Ansia

Come distinguere l'ansia temporanea da un malessere più profondo?

Beatrice

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Salve, mi chiamo Beatrice e ho 26 anni.
Da un paio d'anni soffro ciclicamente di episodi d'ansia caratterizzati da tachicardia, crisi di pianto e un malessere profondo al pensiero delle mie prospettive future, che mi paiono grigie e senza valore.
Queste crisi compaiono più frequentemente a ridosso di eventi quali esami universitari o confronti con altre persone, ma talvolta nascono dal nulla e si protraggono per giorni.
Tutto ciò è debilitante perché non riesco ad essere costante nello studio, nell'umore e nelle relazioni.
Vorrei dunque chiedere consiglio su come gestire tutto ciò, se si ritiene utile un percorso da uno psicologo o se "è un periodo" in cui passano tutti

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Beatrice, episodi con picchi di ansia così prorompenti spesso fanno ipotizzare la presenza di una cosiddetta struttura ansiosa.


In genere oltre alla tachicardia si presentano episodi caratterizzati dalla sensazione di peso al petto con difficoltà nel respirare, frequenti emicranie di natura tensiva oltre alla difficoltà a mantenere costanti e rigeneranti i ritmi del sonno, con difficoltà nell'addormentamento e/o risvegli notturni.


Se questo è il suo caso mi può contattare all'indirizzo info@igorguidotti.it per fissare un appuntamento online su Skype e sarò lieto di passarle specifiche tecniche da applicare quotidianamente per migliorare la situazione.


Colgo l'occasione per porgerle cordiali saluti


Dott. Igor Guidotti

Gentile Beatrice, l'ansia  è una reazione che può essere fisiologica, o persino utile in alcune circostanze della vita ed effettivamente sperimentarla qualche volta non è di per sé patologico. Se tuttavia si ripresenta ciclicamente, o ci invade ogni volta che dobbiamo compiere dei passaggi, è bene cercare di comprendere  cosa la determini, quale sia la sua origine e il suo significato. Per ogni persona è diverso. Nel suo caso appare associata a sentimenti di sfiducia e sembra crearle disturbi di una certa intensità. Sarebbe quindi consigliabile che cercasse un aiuto psicologico  per capire quale sia il percorso a lei più idoneo per affrontare il  problema. 


Se desidera altri chiarimenti sono disponibile attraverso l'apposito modulo dei contatti.


Molti auguri per il suo percorso 

Buongiorno Beatrice, la tachicardia che riferisce può essere un segnale di un problema legato all’ansia ma c’è una notizia positiva: l’ ansia se non eccessiva è solo un primo segnale e una spinta ad essere pronti per affrontare una situazione o una prestazione. Il fatto che lei la noti e la prenda in considerazione è un’ ottima partenza. Il fatto però che perduri da due anni e sia associata anche a pianto e malessere profondo può sì essere un momento di passaggio aggravato anche dal contesto difficile che si è creato con la pandemia o può indicare una stanchezza protratta che può avere diverse origini e motivazioni. Le consiglierei di non trascurare il segnale ora che l’ha colto e di chiedere una consulenza psicologica anche solo per farsi un’idea più chiara dei pensieri che potrebbero appesantirla e che potrebbe non essere sempre brava ad individuare. Se dovesse vergognarsi a chiedere un appuntamento da uno psicologo provi a chiedere un consiglio al suo medico di base prima. Un caro saluto, Barbara Valente

Buongiorno


Innanzitutto per distinguere tra ansia persistente e temporanea sarebbe necessario sapere per quanto tempo durano questi momenti di ansia e quante volte in una settimana insorgono questi fenomeni, inoltre serve capire se riesce a dare gli esami, uscire con amici e parlarne con persone a lei vicino. Riesce a confidarsi con genitori o amici? Questo le e' di supporto e aiuto? Se così non fosse penserei alla possibilità di intraprendere un percorso personale per affrontare queste difficoltà


 


 

Salve Beatrice,


proverò a risponderle partendo dalla fine della sua lettera.


Lei chiede se è utile un percorso psicologico per essere sostenuta in questo momento di difficoltà e la mia risposta è affermativa: lo penso più che altro per evitare che queste manifestazioni di ansia diventino croniche o anche solo per acquisire qualche "strumento" in più di gestione dell'ansia. Aggiungo però che data la sua età (credo che lei si stia avvicinando alla fine del percorso universitario) lei stia vivendo un momento critico molto comune: si prospetta all'orizzonte la fine del percorso di studi, l'inizio della vita lavorativa, un ennesimo cambiamento e l'ennesimo momento di "passaggio" ad una nuova fase della vita. Direi che molti giovani adulti vivono questo passaggio con una certa ansia e preoccupazione, per cui potrebbe essere un momento di passaggio.


