È possibile non provare piu nulla dopo 16 anni per il partner?

BARBARA

Buon pomeriggio (premetto che avevo 4 in italiano e ci sarà tanti errori ahhahah Amen).

Sono una Donna di 49 anni, ove circa un anno fa, ha perso 37 kg, che ancora ne ho altri 15/20 kg da perdere, ma ce la sto mettendo tutta :)
Sto con un uomo di 47 anni (non lo definirei UOMO, un ragazzo con la testa da 20 anni, diciamo che come uomo ha solo una cosa... bah), bravissima persona, premuroso, affabile, comprende tutto anche prima che gli dico le cose, mi conosce bene, mi sopporta, lo sopporto ahahah, dopo 16 anni ancora mi versa l'acqua nel bicchiere a tavola, al ristorante o a casa di amici... addirittura anche in vacanza.
Mi prepara le pantofole quando è freddo e rientro a casa l'inverno tardo... è fantastico. Mi ascolta, è dolce --- è sempre stra presente.
Ma da tre anni non ci tocchiamo, a malapena mi dà dei baci o abbracci. Ho preso circa tre settimane di stare staccati, ma che cmq lui deve cercare un appartamento, perché forse il distacco ci farà del bene.
----- Marasma ----- l'ha presa male, piange, si dispera, senza di me non può stare, ha detto che cambia, in quanto io mi lamentai (dopo tutto il periodo di dolcezza) del suo cambiamento: alcool, canne a non finire, urla, litigate per cavolate, non ne potevo più.
Ma soprattutto si mangia le sue CACCOLE, cribbio, che schifo :(
Non mi eccita più, non cerco sesso... io mi sento spenta... ma ho paura che lui senza di me non riesca ad andare avanti... non lo so... mi chiede che cambierà, ma io mi sento un gelo... di ghiaccio.
E non so cosa fare, forse dovremmo parlare con qualcuno che ci possa aiutare... non lo so!!!

13 risposte degli esperti per questa domanda

Buongiorno Barbara, è comprensibile in un momento di difficoltà della relazione, cosi delicato e complesso, sentire fatica, confusione, dubbi e domande che cercano risposte.

Un percorso psicologico può offrire uno spazio riservato e privo di giudizio, nel quale comprendere meglio ciò che sta vivendo e quali sono i nuovi bisogni oggi di Barbara. Comprendere ciò che desidera realmente e individuare eventuali ostacoli che rendono difficoltosa la relazione. 

Io esercito in modalità online, possiamo iniziare fin da subito, concentrandoci su Barbara ed esplorare insieme la sua situazione, in un secondo momento se la coppia lo richiede e lo desidera, si potrà coinvolgere il partner.

Se crede sia il momento giusto, può contattarmi liberamente, sono la Psicologa dott.ssa Ursula Fortunato, mi trova qui in Piattaforma, con percorsi e supporto online.

Un caro saluto.

Dott.ssa Ursula Fortunato

Dott.ssa Ursula Fortunato

Roma

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Buongiorno Barbara,

sì, può succedere. E non significa che i 16 anni vissuti insieme siano stati falsi o che non ci sia più affetto.

Da ciò che racconti, l’affetto sembra esserci ancora: lo descrivi come una persona premurosa, presente e dolce. Ma affetto, gratitudine e amore di coppia non coincidono necessariamente con desiderio, attrazione e intimità. Dopo tre anni senza contatto fisico, quel senso di gelo merita di essere ascoltato, non forzato.

Le sue promesse di cambiare possono essere importanti, soprattutto rispetto all’alcol, alle canne e alle continue tensioni, ma il suo cambiamento non può automaticamente far rinascere un desiderio che oggi non senti. E il suo dolore, per quanto comprensibile, non può diventare la responsabilità cheti tiene legata a lui.

A volte si smette di desiderare una persona molto prima di riuscire ad ammettere a se stessiche qualcosa nella relazione è cambiato. Altre volte, invece, il desiderio si spegne sotto il peso di risentimenti, delusioni e distanza emotiva.

Prenditi il tempo necessario, senza obbligarti né a restare né ad andartene. Voler bene a qualcuno e, allo stesso tempo, non voler più essere il suo partner possono essere entrambe cose vere.

