Ansia

E' solo un fatto di pressione bassa o un certo tipo di claustrofobia?

Jessica

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Buongiorno, sono una ragazza di 24 anni è da tanto che volevo chiedere un parere ma non sapevo a chi rivolgermi. Io sono sempre stata molto timida e soffro di una lieve claustrofobia ma nonostante ciò non ho quasi mai problemi a prendere l'ascensore. A volte quando mi trovo in mezzo ad una folla e devo stare in piedi, come per concerti o discoteche (sia all'aperto che al chiuso) inizio ad avere caldo, sudare, il cuore mi batte forte e se non trovo un posto lontano dalla folla dove sedermi inizio a vedere tutto nero e svenire. Non capisco se è solo un fatto di pressione bassa o un certo tipo di claustrofobia. Spero mi possiate dare un chiarimento, grazie mille.

11 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Stefano Galeotti Bologna (BO)

Salve, 

Se la pressione è tendenzialmente bassa, cosa accertabile con una semplice visita medica con relativa misurazione, potrebbe portare sintomi simili a quelli descritti. Normalmente, però, la sintomatologia non è circoscritta alle situazioni indicate, ma, anzi generalizzata.

Da quanto detto il tuo mi sembra, invece, un caso di agorafobia (paura degli spazi affollati/aperti/ampi) molto comune e anche trattabile con un intervento psicoterapico mirato e breve.

Cordialità

Dott.ssa Olivera Ortu Sassari (SS)

Buongiorno,

la sintomatologia sembra chiara, ma bisogna conoscere i suoi pensieri e considerazioni riguardo alla situazione, soprattutto se è presente la paura che accada prima di recarsi in discoteca o a un concerto, osservi attentamente se questo pensiero si verifica prima della situazione o è una considerazione a posteriori. Un'altra domanda: è mai realmente svenuta?

Saluti

Ciao Jessica, 

ti stai chiedendo se il fatto di stare male in determinate circostanze (concerti o discoteche) dove ti capita di stare in piedi in mezzo a tanta gente, è dovuto a causa organica (medica) o di tipo psicologico. Per fare questa discriminazione, indaga i pensieri che ti fai nel momento immediatamente precedente ai tuoi sintomi fisici (inizi a sudare, battito accelerato..) e a cosa senti a livello emotivo…questo ti può dare un primo indice se quello che ti succede è di natura psicologica. Rimango a tua disposizione per ulteriori chiarimenti.

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve per rispondere alle sue domande dovrei conoscerla ed iniziare con lei un percorso di terapia, ma anche se dovesse accadere, non avrei le risposte alle sue domande, nel senso che per fare diagnosi e restituirla alla persona che si domanda come lei che cosa ho? ci vuole tempo e più di un incontro. Inoltre se si inizia un percorso terapeutico le situazioni possono cambiare e da un problema per il quale si inizia, se ne può scoprire altri o scoprire che ci si era fatti un'idea sul proprio problema che non era come noi l'abbia vissuto e nominato. Quello che posso dirle è di rivolgersi ad un collega nella sua città e di parlarne privatamente con lui/lei ed insieme capire cosa le succede e decidere per un percorso terapeutico che possa aiutarla a dare risposte alle sue domande. Spero di esserle stata utile, cordiali saluti. 

Buonasera Jessica,

innanzitutto mi congratulo per il coraggio nell' aver chiesto parere su un tema personale e delicato. 

Da quello che scrive mi sembra un problema di ansia legato a specifiche situazioni sociali. Per avere un quadro chiaro della situazione, Le consiglerei di rivolgersi al medico di base per approfondire la sua situazione medica, e verificare se esiste un qualche fattore fisico che influisca sulla sintomatologia. 

Contestualmente, contatterei lo psicologo per pensare insieme a degli incontri per comprendere la natura del suo disagio, come limitarlo e vivere serenamente. Le difficoltà legate all'ansia sono affrontabili, attraverso percorsi psicologici di conoscenza e presa di consapevolezza delle cause e delle circostanze che innescano i sintomi. Abbia fiducia!

Con l'occasione Le faccio i miei migliori auguri di buon anno.

Dott. Martino Miccoli Firenze (FI)

Buon pomeriggio Jessica,

non sono sicuro che si tratti di pressione bassa. Le situazioni che descrivi ed i tuoi sintomi mi fanno pensare che sarebbe utile approfondire meglio il discorso con uno psicoterapeuta, che potrebbe anche aiutarti ad identificare di cosa si tratta ed escludere altro.

Nello specifico quello che descrivi mi fa pensare alla sfera dell'ansia e delle fobie ma non credo tu soffra di claustrofobia (paura degli spazi chiusi), è per questo che in ascensore ci vai quasi sempre senza problemi. Somiglia di più all'Agorafobia che di solito si accompagna al disturbo di panico. 

L'agorafobia è la paura e ansia di trovarsi in situazioni da cui la fuga o via di uscita potrebbe essere difficile o imbarazzante, oppure in situazioni in cui sarebbe difficile essere soccorsi in caso di malessere. Questa paura può dare inizio a sintomi come quelli di cui hai parlato e portare la persona ad evitare tutte quelle situazioni che le procurano tale tipo di disagio.