Se ha piacere di approfondire anche solo con uno o qualche colloquio (senza la pretesa di proporle un percorso più impegnativo), anche per capire un po' meglio la sua situazione, mi contatti pure, effettuo anche consulenze online. A volte basta poco per chiarirsi un po' le idee e per stare un po' meglio. (Sono specializzata in problematiche correlate ad ansia e stress ed ho sostenuto diverse persone della sua età nella fase di passaggio all'età adulta) 


Un caro saluto


Dott.ssa Cristina Bozzato

Gentile Beatrice,


da come descrive la sua difficoltà sembrerebbe aver sede nel suo profondo. Non si deve giudicare e non se ne deve fare una colpa.


Gli attacchi di panico possono avvenire quando si "accumulano" aspetti di vita importanti, paure, non si è riusciti ad avere un confronto ed una vita "facile" verso alcuni eventi (come può essere un voto, il mettersi alla prova, il dover decidere "da soli", ecc.).


Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia individuale dove poter osservare meglio, in un luogo protetto, senza giudizio e coperto dal segreto professionale queste sue sofferenze, indagando maggiormente cosa accade prima o nei giorni precedenti a questi attacchi, come reagisce il corpo, i pensieri, le emozioni e piano piano essere supportata ad una maggiore consapevolezza, conoscenza ed eventuali tecniche da "mettere in campo" per "controllare" l'ansia.


Si potrebbe, eventualmente, anche considerare l'uso della Mindfulness per conoscere meglio la reazione del suo corpo e per riuscire a "far volare via" alcuni pensieri che talvolta destabilizzano la nostra serenità: https://www.psicoterapiacioccatorino.it/autocontrollo-per-vivere-piu-sereni/


Le copio un articolo scritto da me proprio in riferimento a quando può essere utile andare da uno psicologo: https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/


La psicoterapia in questo momento storico si può fare sia in presenza sia in modalità online, essendo una professione che rientra in aspetti sanitari e di benessere personale. Se dovessimo, quindi, ritornare in zona rossa lei non avrebbe problemi a valutare le due modalità.


Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive o eventuali domande.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Salve Beatrice, da quello che scrive sembrerebbe essere un problema relativo alla sfera dell 'umore. Per quanto riguarda se è un periodo che passa, appunto, se fossi in Lei mi prenderei ancora del tempo.... Se poi non dovesse passare se posso aiutarla mi farebbe piacere e se lo faroò sarà in un tempo breve da 5 a 10 sedute al massimo. Cristiano Grandi Psicoterapeuta Strategico. Cordiali saluti

Cara Beatrice


ti consiglierei di poter chiedere aiuto ad un psicologo, in quanto manifesti un disagio, che seppur ciclico, permane poi nel tempo e crea in te ansia e difficoltà. Rivolgiti ad una figura professionale, che ti aiuti a comprendere cosa accade e che possa darti strategie per gestire momenti critici. Questo perchè esprimi di non riuscire ad essere costante nelle relazioni, nell'umore e nello studio. Cerca di comprendere cosa accade, per poter poi affrontare nel migliore dei modi situazioni esterne. 


ti auguro buona fortuna


Dott.ssa Elisa Danza

Salve Beatrice,


l'ansia, oltre che un sintomo, è considerato un "segnale d'allarme" che la nostra mente ci invia per avvisarci che c'è qualcosa di importante di cui dobbiamo occuparci e che riguarda il nostro mondo interno. Lei dice che ormai è due anni che soffre di episodi d'ansia e che a tutt'oggi non è riuscita a farvi fronte: credo che sia questa un po' la discriminante, e cioè il fatto che dopo tutto questo tempo, questo "segnale d'allarme" continua a ripresentarsi senza che lei riesca a trovarvi soluzione.


Potrebbe fare alcuni colloqui esplorativi, per capire da dove potrebbe provenire questo malessere e poi decidere insieme al terapeuta se è necessario un percorso.


Un caro saluto


Antonella Internò

Buongiorno Beatrice,


da quanto riporta nel suo messaggio penso possa esserle utile comprendere come mai questi stati di ansia si manifestano prevalentemente a ridosso di specifici eventi. Molti passano attraverso stati d'ansia di questo tipo. Prima di affermare della necessità di un percorso penso si debba comprendere meglio i significati soggettivi che attivano l'ansia. Questo percorso di comprensione potrebbe essere svolto con l'aiuto di un professionista.

Cara Beatrice, quest'assenza di prospettiva purtroppo la riscontro in molti pazienti giovani come lei, è un vuoto di senso legato al periodo storico che stiamo vivendo, al punto che sarà il tema che affronterò in un prossimo convegno in cui sarò relatore il 27 marzo. Una ritaratura delle proprie aspettative e dei propri obiettivi è quantomai utile, con l'aiuto di uno psicologo, per mettere a fuoco i suoi reali desideri. Resto a disposizione anche attraverso sedute online. Un caro saluto

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