Ansia

Ormai non ce la faccio più a vivere... l’ansia e la paura hanno invaso la mia vita.

Laura

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Salve, sono una ragazza di 20 anni. Questo è il mio primo anno di università e sto passando un momento terribile. Mi sono iscritta alla facoltà di ingegneria, non essendo sicura al 100% della mia scelta, essendo spinta molto dalla possibilità di trovare lavoro in un futuro ma anche dalla speranza che mi potesse appassionare. Il primo semestre è andato bene, ero molto motivata all’inizio e studiavo tutti i giorni in modo costante, anche di sera con poche pause. Riuscivo a seguire abbastanza bene due materia (analisi e fisica) mentre economia proprio non riuscivo a seguirla soprattutto per l’insegnante incompetente. All’esame di analisi ho preso il massimo, ma nel momento della preparazione di fisica tutto é peggiorato. Alla prima difficoltà incontrata in un capitolo, ho incominciato ad avere paura di non farcela a dare tutti gli esami. Da lì si è aggiunta la paura di economia (di cui sapevo zero). Il tutto mi ha portato a un totale crollo e ossessione: non riuscivo più a mangiare, avevo la nausea, non dormivo ( ripensavo a tutte le cose che non sapevo e cercavo di ripetere nella mente le cose studiate), avevo attacchi di ansia, non riuscivo più a vivere. Mi sono fermata per qualche giorno per poi continuare a studiare a forza per finire la sessione. Alla fine sono riuscita a dare entrambi gli esami, in cui ho preso il massimo dei voti. Il problema è che non ero per niente soddisfatta, ero stata troppo male, non ne era valsa la pena... Nella pausa tra sessioni sono riuscita a riprendermi ma appena sono riiniziate le lezioni sono crollata ancora in quel circolo di ansia e paura di non riuscire a dare gli esami. Ora non riesco più a vivere, sto sempre male, la mia vita è un incubo. Non capisco se questa università non fa per me o sono io che ho un approccio sbagliato, vedendo tutto con troppa ansia ( e quindi non riuscirò in ogni università in cui andrò). Non so davvero cosa fare, sono allo stremo.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Laura,


la sua lettera trasmette molto bene lo stato di ansia e la grande fatica che sta accompagnando questo nuovo percorso di studi.


Lei racconta di sentire di non sapere nulla, probabilmente soprattutto nelle materie con cui ha meno familiarità al momento, e che questo le genera una fortissima angoscia che la tormenta anche con sintomi fisici, come quelli che lei descrive; ciò nonostante, i risultati che lei riesce a raggiungere sono brillanti, ma questo non sembra aiutarla a superare questo stato d'animo che la sta mettendo alla prova.


Si chiede, inoltre, se questo stato sia imputabile a una scelta universitaria poco felice, tanto più che questa scelta sembra essere stata guidata più dalle prospettive che poteva offrirle che da un radicato interesse. Molto spesso, però, la scelta di un indirizzo, alla sua età, ha anche a che fare con un'esplorazione di sè, non sempre possiamo pensare sia motivata da una vera e propria vocazione. Questo, a mio modo di vedere, non dovrebbe essere sufficiente a metterla in discussione.


Credo che il lavoro che lei potrebbe fare con se stessa, e per questo io le consiglio caldamente l'aiuto di un professionista che la guidi e la aiuti a comprendersi, dovrebbe essere focalizzato sui sui vissuti rispetto all'efficienza, al giudizio altrui, ma anche di lei stessa verso di sè, sulle sue aspettative verso lei stessa, sul suo grado di tolleranza rispetto alla mancanza di controllo con cui ci si deve inevitabilmente confrontare quando si passa da una situazione mediamente prevedibile e scandita da altri, come quella della classe, a una del tutto diversa, in cui non esiste un rapporto costante, e da questo punto di vista rassicurante, coi docenti ma in cui si è poco più che un numero tra numeri. 


In questo momento lei mi sembra sentirsi straniera a se stessa, e forse anche agli altri, disorientata ed angosciata.


Le auguro di prendersi un po' di tempo per comprendere profondamente cosa le sta succedendo, cosa si sta muovendo dentro di lei e preme, attraverso queste manifestazioni, per essere ascoltato.