Per poter capire bene cosa ti sta accadendo ti suggerisco di prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta della tua zona. Se hai bisogno di altre indicazioni scrivimi pure.

Dott. Marco Palumbo Modena (MO)

Gentile Jessica,

Immagino possa sentirsi spaesata e infastidita dalla presenza di quei sintomi. Ciò che riferisce può essere dovuto sia a una problematica di tipo ansioso sia a una condizione medica di ipotensione. Le consiglio di rivolgersi al suo medico di base in modo da valutare se ci possano essere problemi di pressione bassa. In caso negativo potrebbe potenzialmente trattarsi di una sintomatologia ansiosa trattabile a livello psicologico con un percorso focalizzato sulla gestione dell'ansia. 

In ogni caso le 2 condizioni potrebbero presentarsi insieme e l'una non esclude l'altra. Soffrire di pressione bassa e avere inoltre una ipotetica problematica ansiosa non aiuta la gestione di nessuno dei due problemi, anzi li peggiora entrambi. 

Nella speranza di esserle stato d'aiuto, resto a disposizione per eventuali necessità

Cara Jessica,

per il modo in cui descrive gli eventi mi pare che le sue difficoltà siano più psicologiche: agorafobiche associate a forti attacchi di ansia e/o panico. Naturalmente ogni causa medica va sempre esclusa , tuttavia le sue sensazioni sembrano legate a specifici eventi e dunque è più probabile che le sue difficoltà siano psicologiche. Le consiglio un consulto psicologico ed eventualmente un trattamento psicoterapico laddove il collega lo ritenga necessario. È importante infatti comprendere assieme ad un terapeuta quali siano le ragioni sottostanti e intervenire prontamente tanto più che lei riferisce di un lieve disagio che al momento non è invalidante, pertanto la prevenzione del suo stato di benessere è fondamentale affinché lei possa vivere le situazioni sociali e di vita quotidiana con serenità e leggerezza. Molti auguri di buon anno

Dott. Lorenzo Morini Modena (MO)

Buongiorno Jessica, la descrizione dei sintomi che lei racconta e delle situazioni in cui li inserisce fanno pensare a una fobia ma, secondo me, più a una agorafobia che a una claustrofobia. In realtà oggi si tende a considerare sia la claustrofobia (paura degli spazi chiusi e della costrizione) sia l'agorafobia (paura degli spazi aperti e della presenza di tante persone) come due espressioni fobiche simili senza tutte le differenze che venivano sottolineate in passato. I significati profondi delle fobie rimandano a un problema di libertà. Libertà di sentirsi bene, di sentirsi accettati, di sentirsi apprezzati, ecc. Quando non c'è questa sensazione di libertà e anzi il soggetto sente di non essere all'altezza delle richieste che la vita gli propone o teme di non esserlo un sintomo  frequente è la fobia che si può manifestare in mille modi ma che da quasi sempre i sintomi fisici che lei ha descritto (sudorazione, senso di mancamento, tachicardia ecc.). Un modo per affrontare queste situazioni è la psicoterapia. Un percorso dove andare a capire come è nata quella certa idea di sè che la fa sentire inadeguata e che di conseguenza le provoca delle somatizzazioni che non sono altro che un altro modo della nostra mente inconscia di dirci che c'è qualcosa che non va. Cordiali saluti

 

Dott. Roberto Lugli Reggio Emilia (RE)

Gentile Jessica, per la pressione ha sentito il parere del suo medico? Cosa le dice? Da un punto di vista psicologico é possibile si tratti di una forma di fobia, ma servirebbe una diagnosi più accurata. Anche se fosse così, sappia che esistono tecniche in questi casi molto efficaci e strategiche, tuttosommato anche piuttosto brevi. Le auguro di godersi pienamente presto i suoi concerti. 

 

 

Buongiorno Jessica,

Mi chiamo Federica Laise, sono una psicologa e lavoro a Modena.

Prima di tutto le rimando che il problema da lei riportato può capitare a molte persone, soprattutto in situazioni molto affollate e stressanti. Vedo che lei comunque già è in grado di riconoscere i segnali che il suo corpo le manda e di agire di conseguenza, prendendosi cura di sé.

Il malessere da lei descritto potrebbe essere sia di natura fisica sia di natura psicologica. Per completezza potrebbe essere utile parlarne con il suo medico di base ed eventualmente fare gli esami e accertamenti necessari.

Per quanto riguarda l'aspetto psicologico, lo stato da lei descritto potrebbe anche essere associato ad un disturbo o ad uno stato d'ansia, ma per comprendere in modo approfondito la sua situazione sarebbe importante analizzare la sua storia, da quanto tempo vive questo tipo di malessere e se ci sono in questo momento particolari situazioni della sua vita che possano essere per lei fonte di stress o disagio.

Da un punto di vista terapeutico, potrebbe essere molto utile poter rispondere a questi quesiti e indagare in che modo, secondo lei, la sua timidezza può entrare in relazione con questi momenti di disagio che prova.

La ringrazio per aver scritto, chiedere il parere di un professionista è sicuramente il primo passo utile per poter cambiare la propria situazione.

Rimango a disposizione, cordialmente

 

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