Ansia

Ho sofferto in passato di ansia generalizzata con delirio ipocondriaco

Chicca

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Buongiorno, ho sofferto in passato di ansia generalizzata con delirio ipocondriaco somatoforme, regredita con cura psichiatrica a base di captatore serotonina. Oggi, dopo qualche anno, non assumo più farmaci, ma sono tornati gli attacchi di ansia. Non si tratta di crisi di panico vere e proprie ma di malessere dopo circa un'ora dalla sveglia. Il mio problema principale è la sensazione di testa vuota confusa, la sensazione di instabilità sulle gambe, senso di sbandamento a volte nausea, senso di svenimento collo e muscoli ipercontratti, sistema nervoso sempre all'erta! Sto terminando il percorso medico (x ennesima volta) a volte do la colpa alla cervicale, altre volte al reflusso, oppure ad un ipotetico problema del labirinto...PERCHE' non mi convinco mai che i miei sono sintomi dell'ansia????? Non accetto e non capisco il motivo, la correlazione tra questi miei disturbi e l'ansia...se lo comprendessi...forse GUARIREI. Grazie infinite 

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno signora,

molto spesso appare quasi più facile attribuire i nostri malesseri a cause di ordine organico dal momento che rivolgendoci ad un medico è come se dicessimo "io non c'entro niente con questo problema! me lo risolva!".

Ogni intervento psicoterapeutico, come in questo caso ipotizzerei, implica invece un coinvolgimento a livello di impegno, di presa di consapevolezza e di conseguente responsabilità nel processo di guarigione.

L'ansia, come ogni sintomo, è una sorta di "messaggio" che se non viene capito e preso in considerazione, si traduce in sintomatologia fisica, come nel suo caso, per farsi sentire di più e in modo più forte (un po' come quando alziamo la voce per farsi sentire da qualcuno che non ci sta ascoltando!).

Personalmente credo che nel suo caso iniziare un percorso di psicoterapia potrebbe essere molto indicato. Non solo le consiglio anche un trattamento integrato di floriterapia (Fiori di Bach).

Personalmente lavorando in questo modo ho riscontrato esiti positivi.

Le faccio i miei migliori auguri affinché possa ritrovare il suo giusto equilibrio e la serenità.

Cordiali saluti.

Cara Chicca, comprendo la tua frustrazione ma i disturbi d'ansia, anche se possono trarre notevole beneficio dalla cura farmacologica, necessitano di un accurato percorso di psicoterapia per essere compresi e risolti. Da come scrivi appare una forte attenzione al corpo ma poca espressione e comprensione di ciò che provi e pensi a riguardo. Un percorso di psicoterapia ad orientamento cognitivo comportamentale potrà aiutarti a comprendere meglio i tuoi vissuti ed comprendere come regolare al meglio i tuoi stati emotivi e quindi le percezioni somatiche. Contattami per maggiori informazioni, lavoro a Pisa. Un caro saluto.

Gentile utente,

a volte capire, individuare e analizzare le cause non serve ai fini del superamento di un  problema. Sarebbe più utile una esperienza emozionale correttiva, o imparare ad ascoltare il proprio corpo. La prima cosa importante è escludere eventuali cause fisiologiche, se dal percorso medico risulta che è tutto ok, allora si può ipotizzare che i problemi sono di origine psicologica, ma essendo la persona un tutt'uno: mente e corpo bisogna sempre includerli entrambi. Il mio consiglio, come prima cosa, dopo avere escluso cause organiche è quello di fare una diagnosi psicologica ed avere una misura dell'ansia e un profilo della personalità (si può fare on-line con invio del test via e-mail). Se dai risultati del test risulta un livello alto di ansia libera, il trattamento adeguato consiste nell'apprendimento di tecniche di rilassamento psico-fisico unitamente all'analisi dei vissuti durante gli esercizi. Le tecniche si apprendono on-line in video-seduta in solo 9 incontri. Se tali tecniche non dovessero essere indicate, si può intervenire con tecniche strategiche brevi (anche qui poche video-sedute) o via e-mail. Se vuole maggiori informazioni può cercarmi su google digitando: dott.ssa Maria Giovanna Zocco - altervista

Spero di essere stata utile

un caro saluto

Buongiorno Chicca, con specifici e opportuni esami medici negativi (in realtà non sono molti quelli che servono), in questi casi sarebbe efficace –e darebbe risultati maggiormente duraturi– svolgere una psicoterpaia, forse a tranche di alcuni mesi per volta, perché non sono certa che lei potrebbe assiduamente collaborare dal momento che ancora nega eventualmente la perdita di controllo derivante dal panico e non credo sarebbe facile che lei potesse realmente fidarsi. Questo semmai il vero problema che non le permetterà facilmente di farsi aiutare. Detto ciò, ritengo che il quesito che pone necessiti di una riflessione sul come lei viva i propri "limiti " o i "limiti" che affrontiamo per cause esterne.. se si decidesse, può contattarmi personalmente dato che lavoro anche a livorno. Cordialmente