Dott.ssa Marta Calderaro

Carissima,


per prima cosa mi sento di dirti che sei molto giovane e qualsiasi errore tu possa avere fatto, è sicuramente rimediabile senza alcun problema.
Partiamo dalla scelta del corso di laurea. Tu fai una affermazione che mi cha colpito. Cito le tue parole: “… essendo spinta molto dalla possibilità di trovare lavoro in un futuro …”. Prima di qualunque considerazione vorrei sapere se la scelta del percorso di studio è stata tua o se sei stata forzata da qualcuno a scegliere una strada professionale che garantisca degli sbocchi lavorativi. Questo è molto importante, perché si tratta di uno degli errori più frequenti, ovvero fare una scelta speculativa, sperando che la motivazione estrinseca posso supportare l’impegno in qualcosa che non ci piace.
La forza di volontà non esiste. Esiste soltanto la motivazione. Se hai una forte motivazione intrinseca (ovvero una spinta interiore perché una cosa ti piace veramente e la vuoi fare) allora puoi affrontare qualsiasi sfida, al contrario, nessuno riuscirà mai a farti fare qualcosa che non ti piace, non ti interessa. Un percorso universitario sbagliato può diventare un Calvario, portarti via tutte le risorse fisiche e mentali e portarti anche a conseguenze gravi come la depressione.
Vedi di analizzare bene i tuoi obiettivi e le tue inclinazioni e cerca di scegliere un percorso che ti possa dare le soddisfazioni che ti sono dovute. Ricordati che siamo nati per essere felici … non distrarti.
Se vuoi confrontarti, senza impegno, contattami pure..


Cordialmente


Dott. Rodolfo Vittori

Salve, già dalle prime tre o quatto righe mi pare si delinei una situazione, per la quale ha scelto una facoltà universitaria con “la speranza di potersi appassionare in futuro”, e quindi si trova a studiare qualcosa senza sapere a cosa le servirà, ne se le servirà, quasi qualcosa di subito, piuttosto che scelto e desiderato.


Una differenza abissale.


Quindi la sua scelta , mi corregga se sbaglio non si è basata su “cosa vuole, o ha deciso di fare da grande”, quindi con l’entusiasmo di fare qualcosa che la porterà a raggiungere un obiettivo “desiderato”, “agognato” che le permetterà di fare con gioia un lavoro piacevole, e quindi non faticoso e che la faccia sentire realizzata,……. fosse anche fare il gelataio, professione tra l’altro di tutto rispetto.


Mi ricorda un po’ un marinaio che è partito con la sua nave, ma non sa in che porto deve andare ……. Come fa a non essere in ansia….


Magari decidere cosa vuol fare da “grande” , prendendosi tutto il tempo che serve per delineare il suo obiettivo, potrebbe motivarla e fare scomparire le ansie, ed affrontare gli ostacoli che incontra sarà un piacere poiché la porteranno a raggiungere il suo “obiettivo” agognato desiderato e scelto e non qualcosa di subito. E tra scegliere e subire c’è una grandissima differenza di ripercussione su ciascuno di noi.


Nella speranza possa esserle utile.


Fausto Zecchetti


Psicologo

Ciao Laura.
Il periodo dell’università (soprattutto il primo anno) è spesso caratterizzato da forte ansia e preoccupazione.
Questo perché avvengono molteplici cambiamenti. Da una parte si comincia a dover studiare una gran quantità di materiale con tempistiche e modalità d’esame molto diverse da quanto si era abituati a fare al liceo; dall’altra spesso l’inizio dell’università si accompagna a cambiamenti nello stile di vita, inteso sia come orari e attività, sia come un maggior carico di responsabilità, dovuto ad esempio all’andare a vivere da soli (magari in una città nuova lontano da casa) e al doversi gestire lo studio autonomamente.
Da quello che scrivi mi pare di capire che l’ansia sia dovuta ad una scarsa fiducia in te stessa o nelle tue capacità (pensieri infondati visti i risultati ottenuti) o ad un’estremizzazione e catastrofizzazione delle possibili conseguenze di un fallimento.
Tutti questi sono meccanismi tipici dell’ansia, i quali, creando un circolo vizioso di rinforzo continuo, si peggiorano a vicenda. Esistono diversi metodi per gestire l’ansia, anche senza ricorrere a farmaci. Questi metodi (come le tecniche di rilassamento muscolare e respiratorio, la psicoeducazione o l’esposizione), se inseriti in un training mirato, possono produrre ottimi risultati in poco tempo.
Io, come psicologo, sono specializzato in tecniche per la gestione dell’ansia, ma al momento ricevo solo a Cesena.
Ti consiglio di chiedere aiuto ad uno specialista nella gestione dell’ansia nella tua zona, saprà sicuramente consigliarti il percorso migliore da intraprendere.

