Psicologia scolastica

Mio fratello ha molti problemi a livello comportamentale a scuola. I professori ci chiamano spesso per i suoi continui atteggiamenti maleducati

Martina

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Salve, Ho un problema con mio fratello. Ha 13 anni e frequenta la terza media. Ha ricevuto a mio giudizio un ottima educazione da parte dei miei genitori. La stessa che ho ricevuto io. La differenza però è che lui ha molti problemi a livello comportamentale a scuola. I professori ci chiamano spesso per i suoi continui atteggiamenti maleducati, di disturbo, risponde ai professori e si pavoneggia con gli amici. Il problema fondamentale è che a casa è un angioletto, è educato, fa sempre quello che deve fare, aiuta in casa ecc... insomma un altra persona. Non sappiamo più come comportarci con lui poichè è costantemente in punizione dati i suoi risultati scolastici (nel senso che non può uscire con gli amici, non ha il cellulare e nemmeno facebook) ma tutto questo sembra non smuoverlo minimamente. Non sappiamo più cosa fare e poichè sembra che nemmeno i continui rimproveri servano a qualcosa e i professori credono che sia un ragazzo non seguito, cosa assolutamente non vera. Se ha qualche consiglio da darci ne saremmo lieti. Grazie

10 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Elena Begotti Mantova (MN)

cara martina, ho letto la tua mail riguardo a tuo fratello di 13 anni. Il problema che presenta e' molto complesso e potrebbe essere utile che siano soprattutto  i tuoi genitori ad attivarsi . Presso la scuola che lui  frequenta dovrebbe essere presente uno sportello  di psicologia scolastica presso cui i vostri genitori potrebbero rivolgersi per avere una prima valutazione.  Successivamente se dovesssero emergere situazioni di interesse clinico si puo' consultare uno specialista del'lAusl o un professionista , per aiutarlo .  tienimi aggiornata.

buona sera 

cara sorella , suo fratello vive la sua fase adolescenziale che non causa pochi cambiamenti, se in terza media presenta questi comportamenti  possono essere dovuti un pò all'età un pò alla sua ribellione , parlateci cercate di capire perchè fa cosi, se le sue risposte non sono chiare e convinenti il tuo atteggiamento non cambia rivolgetevi ad uno psicologo. Quello che non si evince se è un problema solo di comportamneto , di condotta di studio ....

Buongiorno sig.na Martina,

 