Un caro saluto,

dott.ssa Denise Procaccini 

Dott.ssa Denise Procaccini

Dott.ssa Denise Procaccini

Roma

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Cara Barbara,

quello che racconti non è la fine dell’amore e’ la fine di un equilibrio che per anni ha retto, anche quando non ti faceva stare bene. Tu sei cambiata tanto, nel corpo e nella testa. Hai ritrovato energia, dignità, voglia di prenderti cura di te. Lui invece è rimasto fermo. Dolce, presente, premuroso… ma fermo. E accanto alla parte buona c’è quella che ti ha stancata: l’alcol, le canne, le urla, la trascuratezza, quei comportamenti che ti fanno provare disgusto. È difficile provare desiderio quando la quotidianità ferisce.

Tre anni senza contatto fisico non sono un dettaglio.
Sono un segnale.
Il corpo parla prima della mente. Il gelo che senti non è cattiveria. È verità. Non provi più nulla perché per troppo tempo non hai ricevuto nulla che potesse tenere vivo il legame. E la paura che “senza di te non ce la fa” non può essere il motivo per restare. Non sei responsabile della sua vita. Sei responsabile della tua.

Il distacco che gli hai chiesto non è una punizione.
È un tentativo di capire se c’è ancora spazio per voi. Parlare con un professionista può aiutarvi a capire se questo gelo è un passaggio o una fine. Ma la cosa più importante è che tu ascolti ciò che senti. Non sei tu a essere spenta. È la relazione che si è spenta. Tu, invece, stai tornando viva.

Se vuoi potremmo provare insieme a capire se sei pronta ad iniziare un cammino da sola o magari, con un incontro di coppia, a capire se c’è ancora qualcosa da salvare e ricostruire insieme.

Un caro saluto
Dottoressa Arianna Bagnini. Psicologa Clinica e del Lavoro

Ricevo  Online 

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

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Buongiorno,

Prima di tutto, grazie per aver raccontato così apertamente quello che stai vivendo. Da quello che scrivi emerge una situazione molto delicata: da una parte c’è un uomo che ti dimostra affetto, presenza e attenzione nella quotidianità; dall’altra, però, senti che da tempo è venuta meno la dimensione della coppia, dell’intimità e del desiderio, e oggi ti senti quasi “di ghiaccio”.  
Credo sia importante non decidere tutto adesso, soprattutto mentre sei dentro a emozioni così forti. Il distacco che avete pensato potrebbe essere un momento utile per fare chiarezza su ciò che tu desideri davvero, indipendentemente dalla paura di non riuscire a stare senza di lui o che lui non riesca ad andare avanti senza di te. Io mi occupo anche di relazioni e dinamiche di coppia, oltre ad essere coach relazionale. Se senti che da sola fai fatica a capire cosa vuoi e se esiste ancora uno spazio per questa relazione, possiamo intraprendere un percorso insieme per fare chiarezza, comprendere cosa è successo nel tempo e capire, senza giudizio e senza forzature, quale possa essere la strada più adatta a voi.

Dott.ssa Fioldisa SG

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

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Cara signora, buon pomeriggio. Ho letto con molta attenzione le sue parole. La prima cosa che voglio dirle è complimenti per il suo percorso. Perdere 37 kg richiede una forza di volontà enorme e una profonda dedizione a se stessa. È chiaro che lei sta attraversando un periodo di grande rinascita e cambiamento personale.

La situazione che descrive con il suo compagno è complessa ma, da un punto di vista psicologico, molto chiara. Lei sta vivendo una profonda dissonanza. Da un lato c'è l'affetto per l'uomo accudente degli ultimi 16 anni (quello delle pantofole calde e dell'acqua versata); dall'altro c'è un partner che ha sviluppato abitudini problematiche: abuso di alcol, fumo eccessivo, aggressivitá e comportamenti decisamente sgradevoli che minano la stima.

È del tutto naturale, e fisiologico, che lei si senta "un gelo". Il desiderio sessuale e l'attrazione si nutrono di stima, ammirazione e sicurezza emotiva. L'alcol, le urla, la trascuratezza personale e la mancanza di intimità sono secchiate d'acqua gelida su qualsiasi tipo di passione.

Vorrei che riflettesse su due punti fondamentali:

  • L'istinto da crocerossina: Lei dice "ho paura che lui senza di me non riesca ad andare avanti". Rimanere in una relazione per pietà o per paura di causare dolore non è amore, è accudimento genitoriale (non a caso lo ha definito "un ragazzo con la testa da 20 anni"). Lui è un adulto di 47 anni ed è il solo responsabile della propria vita e della propria felicità.
  • Le promesse di cambiamento: Quando si chiede una pausa, le lacrime, la disperazione e le promesse di cambiare tutto sono la reazione tipica di chi è spaventato. Tuttavia, il cambiamento reale richiede tempo, azioni concrete e, spesso, un supporto specialistico (soprattutto per questioni legate ad alcol e sostanze). Non bastano le scuse.

