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Nella mia vita manca l'amore

Francesca

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Ringrazio anticipatamente i dottori che vorranno rispondere . Ho 37 anni e ho vissuto fino ad oggi una vita molto faticosa ove tutto cio' che ho conquistato ( una discreta autostima, autosufficienza economica, un lavoro che mi piace in una citta' che adoro e che ho scelto,una tranquillita' interiore ) sono stati il frutto di tanti lavori fatti su di me attraverso percorsi di psicoterapia, olistici , spirituali e quant'altro . Non certo dovuti agli insegnamenti della mia famiglia, al loro retaggio malato e stantìo e alle problematiche che mi sono ritrovata da affrontare. Nella mia vita di oggi pero' manca qualcosa.Quell'unico piccolo e vitale tassello che rende tutti gli esseri umani davvero completi: l'amore. E' l unica prova della vita che non riesco a fronteggiare a testa alta,perche' per me e' una prova, non e' un piacere . Gli anni di esperienza sul campo mi hanno dato la consapevolezza che oramai sento l'amore diventato come una prova durissima, che solo all inizio mi si presenta come un'affascinante proposta della vita per poi trasformarsi in un vicolo cieco. Impossibile per me viverlo con serenita' , senza perdere tutto cio' che ho conquistato in autonomia tutte le volte che ho potuto ritrovare la mia centratura in assenza del maschio . L'uomo ,come in un incantesimo di dolce ma irreversibile morte disintegra i confini della mia identita', del mio se . Entro in una modalita' relazionale in cui non sento piu me stessa, smetto di esistere e di riconoscere chi sono, quali sono i miei confini e quelli dell'altro, i miei bisogni , le mie esigenze . Mi spersonalizzo e in poco tempo mi ritrovo ,si felice di essere condivisa e di condividere, ma priva di me stessa e del mio centro. Questa e' la migliore delle circostanze se l uomo e' equilibrato ( e mi e' capitato raramente) . Nella peggiore delle circostanze gli uomini che ho incontrato hanno approfittato di questa mia mai dichiarata ma sicuramente percepita ,dinamica di simbiosi emozionale ed energetica . Non ho trovato uno/a psicoterapeuta che mi abbia veramente aiutata a sciogliere o superare questo nodo dolorosissimo della mia vita . E cosi ho scelto di fare a meno dell'amore , ormai da piu di due anni . Mi chiedo : potra' mai essere possibile anche per me essere in grado di amare un uomo senza smettere di amare e onorare la mia vita ogni giorno? Chiedo se c'e' qualche psicoterapeuta che pensa di potermi aiutare concretamente senza farmi spendere anni e anni ( gia' trascorsi in passato) sul lettino psicoanalitico. Grazie Francesca

22 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Francesca, parla di "centratura" ed è questo il teme fondamentale che mi sento di porre in risalta in questo memento.


Appare molto consapevole, dalla descrizione che riporta, della perdita di "autonomia" o "delle conquiste" che con forza ed impegno è riuscita ad ottenere nelle vita, quando si lascia andare ai sentimenti  e condivide il suo spazio con un compagno.

Questa consapevolezza è sicuramente il punto di partenza fondamentale per qualsiasi intervento e percorso.

Il primo passo è riuscire a star bene con se stessa, ad amare quella libertà di...... che solo quando non si condivide la vita con un compagno è possibile sperimentare...il vivere in maniera autentica questa libertà, le consentirà di vivere in maniera autentica la vita di relazione senza perdere la centratura e quella libertà di....

a disposizione

un caro saluto

carissima, ma chi sono quegli psicoterapeuti che ti hanno insegnato queste belle ma inesistenti parole? amore è fusione e annullamento, e se dura poi ti fa ritrovare una nuova te stessa che non può essere staccata dall'altra persona poichè stai amando un altro essere vivente e non sei più sola.

tutto il resto è teoria pura. e soldi che hai buttato in centri olistici e psicologia sterile.

se trovi un compagno sano non devi pensare di onorare la tua vita perchè lo fai amando lui, e lui amando te ti onora. scegli bene, abbi il coraggio di maturare da sola, questo si lo devi fare da sola e non con degli aiutanti, e se sbagli puoi sempre cambiare strada. per amore non si muore diceva una canzoncina...

