Ansia

Qualche anno fa ho sofferto di attacchi di panico e leggera crisi depressiva

Samantha

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Qualche anno fa ho sofferto di attacchi di panico e leggera crisi depressiva a cui sono arrivata per stress in ambiente lavorativo. Da allora, dopo essere stata in cura per circa un anno, non ho più avuto sintomi (i principali erano insonnia, tachicardia, apatia, terrore di avere malattie incurabili, etc.) Purtroppo da qualche mese a questa parte si stanno ripresentando i sintomi, specie la tachicardia notturna, il malessere generale, il pianto facile e l'apatia). Me ne faccio una ragione giustificando la cosa col fatto che ho avuto lo scorso anno due aborti spontanei e problemi di salute di mio papà che mi hanno causato un forte stress. Ma mi pare che le cose stiano un pò peggiorando. Vorrei sapere se ci sono possibilità non farmaceutiche per alleviare i sintomi e ritornare "in carreggiata". Grazie molte Samantha

25 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentile Samantha, mi chiamo Pier Luigi Gallucci e sono psicologo psicoterapeuta a Torino. Da quel che descrive è possibile che il peggioramento sia dovuto ai cambiamenti e agli ultimi difficili avvenimenti che possono aver turbato l'equilibrio raggiunto in precedenza. Mi sembra che possano esserle utili ulteriori approfondimenti con colloqui psicologici di persona per affrontare i sintomi di depressione, ansia e stress, conoscersi meglio e poter vivere e cambiare in meglio la propria vita. Cordiali saluti

Dott.ssa Laura Mirona Catania (CT)

Cara Samantha, le terapie non farmaceutiche anzi sono le migliori e più consigliate. Il farmaco purtroppo in questi tipi di disturbi lascia il tempo che trova. Per i disturbi di ansia la psicoterapia cognitivo-comportamentale agisce molto bene. Un abbraccio
Gentile Samantha, secondo la mia esperienza, le consiglio di cercare un buon psicoterapeuta ipnologo, perchè l'ipnosi è la via ideale per risolvere problemi di ansia, attacchi di panico e leggera depressione. Auguri e cordiali saluti Dott.ssa Laura Cuttica Talice - Genova leggendo quello che scrive, le consiglierei di contattare uno/una psicoterapeuta che utilizzi l'ipnosi come strumento terapeutico. E' un metodo molto efficace negli attacchi di ansia, panico e depressione. Molti auguri

Dott.ssa Maria Assunta Zappia Reggio Calabria (RC)

