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Mi sento sempre giudicata da altre persone soprattutto dagli amici

Daniela

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Ho 42 anni e da sempre sono stata un pò timida e gelosa delle amicizie . adesso che ho un bimbo di 2 anni e sono uscita da un periodo difficile dovuto al post parto sono caduta nella disperazione, mi sento sempre giudicata da altre persone, soprattutto dagli amici, mi da fastidio se un amica si confida o si “confronta“ con un altra, se esce con questa o quell'altra.. cerco di essere sempre carina e sorridente con gli altri ma poi a casa esplodo in pianti. Oggi poi per una sciocchezza ho provato un forte dolore al petto e difficoltà a respirare. Ho un'età e una famiglia e queste cose non me le posso permettere, sono cose da bambini e più ci penso più sto male . inoltre mi ritrovo a essere molto nervosa. Vorrei essere più serena anche per mio figlio. Grazie

18 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Daniela, prima di tutto devi riprenderti fisicamente perchè la maternità mette alla prova anche il sistema nervoso e questo non aiuta. Il resto l'hai detto da te. Sei mamma e per questo non ti è concesso più questo atteggiamento. Nuoci a tuo figlio, alla dignità di madre, togli energia alla tua vita. Mi viene anche in mente che forse le amicizie che hai se ti suscitano questi sentimenti vanno anche riviste alla luce della tua nuova vita, e che tu magari possa trovare delle persone che suscitano in te un sentimento di accoglienza, sicurezza, accettazione. rivedi te stessa e abbi la dignità di essere madre matura e non perchè l'hai capito ma perchè lo devi a tuo figlio. Ma rivedi anche le tue frequantazioni perchè se stai male qualcosa che non va c'è e magari non sei tu quella che non va.

Mi scuso per il ritardo nella risposta,  Daniela però desidero ugualmente farle arrivare le mie parole, le mie riflessioni. Nella sua lettera, in apertura dice di essere sempre stata timida e gelosa delle sue amicizie. Questa considerazione fa pensare all'introversione e alla tendenza alla chiusura come ad un tratto del suo carattere. In seguito alla depressione post-partum di cu parla , sembra che questo nucleo depressivo di fondo si sia accentuato e le insicurezze,  la sfiducia in se stessa paiono prendere la forma di una "proiezione" della convinzione di essere oggetto del giudizio degli altri.  Io in realtà sento che quella che si sta giudicando non essere all'altezza e non potersi permettere di essere proprio quella che è,  è proprio lei. Forse l'idea che alcune manifestazioni di fatiche emozionali sia una cosa da bambini che non va bene esprimere ci viene inculcata presto dai nostri "sistemi" educativi. Mi sento dunque di dirle in chiusura che per essere serena,  prima di tutto per se stessa potrebbe essere necessario incontrare le parti di lei che non le piacciono e che forse le fanno percepire un senso di inferiorità rispetto agli altri. Per lei potrebbe essee utile lavorare su questi aspetti con un terapeuta che la faciliti nel trovare un modo positivo di percepirsi e di vivere la relazione. Le dedico questa citazione:" Non sarai mai giudicato a meno che non sia tu ad accettare il giudizio di coloro che ti circondano. E se tu accetti il loro giudizio è solo perché desideri farlo per esperienza. " Ramtha  La saluto affettuosamente.

Cara Daniela

sarebbe davvero molto importante per lei affrontare queste sue insicurezza che la limitano tanto nel percorso della vita e che la fanno soffrire.

Alla sua età sarebbe importante trovare un equilibrio che le permetta di cominciare a vivere serena in modo totalmente diverso da ora. Sentirsi sicuri è molto importante e a mio parere i suoi problemi non vanno trascurati. Forse lei li ha già trascurati troppo limitando tante sue possibilità di essere felice e varie realizzazioni. Non aspetti altro tempo: prenda una decisione importante e faccia qualcosa di davvero rivoluzionario verso se stessa. Telefoni ad uno di noi Psicoterapeuti e prenda un appuntamento.

Lei non ha idea di quanto potremmo aiutarla ad uscire da questo stato di paralizzante insicurezza.

Io ci sono se lei decide di vedere me.

 Mi farebbe piacere poterla aiutare.  

Gent.ma Daniela,

da quanto letto nella sua lettera, oltre a una depressione post-partum da lei descritta, sembra essere presente un sentimento di insicurezza in se stessa che le impedisce di vivere serenamente le sue amicizie. Ciò a lungo andare potrebbe compromettere la qualità dei rapporti relazionali con le persone che la circondano. Tale insicurezza, che ho notato essere presente in molte persone, ha generalmente origine da esperienze passate, più o meno traumatiche, che non sono state ben rielaborate. Dalla mia personale esperienza, ho potuto notare che tali difficoltà possono essere superate attraverso colloqui psicologici che possono aiutare a ritrovare maggiore autostima. Inoltre, per poter raggiungere tale obiettivo in tempi più brevi possibili, offro la possibilità di abbinare ai colloqui anche il training autogeno e rimedi naturali (questi ultimi sono consigliati gratuitamente senza costi aggiuntivi rispetto ai colloqui terapeutici) essendo esperta in naturopatia (diplomata presso il centro ACSIAN di Pisa). Se volesse saperne di più, mi può contattare senza impegno

Cordiali Saluti.