Gentile Francesca, innanzitutto mi permetta di farle i miei complimenti per la sua bella lettera, e per gli obiettivi che finora è riuscita a raggiungere nella sua vita.

Il mio approccio terapeutico è quello cognitivo-comportamentale. Si tratta di una impostazione che propone un appoccio molto pratico e concreto ai problemi presentati dai pazienti. E’ una psicoterapia breve, orientata al futuro, in cui si cerca di ragionare in termini di raggiungimento progressivo di obiettivi concordati.

Per applicare questa metodologia al suo problema, è necessario per me avere un maggior numero di informazioni sulle sue precedenti relazioni, in modo da capire quali specifici eventi abbiano determinato le sue valutazioni riguardo alle relazioni sentimentali.

Se lo desidera, posso proporLe un primo colloquio gratuito, che servirà a capire meglio come si potrebbe lavorare insieme, e in che modo si profilerebbe un eventuale percorso di terapia.

La ringrazio per la sua attenzione e le porgo i mie più cordiali saluti

Buonasera Francesca,

ho letto la sua lettera con interesse e l'ho trovata densa di dolore e consapevolezza.

Immagino che non sia facile l'idea di ricominciare un nuovo percorso, ma credo che ci sia voglia e necessità da parte sua di lavorare su certi aspetti. Si prenda tempo e spazio per questa scelta.

Se pensa che io possa esserLe utile mi contatti

Saluti,

Gentile Francesca,

penso che potresti riflettere su come hai vissuto questi due anni da single. Come ti sei sentita con te stessa? E cosa ti è mancato, esattamente e nello specifico, di più di te stessa nel corso delle relazioni che hai avuto? E ora cosa, esattamente e concretamente, ti manca di una storia d’amore? A mio parere l’unico modo per non vivere questa spersonalizzazione all’interno di una relazione a due, è quella di sapere esattamente cosa si cerca in tale relazione e su cosa non si è disposti a cedere. Una volta consapevoli di questo è più facile lasciarsi andare con un pizzico di leggerezza e anche di incoscienza… Il fatto di vivere l’amore, per tutti i motivi che spieghi, come una prova durissima, rende difficoltoso vivere la relazione come qualcosa che può aggiungere valore alla tua vita anziché toglierlo. Le relazioni d’amore non sono sempre facili e sono costruite anche con compromessi in cui bisogna saper cedere. La cosa però a mio parere più difficile per persone forti e combattive come te, che si sono conquistate tutto ciò che sono, hanno e fanno, è quella di permettere agli altri di renderle felici anche se non sempre esattamente nel modo in cui vorrebbero.

Buonasera Francesca, Ho letto la Sua domanda, da persona e da professionista mi sento di dirLe che e' possibile amare una persona senza per forza dover rinunciare all'Amore per la propria vita, e' essenziale trovare un equilibrio. Io posso offrirLe il mio supporto, Le dico che il mio modello d'intervento e' di tipo cognitivo, se vuole possiamo vederci per un primo colloquio e poi decidera' se posso essere io il professionista adatto a Lei in questo momento. Cordiali Saluti.

Buongiorno Francesca,

la sua lettera mi colpisce per tanti e tanti aspetti: l'energia che trasmette per una vita conquistata passo dopo passo e insieme la disperazione per la rinuncia all'amore; gli anni di lavoro su di sé, la ricerca dell'amore.... Ma la cosa che mi colpisce di più è il modo in cui si esprime - molto tecnico, profondo - ma insieme un po' distaccato, freddo.

L'amore necessita di libertà, di gioia, di equilibrio, ma anche di un po' di incoscienza, di pazzia, di perdita di sé.

Perdersi per ritrovare la propria e l'altrui autenticità: niente di facile, niente di impossibile. E si può imparare.

