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Mio marito di 56 anni pecca di un infinita presunzione

dona

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Ho una famiglia che potrebbe essere felicissima, peccato che mio marito 56 anni pecca di un infinita presunzione e questo fa si che io e miei figli veniamo insultati con termini (siete un costo ,sciacalli ,non farete ma niente nella vita .....) Questo non vuol dire che non ci voglia bene anzi ci ama infinitamente ma non riesce a darci tutto quello ci hadato e ci da' senza prima o poi rinfacciarlo anche in maniera violenta. Vi dico questo perche' oggi dopo l'ennesimo non incoraggiamento nei confronti di mio figlio maggiore(25 anni) il piu insicuro dei tre ha fatto le valige per la seconda volta ed e' andato fuori casa senza un lavoro ,che cerchera , a casa della nonna. Non e semplice spiegare quella che e la vera realta scrivendo,posso aggiungere che amo molto mio marito e cerco sempre di fargli capire che sbaglia,ma non sempre ci riesco. Gli altri due mie figli sono arrabbiati con il grande perche e andato via anchevse capiscono che anche lui ha ragione. Ho proposto a mio marito di andare da uno psicologo ma la risposta ve la potete immaginare. Grazie e scusate se non sono stata chiara ma il solo scrivervi mi ha fatto bene!!

14 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Andrea Compiani Piacenza (PC)

Cara Dona, La sua è una situazione certamente non facile. Da quello che scrive è molto probabile che suo marito abbia bisogno una mano da un professionista. La prima cosa che le consiglio di fare è di stare più vicino possibile ai figli che sono rimasti a casa per aiutarli a comprendere il comportamento del padre, che effettivamente non è determinato da loro errori ma da delle difficoltà che ha suo marito. La prima cosa da fare è cercare di fare in modo che i suoi figli non perdano la stima nei confronti di suo marito. Come seconda cosa, cerchi di parlare molto con suo marito, e di fargli vedere quali sono le reali conseguenze delle sue azioni (l’allontanamento dei figli, il disagio che le provoca). Questo non deve servire come arma accusatoria; queste discussioni dovrebbero essere il più possibile pacate ed oggettive, da avviarsi in momenti di calma. Suo marito è probabilmente in una condizione in cui non si rende perfettamente conto delle ferite che sta infliggendo alla sua stessa famiglia. Aiutarlo ad aprire gli occhi su questa realtà, senza accusarlo ma nel sincero tentativo di aiutarlo, serve a fargli prendere coscienza della sua attuale condizione, ed eventualmente accettare un aiuto da uno psicologo.
Gentile Utente, la sua posizione all'interno della dinamica familiare appare davvero delicata e probabilmente causa di una significativa sofferenza anche per lei oltre che per i suoi figli. Come lei riconosce, non è facile descrivere una situazione complessa affidandosi ad uno scritto perciò le domando se non abbia pensato alla possibilità di rivolgersi lei stessa ad uno psicologo: se suo marito non rileva la necessità di un consulto per sé ritenendosi sufficientemente adeguato, lei e i suoi figli rilevate invece un certo malessere e potrebbe essere questo malessere a diventare oggetto di lavoro psicologico per rafforzarvi nell'affrontare un atteggiamento, quello del marito e padre, che sembra difficilmente modificabile. Se lo desidera mi contatti pure, rimango a sua disposizione. Un cordiale saluto,
Buonasera Dona, La sua lettera mi ha fatto riflettere di alcune tematiche che noi psicologi ci troviamo spesso ad affrontare..ciò che vale la pena sottolineare e' che è lei a scriverci e non suo marito, lui non crede di avere un problema e fintanto che sarà così lei non potrà farci molto..se non farsene una ragione, ma mi sembra che questo sia già avvenuto..i suoi figli si faranno da soli un'idea su come "funzionano" le cose e questo, se tutto va bene, li aiuterà a capire cosa vogliono o non vogliono diventare o essere nella loro vita. Le auguro comunque che un giorno anche per suo marito cominci a spirare il vento del cambiamento..o più semplicemente..quella "brezza" che fa si che ognuno di noi sia abbastanza forte da mettersi in discussione. Tanti cari saluti e un abbraccio al figliolo temerario.

