Nevrosi

Come gestire le crisi nervose di mia figlia

lucia

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Gentili dottori,

ho una bimba di 2 anni e mezzo a cui ultimamente capita spesso di avere delle crisi nervose; per delle sciocchezze si mette a piangere, tira calci, vuole che mi allontani e mi urla contro. Succede sia con me che con mio marito.

La mia preoccupazione è capire come devo comportarmi quando ha questi episodi (devo lasciarla stare? devo sgridarla? devo accontentarla?), anche perché mio marito, anche lui fin da piccolo, aveva ed ha tuttora questo atteggiamento.

Quando è particolarmente nervoso butta a terra qualsiasi cosa. Siccome secondo mia suocera, mia figlia ha le stesse crisi del padre, vorrei sapere se c'è un modo per insegnarle a calmarsi e non lasciarla stare per poi arrivare ad essere un'adulta sempre nervosa come il padre.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Lucia, i bambini comunicano attraverso i loro comportamenti ed è evidente che in questo momento la sua bimba sta comunicando un disagio. Sicuramente avere anche dei modelli familiari poco pazienti e impulsivi condiziona, ma non c'è nulla di genetico in questi comportamenti, pertanto se entrambi voi genitori iniziaste a mettere in atto dei comportamenti più funzionali in risposta a quelli manifestati dalla vostra bimba, piano piano e con pazienza otterreste grandi risultati. Purtroppo i modelli comportamentali dei genitori vengono appresi attraverso il contatto e l' osservazione. Le consiglio di farvi seguire entrambi da uno psicoterapeuta che costruisca insieme a voi le risposte più idonee in base alle varie circostanze. Potrebbe essere un' occasione di crescita personale e relazionale per tutta la famiglia.


Cari saluti

Salve Lucia in genere i bambini reagiscono, con i comportamenti descritti da lei, in relazione ad una frustrazione che sperimentano. I bambini non hanno ancora la capacita psichica di tollerare le frustrazioni, quanto più sono piccoli. A mano a mano che crescono matura anche l apparato psichico e quindi la capacita di tollerare le frustrazioni. I bambini tuttavia cercano di evitare il dispiacere e fanno di tutto, e lo vediamo con i comportamenti ricchi di vivacità espressiva ( pianti, urla, il dire siete cattivi ai genitori) per soddisfare le loro esigenze. I genitori devono poter valutare se la richiesta del figlio è relativa ad un  bisogno fisico o psichico da sostenere oppure no. Il no serve ai bambini per crescere, per adattarsi progressivamente alla realtà e le sue progressive richieste, mediate prima dai genitori. Inoltre il no ad un bambino è per lui il segnale di un genitore presente, che è li per qualcosa che gli serve, dire si al posto di un no è segnale per un bambino di un genitore che ha poco tempo per lui. Un bambino in grado di tollerare le frustrazioni sarà un adulto più preparato a gestire la complessa realtà in cui vive. Spero di averle offerto utili spunti di riflessione. Buone cose

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