi offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Giuliana,
quello che descrive, cioè il circolo tra ansia, stress, sintomi intestinali e ulteriore aumento dell'ansia, è un meccanismo che può effettivamente mantenersi nel tempo: quando il corpo manifesta un sintomo che ci preoccupa, è facile iniziare a controllarlo e temerlo, aumentando a sua volta lo stato di attivazione.

L'ipnosi può essere utilizzata come strumento di supporto in alcune problematiche legate all'ansia e, in particolare, l'ipnosi clinica è stata studiata anche nell'ambito della sindrome dell'intestino irritabile. Non la considererei però una soluzione da ricercare isolatamente né una tecnica che garantisce di “calmare il colon”. Può essere più utile inserirla, quando indicata, all'interno di un intervento più ampio.

Nel suo caso prenderei in considerazione soprattutto il rapporto tra i sintomi intestinali e il modo in cui lei reagisce ad essi. La paura del giudizio che cita, l'ansia eccessiva e lo stress possono diventare importanti bersagli del lavoro psicologico, così come il monitoraggio continuo delle sensazioni corporee e la paura che il sintomo possa comparire o peggiorare.

Può essere utile anche lavorare sulla regolazione fisiologica attraverso tecniche di respirazione, rilassamento e consapevolezza corporea, imparando gradualmente a riconoscere l'attivazione senza interpretarla immediatamente come un segnale di pericolo. Anche un percorso psicologico può aiutare a intervenire sui pensieri e sui comportamenti che alimentano il circolo ansia-sintomo-ansia.

Parallelamente, visto che il colon irritabile può avere cause e fattori aggravanti diversi, è importante che la gestione dei sintomi intestinali venga valutata anche dal punto di vista medico, eventualmente con il gastroenterologo. L'intervento psicologico può affiancare, non sostituire, la valutazione e le indicazioni mediche.

Quindi sì, l'ipnosi può rappresentare una possibilità, ma la domanda che le suggerirei di porsi non è tanto “quale tecnica elimina il colon irritabile?”, quanto “come posso interrompere il circolo che si è creato tra sintomi, paura e ansia?”. È probabilmente su questo meccanismo che si può lavorare in modo più ampio e duraturo.

Nel mio lavoro sono formata anche nell'utilizzo di tecniche psicocorporee, che possono essere integrate al lavoro psicologico quando risultano appropriate per la persona e per la situazione specifica.

Se ritiene che possa esserle utile, sarei disponibile per un primo colloquio conoscitivo, così da poter comprendere meglio la sua situazione e valutare insieme se e quale tipo di percorso possa essere più adatto alle sue esigenze. 

un cordiale saluto
dott.ssa Silvia Boniolo

Dott.ssa Silvia Boniolo

Dott.ssa Silvia Boniolo

Bolzano/Bozen

La Dott.ssa Silvia Boniolo offre supporto psicologico anche online

cerca psicologo