Eh! sì, si può imparare a entrare in relazione con l'altro senza perdersi, poi perdersi e ritrovarsi, perdersi senza paura, cedere all'amore.  Ha già fatto molto per sé, ma credo che sia possibile pensare a un percorso di esplorazione di questi aspetti partendo dal lavoro già fatto e affrontando aspetti (forse) mai visti e integrando quelli già conosciuti ed elaborati.

Ho visto che che abita a Milano, se vuole possiamo incontrarci una volta e valutare su quali aspetti sia  possibile  impostare un percorso con obiettivi e e tempi concordati.

A fine maggio terrò un  incontro su "vita da single" in cui tratterò anche questi temi, ingresso libero.

In tutti i casi ....  le auguro di trovare la via per raggiungere il suo obiettivo!

Gentile Francesca,

la sua mi sembra una richiesta accorata e quasi disperata. È possibile che uno psicoterapeuta non riesca a finalizzare il proprio intervento come è vero che non è mai solo e che – come in qualsiasi altro incontro tra essere umani – a ciascuno può accadere di non fidarsi fino in fondo e di non com-prendersi.

Capisco perfettamente lo stato d’animo di chi non trova un benessere totale perché in profonda difficoltà nelle relazioni sentimentali, si ha la sensazione di essere incompleti o addirittura monchi e di essere magari costretti a rassegnarsi ad una vita di solitudine che non ci piace affatto!

Se lo desidera, posso aiutarla ad aiutarsi se non altro fornendole le informazioni che le mancano.

A presto

Cara Francesca,

trovo la tua richiesta più che legittima e devo dire che provo una certa curiosità nei tuoi confronti.

Avverto anche un pizzico di stanchezza e di diffidenza nella nostra categoria?

Tuttavia affermi fin dall’inizio che, attraverso buone dosi di fatica e di dolori, i percorsi che hai fatto ti hanno portata alla conquista di traguardi significativi per te. Parli, infatti, di autonomia, di autosufficienza economica, di un lavoro che ti piace in una città che tu hai scelto e di una tranquillità interiore. E’ importante che evidenzi tutto questo e che oggi tu possa farlo con forza.

Senti comunque che dentro di te vi è un bisogno non ancora soddisfatto. Sottolineo, non ancora.

Un nuovo traguardo da raggiungere.

Mi permetto di dirti che non è un piccolo e vitale tassello ma è un bisogno fondamentale che appartiene a ciascuno di noi. Il bisogno di amare! Che è più importante del bisogno di essere amati.

 Alla tua domanda se sarai in grado di amare un uomo senza smettere di amare te stessa io ti rispondo di si con certezza e con assoluta tranquillità. Ti dico anche che il bisogno di amare non è in antitesi con l’amore verso se stessi e mi sembra di capire che tu abbia bisogno di imparare a rispettare i tuoi confini. Possiamo lavorarci insieme, se vuoi. Io ci sto. Un caro saluto.

Gentile Francesca.

Comprendo, mettendomi, nei suoi panni, il suo disagio per quella che lei descrive come  la “mancanza dell’amore”, che io chiamerei, per comprenderci meglio, la mancanza di una relazione affettiva, discretamente soddisfacente, con un uomo.   Come certamente sa, l’essere umano non può vivere senza mangiare o bere, ma può vivere senza  una relazione affettiva con l’altro sesso. Tutto ciò lo dico, perché nel suo caso il punto che lei deve essere aiutata a chiarire è, a mio avviso, questo:  ha scelto da due anni “di fare a meno dell’amore”, perché effettivamente ha delle difficoltà psicologiche che le impediscono di vivere con sufficiente serenità il rapporto di coppia, oppure perché, magari anche inconsciamente, ha deciso che preferisce non  perdere (come scrive anche lei) tutto quello che ha conquistato in autonomia  “in assenza del maschio”?. In questo ultimo caso, tra l’altro, non sarebbe né la prima, né l’ultima: il mondo è popolato da tantissimi single,  che non soffrono certamente di problemi psicologici, semplicemente hanno fatto una scelta di  vita diversa: anche perché è indubbio che qualsiasi relazione di coppia implica delle rinunce in termini di interessi ed autonomia personale. Per chiarire questo punto credo che le sia necessario una consultazione specialistica con un professionista psicologo. parlo di consultazione, che si può esaurire in un tempo relativamente breve, e non di una psicoterapia  di anni…. Rispetto a chi rivolgersi, conosco e collaboro con un Centro di Milano, che è il Servizio di Psicoterapia Psicoanalitica SPP che offre servizi di elevata qualità a prezzi calmierati. Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti, mi contatti.