La distanza che ha preso è stata una mossa molto lucida. Le servirà per rimettere se stessa al centro e ascoltare i suoi veri bisogni, senza essere manipolata (anche involontariamente) dal dolore di lui.

Ha concluso dicendo che forse avreste bisogno di parlare con qualcuno. È un'intuizione giustissima. Un supporto psicologico potrebbe aiutarvi!

Se sente il bisogno di fare chiarezza e districare questo marasma in uno spazio sicuro e senza giudizio, se lo desidera, la aspetto molto volentieri online per un consulto.

Un caro saluto e non molli: continui a mettere tutta se stessa nella sua rinascita.

 

Dott.ssa Marika Farella

Dott.ssa Marika Farella

Bari

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Gentile Barbara,

quello che descrive è un vissuto molto più comune di quanto si pensi, anche se spesso ci si vergogna a parlarne. Le relazioni di lunga durata attraversano fasi diverse: alcune molto ricche di intimità, altre più “piatte”, altre ancora segnate da cambiamenti personali che modificano il modo in cui ci si percepisce all’interno della coppia.

Lei racconta due aspetti che convivono ma che oggi sembrano in conflitto:

  • da un lato un partner premuroso, presente, attento ai dettagli, affettuoso nei gesti quotidiani
  • dall’altro una perdita di attrazione, un senso di “spegnimento”, e comportamenti di lui che negli ultimi anni hanno creato distanza (alcool, canne, litigi, trascuratezza)

Quando questi due piani si sovrappongono, è normale sentirsi confuse: si vuole bene alla persona, si riconoscono le qualità, ma allo stesso tempo qualcosa si è incrinato nella dimensione più intima ed emotiva.

Il fatto che lei abbia perso molto peso, che stia cambiando, che stia investendo su di sé, può aver modificato anche il suo modo di stare nella relazione. Non è “sbagliato”: è un segnale da ascoltare.

Allo stesso tempo, la paura che lui “non ce la faccia senza di lei” è un peso enorme da portare. In una relazione sana nessuno dovrebbe sentirsi responsabile della stabilità emotiva dell’altro.

La domanda che pone – “È possibile non provare più nulla dopo 16 anni?” – ha una risposta semplice e complessa insieme: sì, può succedere. Ma può anche succedere che ciò che si è spento non sia il sentimento, bensì la relazione così com’è oggi.

Capire quale delle due cose sta accadendo richiede tempo, spazio e soprattutto un confronto che non sia basato solo su litigi o promesse di cambiamento dettate dalla paura.

Molte coppie, in situazioni simili, trovano utile un percorso di consulenza: non perché “la relazione è finita”, ma perché serve un luogo neutro dove entrambi possano capire cosa sta succedendo, cosa è recuperabile e cosa invece va trasformato.

Non è un obbligo, ma può essere un modo per non prendere decisioni sull’onda della stanchezza o del senso di colpa.

Qualunque strada sceglierà, merita di essere ascoltata senza giudizio e con rispetto per ciò che sta vivendo.

Se lo desidera, può approfondire questo momento con un professionista: a volte bastano anche pochi colloqui per fare chiarezza su ciò che si muove dentro di sé e su come procedere con maggiore serenità.

Dott. Sergio Stroppa

Dott. Sergio Stroppa

Ancona

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Gentile Barbara, 

credo che con un po’ di ironia stia cercando di raccontare qualcosa di molto profondo della sua relazione e di sé stessa. 

Descrive un compagno che le versa l’acqua nel bicchiere, le prepara le pantofole quando fa freddo, è presente. 

E forse sono proprio questi gesti a rendere tutto più difficile, perché vive una relazione con un uomo di cui riconosce le qualità, ma che non riesce più a guardare con gli occhi del desiderio.

Dopo molto tempo può essere normale che non ci si desideri più come all’inizio ed è importante accettare che il legami cambi.

I rapporti di coppia sono complessi anche perché dopo anni, nella convivenza, l’altro diventa familiare, conosciuto, e proprio in questa presenza, familiarità e stabilità può smettere di essere desiderabile. Nella quotidianità si può essere presenti come persone e compagni, ma si può scomparire come amanti. 