ho atteso un po’ prima di rispondere alla missiva, in quanto mi sono  posta alcuni quesiti relativi alla sua richiesta d’aiuto. Il primo riguarda la sua età, poiché , sarebbe plausibile  il suo interesse al problema che evidenzia, se avesse 18 o 20 anni, con ciò giustificando un’attenzione da sorella maggiore, dietro richiesta dei suoi genitori. Diversa situazione si connoterebbe, se solo pochi anni di differenza la discostassero da suo fratello. In quel caso, mi chiederei come mai  Martina, lei non sia più concentrata sulle proprie vicende personali e si senta al contrario, in dovere di sostituire/sostenere i compiti parentali. Questa è stata la prima riflessione legata alla possibilità che il ragazzo si senta un po’ escluso da tanta coesione interna alla famiglia e metta perciò in atto, atteggiamenti più o meno consci, miranti ad infrangere tanta armonia e compostezza, con una condotta, che al contrario, abbia lo scopo di rivendicare una propria identità e un nascente desiderio di separatezza e individuazione. La seconda domanda e conseguente riflessione, riguarda la sfiducia da parte della scuola verso i genitori in riferimento alle loro capacità di porre regole e limiti al ragazzo, il che indica un forte scollamento e un difetto nella continuità del dialogo tra le due istituzioni  (scuola- famiglia). Qualche colloquio qui e là non può certo risolvere situazioni complesse come quella rilevata, salvo l’accentuare il senso di inadeguatezza e d’ansia dei suoi genitori, ed è palese che, se suo fratello, che a casa dimostra adeguatezza e relativa osservanza alle norme, a scuola, ben sapendo di correre grossi rischi, non possa fare a meno di mettere in atto comportamenti da “sbruffoncello”, siano per lui in ballo valori e interessi ben più importanti di quelli relativi alla gratificazione elargita dai buoni voti degli insegnanti e dagli apprezzamenti famigliari. Come mai egli abbia scelto di emulare qualche eroe” negativo”, non ci è dato sapere. Forse è un modo per distinguersi dal gruppo e dimostrare il suo coraggio e sprezzo del pericolo di giovane maschio, modalità che a casa non servono, poiché non vi è un pubblico di pari che possa ammirare le sue gesta. Oppure potrebbe rappresentare un modo per coprire timidezza e senso d’inferiorità (meglio  apparire stupidi perché non s’è capito qualcosa e non ci si sente all’altezza di apprendimenti richiesti, o mostrarsi coraggiosi e temerari infrangendo regole e buone maniere, confondendo le acque sulle proprie supposte insufficienze?). Non sono altresì da escludere ipotesi legate a possibili ferite narcisistiche a voi sconosciute e che mai egli potrebbe confessare (ad esempio, qualche amico o il gruppo stesso dei compagni di scuola, può averlo trattato da codardo in tempi recenti o passati). Di qualunque genere siano i motivi alla base dello” strano” comportamento di suo fratello,penso che egli consideri imprescindibile, per tutelare il proprio orgoglio e la propria identità, rivendicare un ruolo nel gruppo scolastico o amicale , che lo faccia sentire distante dalla mediocrità e dal percepirsi un “perdente”.Sono a stupirmi ancora una volta della inadeguatezza della scuola, rispetto ai problemi di crescita degli alunni, come se non fosse ormai di dominio pubblico, quanto preadolescenza ed adolescenza siano età tanto complesse quanto cruciali nel determinare le sorti future di ragazzi e ragazze. Il fatto che non sia ancora scontata la figura e la presenza dello psicologo scolastico, in un momento storico e sociale così delicato, in cui all’ordine del giorno sono frequenti problematiche legate a bullismo , uso di droghe e sessualità vissuta tanto precocemente quanto malamente, desta meraviglia e sconcerto. Penso che, oltre alle regole che la famiglia può dare e di cui deve pretendere l’osservanza, senza esagerare in inutili punizioni,per suo fratello, occorra trovare un luogo, una situazione , una persona adulta di cui potersi fidare, che sia o non sia di famiglia, esperto o non esperto, che si ponga nei suoi confronti con un atteggiamento e desiderio d’ascolto, che non sia giudicante e che conosca l’arte della pazienza per arrivare a comprendere i piccoli grandi dilemmi e paure di un ragazzo di 13 anni e che lo aiuti con gradualità a capire come, l’essere mediamente adeguati rispetto ai compiti che la vita assegna ad ognuno (il papà e la mamma lavorano e si occupano della famiglia e i figli studiano), possa divenire fonte di soddisfazione, dimostrandogli infine come, quando si è in difficoltà, possa essere oltremodo coraggioso e “fico” chiedere e accettare aiuto dalle persone su cui si può fare affidamento.

Un cordiale saluto

Per poter dare un parere sarebbe utile parlare con i genitori e con tuo fratello, indagando insieme i motivi che spingono il ragazzo ad avere comportamenti tanto diversificati quasi fosse una persona a casa e una a scuola. I comportamenti oppositivi hanno tanti significati e possono essere riconducibili ad un forte bisogno di attirare l'attenzione per scarsa autostima, per difficoltà rispetto alle richieste fatte dagli insegnanti, rapporti conflittuali con i compagni. L'età adolescenziale con le sue specificità contribuisce ad esasperare caratteristiche individuali proprio perchè è in questo periodo che ci si sta confrontando con la crescita, i cambiamenti di ruolo dei genitori, subentrano gli amici come interlocutori quasi privilegiati e i livelli di libertà/autonomia aumentano, ma questo oltre a generare entusiasmo può anche spaventare sia i genitori che i figli, ognuno lo mostra in modo diverso. 

Cordiali saluti

Gentile Martina,

leggendo le sue parole ho avuto l'impressione che lei si senta troppo coinvolta in questo problema di suo fratello. Capisco la sua preoccupazione, ma secondo me dovrebbe fare lo sforzo di farsi un pò da parte e dedicarsi alla sua vita, ai suoi studi o al suo lavoro (quanti anni ha? immagino sia più grande di lui), lasciando che siano i suoi genitori a prendersi carico di questa spinosa questione di suo fratello tredicenne.

Premesso questo, mi perdoni se generalizzo, ma spesso i comportamenti provocatori messi in atto dagli adolescenti veicolano una richiesta di attenzioni e di aiuto in un momento delicatissimo della loro crescita. Un modo di dire agli adulti di riferimento: "Sto crescendo, ma ho ancora bisogno di voi, del vostro sguardo su di me". Se fosse questo il caso di suo fratello, capirà bene che i rimproveri non solo non servono a niente, ma lo farebbero sentire insopportabilmente solo e incompreso.