Dott.ssa Chiara Pica Grosseto (GR)

Non dobbiamo mai dimenticare che i disagi, come ansia, depressione, ipocondria, arrivano da noi, dal nostro mondo interno e pertanto arrivano per noi al fine di aiutarci. Respingerli vuol dire respingere la nostra stessa maturazione. Trattarli con i farmaci non vuol dire affatto eliminarli con una “magia” ma al contrario riportare all’inizio il processo spontaneo che li ha mandati. Appena sospenderai i farmaci l’anima non potrà che rimandarli di nuovo. L'ipocondria è uno dei problemi che la psicologia e la psichiatria riescono a risolvere di meno. Questo perché è necessario smettere di considerarla una patologia da sopprimere ma come un potente, fragoroso messaggio che il nostro sistema nervoso sta lanciando senza sosta. Certo, ci saranno stati dei traumi in passato; qualcosa sarà andato storto nel corso dello sviluppo psichico. Ma il punto è: che cosa chiede l’ipocondria nel qui ed ora alla persona che ne soffre? Per saperlo basta osservare: la mente del soggetto è ipervigile a quel che viene dal corpo: e quando esso non produce sintomi la mente li cerca fino a quando trova un’inezia di sintomo  e gli  attribuisce valore di estrema gravità, che invade la coscienza creando angoscia di morte e disperazione. E il fatto che le rassicurazioni specialistiche non bastino a tranquillizzare, oppure che la mente debba subito produrre preoccupazione per qualcos’altro, fanno pensare ad una “necessità di preoccuparsi”: la necessità, cioè, di segnalare un bisogno che si va facendo irrinunciabile. 

Buonasera cara Signora,

le rispondo volentieri perché vedo che siamo concittadine e esercito in città , ma sopratutto per  dirle che a mio parere  Il problema che lei pone  é posto nel modo corretto . Aumentare la consapevolezza intorno a quel che le accade e fare collegamento fra situazioni e sintomi aiuta a controllare meglio il disagio!  

In tal senso una psicoterapia se ha fiducia può accompagnarla nel viaggio di maggiore comprensione di sè e di interpretazione  più approfondita di aspetti disfunzionali  che le permetterà di stare meglio, sentirsi più libera e spero più sicura . Se crede sia arrivato il momento di lavorare su di sé volentieri le do la mia disponibilità per  seguirla .

Cordiali saluti 

 

Buona sera 

Quando ci troviamo in uno stato d'ansia significa che il nostro organismo è pronto a reagire ad un avvenimento futuro, un avvenimento che sappiamo possa accadere e tutto il corpo è proteso per reagire. L’ansia di per se non è negativa diventa tale quando non ci permette più di avere una buona vita relazionale.

Le domande che lei pone troveranno risposta dentro di lei, si faccia aiutare in questo percorso , tenendo conto che l’ansia sposta il suo sguardo su cosa accadrà e glielo toglie da cosa succede nel qui ed ora.

Cordialmente 

Gentile ragazza,

la mia sensazione è che lo abbia compreso, ma non se ne vuole occupare. E' il suo corpo che parla, cosa vuole dirle? E come mai non ha mai preso in considerazione l'idea di iniziare una psicoterapia? 

I farmaci non curano l'ansia, ne attenuano solamente i sintomi. Si affidi ad uno psicoterapeuta della sua città, vedrà che riuscirà a comprendere le origini del suo malessere e a riappropriarsi della serenità che oggi le manca.

Un caro saluto

Buongiorno,

il fatto che lei sia consapevole che la sua problematica è legata all'ansia è un buon punto di partenza.

Racconta che l'ansia gli è ritornata dopo diverso tempo e il sintomo che porta è un segnale chiaro di una situazione probabilmente stressante che sta vivendo. Da quando sono ricominciati? Cosa accade o è accaduto dopo che si è svegliato/sveglia al mattino? Ci sono dei pensieri interni che la sottopongono ad uno stress particolare?

Una volta fatti gli accertamenti medici del caso, che lei sembra aver fatto, è da valutare attentamente l'aspetto psicologico con l'aiuto di un professionista che possa aiutarla a fare "Ordine". 

Io da quello che racconta, credo fondamentalmente che lei sappia che i suoi sono sintomi d'ansia (quindi non se ne deve convincere) ma che l'aspetto a cui fa più fatica a credere, sia legato più alla possibilità di guarigione ("guarirei" è un condizionale).

Il sintomo in molte situazioni è davvero un messaggio importante che il corpo ci sta dando, il suo cosa vuole dirle?

Resto a disposizione

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