Attacchi di panico alla guida

Marcello

Buongiorno, da quando sono tornato da un viaggio in macchina dalla Sicilia lo scorso agosto (dove si è verificato il primo attacco di panico), adesso sono diventati sempre più frequenti e la consapevolezza che possa accadere mi rende la guida davvero difficile. Praticamente quando sono in autostrada, al momento di sorpassare un camion o un tratto impegnativo (curve strette e soprattutto viadotti), è come se il mio corpo si paralizzasse, la respirazione diventa difficile e quasi non controllo più la macchina. Una sensazione davvero di forte disagio e penso che in quel momento se non riesco a fermarmi potrei morire. Cosa posso fare?

7 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Marcello,

sono consapevole che l'attacco di panico, con i suoi sintomi fisici, è un'esperienza molto spiacevole da vivere. Ma quando arriva e si presenta è come se fosse portatore di un messaggio, di un qualcosa che magari a lei per ora non è visibile. In qualche modo l'attacco di panico fa sì che lei faccia più attenzione a sé e a quello che le sta accadendo, per cui può essere considerato un inizio, seppur burrascoso, per intraprendere un percorso di maggior consapevolezza.

La invito a rivolgersi ad un professionista che possa aiutare a cogliere il senso di questi attacchi di panico. Nulla accade per caso, e se accade, bisogna comprenderne il motivo.

E si ricordi che in ogni momento di "crisi" si cela un germe di cambiamento e di crescita.

Buona giornata.

Salve Marcello,

l'attacco di panico è come un campanello di allarme che ci dice che qualcosa dentro di noi, a livello emotivo, non va come deve andare. Pur essendo molto fastidioso e talvolta invalidante, bisogna innanzitutto capire le ragioni della sua comparsa e contemporaneamente apprendere strategie, in particolare cognitive, che aiutano a gestirlo e controllarlo.

È molto frequente inoltre, come nel suo caso, che a seguito dell'attacco di panico si presenti la cosiddetta"paura della paura", cioè l'ansia che si possa ripresentare l'attacco stesso, con conseguente evitamento delle situazioni in cui si potrebbe manifestare il fenomeno temuto.

Voglio tranquillizzarla dicendo che questo tipo disturbo si può curare e a tal proposito le strade sono fondamentalmente due, che possono essere percorse anche contemporaneamente: una è la farmacoterapia per la quale deve rivolgersi al suo medico curante e a uno psichiatra, l'altra è la psicoterapia che, contrariamente alla prima che agisce prettamente sul sintomo, agisce sia sulla gestione del sintono che sulle sue cause, con conseguente rafforzamento generale della struttura dell'individuo. 

Cordiali saluti

Buongiorno Marcello,

Gli attacchi di panico sono una problematica sempre più crescente nella nostra società moderna. L’OMS addirittura riferisce che negli ultimi anni si è incrementata del 30%. L’attacco di panico è caratterizzato dalla ricerca di controllo che, paradossalmente, fa perdere il controllo, un’escalation di reazioni psicofisiche che conducono il corpo e la mente a un vero e proprio tilt.

Ma la buona notizia è che, in terapia breve strategica, è una problematica molto ben conosciuta e sono stati messi a punto dei protocolli di intervento efficaci in tempi relativamente brevi. Un percorso terapeutico appropriato ti porterà nuovamente ad affrontare un altro viaggio in macchina in tutta tranquillità.

Dott.ssa Cristina De Magistra

Gentile Marcello,

Talvolta accade che la mente non trovi parola per esprimere il proprio disagio ed allora prevale un linguaggio corporeo (in stato di iper attivazione ad esempio con tachicardia o in stato di ipo attivazione con spegnimento e senso di paralisi del corpo) che può sottendere un significato che sarebbe utile indagare e sul quale riflettere all’interno di un percorso di consapevolezza di Sé, sotto la guida di un professionista del benessere psicologico che possa aiutare ad affrontare la rielaborazione di eventuali esperienze traumatiche della vita che potrebbero essere legate alla sintomatologia ansiosa attuale.

L’approccio EMDR (Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) può essere di aiuto per potenziare le capacità personali e le risorse individuali al fine di poter affrontare le sfide quotidiane con un rinnovato senso di sicurezza e serenità, sapendo gestire i sintomi dell’ansia e dell’attacco di panico.

Cordiali saluti.

Dottoressa Daria Carli Giori

Psicologa Psicoterapeuta a Sesto Calende (VA) e online.

Gentile Marcello,

avere paura dopo un incidente è normalissimo, poiché la nostra mente prende atto della possibilità che questo possa riaccadere e manda segnali di allerta.

È importante quindi familiarizzare con la guida e farla tornare qualcosa di abitudinario e quotidiano... Quindi non bisogna dar retta all'ansia e continuare a guidare.

Se però le sensazioni persistono e rendono limitante la guida, le consiglio una psicoterapia presso un terapeuta che sappia utilizzare psicoterapia cognitivo comportamentale o EMDR.

Saluti,

Annalisa Dotelli

Gentile signor Marcello,

Leggo la sua mail e ciò che scrive accaderle, mi Sembra una sintomatologia psicologica di attacchi di panico .

Personalmente le consiglio di valutare, se già non lo ha fatto, dovessero ripresentarsi questi sintomi in automobile o in altre situazioni quotidiane,

Di riflettere e consultare un terapeuta di sua scelta.

Magari, faccia più di un colloquio conoscitivo e trovi un professionista con cui si sente a suo agio per poter parlare di questo sintomo. Ci sono tecniche psicologiche terapeutiche specifiche per risolvere il problema. Inoltre, se vuole, potrà scegliere anche uno psichiatra psicoterapeuta.

Questo professionista potrà avere come medico,

se le dovesse occorrere, la possibilità di aiutarla anche con alcuni farmaci specifici.

La terapia farmacologica potrebbe, con la psicoterapia, dare un risultato positivo forse in tempi più brevi. A volte accade.

Mi raccomando di prendersi cura di sé e fare un buon percorso terapeutico per risolvere il disagio che spesso non ritorna più.

Le lascio un saluto cordiale .

Simona Rocco, Psicologa clinica di Roma. 

Salve Marcello, mi spiacemolto per la situazione che descrive e comprendo quanto disagio possa crearle. La paura di guidare (amaxofobia) costituisce oggi una delle paure più diffuse e frequenti. Sarebbe opportuno, a mio avviso, un consulto psicologico al fine di esplorare la genesi e ciò che mantiene viva questa paura, se ci sono stati episodi significativi alla guida e cercare soprattutto di contestualizzare l'attacco di panico alla sua storia di vita presa nel suo insieme. Attraverso un percorso psicologico mirato, potrà intraprendere strategie utili per fronteggiare le situazioni temute ed eliminare il meccanismo malsano di paura della paura che mantiene vivo il problema. Se ci sono stati episodi traumatici alla guida, l'approccio EMDR potrebbe essere utile per elaborarli e per evitare che questi la blocchino definitivamente.

Resto a disposizione, anche online.

Cordialmente, dott FDL