Mi piace travestirmi da donna

alessandro

ciao mi chiamo alessandro vengo da un piccolo paese in provincia di amalfi, io ho una strana passione mi piace travestirmi da donna, ma lo faccio sempre di nascosto, ma un giorno mio padre lo scopre non so come ma ho un sospetto i la mia vicina probabilmente mi hanno visto un giorno quando mi sono affacciato sul terrazzo, magari convinto di non essere visto, mi hanno visto, è l'hanno comunicato a mio padre. questo mi ha portato ad odiare ancora di più il mio paese pieno di ignoranti e pettegoli, ho sempre odiato il mio paese e ho sempre avuto la decisione di scappare via, ma non ho la possibbilità. sto soffrendo ho promesso di non travestirmi mai più a mio padre che posso fare?

3 risposte degli esperti per questa domanda

Ciao Alessandro,

probabilmente una cosa importante che dovresti fare è capire cosa tu vuoi, piuttosto che concentrarti su cosa non vuoi.

Si tratta di capire come attivare quella parte di te che deve portarti a un risultato che tu senti accettabile, salutare e gradito, che ti aiuti a crescere come persona, a diventare più te stesso, indipendentemente se gli altri accetteranno oppure no le tue eventuali scelte. Si tratta quindi, non di concentrarsi sul fare qualcosa per evitarne un'altra.

Probabilmente sarebbe anche utile comprendere cosa ti dà il tuo travestirti e come va davvero il rapporto con i tuoi familiari, in particolare papà, in modo da poter valutare meglio ciò che vuoi e, poi, poterlo perseguire.

Forse darti un po’ di tempo e l’occasione di capire meglio cosa ti accade, semmai attraverso qualche colloquio con un professionista, potrebbe risultarti molto utile.

Forza e coraggio.

Cordiali saluti

Gentile Alessandro,

cos'è che le causa disagio, il suo comportamento (vestirsi da donna di nascosto) o il fatto di essere stato scoperto?

Comprendo la sua sofferenza e ritengo le sarebbe estremamente utile rivolgersi ad uno psicoterapeuta della sua città per un consulto.

Resto a dispozione

Save Alessandro

travestirsi da donna non è una vergogna. Sarebbe importante capire qual'è il senso per lei. Per il resto lei può farlo quando vuole. Potrebbe afrsi aiutare a parlare di questo insieme a suo padre o ad avere un rapporto più costruttivo e meno repressivo con la sua famiglia. Può rivolgersi al consultorio della sua asl oppure ad uno psicoterapeuta familiare privato. Se vuole posso darle dei suggerimenti