Famiglia e bambini

Quali conseguenze per i figli con un papà lontano?

Francesco

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Salve,
Sto vivendo un periodo davvero buio e cerco risposte e qualcuno che possa aiutarmi.
Sono sposato da 8 anni e ho due figli di 7 e 3 anni, purtroppo il matrimonio non va bene, probabilmente non è mai andato bene e sono tantissimi i momenti di tensione ed entrambi siamo fortemente infelici, ne abbiamo parlato tante volte e la nostra storia è finita da tempo seppure manteniamo un unione nel seguire i figli. Purtroppo si avverte spesso la tensione in casa e sopratutto il figlio grande ormai capisce benissimo la situazione e più volte ci ha chiesto di non litigare e vedo nei suoi stati d'animo che qualcosa non va, come se i segni di queste tensioni si riflettano, è spesso nervoso e molto sensibile, piange al minimo rimprovero anche se bonario.
Ho lavorato lontano da casa per qualche tempo e poi son ritornato ma la situazione è ancor peggio di prima perchè a questo si è unito il voler tornare a lavorare dove ero prima e tornerei anche domani. L'unica cosa che mi ferma è la paura che i figli possano crescere male senza me, che soprattutto in età adolescenziale possano andare fuori controllo, o che cmq possano avere bisogno urgente di me e io per lontananza non potessi aiutarli, Allo stesso tempo, qui, cosi, io non sto bene, sento di entrare in un vortice di depressione che peggiora se solo guardo al futuro e penso ad una vita intera cosi.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Francesco, 


il processo separativo per i figli e per i genitori è un momento molto delicato e spesso sofferente per tutti. Ricreare un buon clima familiare e una buona comunicazione tra coniugi può aiutare. A voi genitori vi è il compito arduo e difficile di separarvi come coppia ma rimanere uniti sul piano genitoriale. I figli assorbono le tensioni e sono molto attenti a ciò che accade nella loro famiglia. Poter spiegare loro cosa succede tra voi genitori riduce la confusione e permette ai bambini di comprendere meglio.  Le consiglio tuttavia un percorso di terapia di coppia dove potreste farvi aiutare da un professionista a superare questa fase di passaggio così importante anche nell'ottica di preservare il vostro benessere psicologico e quello dei vostri figli.


Saluti,


dott.ssa Deborah Feleppa 

Si percepisce molta sofferenza nelle sue parole, in quello che descrive dei suoi sentimenti e delle sue paure. La sua domanda, almeno implicita, mi sembra sia come l’espressione di un trovarsi ad un bivio, una biforcazione di strade e non sapere cosa fare, che sentiero intraprendere. Mi suscita un sentimento di sospensione, non so quanto senta lei e come tale sensazione. Certamente lei sa, perché lo dice bene, che qualsiasi situazione implica della sofferenza, dei disagi non solo organizzativi ma anche affettivi. È una percezione molto realista la sua, rispetto alla sua preoccupazione di non far mancare il suo appoggio e il suo affetto ai figli, soprattutto in un momento di crescita importante. Certamente occorre sapere che ogni scelta ha un impatto sui figli, anche se si possono prendere decisioni importanti tenendo conto di questo. Credo che possa confrontarsi con qualcuno, magari nella sua zona, potrebbe aiutarla a mettere i pezzi del puzzle al loro posto. Oppure scegliere un consulto a distanza, che in questo periodo è utilizzato anche da coloro che vivono nella stessa zona. Le auguro di trovare una ‘direzione’ verso cui tendere per trovare innanzitutto lei serenità e equilibrio.


Cordiali saluti


Dott.ssa Arpaia

La risposta alla domanda:"meglio separarsi o tenere duro e sacrificarsi per il bene dei figli al fine di garantire loro un contesto di crescita stabile sia pur imperfetto?" non può avere una risposta univoca. Dipende dalla situazione, dalla coppia, dai valori che i genitori vogliono trasmettere ai propri figli, ecc. Le prime domande da porsi quindi potrebbero essere proprio queste: "Che esempio voglio rappresentare per i miei figli?","Che concetto voglio passare dell'amore tra uomo e donna?". E infine: "Che padre voglio essere per loro?".


Mettere al mondo dei figli è un atto di grande responsabilità verso chi non può scegliere e avrebbe diritto a tutte le condizioni migliori per crescere sereno, ma a volte le cose non vanno come le avevamo immaginate o come vorremmo.


La separazione genitoriale rappresenta per i figli sempre un evento doloroso e destabilizzante, ma se gestito con la giusta attenzione è probabilmente emotivamente meno dannoso di un contesto familiare di malessere psicologico o, peggio ancora, di conflittualità. Certamente vale la pena di tentare il tutto e per tutto per rimettere insieme le cose, magari con l'aiuto di un professionista, ma se ci si rende conto che la propria relazione di coppia è irrimediabilmente giunta al termine, anche avere il coraggio di chiuderla e avviarsi verso una nuova fase della propria vita può essere un gesto di responsabilità.


I figli hanno bisogno di saper che i genitori ci sono nonostante tutto e ci saranno sempre, seppur con modalità diverse rispetto a prima. Anche da lontano lei potrebbe essere presente quotidianamente nella vita dei suoi figli con mezzi diversi: messaggi, foto, mail, videochiamate e ovviamente regolari incontri programmati. Non sarebbe nè semplice nè immediato, ma se ben gestito, col tempo il dolore per la separazione potrebbe essere compensato dalla presenza di un padre più sereno e stabile, magari un modello più positivo di quanto poteva essere rimanendo in famiglia. In bocca al lupo per tutto!

