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Verginità, ginecologo, genitori.

Anna

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Salve,
Sono una ragazza di 23 anni.
Il mio problema è che devo fare una visita ginecologica ma i miei genitori o me lo impediscono oppure non mi lasciano la dovuta privacy.
Sono fidanzata con un ragazzo da un po’ di mesi, ho detto a mia madre che lui viene a dormire da me qualche volta (sono fuori sede) e pensavo che il messaggio fosse sottile ma facile da comprendere, insomma, per farle capire che ho rapporti con il mio ragazzo.
Invece mia madre continua a parlarmi soltanto di “visite esterne” e che “io non posso fare la visita interna”.
Devo fare a breve una visita ginecologica (da sola non posso andarci altrimenti l’avrei fatto) e questo ginecologo non è molto bravo a comprendere questo tipo di problema delle ragazze.
Andai una volta e mia madre entrò nella stanza per forza con me, parlò al mio posto e il ginecologo mi mise terribilmente in imbarazzo chiedendomi se dovessi fare la visita interna o esterna. Dissi esterna e persi una visita perché mi sentivo lo sguardo di mia madre addosso.
Ora siamo punto e a capo, devo rifarla, ma mia madre continua a non volermi capire...
mi consigliate di dirle esplicitamente che ormai sono grande ed ho avuto rapporti? Il mio ginecologo non vuole essere complice.
Mio padre ancora peggio... dice che mia madre deve entrare per forza altrimenti “io nascondo qualcosa”.
Sono stanca di questa società...
Grazie in anticipo.

Ps. Nessuno a casa parla di sesso. Non so quale sia il punto di vista dei miei genitori. Non so cosa ne pensa mia madre ed ho paura della reazione.

13 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Anna affrontare il tema della sessualità con i genitori è sempre un argomento delicato, e non in tutte le famiglie se ne riesce a parlare con tranquillità. Sicuramente è importante che tu faccia controlli ginecologici, visto che sessualmente sei attiva....l'unica cosa che ti posso suggerire è di provare un approccio più diretto con tua madre, oppure essendo tu una studente fuori sede trova un nuovo ginecologo dal quale tu possa andare da sola, o magari accompagnata dal tuo ragazzo. Visto l'atteggiamento di tua mamma, è probabile che si arrabbi quando proverari a parlarle o forse no, però si può glissare con un nuovo specialista.... 

Buongiorno,
essendo lei maggiorenne non ha nessun bisogno di autorizzazioni altrui, può decidere autonomamente e nessun ginecologo ha il diritto di rapportarsi a qualcuno che non sia lei, non deve chiedere informazioni e nemmeno “essere complice”: è deontologicamente sbagliato permettere a sua madre di stare in studio con lei senza il suo consenso. Anzi, la presenza di una terza persona deve essere esplicitamente richiesta, non negata; poiché si parte dal presupposto di una visita a quattrocchi.
Le consigliamo di cambiare ginecologo, sfruttando proprio il fatto che è fuori sede, magari andando in un ente pubblico in cui dovrà pagare solo il ticket se il motivo per cui “non può andare da sola” è di tipo economico, dopodiché potrebbe tentare un percorso con uno psicologo esperto in relazioni familiari così da trovare un modo per comunicare efficacemente con la sua famiglia.
Cordialmente

Carissima Anna


che imbarazzo!!


comprendo la tua difficoltà nella situazione che hai descritto, aggravata dai limiti imposti dall’educazione e dal disagio provocato dall’atteggiamento di chiusura dei tuoi genitori legati a una cultura assolutamente non accettabile per la generazione attuale nonché per la tua fascia di età di giovane adulta. 


Molte potrebbero essere le cose sulle quali confrontarsi e comprendere all’interno di un colloquio personale in un setting di consulenza psicologica, argomenti che potrebbero aiutarti a verificare fin dove si spingono i presunti sensi di colpa e la soggezione percepibile dalle tue parole. 


L’indicazione che ritengo utile fornirti 

Cara Anna,


andare dal ginecologo periodicamente è davvero importante per la propria salute.
Capisco sia difficile parlare con i propri genitori di queste tematiche, soprattutto quando i nostri genitori ci considerano ancora la loro "bambina" anche in età adulta e con bisogni da adulta.
Credo sia importante riflettere su cosa le impedisce di prendersi il proprio spazio, e con spazio intendo, la propria privacy. 
Non è necessario che lei condivida con loro le sue idee rispetto al sesso, o il fatto che abbia iniziato ad avere rapporti sessuali, questa è una cosa che può decidere con calma e se se la sente, però può decidere di prendere la sua privacy e di chiedere a sua madre di non entrare con lei la prossima volta che va dal ginecologo spiegando come questa cosa la fa sentire. 
Forse suo padre penserà che ha qualcosa da nascondere è forse sua madre ci rimarrà male sul momento, ma è l'unico modo che lei ha di interrompere questo circolo vizioso per cui i suoi la fanno sentire in colpa (probabilmente inconsciamente)o con qualcosa da nascondere, e  di conseguenza lei fa entrare sua madre dal ginecologo così lei può controllare tutto. Inoltre i suoi genitori non smetteranno di volerle bene perchè lei decide di prendersi la sua privacy a 23 anni, e soprattutto sono adulti, si aspettano che questo momento prima o poi arriverà. 