Sta succedendo qualcosa di particolare in famiglia? O a lui in particolare? Avete provato a parlarne insieme con lui? Spesso un atteggiamento di dialogo empatico, sincero e non giudicante apre molte porte....

Un caro saluto

Buona sera Martina,

la situazione da lei descritta è alquanto frequente nei sistemi scolastici e, lavorando anche all'interno di essi, spesso ho a che fare con realtà di questo tipo. è necessario poter avere un colloquio iniziale con i genitori (per aspetti di privacy, consenso informato e raccolta informazioni/resituzione) per poi incontrare il ragazzo ed affrontare insieme a lui le difficoltà presenti. Senza pressioni di alcun tipo ma con accoglienza e disponibilità.  

In situazioni di questo genere, senza catastrofismi e con un intervento guidato da uno psicoterapeuta competente, è possibile affrontare le tematiche emerse, in modo integrato con tutto il nucleo familiare.

Per ulteriori informazioni/chiarimenti o per un appuntamento conoscitivo, lascio i miei recapiti nella firma digitale di seguito riportata.

Buona serata a lei e famiglia.

Cara Martina,

Come probabilmente saprai l'adolescenza é una fase d'ella vita molto delicata,

in questa fase possono emergere problemi che vanno oltre l'educazione imposta ed infatti nel tuo caso non ha nulla a che fare con il problema di tuo fratello. Vedi, in un caso come il tuo a studio io avrei lavorato solo con i genitori e la complicità di fratelli, sorelle ed insegnanti facendo una terapia indiretta sul bambino. Come ti chiederai?

Bé vedi nei casi come questo, la persona, tuo fratello appunto, cerca creativamente attenzioni, anche negative, ma purché siano attenzioni! L'adolescenza é una fase delicata in cui la nostra persona di forma, ma anche in cui da dimostrazione di enorme creatività, portandoci anche a compiere atti ribelli od oppositivi pur di avere riconoscimenti!

questo é il caso di tuo fratello! A casa sa che per  avere attenzioni deve fare il bravo, ma a scuola per avere attenzioni deve fare il discolo! Perciò ogni volta che lo punite rinforzate la sua voglia di fare marachelle! Ho spiegato il meccanismo? Purtroppo però queste sono situazioni che vanno ben gestite da subito, poiché nel tempo possono diventare un vero e proprio disturbo oppositiva provocatorio! Perciò agite in fretta!

Spero di esserti stat utile,

Gentile Martina, 

una delle prime cose da fare è chiedere un colloquio con gli insegnanti per comprendere più chiaramente in quali circostanze mette in atto determinati comportamenti e soprattutto per spiegare loro in che modo la famiglia si sta muovendo nei confronti del ragazzo.

Quello che le posso consigliare inoltre è parlare con suo fratello per indagare il suo livello di consapevolezza rispetto a questi comportamenti, se cioè riconosce di sbagliare, se ritiene di essere nel giusto o se proprio non se ne rende conto.  La consapevolezza è importante per poter monitorare e regolare i comportamenti successivi.

Infine tenga presente che suo fratello sta entrando in una fase adolescenziale in cui si sente molto la necessità di costruirsi un ruolo e un'identità all'interno della cerchia dei coetanei.  Può essere quindi che lui senta in maniera più forte questa esigenza e la manifesti in modo eccessivo.

L'ultimo consiglio, più legato alla gestione dei comportamenti-problema, è quello di premiarle suo fratello il più possibile quando si controlla più del solito o quando mantiene un comportamento tutto sommato adeguato. Questo perché in tal modo si dà più rilevanza agli aspetti positivi del suo comportamento e, a lungo termine, il ragazzino avrà una visione meno negativa di sè. In altre parole cercate di punire di meno e premiare di più.

Spero di esserle stata utile

Saluto cordialmente 

Potrebbe essere utile una valutazione della situazione da parte di uno psicologo dell'età evolutiva,  da affiancare probabilmente ad un sostegno da parte di un terapeuta familiare

Salve. Potrebbe essere utile contattare uno psicologo e prendere un appuntamento per suo fratello. Parlare con una persona esterna alla famiglia a volte può essere più facile. 

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