Ciao Samantha, si vi è la possibilità di superare gli attacchi di panico anche senza farmacoterapia però, bisogna capire se i tuoi sintomi biologici sono invalidanti per i quali vi necessita, anche se breve, un periodo di farmacoterapia. Ti propongo di rivolgerti ad un bravo psicoterapeuta che ti darà l’opportunità di lavorare sui sintomi e sul significato che essi hanno per te in questo momento storico. Dovrai acquisire la capacità di “leggere” cosa il corpo voglia dirti. Noi siamo fatti di corpo (fisioligia...), sensazioni, pensieri, emozioni, comportamenti, relazioni per cui se tralasciamo uno solo di questi elementi non possiamo superare ed elaborare adeguatamente cosa ci stia accadendo, quindi: •l’eventuale farmaco servirà per bloccare il sintomo biologico invalidante •la psicoterapia ti darà l’opportunità di leggere cosa senti, cosa provi, come ti relazioni, quali comportamenti metti in atto e in che circostanze, cosa ti dici , nel qui ed ora come stai ecc… e come a volte noi stessi rafforziamo i nostri sintomi quindi come porre rimedio. In ultimo una psicoterapia ad approccio integrato potrebbe esserti di aiuto per evitare le ricadute. Saluti
Gentile Samantha, è probabile che a seguito di un periodo di forte stress, in lei si sia riattivato il meccanismo che tempo fa’ le ha provocato tali sintomi (insonnia, tachicardia etc..). La diagnosi che lei stessa accenna, molto spesso si manifesta sotto questa forma, ma il solo supporto farmacologico non è sufficiente a lungo termine. Personalmente le consiglierei un percorso di psicoterapia Cognitivo Comportamentale, poiché avrebbe modo di lavorare sulle sue paure e credenze che stanno alla base delle sue preoccupazioni. Mi permetto di dirle che il supporto farmacologico è comunque da non trascurare, poiché è dimostrato che un duplice approccio psicoterapeutico e farmacologico, ha risultati più efficaci, agendo l’uno sui sintomi e l’altro sulla profondità dell’origine del disturbo. Sperando di averle fatto cosa gradita La saluto
Gemtile Signora Samantha,credo che lei abbia dato una giusta lettura al suo disagio che si esprime con attacchi di panico. Ceratemente si può interenire non solo farmacologicamente. Cerchi un terapeuta e gli esprima il disagio che prova. Questi l'auiuterà a capire ed ad elaborare la causa dei suoi attacchi di panico. Mi faccia sapere
Gentile Samantha, certo che ci sono possibilità e una di queste è la psicoterapia, un percorso con uno psicologo psicoterapeuta. Ci sono molti diversi orientamenti tecnici e teorici tutti validi. Provi a contattare qualcuno di sua conoscenza o a chiedere a qualcuno di fiducia che possa consigliarle un bravo psicoterapeuta nella sua zona.
Gentile Samantha, devo dire che i disagi che lamenta sono perfettamente comprensibili alla luce del periodo che ha attraversato. Detto questo è comunque importante che lei riesca a riprendersi e ritornare "in carreggiata". La chiave sta probabilmente nel recuperare un pò di quella leggerezza interiore che sembra aver perso, sovraccaricata da tanta sofferenza e dalla pesantezza emotiva che la sofferenza, propria e degli altri, spesso ci procura. Fondamentale, in tal senso, è la possibilità di staccare la spina, mentalmente ed emotivamente, proprio da tale sofferenza, alla quale lei sembra tenersi ancora agganciata. Per fare ciò le sarebbe utile, secondo il mio parere, confrontarsi con qualcuno che l'aiuti a "digerire" e metabolizzare la sua esperienza, aiutandola anche a cambiare il flusso dei suoi pensieri e uscire dalla spirale di negatività in cui sembra caduta da un pò di tempo a questa parte. Nel bene e nel male, i nostri pensieri tendono infatti a manifestarsi in noi, nel nostro corpo e nelle nostre circostanze. Sempre e comunque. Il malessere che lei sperimenta sembra quindi essere il risultato delle sue paure, delle preoccupazioni e della negatività che fa da sfondo ai suoi pensieri. Cambiando il nostro atteggiamento mentale possiamo quindi cambiare in meglio noi stessi e la nostra vita. Questa è la belle notizia che voglio darle: abbiamo in noi la capacità di cambiare, recuperando la serenità di cui abbiamo tutti tanto bisogno. La sua "guarigione" passa quindi attraverso la comprensione dei meccanismi interiori che l'hanno portata in questa situazione di sofferenza e la voglia di cambiare questa situazione. Le auguro di risollevarsi prima possibile e la saluto cordialmente.
Salve Samantha, la risposta alla sua domanda sta già nella sua analisi. Probabilemnte ha bisogno di riprendere il percorso che aveva iniziato tempo, da cui c'era stata una chiara regressione dei sintomi. Probabilemnte ha bisogno di fermarsi e dare un senso a ciò che le sta o le è successo, la psicoterapia è un ottimo modo per affronatre il tutto senza utilizzare i farmaci. Buon tutto,

Dott. Angelo Lofino Ravenna (RA)