Dott.ssa Paola Pioldi Milano (MI)

Gentile signora, con piacere apprendo che il solo scrivere possa aver lenito, almeno un po', il suo dolore. Forse è vero che non è stata "chiara", ma va bene, ha scritto di getto e ha trovato un canale per chiedere aiuto o, più semplicemente, un parere. Se da una parte è normale che tra padre e figli si creino tensioni e provocazioni, dall'altra mi sembra di capire che il "problema" sia suo marito che, forse, non riesce a riconoscere i figli come persone col loro mondo, le loro aspirazioni (anche se non condivisibili) e che lei (mamma) si ritrovi nel ruolo difficile di mediazione. Lei stessa dichiara che la sua potrebbe essere una famiglia serena se il padre fosse meno incapace di tollerare le scelte o il disorientamento dei figlioli. Gli elementi che ho a disposizione sono pochi (es: suo marito è soddisfatto della sua professione?). Dovrei poterle fare domande anche sui suoi figlioli. Comunque, l'aiuto psicologico lo può chiedere per lei, potrebbe aiutarla a gestire meglio la situazione (che mi auguro transitoria) e a riuscire a interrompere una spirale che sembrerebbe essersi creata. Il ruolo di madre è spesso difficile, a volte doloroso, ma anche ricco di soddisfazioni e riconoscimenti. Inizi lei a chiedere aiuto, a cercare di capire come mai si è instaurata una situazione di conflitto tra voi quattro e suo marito: sarebbe un bel passo verso un'eventuale soluzione. Un caro saluto,
Gentile signora, immagino la situazione non facile, pur con tanto amore, che rende i vs figli insicuri (purtroppo sentirsi dire "sei un incapace" porta a credere che sia vero, specialmente quando sono i genitori a dirlo). Immagino anche che a suo marito non piaccia sentirsi dire che SBAGLIA nel trattare così lei e i figli, forse sarebbe più opportuno proporgli di usare parole gentili, proprio perché ama i suoi figli. Forse è l'unico a sostenere economicamente la famiglia e sente questa fatica, questa frustrazione e la esprime in questo modo; gli dica allora che comprende la fatica che lui sicuramete sente. Provi poi a chiedere a suo marito invece quali sono le cose che ama nei suoi figli, qual sono le cose che lo rendono orgoglioso di loro; poi lo inviti a dirlo ai figli, perchè è questo di cui hanno bisogno. E a lui può servire per ricordare ance i lati positivi.Senza recriminazioni. Mi auguro che almeno un pochino questo suggerimento le potrà essere utile.
Gentile utente, credo manchino troppi dettagli per esprimere un parere su quanto ci scrive. Che lavoro fa suo marito? Che accordo c'è stato tra voi in merito a chi doveva accudire casa e figli e chi lavorare fuori casa? Quanto è il peso e lo sforzo economico che suo marito deve sopportare? Cosa fanno o hanno fatto i figli per rendersi autonomi? Se lei ha lavorato fuori casa saprà quanto è impegnativo e spesso stressante. Mantenere 5 persone (compreso se stesso) non è in genere impegno da poco al giorno d'oggi. Suo marito tutttavia potrebbe trovare altri modi per esprimersi, meno offensivi e più efficaci. Uno psicologo potrebbe probabilmente aiutarvi. Se suo marito non vuole andarci ci vada lei, lo psicologo spesso riesce a modificare le situazioni anche per il tramite delle persone che lo consultano.
Gentile signora, se suo marito non ha intenzione di rivolgersi a qualcuno, potreste valutare voi 4 di andare da uno psicoterapeuta familiare, per riuscire ad affrontare meglio la situazione. Non possiamo evitare che piova, ma possiamo cercare di fabbricarci un impermeabile. Saluti
Cara Dona, purtroppo se tuo marito non riesce a capire i suoi errori l'unica cosa da fare è cercare di accettarlo nel suo modo di essere. Ha 56 anni, e credo che in ogni caso sia molto difficile poter intervenire su un modo di fare che si è consolidato negli anni. Quello che potresti fare tu è cercare di ascoltarlo, provare a capire cos'è che lo fa sentire così arrabbiato nei confronti degli altri, così responsabile o così incompreso, forse. Forse è un uomo che è stato poco ascoltato e ora sfoga su di voi la rabbia che ha dentro. Capisco che per i tuoi figli sia molto frustrante essere continuamente sottoposti alle sue critiche e ai suoi attacchi, e forse potresti provare ad accettare le loro scelte, continuando a stargli vicino, ad ascoltarli, a spiegare loro quali sono i motivi per i quali il padre avanza certi atteggiamenti. Già questo potrà aiutarli a stare meglio, se tuo marito non riesce prova tu a renderli più sicuri di loro stessi. Spero di esserti stata d'aiuto.