Gentile Laura,


Il passaggio dalla scuola superiore all'università è molto delicato e, spesso, se ne sottovaluta l'impatto sulla propria autostima e sul proprio equilibrio: non si tratta solo di "proseguire con gli studi" ma, come dice lei, si tratta di trovare la propria strada, il percorso giusto che possa non solo garantire una buona collocazione lavorativa ma che possa anche "appassionare".


Allo slancio iniziale possono seguire periodi caratterizzati da fatica e frustrazione e dal dubbio di aver sbagliato facoltà. Può dipendere da un esame più ostico, da un insegnante poco motivante o da molti altri fattori, interni o esterni.


Non dimentichiamo che, rispetto alle scuole superiori, dove lo studio è in buona parte guidato dagli insegnanti (tra verifiche, interrogazioni, recuperi ecc) e condiviso con i propri compagni di classe, all'università bisogna essere in grado di organizzare lo studio in totale autonomia, spesso in solitudine (specie in questo periodo di pandemia) e con rapporti molto superficiali con gli insegnanti. Ci si può sentire soli e con davanti un percorso di cui non si vede la fine.


Il fatto che lei abbia poi superato gli esami con il massimo dei voti è indicativo del fatto che ha ottime capacità e che, probabilmente, ha fatto la scelta giusta: non si spaventi per i sintomi che ha provato e cerchi di dare un senso alla sua fatica nell'ottica che le suggerivo prima: lei sta cercando la sua strada e sta diventando adulta, due compiti davvero impegnativi che mettono in moto molte parti profonde e rimaste, fino ad ora, poco accessibili.


Un percorso di psicoterapia potrebbe senz'altro aiutarla sia nel controllo dei sintomi, sia nella conoscenza di sé, delle sue risorse e dei suoi bisogni, facilitando il percorso che sta affrontando.


Le faccio I miei auguri e resto a disposizione 

Gentile Laura,


non si spaventi e non si blocchi. Esistono momenti più difficili e intensi quando si studia. Lei ha mai avuto dei "crolli momentanei" alle superiori? Non so per esempio alcuni mesi in cui si percepiva più stanca o che magari proprio i voti "calavano"? Se fosse ecco si focalizzi su questi ricordi e si faccia forza perché ci si può vedere anche attualmente poi lei riparte e ritrova la sua determinazione.


Potrebbe essere altrimenti anche un calo dovuto ad una routine diversa causata dalle vie zone arancioni e rosse italiane?


La preoccupazione che traspare in modo molto vivo e intenso dalla sua descrizione si percepisce come importante ma anche destabilizzante per lei, non solo per lo studio e la performance ma proprio a livello di benessere personale.


Le consiglio di valutare pertanto un breve percorso di psicoterapia individuale dove non solo osservarsi da una nuova prospettiva, in un luogo neutro e senza giudizio ma anche dove cercare in un contesto protetto una soluzione al suo problema e una riscoperta delle sue risorse interne.


Resto a disposizione per domande, richieste, informazioni e/o eventuale consulenza online.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

Cara Laura, vorrei rassicurarti perché i risultati che hai ottenuto negli esami dimostrano chiaramente che hai tutte le capacità per sostenere con successo il tuo percorso di studi. I livelli di ansia/preoccupazione che accusi interferiscono con il tuo benessere, quindi questi meritano sicuramente attenzione. Il mio consiglio é quello di farti sostenere in questo difficile inizio, rivolgendoti ad un professionista, in modo da poter far luce sulle tue scelte e capire se questo é davvero ciò che vuoi, e, se lo fosse, rafforzare la tua autostima in modo da affrontare questo percorso con maggiore serenità. Non temere, riuscirai a stare meglio, un abbraccio.

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