Il desiderio non risponde solo all’affetto, alla gratitudine e alla presenza. Anzi, spesso si alimenta nell’incertezza e nella distanza. 

E spesso è anche la stima che consente di preservarlo. Lei infatti riferisce che non lo definirebbe un UOMO perché ha la testa di un ragazzo. Forse non lo considera maturo e la sua immagine ai suoi occhi è stata infantilizzata. 

Il particolare che lei riporta di lui che "mangia le sue caccole" è significativo perché mette in luce come attraverso tale gesto, lui appaia ai suoi occhi indesiderabile, provocandole disgusto. 

In coppia è spesso importante trovare un equilibrio tra abbassare le proprie difese, mostrarsi sé stessi, anche in pigiama e nelle versioni più naturali e meno abbellite di sé e preservare un po’ quell’immagine desiderabile agli occhi dell’altro. Questi due movimenti dovrebbero spesso alternarsi, come una danza. 

Il fatto che da tre anni non ci siano più rapporti sessuali potrebbe anche nascondere qualcosa di più profondo. 

Racconta di aver tollerato alcol, canne, urla, litigi, cambiamenti nel comportamento. È possibile che quella freddezza sia arrivata dopo un lungo periodo in cui ha sentito troppo. Troppa rabbia, delusione, insoddisfazione. 

Lei sembra essere molto preoccupata che lui non riesca ad andare avanti.

Ma lei, senza di lui come si sente? Come vede e pensa a sé stessa?

Inoltre lei ha perso 37 chili e vorrebbe perderne altri 15/20.

È una grande trasformazione, non solo fisica ma anche psicologica.  

Forse mentre sta cambiando il suo corpo e il rapporto con esso, sta cambiando anche il rapporto con sé stessa. 

Sta diventando più consapevole di ciò che vuole, di ciò che merita, di ciò che non è più disposta a tollerare. Si sta autorizzando a desiderare e ad essere desiderata. 

E forse questa crisi non è soltanto la storia di una donna che non si sente più attratta dal proprio compagno, ma la storia di una donna che, dopo aver trascorso tanto tempo a prendersi cura dell’altro, sta iniziando a chiedersi cosa vuole per sé.

Le consiglierei innanzitutto di prendersi un tempo e uno spazio per sé stessa intraprendendo un percorso psicologico per farsi sostenere e accompagnare nella  ricerca di ciò che sente e ciò che vuole. È una possibilità che deve dare alla sua relazione, a lui e soprattutto a sé stessa. Dopo potrete eventualmente prendere in considerazione l’idea di intraprendere una psicoterapia di coppia. 

Auguri di cuore. 

Salve. La situaIone sembra complessa e delicata. Forse sarebbe opportuno farsi aiutare con un percorso terapeutico. Certe dinamiche vanno comprese per essere risolte e per farlo occorre tempo e coraggio. Se vuole sono disponibile per un incontro. Buona giornata 

Dott.ssa Giorgia Filippone

Dott.ssa Giorgia Filippone

Ancona

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Buongiorno Barbara,

Quello che stai descrivendo è un groviglio emotivo potentissimo e profondamente faticoso. Da un lato c'è una storia d'amore lunga sedici anni, fatta di tenerezze quotidiane uniche, di gesti di cura preziosi (come l'acqua versata a tavola o le pantofole pronte) e di una profonda conoscenza reciproca. Dall'altro c'è una voragine che si è aperta nel tempo: l'assenza totale di intimità fisica da tre anni, il tuo sentirti spenta e di ghiaccio, e poi una deriva logorante fatta di alcol, dipendenze, urla, litigi per sciocchezze e abitudini che per te sono diventate intollerabili e insostenibili. Il fatto che tu ti senta di ghiaccio non è un difetto o una colpa, è la risposta naturale del tuo sistema emotivo a un sovraccarico prolungato. Quando in una coppia subentrano dinamiche logoranti, mancanze di rispetto, tensioni continue e comportamenti che ci fanno provare repulsione, il desiderio e l'attrazione fisica si spengono per autodifesa. Il tuo corpo e la tua mente ti stanno dicendo che così non si può andare avanti. Avete deciso per tre settimane di stacco e lui deve cercare un appartamento. Anche se vederlo disperato fa male e fa scattare i sensi di colpa, questo distacco è necessario per te per capire chi sei tu senza di lui, e per lui per assumersi la responsabilità adulta della propria vita, anziché delegare a te il suo equilibrio. Non fare marcia indietro solo per compassione o per paura che "non ce la faccia": un adulto deve imparare a reggersi in piedi da solo. Se desideri davvero capire se c'è uno spiraglio per questa relazione o se state solo prolungando un legame che ha esaurito la sua funzione evolutiva, l'idea di rivolgervi a uno psicoterapeuta è eccellente. Uno spazio neutrale vi permetterà di mettere sul tavolo la verità senza urla, analizzando se sotto quel "gelo" c'è ancora della brace viva o se la trasformazione è stata irreversibile.Ti trovi a un bivio importante: la paura del cambiamento è lecita, ma la vita che meriti di vivere da qui in avanti deve essere guidata dal rispetto per il tuo benessere psicologico ed emotivo.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