Gentile Signora,

Da quello che scrive sembrerebbe essere presente in lei  un forte bisogno di appartenenza e di riconoscimento il tutto unito ad un’eccessiva sensibilità verso il giudizio degli altri, giudizio che sembrerebbe abbia il potere di definirla e di destabilizzarla. Tutto questo le porta a vivere un evidente stato d’allarme che si manifesta con una sintomatologia ben definita come le difficoltà respiratorie da lei riportate. Per essere felice e per poter svolgere con serenità il suo ruolo di donna e di mamma sarà probabilmente necessario da parte sua la possibilità di affrontare, eventualmente anche considerando un percorso terapeutico, le tematiche personali che la portano a dover vivere questo suo vissuto.

Gentile Daniela,

in realtà non c’è un età precisa per essere giù di morale, insicura, triste. Ci sono dei momenti della vita in cui si è più sensibili di altri e certe situazioni possono avere in noi una risonanza maggiore;  per questo non si deve assolutamente colpevolizzare o sentire di  “non potersi permettere certe cose”. Un primo passo è sicuramente il riconoscere di avere delle difficoltà, di provare certe emozioni, che, da come descrive sembrano essere vissute in modo molto intenso. Importante dare un nome a queste emozioni e soprattutto cominciare ad accettarle in maniera più serena e senza colpevolizzazioni eccessive. Non esiste un’età giusta, ma momenti  particolari, che mi creda, tutti a qualsiasi età possono vivere. L’importante è affrontarli con consapevolezza e calma.  Sarebbe possibile, per quel che riguarda lo stato di nervosismo intraprendere un percorso attraverso tecniche di rilassamento psicocorporeo, come ad esempio il Training autogeno individuale o di gruppo, per ritrovare energia, positività e benessere sia fisico che psicologico.

Resto a disposizione

Un caro saluto

Cara Daniela

molto spesso le difficoltà relazionali sono la parte più evidente e manifesta di nodi irrisolti delle nostre più "antiche" e intime relazioni come quella con i propri genitori e le proprie famiglie di origine. Piacere agli altri potrebbe significare temere di sentirsi soli e per questo aumenta la paura che le persone possano pensare male di noi, giudicarci, provare gelosia proprio per chi temiamo di perdere ( come tu dici per le tue amiche che si confidano con altre ).  Tutto questo può essere ancora più evidente dopo una gravidanza e la nascita di un figlio che porta alla luce dinamiche non affrontate e un grande impegno fisico e psicologico. La difficoltà a respirare di cui parli potrebbe essere un sintomo d' ansia causata anche dal forte senso di responsabilità  che ora senti verso la tua famiglia. 

Posso consigliarti di richiedere un colloquio con uno psicologo psicoterapeuta . A volte bastano anche pochi incontri per attivare un cambiamento e far emergere risorse personali di cui non si conosceva l' esistenza.

cordiali saluti

Cara Daniela,

la prima cosa che mi colpisce di quello che scrive è il modo in cui si attacca, dicendo che "sono cose da bambini" e che non se le può permettere. E questo comporta il fatto che si senta nervosa per questo e che continui a pensarci.

Quindi, così come si sente costantemente giudicata, continua a giudicarsi. Quindi mi sembra che dietro al suo problema di ansia e di tristezza ci sia proprio una forte tendenza a criticarsi che poi proietta sugli altri sentendosi criticata. Inoltre sembra che sia anche ipersensibile al rifiuto e che ogni occasione sociale diventi un modo per confrontarsi con gli altri da cui esce sentendosi non accettata nonostante i suoi sforzi.

Di solito questo dipende dall'essere stata criticata nella sua famiglia d'origine e e va sciolto questo legame col passato percché lei possa imparare prima di tutto ad accettarsi.

Su questo purtroppo non sono in grado di aiutarla via web ma possiamo parlarne in un primo colloquio gratuito nel mio studio.

Buonasera Daniela,

sento una grande fatica da parte sua nel cercare di tenere a bada tante emozioni che fatica a contenere, soprattutto nella misura in cui, peraltro, si giudica negativamente dicendo che non si può permettere di stare così.

Credo che il suo malessere provenga da lontano e vada da lei meglio compreso ed affrontato con  l'aiuto di uno psicoterapeuta; temo, altrimenti, che i sintomi potrebbero aumentare e variare nella loro espressività, ma che lei faticherebbe da sola a trovare una giusta dimensione esistenziale.

