Psicoterapia

Scoprire se sono un Machiavellico

Mattia

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Ultimamente mi sono piuttosto convinto di far parte di questo costrutto psicologico, ma il dubbio rimane: mi ci immedesimo o lo sono?

Preciso che sembro avere tutte le carte in regola: "superati" bene tutti i test (HEXACO, B5Q, MACH-IV, SD3 e DTDD), non dico mai cosa mi passa per la testa, mento in continuazione per ottenere quello che voglio, sono stato invischiato in diversi reati finanziari (rimasto impunito, no ovviamente non mi sento in colpa mi rivedo molto nella citazione di Mr. Robot:<<è il mio contratto con la società, se riesci a prendermi andrò in prigione altrimenti me li sarò guadagnati >>) e sono ossessionato da come la gente pensa: non faccio altro che analizzare quali comportamenti le persone hanno, cosa desiderano, come sono e cerco di far leva su tutto per ottenere quello che voglio cercando di imparare ogni volta analizzandoli nel complesso.

A essere proprio onesto a volte non credo neppure di vedere le persone sempre totalmente come persone, meno le ritengo intelligenti e più le vedo (nella mia immaginazione) come gusci con un'ombra nera al loro interno da capire come se fossero dei robot che rispondono a possibili input senza libero arbitrio (che poi io non credo nel libero arbitrio in generale ma è un altro discorso).

Organizzo piani per tutto (io prima di studiare, studio come si studia per dire...) e creo continuamente strategie, anche semplicemente condividere un post su facebook mi porta a domandarmi se qualcuno a cui sono interessato o dal quale mi serve qualcosa possa vederlo e ponderare la scelta.
Anche con le partner raccolgo informazioni, cerco di capire cosa vogliono e poi divento quello che vogliono.

Manipolo anche gli psicologi dai quali vado (mi diverte molto capire se voi capite che non sono quello che dico di essere, è un pò una challenge per me) e sono riuscito a farvi fare diverse cose, tant'è che l'ultima credo abbia capito che stava facendo delle cose per me che con altri non si sarebbe sentita in obbligo di fare: bella come l'alba e intelligentissima.

Ho sempre usato diverse tecniche narcisistiche: come quelle per ristabile le dinamiche di potere nella coppia o il gaslighting.
Ma non ho mai "distrutto" le ragazze come fanno i Narcisisti, in genere io quando smetto di amare lascio e ciao, fare del male a una persona psicologicamente in maniera immotivata non ha nessuna utilità per me, non cerco di minarne la sicurezza, anzi, se non migliora come persona standomi accanto questo mi porta spesso ad allontarami da lei avendo io un amore principalmente di tipo PRAGMA.
In solitudine ho fantasie deliranti di illimitato potere e conoscenze (dominare il mondo in segreto e in solitudine) ma NON fama, sono introverso e ho un paio di amici da almeno 10 anni ai quali voglio molto bene.

Non so se provo empatia: ricordo quando mia madre piangendo mi disse che mio padre era morto (ci avevo avuto poco a fare) io risposi "Ah ok" e tornai a fare le mie cose scordandomi ciò che mi fu detto e che mia madre piangeva.
Non mi sembra di essermi mai dispiaicuto per qualcuno veramente, sto cercando di ricordare, ma non mi sembra.
Mentre provo empatia per il dolore fisico: vedere una persona presa a martellate mi provoca letteralmente la sensazione della botta sulla testa.
Ma per le emozioni altrui non sembra essere lo stesso, anzi a volte c'è anche una leggera componente sadica nel vedere qualcuno soffrire psicologicamente.

Sono nevroticissimo (sempre incazzato e ansioso) ma ho un controllo degli impulsi estremo: nessuno mi ha mai visto scattare al di fuori della mia famiglia o qualche partner ma mai usato violenza fisica.

Il dubbio mi viene perchè fino ai 15 anni non mi ricordo così disumano: mentivo, copiavo a scuola e rubavo si (il mio primo piccolo furto risale a 4 anni, il mio primo grosso furto a 8-9), ma non ero così estremo, e mi sembra di esserlo diventato ancora di più da quando ho compreso cosa sono: prima sentivo un minimo di senso di colpa quando proprio esageravo, ora mi giustifico totalmente.

Per me è importante sapere se faccio parte di questo costrutto perchè mi sono sempre sentito molto differente da tutti gli altri e tutto comincerebbe ad avere un senso. Un pò di giorni fa ho deciso di dire al mio migliore amico ciò che pensavo che fossi e lui ha reagito con <>. E nel suo caso è vero, mi piace chiamarmi più "motivatore" rispetto a "manipolatore", spesso ho agito sulle sue emozioni per forzarlo a fare delle cose per il suo bene che altrimenti non sarebbe riuscito a fare.

Quanto è valida una diagnosi psicologica? Non è per essere troppo diffidente della vostra categoria ma contando che non capite neppure quando uno vi mente (si comprendo che il vostro lavoro non sia scovare i bugiardi, non voglio creare polemiche...) ma chi mi dice che "immaginarmi alcune persone come gusci senza nulla dentro" non sia solo un auto-condizionamento al quale poi lo psicologo stesso crederà?

Ho visto che in svariate ricerche (mi sono spulciato tutto pubmed e scholar) si utilizzano le varie tecniche di neuroimaging e sarei anche disposto ad affrontare la spesa.
Sapreste aiutarmi e indirizzarmi verso persone compoteneti che possono darmi un "certo grado di sicurezza"?

Grazie

1 risposta degli esperti pubblicate per questa domanda

In tutta questa modalità narcisistica di cui è perfettamente edotto mi chiedo: cosa la spinge a intraprendere (di nuovo) un percorso psicologico? Non vedo quella dose di inevitabile sofferenza psicologica che spinge una persona a intraprendere un percorso altrimenti solitamente destinato al fallimento. Qualunque tipo di percorso inizi sarebbe bene avere motivazioni più solide del semplice raccontare le proprie vicissitudini in maniera anaffettiva e sfidare il curante di turno. Anche perché in quel modo perde solo tempo e soldi...

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