Salve Samantha, il problema di cui parla è chiaro che và bene identificato lungo un corollario di sintomi che possono rientrare tra il disturbo d'attacco di panico e quello depressivo come afferma lei. Lei riferisce di averlo trattato con una terapia prettamente farmacologica andando a ridurre l'impatto emotivo ed alleviando i sintomi che rispondono molto bene a tale trattamento, senza però curare la causa principale. Manca associata una terapia psicoterapica che sia in grado di arrivare all'origine del sintomo che è chiaro che in situazioni di enorme stress emotivo e difficoltà specifiche, o traumi si riattiva. Come capirà lei stessa ha giustamente assunto la terapia farmacologica, ma non ha lavorato sulle vere cause che generano il disturbo tale da trovare strategie alternative, e modificazione dei costrutti che sono all'origine del disagio. Spero di essere stato chiaro. E' d'obbligo una psicoterapia specifica, magari una cognitivo comportamentale che sia in grado di aiutarla ad affrontare nello specifico tale sintomatologia. In bocca al lupo.
Samantha (37enne), mi sembra di capire che i disturbi da Lei avuti in passato sono stati curati solo con approccio farmacologico. Se è così Le consiglio di provvedere ad intraprendere anche un percorso psicologico e se il professionista psicologo(da Lei scelto) lo riterrà opportuno riprendere anche un sostegno farmacologico (almeno all'inizio). Tenga presente comunque che in alcune persone possono esserci delle ricadute specialmente quando si presentano periodio piuttosto stressanti sotto l'aspetto emotivo/affetivo. Ognuno di noi a certe fragilità che porta con sé come bagaglio genetico/sociale/ambientale e dalle quali bisogna sapersi difendere e fare prevenzione. Questo ritengo potrà affrontarlo anche con un lavoro psicologico di cui Le ho detto prima. Auguro e cordiali saluti.
Consulta il mio sito Troverai alcune notozie che ti interessano. E' possibile riuscire a controllare l'ansia, ma è necessario prendere nuovamente contatto con uno psicoterapeuta. La relazione terapeutica induce a ridurre l'ansia per il fatto che l'esperienza dolorosa e ansiogena viene condivisa.
Cara Samantha, i tuoi disturbi precedenti, già affrontati positivamente,possono non necessariamente essere stati causati soltanto dalle difficoltà del momento. Se si ripresentano ti consiglio , se possibile, di non ricorrere agli effetti 'immediati' dei farmaci ma di rivolgerti ancora all'esperto consultato allora con esito soddisfacente. Ti dico questo perchè la predisposizione a tali disturbi potrebbe ancora avere bisogno di un ulteriore approfondimento che stavolta potrebbe portarti ad una maggiore padronanza della tua situazione interiore e alla loro soluzione definitiva. Occupati con piacere di te stessa e...tanti auguri!
Salve Samantha, quando lei parla di "cura" a cui si è sottoposta si riferisce a farmaci? Non ha mai intrapreso un percorso psicoterapico? Io consiglierei caldamente questa strada, magari in terapia della Gestalt; le indico anche un testo da leggere per avere un'idea di questo approccio "Attacchi di panico e post-modernità" di Gianni Francesetti. Mi dica cosa nel pensa e, se vuole, mi ricontatti volentieri.
Salve, Partiamo dal presupposto che noi dalle nostre esperienze, educazione, carattere... apprendiamo a reagire e pensare in un certo modo. Quando ci sono momenti stressanti vengono fuori questi apprendimenti e se sono disfunzionali portano a non essere in grado di affrontare questi stress e quindi i nostri pensieri si concentrano in un solo punto e non vedono più le alternative, è come un gatto che si morde la coda. Quando accade ciò c'è bisogno di un imput che ti aiuti a uscire da quel circuito chiuso, da quella ragnatela che ci creiamo e se non riusciamo a trovarlo noi stessi dovremo rivolgerci ad una persona che può aiutarci, una persona che si occupi di questo, cioè una psicoterapeuta. Si ricordi che lo psicologo,psicoterapeuta non può prescrivere farmaci, quindi non sono previsti farmaci. A meno che non sia unasituazione di grave entità i cui i farmaci possono essere di sostegno alla psicoterapia. Spero di essere stata chiara e aver risposto alla sua domana cordiali saluti
Buon giorno Samantha, penso che lei abbia ragione ad attribuire il riacutizzarsi dei suoi sintomi a nuovi fattori di stress quali gli aborti ed i problemi di salute di suo padre. Davvero non stiamo parlando di cose di poco conto, per cui ritengo che sia già stata brava a gestire le sue emozioni. Ma forse il carico attuale risulta ai limiti delle sue capacità ed i suoi sintomi le rimandano una necessità reale di farsi sostenere da qualcun altro, di avere chiarezza e sollievo. Gli antidepressivi possono aiutare con crisi depressive ed attacchi di panico, ma se possono consentirle di non stare male nella vita quotidiana, non possono invece aiutarla a risolvere le cause del malessere nè insegnarle nuove strategie. Nella mia esperienza tendo a consigliarli quando c'è bisogno di un aiuto "rapido" capace di aumentare la qualità di vita, ma possibilmente affiancati da un valido percorso di psicoterapia, dove, all'interno di un rapporto di fiducia, si possa uscire dal problema e fortificarsi per le sfide che la vita inevitabilmente ci porrà davanti in futuro. Cordiali saluti ed i miei sinceri auguri.
Gentile Samantha, sicuramente gli eventi stressanti e posso dire traumatici che l'hanno colpita nell'ultimo anno hanno contribuito a creare in lei un disagio che si esprime con i sintomi di cui parla. Le suggerirei di rivolgersi nuovamente ai professionisti che l'hanno seguita in passato, ma mi sento di consigliarle in particolare un percorso di supporto psicologico e psicoterapeutico che la aiuti a superare i fatti dolorosi affrontati. I soli farmaci, per quanto proficuamente agiscano sul sintomo, spesso non sono sufficienti e si ha bisogno di un intervento che vada più in profondità a capire il loro significato e decodificarne il messaggio. In bocca al lupo e un cordiale saluto,
Cara Samantha, ha già intrapreso un primo percorso quando stava tanto male da cercare aiuto e questo le ha restituito lucidità per andare avanti nella vita. Attualmente sente di nuovo che certi sintomi la debilitano di nuovo, potrebbe essere che è di nuovo pronta ad affrontare altri aspetti che durante l’anno della prima esperienza forse non potevano essere totalmente digeriti ed elaborati? Distinti saluti
Gentile Samantha, rispetto a disturbi d'ansia ed attacchi di panico, esistono Psicoterapie per il loro trattamento (che quindi non prevedono l'uso di farmaci). è però necessaria una valutazione da parte del professionista cui lei si rivolge, per capire se per la remissione della sintomatologia è efficace la psicoterapia oppure se è comunque necessaria l'integrazione di una leggera terapia farmacologia, come accompagnamento nella fase acuta dei sintomi. Si potrà quindi rivolgere a Psicoterapeuti, oppure anche a Psichiatri-Psicoterapeuti. Cordialmente
Certo che c'è un'altrnativa alla cura farmacologica, la psicoterapia: l'aiuterà a risolvere il suo malessere psicofisico.