Cara signora, lei è proprio sicura che suo marito vi ami infinitamente,e che non sia piuttosto un'idea che ha lei stessa di lui? Che cosa significa amare: donare tutto materialmente ma rinfacciarlo tra gli insulti? Io non credo che suo figlio maggiore abbia sbagliato,anzi ha preso proprio l'unica decisione sensata per non soccombere al padre. Non spiega come mai però gli altri due sono arrabbiati.Le ho posto alcune domande che possano offrirle uno spunto per riflettere su quella che mi pare un'idealizzazione del suo matrimonio.
Gent. sig.ra potrebbe servire a lei rivolgersi ad una Psicologa, considerato che suo marito non ne vuol sapere, tipico di chi è sempre convinto di essere dalla parte della ragione. Credo lei abbia bisogno che qualcuno non solo l'ascolti ma l'aiuti in una situazione di difficoltà familiare
Gentile Signora Dona, è stata molto chiara. Le dinamiche famigliari sono sempre complesse soprattutto se si è all'interno e si guarda tutto con gli occhi dell'affetto, dell'amore, del legame. Immagino che suo marito sia un uomo con un carattere forte e da quanto dice un pò burbero. Lei ha già fatto un grande passo, proponendogli un percorso psicologico, forse però suo marito in questo modo fatica ad accettare, in quanto tutto potrebbe sentirsi in colpa e sentire che tutto ricade su di lui come colpa delle difficoltà famigliari. Lei invece da come racconta sembra avere una visione più aperta e riflessiva. Perchè non prova a proporre a suo marito una riflessione su di voi? perchè non proporre una terapia di coppia? spesso in due si riesce meglio ad affrontare le difficoltà. Sono disponibile ad altri chiarimenti eventualmente. Cordiali saluti.
Signora Dona, ritengo che le problematiche della ‘caratteropatia’ (questa una prima ipotesi) di Suo marito stiano divenendo più conflittuali soprattutto ora che il confronto è con il figli ormai grandi!! Credo che la Sua scelta di consultare uno psicologo sia corretta; se lui non accetta provi ad andare solo Lei, per capire alcune dinamiche ed acquisire le adeguate modalità di comportamento e di relazione che possano facilitarLa nel persuadere Suo marito sia ad avere un comportamento e un dialogo familiare più idonei, sia ad accettare un eventuale confronto anche con lo psicologo. La saluto con cordialità
Buongiorno Dona, mi sembra di capire che suo marito sia sempre stato così; il vostro legame affettivo, la sua capacità di riconoscere l'affetto che lui le ha dato è servito a mantenere unita la famiglia. Però mancano molte informazioni che potrebbero aiutare a comprendere la situazione e darle una risposta più precisa. Le lascio le domande che possono aiutarla ad orientarsi meglio oppure magari anche a parlarne lei con uno psicologo/a. Questo atteggiamento "distruttivo" di suo marito è cambiato nel tempo? Lei come ha reagito? In passato i figli hanno sofferto di questa situazione? Tutti nello stesso modo? solo il maggiore? E ora che sono grandi è cambiato qualcosa nel loro relazionarsi con il padre? E poi un'osservazione: suo figlio maggiore non ce la faceva a sopportare quella situazione (e/o altri aspetti?); ha l'età e il desiderio di assumersi la responsabilità della sua vita, ha trovato una soluzione che gli permette di mettersi in gioco nella vita, cercarsi un lavoro e trovare una strada: che male c'è? Perchè non sostenerlo nella sua scelta di autonomia? E magari, nel frattempo, cercare di capire dove ci possono essere brecce nell'atteggiamento di suo marito: suo figlio se ne è andato e lui cosa pensa? E' un male o un bene? E' dispiaciuto, arrabbiato, orgoglioso? Credo di averla delusa: invece che sicurezza le ho aperto altre domande, dubbi e, spero, ... riflessioni! Mi scriva, se vuole.

Dott. Fabio Fagnani Milano (MI)

Gent. Dona, suo marito avrebbe certamente bisogno di un aiuto, in quanto le sue reazioni sembrano essere decisamente eccessive. Tuttavia tenga presente che alcuni limiti e difetti personali possono assumere caratteristiche esasperate dal contesto. La presunzione di suo marito potrebbe cioè essere amplificata da un qualche genere di frustrazione che patisce nella vostra famiglia. L'atteggiamento negativo di suo marito, contemporaneamente, alimenta quello negativo nei propri confronti da parte sua e dei figli. Insomma... si crea un circolo vizioso che si sclerotizza e si rinforza. Senza voler quindi necessariamente cercare chi è la causa primaria, conviene partire da un punto qualsiasi, cioè da se stessi, avendo solo su noi stessi la facoltà di cambiare qualcosa dei nostri atteggiamenti. Spesso poi, anche dall'altra parte (suo marito) può accadere cambi qualcosa. Potrebbe addirittura diventare disponibile a farsi aiutare da uno psicologo. Spero di poterle essere stato d'aiuto, limitatamente a quel posso capire dal suo scritto. Un caro saluto.

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