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Buon pomeriggio Barbara,
da ciò che racconta sembra esserci ancora affetto e riconoscenza nei confronti del suo partner, ma al tempo stesso una distanza emotiva e fisica che dura ormai da diversi anni. È possibile che, nel tempo, i sentimenti all’interno di una relazione cambino, e non sempre la presenza di affetto coincide con il desiderio di continuare a vivere una relazione di coppia.

Anche il timore che lui possa stare male senza di lei merita attenzione: può voler bene a una persona senza sentirsi responsabile del suo benessere o delle sue scelte. Prima di prendere una decisione definitiva, potrebbe essere utile concedersi questo periodo di distanza per ascoltare ciò che sente realmente, senza lasciarsi guidare soltanto dal senso di colpa o dalla paura di ferirlo.

Se entrambi lo desiderate, un percorso di coppia potrebbe aiutarvi a comprendere cosa è accaduto nella vostra relazione e se esistono ancora spazi condivisi da ricostruire. Anche un percorso individuale potrebbe aiutarla a fare maggiore chiarezza sui propri vissuti.

Un cordiale saluto
Dott.ssa Noemi Marcoccia
Psicologa

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Dott.ssa Noemi Marcoccia

Frosinone

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Buon pomeriggio a te, e non preoccuparti per l'italiano: quello che scrivi si capisce benissimo, ed è già un atto di coraggio mettere in fila pensieri così delicati, perdona se ho iniziato direttamente dandoti del tu.

Prima di tutto: sì, è del tutto possibile smettere di desiderare fisicamente una persona dopo tanti anni, anche quando tutto il resto — stima, affetto, cura reciproca — resta intatto o addirittura si rafforza. Il desiderio sessuale non segue le stesse regole dell'affetto o della fiducia: può spegnersi per motivi che non hanno nulla a che vedere con l'amore che provi, e questo non fa di te una persona "fredda" o sbagliata. Il gelo che descrivi è un segnale, non una colpa.

Detto questo, quello che racconti non è un blocco isolato: è un intreccio di più cose insieme, e per questo credo sia davvero utile guardarlo con un professionista (una terapia di coppia, magari con un percorso anche individuale per te e per lui) prima di prendere decisioni definitive sulla convivenza.

Alcune cose mi colpiscono, e te le rimando come le noteresti tu stessa se fossi dall'altra parte del divano:

Il contrasto tra "premuroso" e "irriconoscibile". Descrivi un uomo che ti versa l'acqua nel bicchiere dopo 16 anni, ti prepara le pantofole, ti ascolta prima ancora che tu parli — e nello stesso periodo, alcol, canne senza fine, urla, litigate per nulla. Sono due facciate molto distanti. Ti chiedo: questi comportamenti (l'uso di alcol e cannabis, gli scatti d'ira) c'erano già anni fa, magari in forma più leggera, e li hai sempre un po' minimizzati? O sono comparsi/peggiorati in un periodo preciso — uno stress, un lutto, un cambiamento di lavoro, qualcosa che è successo a lui o alla coppia? Capire quando e perché sono comparsi cambia molto la lettura: non è la stessa cosa un tratto caratteriale di sempre e un campanello d'allarme recente.

Il "mangiarsi le caccole". Lo citi con un disgusto molto forte. A volte il corpo dell'altro diventa il contenitore simbolico di tutto ciò che non riusciamo più a tollerare emotivamente: non è la caccola in sé, è tutto quello che nel frattempo si è accumulato e che quel gesto, forse, sintetizza. Anche qui: lo noti solo adesso, dopo la fase di dolcezza rovinata da alcol e litigi, o ti ha sempre infastidita ma prima riuscivi a "far scivolare"?

