Strani sintomi

Piera

Buona sera
Esco da qualche giorno da un periodo in cui ho contratto il Covid. Non ho avuto particolari complicazioni ma mi succede qualcosa di strano e vorrei capire se è legato ad un forte stato ansioso. Da che ho appreso la notizia della positività ho preso molto male la cosa, con crisi di panico molto forti. Dopo circa una settimana ho iniziato ad avere la pressione veramente bassa, tremori internamente, irrequietezza, confusione mentale, capogiri. La cosa che mi fa pensare all'ansia è il fatto che non sono persistenti h24, ma ci sono momenti che li percepisco e mi fanno avere davvero tanta paura. Non so se è uno stato di debolezza fisica data dal covid o se è uno stato ansioso profondamente radicato che si sta manifestando ora che mi sento così impaurita e impotente. Vorrei vederci chiaro per favore perché più mi sento così e più mi sento impaurita
Grazie

4 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Piera, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. I sintomi che descrive potrebbero essere ascrivibili ad un quadro ansioso meritevole, tuttavia, di ulteriori approfondimenti. Ritengo pertanto fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Piera,

lei si considera una persona che potrebbe soffrire di attacchi di panico o ansia?

La paura in riferimento al Covid per cosa è scaturita? Paura della malattia? Delle eventuali conseguenze? Per il fatto di dover vivere "chiusi" e magari soli per tot settimane? 

Dai sintomi che descrive potrebbero rientrare in un stato ansioso ma es. i capogiri so da alcuni pazienti che lo hanno contratto che anche alcuni di loro lo hanno provato per alcune settimane.

Se le difficoltà persistono o se volesse anche solo valutare in un luogo protetto e senza giudizio questi sintomi e poter essere accolta, ascoltata e aiutata in questo momento di vita particolare, intenso e frustrante potrebbe anche valutare una consulenza da un professionista di sua fiducia.

Resto a disposizione per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste 

Le linko un articolo scritto da me sperando di far cosa gradita:

  • https://www.psicoterapeutafedericaciocca.it/articoli/attacchi-di-panico.html

Cordialmente 

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo a Torino e online 

Buongiorno Piera. Le ripercussioni a livello psicologico su chi ha contratto il covid possono spaziare su diversi fronti e generalmente possono causare stati d’ansia relativi, ad esempio, alla propria salute o alla paura di poterlo riprendere, limitando così il funzionamento della persona. In questo senso, l’ansia contribuirebbe ad “immobilizzarci”, favorendo un isolamento utile ad evitare altri contatti a rischio, a scapito però di tutti gli ambiti di vita. Diverse ricerche stanno cercando di fare comunque luce su che tipo di ansia si generi in queste situazioni.
Di sicuro potrebbe esserle utile un percorso con uno psicologo in grado di potenziare e far riemergere le sue risorse per affrontare e gestire questa ansia, così da poter tornare a vivere nel miglior modo possibile per lei.
Se volesse iniziare un percorso di questo tipo, mi rendo disponibile anche online.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

I sintomi da lei descritti potrebbero essere causati da un'iperstimolazione del sistema nervoso a seguito della forte paura. Molte spesso una brutta esperienza, come potrebbe essere quella di ricevevere una brutta diagnosi, restimola nel cervello e nella mente vecchie sensazioni e vecchi ricordi. Nulla di irrisolvibile. Anzi. Quello che Lei descrive capita spesso anche in ambito sessuale, ambito principale in cui opero, e bastano spesso poche sedute per risolvere la questione. Se dal 28 gennaio ancora i sintomi non si sono risolti, prima di iniziare a prendere, come molti fanno, psicofarmaci o aspettare che il problema magicamente si risolva, La invito ad affrontare quanto prima il problema. Il rischio è che certi schemi di funzionamento mentale possano cronicizzarsi. La cura, spesso possibilissima e veloce, la si ottiene affrontando la paura e la vergogna di parlarne con un esperto. Le auguro di poter risolvere quanto prima questo stato di disagio risolvibilissimo, se di origine psicologica.

Dott. Enrico Rizzo - Psicologo Sessuologo.