Non cada nella trappola del "ce la devo fare da sola"; anche la sua depressione post-partum è un segnale che va ascoltato, anche se ora è passata, ma è anch'essa da non trascurare.

Auguri

Gentile utente,

l'ha seguita qualche psicologo nel periodo difficile del post-partum? E' probabile che questa gravidanza avuta a 39-40 anni e il periodo successivo abbiano esacerbato delle sue fragilità che le consiglio di riguardare assieme ad uno psicologo psicoterapeuta. Sarebbe l'occasione per riconsiderare non solo l'ultimo periodo della sua esistenza ma anche per rafforzare appunto lati deboli della sua personalità e conseguire una migliore qualità di vita. Esistono anche le Terapie Brevi che richiedono un impegno di tempo molto contenuto.

Cordiali saluti

Gentile Daniela,

abitiamo la stessa città e, per questa ragione, immagino non ti sarà difficile trovare il modo di venirmi a trovare. Ho letto le 7 risposte dei colleghi che ti hanno risposto prima di me e non ho potuto notare la consonanza nei loro suggerimenti soprattutto relativamente all'esortazione di volerne parlare a voce con uno psicoterapeuta. Non dubito che, trovato il tempo ed il coraggio di investire un tempo per te stessa, avresti senz'altro modo di risolvere il tuo problema, con grande gioia per te stessa, per il tuo bambino ed in genere per chi ti sta accanto. Non è così difficile, come forse credi, passare dal pianto al sorriso, da uno stato di preoccupazione ansiosa ad uno di serena occupazione. Tutto ciò che ti occorre è vincere la tua residua riluttanza a parlarne. Un primo passo, scrivere in questo sito, lo hai già fatto. Fai il successivo. Ben volentieri ti accorderei un primo colloquio senza impegno economico.

Buongiorno Daniela, dal suo messaggio non ho ben compreso se queste sue insicurezze sono aumentate di intensità in seguito al parto. Noto ad ogni modo che si definisce da sempre un po' "timida" e "gelosa". Il periodo che segue una gravidanza può essere talvolta difficile. Tutte le attenzioni vengono concentrate sul bambino, le donne possono sentirsi spesso isolate e in difficoltà, responsabili di una nuova vita e a volte un po' spaesate. Non bisogna vergognarsi dellle proprie diffivoltà e le sue sofferenze non sono "cose da bambini". Le consiglio di chiedere un aiuto psicologico, un sostegno che possa darle forza in questo momento difficile e, soprattutto, provi a condividere questo suo malessere parlandone con le persone che le stanno accanto (il suo compagno, amici, famigliari). Un caro saluto

Buonasera Daniela.

Premesso che sarebbe necessario fare molte domande per indagare le dinamiche che sottendono al suo disagio e conoscere la sua storia personale proverò a risponderle sulla base di ciò che ha scritto e riportandole qualche esempio statistico.

Tenga presente che successivamente al parto, il 70% delle donne hanno una reazione definiti “baby blues” caratterizzata da malinconia, tristezza, irritabilità ed inquietudine dovuta al drastico cambiamento ormonale e che generalmente scompare dopo una quindicina di giorni. Il fatto che lei indichi una caduta nella disperazione può far pensare che si tratti di depressione post-parto che colpisce dal 10% fino al 30 % delle neomamme e che si protrae per lunghi periodi. Come vede dalle percentuali non è raro che lei provi tali sentimenti e sensazioni fisiche come il dolore al petto e la fatica a respirare, sintomi caratteristici dell'ansia.

Dalle sue parole si può pensare che lei viva un senso di esclusione e/o mancanza di sostegno da parte delle amiche/amici che molto spesso pensando di non aver diritto di interferire o avanzare pretese quando una persona è presa da altri impegni, ad esempio essere mamma di un bimbo piccolo, tendono a farsi da parte ed aspettare che gli vengano fatte richieste esplicite.

Il consiglio è di parlare apertamente del suo disagio e confidarsi con le persone che sente più vicine chiedendogli aiuto. Non è facile seguire quest'intento e per questo le consiglio inoltre di affidarsi ad un professionista con il quale valutare le sue difficoltà e trovare insieme la via più giusta da seguire.

Metta da parte per un attimo l'idea di dover essere forte, queste sono “cose da bambini”. Nessuno di noi può affrontare da solo le pressioni e responsabilità della vita, soprattutto quella di essere genitore ed ancor di più mamma. Ha trovato il coraggio di fare un primo passo facendo questa sua richiesta e le consiglio di continuare ad avere coraggio nel chiedere aiuto. Questo sarebbe una “cosa da grandi”.

Le auguro di trovare tutto l'aiuto di cui necessita, sia da parte di un professionista sia da parte delle persone a lei più care.