Gentilissima Francesca,

ho letto con "passione" la Sua mail piena di tanto lavoro, tanta analisi e tanti sacrifici.

Ritrovo che la definizione che fa di se stessa sembra andare verso l'autonomia più completa e l'amore verso se stessa porta all'interrogativo : "potra' mai essere possibile anche per me essere in grado di amare un uomo senza smettere di amare e onorare la mia vita ogni giorno?"

Bisognerebbe fare un lavoro di bilancio di quello che Lei è diventata: la Sua autosufficienza sembra avere un retrogusto di "difesa" dal dolore forse quello provocato proprio dalla Sua famiglia.. 

Prima di iniziare un percorso è necessario affidarsi all'aiuto del professionista perchè forse anche in quello è prevalsa la Sua autosufficienza.

Ci sono diversi orientamenti di terapia: la psiconalitica è un terapia che fa uso del lettino e prevede una frequenza di sedute settimanali. Ce ne sono altre tra le quali quella di tipo sistemico-relazionale che tratta l'individuo nel contesto familiare di provenienza e mobilita la relazione verso forme nuove di benessere.

Le propongo di leggere la scheda che trova su Wikipedia riguardo le varie scuole di Psiocterapia

http://it.wikipedia.org/wiki/Psicoterapia

Resto in attesa di sapere cosa ne pensa,

buona serata

Cara Francesca

Il tempo dedicato a crescere interiormente le ha regalato delle possibilità in più di vedere, osservare e analizzare gli altri. Ciò significa che ha degli strumenti che la maggior parte della gente non possiede e questa chiave di lettura finisce per essere il limite ad incontrare l'altro. Chi ha analizzato se stesso a volte anche con profondo dolore diviene un giudice severo e inflessibile  quando il confine del territorio  psichico di appartenenza corre il rischio di essere violato. Inoltre dalle sue parole emerge ancora  del risentimento verso la sua famiglia e questo potrebbe essere un indice della necessità  di continuare la propria analisi personale. Ricordi però che  l'amore è un dono degli Dei e che  amare se stesso e rispettarsi, come  Lei ha fatto, è il primo passo verso l'incontro con l'altro.

Buona giornata!

Buon giorno Francesca, sono una psicoterapeuta di orientamento sistemico e quindi nel mio lavoro sono portata ad interpetare i problemi come causati dalle interrelazioni e dai vissuti che esse producono nella psiche umana. le nostre terapie non sono mai infinitamente lunghe e tendono a fare emergere i nodi problematici per poi affrontarli in modo proficuo. Io credo che il suo problema che sembrerebbe di dipendenza nel rapporto con l'altro sesso, tanto da farla annullare nella relazione amorosa, abbio la sua orinine da qualche parte nel suo passato che si dovrebbe indagare.

la esorto quindi a contattarmi per un incontro di conoscenza gratuito,

A presto

Buongiorno Francesca.

Quello che dici è molto importante, perché l’amore, in tutte le sue forme, è un’ emozione che ci accompagna per tutta la vita. Sicuramente vale la pena rimettersi ancora una volta, con la forza e la motivazione che hai tu, alla ricerca della propria identità anche per quanto riguarda questo funzionamento con gli uomini. Come tu già riconosci la simbiosi non può essere una modalità corretta per una relazione affettiva sana e soddisfacente. Per qualunque informazione sul tipo di terapia o appuntamento puoi contattarmi, io ricevo a Milano.

