Tradimento scoperto, frustrazione e paure

Eleonora

Buongiorno ho 43 anni, un bimbo di 8, sono sposata da 10.
Ho una relazione da 4 anni con un uomo conosciuto perché l ho voluto io, le cose capitano se le fai capitare....è un uomo fantastico di cui credo di essermi innamorata...credo, perché a 43 anni non so se so davvero cos'è l amore...
Ho un marito splendido, e' il mio porto sicuro...ma con cui non ho mai avuto una buona complicità e chimica....
Quella che ho invece con quest altro uomo.
È da mesi che sono in crisi, mio marito ha anche scoperto il tradimento ma per il bene di nostro figlio mi ha perdonato...
Ma io sono tanto confusa...vorrei stare con l altro uomo, ma mi fa troppa paura l idea di mollare tutto, di far sofftire mio figlio, e di perdere una persona che è una sicurezza...
Sto gia seguendo un percorso psicologico da mesi ma ad oggi sono ancora nella stessa confusione...
Chi mi può aiutare....vi prego!!!! Mi sto esaurendo...

7 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Eleonora, lasciarsi guidare dalle sensazioni e agire d'istinto spesso non è facile, se c'è di mezzo la responsabilità e l'affetto che ci lega a ciò che conosciamo bene e che da anni è il nostro porto sicuro. Sta già seguendo un percorso e questa è la cosa migliore per lei, che la può aiutare a togliere la confusione che la imprigiona. Provi proprio a parlare apertamente con il/la suo/a terapeuta, dica le sue preoccupazioni e la sensazione che questa confusione è ancora tanto presente a mesi dall'inizio del percorso. In questo modo potrà avere un confronto e potrete lavorare al meglio insieme. Ci vuole un pò di tempo per vedere i cambiamenti, ognuno ha i suoi tempi e il suo terapeuta conoscendola saprà indicarle la strada. Le auguro il meglio

Gentile Eleonora,

  quali aspetti state indagando in terapia? Lei cosa cerca nel suo futuro di compagna? Non pensi per un attimo che lei è anche mamma ma pensi per la sua felicità come persona. 

Potrebbe anche parlarne al terapeuta di questa sua confusione e "urgenza" di trovare delle risposte dentro di lei. Da come scrive mi sembra molto impaurita però della decisione. In casa lei come sta col compagno? Cosa prova quando lo vede? Cosa manca nella vostra vita di coppia? Che tipo di genitori siete? Da quanto tempo sta facendo psicoterapia?

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Eleonora, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo quanto possa essere difficile convivere con questa situazione riportata. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.

Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Eleonora. Il tradimento è sempre conseguenza di qualcosa che scatena la crisi nella coppia, non è mai la causa della crisi stessa. Può sembrare controintuitiva questa considerazione, ma va compreso come la ricerca di qualcosa all’esterno della coppia sia dovuta alla mancanza della soddisfazione di uno o più bisogni. Rileggendo in questa chiave la situazione, può essere utile cercare di lavorare su ciò che sente mancare (che può essere, come dice lei, la chimica e la complicità): in questo modo potrebbe fare chiarezza anche sui suoi obiettivi relazionali.
In ogni caso, il fatto che sia già in carico ad uno psicologo è indice della volontà di cambiare la situazione e di prendersi cura di se stessa. Esponga qualsiasi dubbio al/alla collega, che ha una conoscenza profonda delle circostanze che la fanno soffrire. Qualsiasi osservazione e dubbio espressi sono fondamentali nel nostro lavoro per fare sì che siate infine voi stessi ad aiutarvi al meglio.
Se in futuro volesse un secondo parere, mi rendo disponibile anche online. Nel frattempo, le auguro un buon proseguimento di percorso.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Buongiorno. La sua situazione è abbastanza frequente, non si senta una pecora nera. Mesi di terapia (se è terapia) possono essere non sufficienti... Oppure non è il percorso giusto per lei. In tal caso non esiti a parlarne col professionista e - eventualmente - cercare altrove.

Personalmente sono arci-convinto che la psicoterapia non possa essere basata solo sul cognitivo (pensiero razionale e/o volontà) o solo sulle fantasie... Non solo con la parola, in fin dei conti. Abbiamo tutti bisogno di esperienza e concretezza.

In bocca al lupo!

Marcello Schmid 

Salve,

Posso immaginare quanto debba essere pesante la situazione che sta vivendo, perché oltre a lei coinvolge persone che le stanno a cuore.

Mi sembra di capire che c’è una parte di lei che avverte e apprezza la sicurezza che suo marito le infonde, ma c’è tutta una parte legata alla complicità e alla chimica che bussa alla porta e che forse in questo momento più che in passato chiede di essere ascoltata.

Dato che sta già seguendo un percorso le consiglio di soffermarsi su quest’ultimo aspetto, su quanto incida in questo momento per il proprio benessere ascoltare altre parti di sé ugualmente importanti al bisogno di sicurezza che avverte

Cosa cerca oggi in una relazione?

Quanto, in questa paura, a parlare è il suo ruolo di madre e quanto c’è di lei come persona?

Resto disponibile per informazioni.

Le auguro di trovare la sua strada.

Cordialmente

Alice Festuccia Psicologa Ricevo a Parma e online.

Gentile Eleonora,

considerando la complessità della situazione e della non conoscenza della stessa mi limito ad alcune brevi riflessioni.

Amore e desiderio non frequentemente confluiscono in un'unica direzione.

Il perorso terapeutico può aiutarla a dipanare il rapporto tra amore, desiderio, responsabilità, autonomia, libertà.

La risposta occorre cercarla altrove - nessuno può stabilire a priori il tempo necessario - aldilà della estenuante contrapposizione e confronto tra lui e l'altro, l'altro è lui. Un esercizio che sì mostra inutile e soprattutto mentalmente logorante.

Un cordiale saluto,

Dottor Mario Tintori