Cordiali Saluti

Salve Daniela,

i pensieri e le sensazioni che descrive sono normali e molto frequenti quando c'è un abbassamento del tono dell'umore, anche se non parliamo necessariamente di depressione. Nei momenti in cui l'umore si abbassa, tutti noi diventiamo più sensibili alle critiche, alle separazioni e tendiamo ad attivare un costante rimuginio negativo sulle situazioni che viviamo. Talora dolori fisici e agitazione possono accompagnarsi all'umore negativo.

Le consiglio di rivolgersi ad un terapeuta cognitivo-comportamentale nella sua zona, così da comprendere i fattori che hanno scatenato i sintomi attuali che descrive e trovare insieme strategie specifiche e focalizzate per affrontare questo momento difficile. 

Spero di averla aiutata,

Gentile sig.ra Daniela,

ho letto attentamente ciò che ha scritto approposito questa sua paura del giudizio degli altri e gelosia nei confronti delle amicizie significative. Avrei sicuramente bisogno di più informazioni per poterla aiutare in modo più efficace, ed  il canale preferenziale è sicuramente quello del colloquiop faccia a faccia risetto ad una lettera.

 Deve essere difficile per lei cercare di apparire serena agli occhi degli altri mentre internamente prova un' angoscia così forte daavere da provocarle dolore al petto. E' ammirevole la sua motiivazione a stare meglio per garantire a sua figlia, oltre che a se stessa, la serenità, Alle volte può essere difficile uscire da questi momenti senza l'aiuto di un esperto. Per questo penso  possa essere utile per lei intrapprendere un percorso di psicoterapia. Se lei desidera può contattaremi per un primo colloquio conoscitivo. Cordiali saluti,

Cara Daniela, forse è arrivato il momento in cui dai un significato a queste tue difficoltà, che ora probabilmente si stanno dimostrando per te più fastidiose. Hai avuto la capacità di uscire da un periodo difficile e sicuramente avrai le capacità di trovare quella serenità che cerchi per te e tuo figlio. Forse da sola non sarà facile, ma vanno indagate le cause di questa tua insicurezza, di questo tuo non sentirti adeguata rispetto agli altri. Le emozioni che provi devono essere lasciate uscire e comprese, se impedisci loro di farlo poi possono provocarti quelle sensazioni di angoscia che hai provato oggi. Non vergognarti a chiedere aiuto, in alcuni momenti è necessario per riuscire ad uscire dal dolore. In bocca al lupo,

Gentile Daniela,

le difficoltà che sta attraversando nelle relazioni con  le altre persone possono diventarle più chiare con l’aiuto di uno specialista. Da quello che lei dice nella sua richiesta sembra che una parte del suo problema consista nel non accettare le emozioni che vive (queste  cose non me le posso permettere). In psicoterapia molta parte del lavoro ha come obiettivo quello di esplorare le emozioni e i pensieri collegati alle situazioni che viviamo, così che i meccanismi personali che abbiamo per far fronte alla vita non ci sembrino più estranei e quindi fonte di ulteriore disagio dovuto al sentirsi in balia delle emozioni senza alcuna possibilità di reagire.

Le consiglio di rivolgersi a uno specialista per affrontare i suoi problemi, in modo tale da acquisire una maggiore conoscenza di se stessa, ed una maggiore capacità di fare fronte ad emozioni spiacevoli come quelle descritte.

Saluti.

Salve Daniela!

Il post parto può essere un periodo molto difficile in alcune situazioni, perchè ci cambia la vita e ci mette a dura prova, sia fisicamente che mentalmente. Dopo 2 anni, quando i nostri bambini hanno raggiunto una certa autonomia e capacità di espressione e linguaggio, "separandosi" da noi perchè è quello che il loro sviluppo richiede, ci ritroviamo un pò sole, a fare i conti con noi stesse.

Io credo che in questo momento, lei possa aver bisogno di un sostegno emotivo e non bisogna certo vergognarsi di aver bisogno delle cose e di qualcuno. Nelle amicizie, probabilmente lei investe molto, ma a volte gli amici non sanno e non possono aiutarci. E' molto importante coltivarle e  non isolarsi, ma allo stesso tempo è anche importante guardarsi dentro, piacersi e non essere sempre così vulnerabili alle critiche degli altri.

E' molto importante per suo figlio, che lei sia più serena e abbia la mente più libera per dare più spazio a lui e alle gioie che riesce a darle.  Quando le mamme sono troppo coinvolte nei loro pensieri, ansie , angoscie, timori, sono meno disponibili per i loro figli e non riescono a vederli e viverli pienamente, perchè hanno la mente offuscata da altro materiale! Quindi per amare i nostri figli è importante amare se stesse.

Le cosiglio di rivolgersi ad uno specialista nel suo territorio!

Cordialmente!

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