Cordiali saluti

Cara Francesca, il tuo desiderio di amare è molto sano e legittimo, mi sembra un obiettivo di vita e di terapia prezioso ed importante. Brava anche per le cose che ti sei conquistata: la scelta di un posto che ti piace, nel quale vivere, un'autonomia economica e l'amore per te. Nelle relazioni di coppia riemerge il tema dei confini, della fusione e della separazione che tu senti come un punto ancora "aperto" della tua storia. Se vuoi possiamo lavorarci, mi sembra che tu abbia già una buona consapevolezza di te ed un forte desiderio di star bene. Quello che posso fare è guidarti nel conseguire il tuo obiettivo, standoti vicina, aiutandoti a "stare sulle tue gambe" per poi salutarti e lasciarti andare. La terapia, per come la concepisco io, ha l'obiettivo di aiutare la persona a "ri-alzarsi " e prendere consapevolezza delle proprie gambe, delle proprie energie e capacità non è finalizzata a ripetere un legame di dipendenza. Se ti va contattami, per un primo colloquio conoscitivo e gratuito.  Un grande augurio di felicità

L'accezione "l'amore è una prova" (e non il più noto "prova d'amore") è senz'altro singolare, soprattutto per il fatto che una tale visione implica due alternative: il successo (ovvero "prova riuscita") o il fallimento (ovvero "prova non superata"). Forse iniziare a contemplare altre possibili "alternative" a questa dicotomia può essere un primo passo.

Lungi da me affermare che il percorso potrebbe essere semplice (ma essendo avvezza a terapie et similia ben sa che il prefisso "psico" implica notevole dispendio di risorse personali), tuttavia non credo che la cosa possa essere impossibile, soprattutto stante il fatto che - benché si dichiari rassegnata a non concedersi mai il lusso di amare - è comunque su questo sito a chiedere delucidazioni (o un vero e proprio aiuto). Sul percorso psicoanalitico non mi esprimo; certo non è propriamente il mio orientamento, essendo io di formazione dinamica, ma con forti influenze cognitivo-comportamentali.

Un cordiale saluto,

Carissima Francesca,

descrivi con molta profondità la tua situazione, estrapolando in modo molto consapevole quello che è il tuo problema. Parli di "simbiosi emotiva", io credo che la questione sia proprio questa: mantenere il centro su te stessa, mantenere i confini nella relazione, la giusta distanza, non lasciarti travolgere dall'altro fino ad annullarti, trovare il modo per mantenere vivi i tuoi interessi, in tuoi valori, i tuoi bisogni, non perderti mai di vista.

L'unica soluzione e l'unica strada percorribile sembra essere proprio questa: uno sforzo da parte tua a non proiettare sull'altro la tua vita, nè ad assorbire eccessivamente la sua fino a fartene carico e sacrificarti. E questo deve essere un'impegno che tu applichi fin dall'inizio della relazione, altrimenti poi l'altro si adagia in una sorta di limbo che pretende e non dà, e il legame si trasforma in sofferenza per te. L'amore per se stessi è la chiave, tu devi sempre venire prima di tutto, anche dell'altro che ami con tutta te stessa. Forse un professionista della tua zona potrà accompagnarti in questo ulteriore percorso di crescita.

In bocca al lupo

Cara Francesca,

mi pare innanzitutto che lei sia molto consapevole delle sue risorse ed anche di alcuni suoi aspetti che invece non le permettono di vivere serenamente. Probabilmente gli anni che ha fatto di psicoterapia ed altri percorsi che ha citato le sono stati in realtà molto utili per mettere a fuoco tutto ciò che ci ha raccontato. Non è sempre comune avere tanta consapevolezza di sé. Come dice lei le manca un piccolo passo ulteriore, che arriva in seguito alla consapevolezza (non senza fatica naturalmente!): mettere in attuare nella vita reale ciò che sentiamo e comprendiamo a livello emotivo. In effetti lei considera l'amore come una prova anziché un piacere, bè io forse partirei proprio da questo. Forse ormai nella sua mente l'amore è considerato in questo modo, però si rischia appunto di antrare in un circolo vizioso difficile da spezzare da soli: si cerca di “superare” la prova a discapito del piacere, oppure ci si concede ai sentimenti, ma non si supera la prova.