Il calo del desiderio da tre anni, che sembra coincidere temporalmente con l'inizio di questi comportamenti disregolati e forse con il tuo percorso di perdita di peso e trasformazione fisica (37 kg sono un cambiamento enorme, anche identitario, non solo estetico). Cambiare così tanto il proprio corpo spesso cambia anche il modo in cui una persona si sente desiderabile, desiderante, e persino il modo in cui guarda chi le sta accanto. Non dico che sia questo il motivo, ma è un tassello da non escludere a priori.

La sua reazione alla proposta di distacco — il pianto, la disperazione, "non posso stare senza di te", le promesse di cambiamento immediato — è una reazione comprensibile in chi ama ed è spaventato, ma va osservata nel tempo: le promesse fatte nel panico raramente reggono da sole, senza un lavoro vero (magari anche il suo, individuale, sull'alcol e sulla gestione della rabbia).

Un percorso di coppia con un terapeuta (idealmente qualcuno con formazione anche in sessuologia clinica, e se può essere utile io lo sono, visto che qui il tema del desiderio è centrale) vi darebbe uno spazio protetto per portare tutto questo senza che uno dei due si senta accusato o messo alle strette, e per capire se il gelo che senti è una reazione a quello che è cambiato in lui, un segnale che qualcosa si è esaurito indipendentemente da lui, o un misto delle due cose.

Le tre settimane di distacco che hai chiesto, in questo senso, possono essere un tempo utile — non necessariamente l'anticamera di una rottura, ma uno spazio per sentire, senza la pressione quotidiana, cosa provi davvero quando il gelo non ha nessuno a cui essere confrontato ogni giorno. Resto in attesa se volete affrontare questo con me.