Dott.ssa Antonella Bruschi Massa Carrara (MS)

Buongiorno, ho letto il suo racconto: il sistema per uscire definitivamente da questa situazione esiste ed è' efficace:consiste nell'associare una terapia farmacologica consigliata da un esperto ad una psicoterapia:la terapia farmacologica le da un beneficio piuttosto repentino e l'aiuto ad elaborare i vissuti di sofferenza che la costellano. Tanti cari auguri.
Gentilissima Sig.ra Samantha, sicuramente il forte stress hanno fatto riemergere il problema, anche perchè se si curano ansia e attacchi di panico con i farmaci generalmente non si riesce a risolvere del tutto il problema, o per meglio dire si stà bene per un pò ma poi il problema tende a riaffiorare, mentre con la psicoterapia si và alla radice del problema e con il lavoro svolto si può riuscire inizialmente a gestirli e successivamente a risolvere la problematica. Ecco perchè il consiglio che mi sento di darle è quello di contattare una psicoterapeuta ed iniziare un percorso di psicoterapia che sicuramente le porterà notevoli miglioramenti. Cordiali Saluti,
Buongiorno Samantha. Stando a quello che mi ha un pò descritto io allo stato attuale mi sentirei di consigliarle un sostegno psicologico: può rivolgersi presso l'ASL del suo territorio, oppure scegliere lei un professionista di fiducia. Questo tipo di supporto ovviamente non utilizza terapie farmacologiche, ma un sostegno emotivo specifico per il periodo di forte stress che sta attraversando. sarà poi il professionista a darle indicazioni più specifiche. spero di esserle stata di aiuto.
Gentile signora, gli attacchi di panico, le crisi d'ansia sono sintomi che esprimono comunque un disagio. Vista la sua pregressa psicoterapia, nell'immediato le suggerirei di recarsi presso uno psicoterapeuta e fare il Training Autogeno. Cordialmente, la saluto
salve samantha. l'ansia e le sue manifestazioni, tra cui gli attacchi di panico sono un segnale del nostro corpo: un messaggio, un gesto comunicativo. attraverso di esso il corpo ci avvisa che il nostro equilibrio sta vacillando. qualcosa nel nostro vivere quotidiano, che sia lavoro, famiglia, affetti...il nostro modo di viverli soprattutto, ci stanno creando una pressione enorme e quindi avvertiamo i sintomi, che fungono da campanello di allarme, per poter correre ai ripari e "guarire" il nostro modo di vivere certi eventi del vivere quotidiano. la farmacologia che elimina il sintomo serve solo a ridurre le spiacevoli sensazioni legate ad esso, la cosa più importante da fare, sempre è prendersi del tempo per riflettere su se stessi e valutare al meglio le circostanze interne ed esterne che ci circondano. non è sempre possibile farlo da soli allora è importante trovare un terapeuta di fiducia che la aiuti ad interpretare tali sintomi e ad accompagnarla nel tentativo di utilizzare comportamenti e/o processi di pensiero più funzionali e utili per vivere le sue condizioni di vita al meglio, senza implodere nella sintomatologia. io cerco sempre di immaginare che chi soffre d'ansia deve imparare a "usare la propria scatola degli attrezzi" . una scatola virtuale, simbolica che si deve immaginare di avere sempre con se. dentro essa tutte le risorse e le competenze personali per affrontare al meglio le circostanze avverse.... spero di esserti stata utile. cordiali saluti

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