Dato che ha avuto questi due anni di “pausa” in cui lasciar sedimentare alcuni aspetti di cui ha riflettuto nei percorsi ed esperienze fatti, potrebbe provare a parlarne con un nuovo psicoterapeuta, anche per vedere le cose da un punto di vista sempre differente, che poi è ciò che ci da lo stimolo per vivere ogni giorno con passione. Se crede mi contatti pure direttamente tramite il sito. A presto.  

Buongiorno Francesca

dalle sue parole emerge la determinazione nel voler difendere tutti i traguardi raggiunti nella sua vita grazie anche ai percorsi intrapresi, e questo mi fa pensare ud una persona capace di riconoscere il proprio valore e desiderosa di incanalare l'energia nel proprio progetto di vita. A volte però il rapporto di coppia rimette tutto in discussione, perchè non dobbiamo fare i conti solo con il nostro mondo interno, ma con un universo sconosciuto non  controllabile e sull'emergere di Modelli Operativi Interni che rievocano quelli vissuti nella famiglia d'origine. Spesso il conflitto riguarda la polarità dipendenza/autonomia, ed è solo l'integrazione dei due elementi che porta alla "reciprocità" nel rapporto. Quanto della "vecchia Francesca" entra in gioco nell'ambito affettivo?

Un saluto cordiale

Buongiorno, mi sembra che la sua problematica sia collegata al modo in cui conduce la relazione o “ne viene condotta“: sembra che alcune sue dinamiche siano riconducibili a modalità dipendenti di costruzione di un rapporto sentimentale. Potrebbe trarre beneficio dalla revisione di questo stile, cercando invece di improntare la relazione su principi di mutuo e reciproco riconoscimento del valore personale ricordando che la coppia è uno dei tre momenti che si vivono con l'altro: i primi due sono i momenti di LEi e quelli di LUI. Se tutto si esaurisce nella coppia difficilmente si potrà dare prospettiva di vita alla relazione, così come se LUI o LEI prendono dimensioni smisurate: un buon equilibrio fra questi momenti potrebbe essere foriero di benessere. Distinti saluti

Gent.ma Francesca,

Credo che sia possibile ridarLe, dell’amore, una visione diversa: più costruttiva, perché basata sulla reciprocità.

La Sua lettera racconta di una persona molto razionale, lucida, preparata. Molto razionale, oltre che disincantata. E, direi, razionale proprio perché, oramai, si reputa e si sente disincantata.

Allora, ho pensato che ci sia bisogno di ridare spazio alle emozioni, all’emisfero destro del Suo cervello. Senza niente togliere, ovviamente, alla forza e all’importanza dell’emisfero sinistro. Si tratta di creare un dialogo più costruttivo all’interno della Sua persona. E ritengo che le sedute, in cui cercare uno “stato modificato di coscienza” potrebbero esserLe molto utile, per trovare un approccio nuovo, diverso, al tema dell’amore. E mi sembra, leggendoLa, che lei abbia tutte le motivazioni interne per attuare questo percorso interiore.

Con molti ossequi,

Cara Francesca, la sua difficoltà probabilmente e' riconducibile ai suoi vissuti, alle relazioni con i suoi genitori o le figure di accudimento, il suo IO non e' stabile, e' oppresso da vincoli e "chiusure" imposte dal suo contesto. Sarebbe molto importante inoltre poter esplorare i suoi lutti la sua vita, le relazioni che ha avuto, e come ha vissuto l'infanzia. Data la sua giovane età, ritengo abbia tutte le risorse e possibilità per risolvere la sua difficoltà. Se vuole fare un primo colloquio gratuito nel mio studio a Bergamo non esiti a contattarmi,

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