Se lei è felice di avere una vita sessualmente attiva con il suo ragazzo,non deve necessariamente condividerlo con i suoi genitori, ma solo se si sente 'libera' di farlo. Ma mi raccomando, vada dal ginecologo. Vale davvero la pena mettere a rischio la propria salute per questo?
In bocca al lupo!  

Cara Anna una ragazza di 23 anni può avere tutte  le risorse per affrontare visita ginecologica autonomamente e se ci sono difficoltà economiche puoi rivolgerti ad un centro pubblico vicino casa come un consultorio.Esistono molte soluzioni basta solo cercare la più adatta alle tue esigenze se non senti di condividere le tue scelte intime con i tuoi genitori considerando che potrebbero non capirti. A volte un'educazione restrittiva può portare a certi tipi di tabu',in caso contrario puoi dare un'occhiata alla comunicazione assertiva poiché e' fondamentale la modalita con cui si comunica,  spesso più del contenuto stesso, e accettare in tal caso tutte le reazioni possibili dei tuoi. In bocca al lupo!

Ciao Anna, leggendoti ho la sensazione che i tuoi genitori tendano a voler mantenere un controllo su di te ed abbiano difficoltà a lasciarti gli spazi di autonomia di cui assolutamente necessiti. Sei adulta e sembra che loro non abbiano intenzione per il momento di comprenderlo.


Al di la di questo argomento sarebbe importante approfondire il tipo di rapporto che c è tra te ed i tuoi genitori.


Hai mai provato a tirare fuori tu l argomento sessualità in casa? Anche in modo molto generico per comprendere il loro punto di vista... temi qualche reazione loro specifica?


I ginecologi solitamente chiedono ai genitori di uscire al momento della visita soprattutto alle ragazze maggiorenni... strano che il tuo non l abbia richiesto.


Io comunque ti direi di parlarne apertamente, so che può esser difficile ma è un tuo diritto!


In bocca al lupo

Buongiorno Anna, 


Mi sorge spontanea una domanda: visto che lei abita fuori sede, perché non si rivolge ad un altro ginecologo? Visto che nella sua famiglia il sesso è un argomento out e negato, e visto che lei ha una sessualità adeguata perché non esce lei dal circolo vizioso e fissa un appuntamento con un altro ginecologo?


Cordialmente 


 

La sfera intima di una donna va condivisa con persone scelte e non dovrebbe esserci alcun obbligo. Questo vale anche per la scelta del medico. Forse Lei potrebbe trovare un’amica con la quale parlare della questione e scegliere un ginecologo per le visite. In ogni caso, al di là del problema pratico, mi pare che il suo disagio nasca proprio intorno alla sessualità e l’affermazione del suo essere donna in famiglia. Su questo sarebbe opportuno riflettere. Ogni famiglia ha il proprio equilibrio ma se per un suo membro non è funzionale è necessario rifletterci su.

Gentilissima


A 23 anni è arrivato il momento di prendersi la responsabilità di andare dal ginecologo da sola


 Dato che è una fuori sede, cerchi il nominativo di un ginecologo e ci vada da sola, ne ha il diritto e il dovere verso se stessa. Il suo ragazzo potrebbe offrirle l'eventuale sostegno di cui ha bisogno


Il contesto familiare nel suo caso ostacola la sua libertà ma non è di per sé un limite insormontabile


Cordialmente

Cara Anna,


Tutte le città, e le città universitarie specialmente, hanno dei consultori che offrono visite alle ragazze come te! Ci sono ovunque! E con ginecologhe donne, più spesso!


Digita "consultorio ginecologia Napoli" su Google e avrai solo l'imbarazzo della scelta.


I tuoi genitori son fermi all'altro secolo, non li coinvolgere in fatti che sono tuoi e devono rimanere tali.


Ciao, auguri per gli studi.

Buonasera,


è molto importante che lei prenda le distanze da questa situazione poco sana che la circonda e, anche se comprendo le difficoltà, dovrebbe provare a parlarne liberamente ai suoi genitori.


Fare una visita ginecologica è un suo diritto. Potrebbe rivolgersi ad un consultorio gratuito della sua zona e andare a fare la sua visita tranquillamente senza sua madre.


Rimango a disposizione.


Cordiali Saluti


 

Buongiorno, 


hai 23 anni e non capisco perché non puoi andare da sola a fare una visita ginecologica. Hai scritto che per motivi di studio abiti fuori sede quindi per un visita vai nella città in cui stai studiando. Se non te lo puoi permettere economicamente vai in un consultorio dove troverai senz’altro del personale attento, gentile e qualificato.


Come mai ti senti ancora così ancorata alla famiglia per un problema che senti così personale e del quale non hai bisogno di far riferimento ai tuoi genitori?


Ho capito che hai una forte esigenza di distaccarti almeno per quanto riguarda la sessualità,” problema”tra l’altro mai discusso in casa e, da quello che si può capire, neanche in programma nel futuro di farlo. 


Qual’è la tua vera richiesta? Ti trovi nel dubbio se cominciare a parlarne più liberamente in casa o renderti finalmente autonoma? La tua vera paura?

Che ne dice di valutare l’ipotesi che a 23 anni può essere in grado di fare qualcosa anche da sola? Se tutto questo Le è impossibile, cerchi di valutare un percorso personale che La possa portare ad essere più autonoma e meno condizionata dal giudizio dei suoi genitori in primis, ma probabilmente anche degli altri in secundis...mi auguro di averla aiutata almeno un po’ a farsi qualche domanda...buona giornata e in bocca al lupo!

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