Buongiorno Francesco, sono la Dott.ssa Alessandra Broglio. Ho letto la sua richiesta. Sicuramente non è una situazione facile la vostra. Se tra voi la situazione non è davvero più recuperabile, non vi amate e avete già fatto tutti i tentativi del caso per la vostra relazione, allora, per il benessere di tutti staccarsi sarebbe la cosa migliore. Certo è che andare lontano perennemente dai figli forse creerebbe un ulteriore disagio ai figli, che comunque sono ancora piccoli. Bisognerebbe capire meglio dove andrebbe a lavorare e come si potrebbe organizzare per vederli almeno nel weekend. Purtroppo i dati da lei forniti non sono molti e sarebbe opportuno parlarne a voce. Io lavoro online se fosse interessato per un colloquio. Ricordi che comunque tutti i problemi si possono risolvere. Rimanere statici peggiora l'umore. Bisogna affrontare la situazione con calma e dandosi il tempo necessario. Mi spiace non poterle dare più consigli, ma ho bisogno di informazioni più precise.


Grazie. Alessandra


 

I figli hanno bisogno di stabilità e l'ideale è una famiglia unita. Ma spesso questo non è possibile. Ma che i due genitori vivano sotto lo stesso tetto, per quanto desiderabile, non è necessario. Ciò che è fondamentale, invece, è che ognuno dei due continui a fare il buon padre e la buona madre anche se separati. I figli devono continuare a poter contare su un buon padre e una buona madre anche se non vivono più insieme. Meglio separarsi e acquistare tranquillità e serenità piuttosto che creare un clima ansiogeno dannoso per i figli i quali sicuramente avvertono l'insoddisfazione e le tensioni dei grandi, come, del resto, lei stesso sottolinea. Dopo qualche difficoltà iniziale dovuta al cambiamento, i figli si adattano alla nuova situazione, anzi potranno coglierne anche qualche elemento vantaggioso. La cosa importante però è che ci si separi senza conflitti e litigiosità, il che non sempre è facile

Gentile Francesco,


purtroppo la paura non è mai una buona consigliera. Numerosi studi oramai concordano sul fatto che la tensione famigliare e i continui litigi tra i genitori di fatto possono generare nei figli un peggiore malessere rispetto ad una separazione ben gestita. I ruoli di padre e madre non sono confinati ad una mera presenza fisica, bensì alla capacità di instaurare una pratica di comunicazione autentica in grado di sostenere il ruolo educativo. Non è possibile prevedere il futuro, tuttavia un presente caratterizzato dal timore di cadere in un "vortice di depressione" può essere solo deleterio per tutti i componenti del nucleo. Le suggerirei di reperire informazioni sulla Pratica Collaborativa, un metodo non-conflittuale di separazione/divorzio in cui tutto il nucleo famigliare può contare sul supporto di un team multidisciplinare che cura tutti gli aspetti (compreso quello emotivo) della famiglia durante la sua transizione. Se volesse invece tentare ancora di preservare il suo matrimonio, forse potreste tentare di rivolgervi ad una buona terapeuta di coppia.


Cordiali Saluti,


Dott.ssa Valentina Zanon

I figli sentono le tensioni, il clima emotivo che si respira a casa e questo a loro non fa bene così come neanche vivere un genitore a distanza. In modo particolare il bambino di tre non è cognitivamente in grado di gestire la distanza di un genitore. Quindi se lei dovesse decidere di andarsene a vivere lontano da loro le conseguenze sono inevitabili: non si potrà compensare totalmente con la telefonata di rito alla sera; bambini fanno fatica a gestirle. Avete provato un percorso di coppia per vedere cosa c'è che non va fra di voi? Se sua moglie non vuole intraprenderlo, lo faccia lei. Veda di analizzare se stesso e di tirar fuori tutto l'amore per sè, per i figli, per la vita in generale. Cerchi di vedere cosa c'è di buono, di valorizzare gli aspetti positivi che sono presenti. Si dia la possibilità di rinascere dentro. Stia concentrato sul presente.

Gentile Francesco,


i suoi dubbi sono leciti e le domande che si pone sono quelle di un buon padre che si preoccupa sinceramente per la propria famiglia, oltre che per il proprio benessere. 

Lei parla di un matrimonio che non va bene, di una storia ormai finita e di frequenti tensioni ma si rimane comunque sempre genitori e in questi casi di crisi coniugale la presenza di figli complessifica fortemente i processi decisionali. 


Le soluzioni percorribili possono essere tante, bisognerebbe però prima capire meglio quali sono i suoi/vostri obiettivi (e probabilmente anche capire cosa si vuole veramente è già un primo obiettivo!).
Ma è bene aggiungere che spesso ciò non basta nemmeno e che servono poi tanta forza e tante energie per mettere in atto un cambiamento e mantenerlo a sufficienza.


A volte da soli si fa fatica a dirimere ogni dubbio, ha mai pensato ad un percorso di supporto?


Resto a sua disposizione e le auguro ogni bene. 


Dott.ssa Vitalba Genna 

Caro Francesco


I figli respirano a pieni polmoni le difficoltà della coppia genitoriale, vivono con voi e percepiscono le vostre tensioni, per quanto si possano celare esse emergono e trapelano dagli sguardi e dai gesti. Dalle sue parole mi sembra di capire che il malessere che descrive riguarda lei quanto sua moglie, il dialogo sincero senza accuse è importante in una coppia, state già sperimentando quanto la tristezza che provate coinvolge anche i vostri ragazzi. Ci sono tanti modi di allontanarsi, se lo si fa in modo sano, chiaro e con un’apertura al dialogo si possono trovare tante alternative condivise e mediate insieme, senza per questo perdere la funzione di punto di riferimento per i suoi figli. Ciò che mi sento di consigliarle è il dialogo, i ragazzi spesso ci sorprendono.


Buona fortuna

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