Cordialmente 

dott.ssa Giusi Vicino 

Dott.ssa Giusi Vicino

Dott.ssa Giusi Vicino

Catania

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Salve Sig.ra Barbara,

Prima di tutto nessun problema per gli errori, il contenuto del suo messaggio arriva chiarissimo. Da quello che racconta emerge una situazione affettiva molto complessa, nella quale sembrano convivere due aspetti apparentemente opposti, da una parte riconosce nel suo compagno una persona premurosa, presente, affettuosa e attenta nei suoi confronti; dall'altra racconta che da circa tre anni è venuta meno la dimensione dell'intimità, che non sente più desiderio sessuale e che nel tempo si sono aggiunti comportamenti e dinamiche che l'hanno fatta stare male, come l'uso di alcol e cannabis, le urla e i litigi. È comprensibile, quindi, che lei oggi si senta confusa e "spenta". Non è necessariamente una contraddizione voler bene a una persona, riconoscerne le qualità e contemporaneamente non sentirsi più bene all'interno della relazione. Un elemento che mi sembra particolarmente importante è proprio il fatto che lei descriva un cambiamento avvenuto nel tempo. Non sembra esserci soltanto la questione del sesso: parla di una distanza che dura da anni, di una perdita di desiderio, di comportamenti del suo compagno che l'hanno progressivamente allontanata e di una sua sensazione attuale di "gelo". Sarebbe quindi riduttivo concentrarsi soltanto sulla domanda "Lo amo ancora oppure no?". Anche la mancanza di desiderio sessuale merita di essere compresa, ma non va interpretata automaticamente come la prova che l'amore sia finito. Il desiderio può risentire profondamente della qualità della relazione, dei conflitti, del risentimento accumulato, della percezione che abbiamo dell'altro e del modo in cui ci sentiamo all'interno della coppia. Allo stesso tempo, non sarebbe corretto dirle che sicuramente il desiderio tornerà o che sicuramente la relazione potrà essere recuperata. Questo è qualcosa che può emergere soltanto comprendendo meglio ciò che è accaduto negli ultimi anni e, soprattutto, ciò che lei desidera oggi per se stessa. Mi sembra inoltre molto significativo quando dice: "Ho paura che lui senza di me non riesca ad andare avanti". Questa frase merita attenzione. Una relazione non dovrebbe essere mantenuta esclusivamente perché abbiamo paura di ciò che potrebbe accadere all'altra persona se ce ne andassimo. Il dolore che un'eventuale separazione potrebbe provocare al partner non significa che lei debba necessariamente sacrificare il proprio benessere per evitarlo. Allo stesso tempo, se lui manifesta una sofferenza importante, è possibile incoraggiarlo a cercare un proprio spazio di supporto, senza che questo diventi una responsabilità esclusivamente sua. La pausa che avete ipotizzato potrebbe essere utilizzata non come una "punizione" o come un modo per verificare se lui cambierà, ma come un momento per prendere un po' di distanza dalle dinamiche quotidiane e ascoltare maggiormente se stessa. Le consiglierei, però, di non basare la decisione soltanto sulle promesse del suo compagno. Il cambiamento, quando è necessario, non si dimostra soltanto dicendo "cambierò", ma attraverso comportamenti concreti, costanti e mantenuti nel tempo. In questo senso, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico. Anche un percorso individuale potrebbe aiutarla a comprendere meglio cosa sente, cosa desidera realmente dalla relazione, quali sono i suoi bisogni affettivi e sessuali e quanto alcune dinamiche vissute nel tempo abbiano contribuito al suo attuale distacco. Se entrambi lo desiderate e non ci sono condizioni di violenza o intimidazione nella relazione, potrebbe essere valutato anche un percorso di coppia, con un professionista adeguatamente formato, per poter parlare in uno spazio neutrale di intimità, comunicazione, conflitti, aspettative e cambiamenti avvenuti nel corso degli anni. Il fatto che lui oggi pianga e dica di voler cambiare può essere certamente ascoltato, ma non dovrebbe obbligarla a decidere immediatamente. Allo stesso modo, il fatto che lei oggi senta "gelo" non significa necessariamente che debba avere già tutte le risposte. Forse, prima ancora di chiedersi "devo lasciarlo o devo restare?", potrebbe essere utile iniziare da domande più profonde: "Come sto io in questa relazione?", "Cosa mi manca?", "Cosa mi ha fatto allontanare?", "Quando ho iniziato a sentirmi spenta?", "Se non avessi paura di ferirlo, cosa desidererei davvero?". Non è egoismo ascoltare anche se stessi dopo sedici anni di relazione. Prendersi uno spazio per comprendere ciò che si prova non significa necessariamente voler distruggere una storia: significa cercare di capire se quella relazione può ancora rappresentare uno spazio di benessere per entrambi e, eventualmente, cosa sarebbe necessario cambiare. E una cosa importante,  non deve decidere tutto adesso. Può concedersi il tempo di capire. A volte la chiarezza non arriva costringendosi a dare una risposta immediata, ma creando lo spazio necessario per ascoltare ciò che si sente davvero, senza senso di colpa e senza paura di dover salvare l'altra persona. Le auguro di trovare le risposte che cerca, ritrovare se stessa e la sua felicità. Un caro saluto.

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Roma

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Buonasera Barbara,

la ringrazio per la  fiducia e per aver condiviso aspetti così delicati e intimi della sua vita di coppia.

Mi sembra di capire che nel corso di questi 16 anni insieme suo marito sia stato molto premuroso, gentile, dolce e forse sono proprio tutte queste qualità che le hanno permesso di portare avanti questa relazione per 16 anni.

Ma nel corso del tempo i litigi sono diventati sempre più frequenti, e l’hanno portata a prendere sempre più le distanze da lui in seguito anche a dei comportamenti poco responsabili quali l’uso di sostanze e di alcool.

La cosa che mi ha colpita maggiormente  nel suo racconto è il suo bisogno di sentirsi vista agli occhi di suo marito, ha anche perso 37 chili! Il suo bisogno di sentirsi desiderata e l’intimità che è venuta a mancare negli ultimi tre anni sono aspetti che meritano ascolto.

Dopo 16 anni di vita insieme può capitare che le relazioni affrontino dei momenti di difficoltà, ma ciò non significa che non ci sia più sentimento o desiderio.

Indubbiamente state affrontando un periodo abbastanza delicato, probabilmente in questi anni è venuta a mancata la comunicazione rispetto a vostri rispettivi bisogni, alle vostre mancanze creando sempre più distanza.

Mi colpiscono molto le sue parole, il suo "sentirsi di ghiaccio", "spenta", il non provare più desiderio nei suoi confronti, sono sensazioni più che comprensibili alla luce di ciò che è accaduto e in seguito ai comportamenti che lui ha messo in atto.

Approfitti di questo momento di pausa tra di voi, per ricentrarsi su di sé, capire di cosa ha bisogno in questo momento, prima di interrogarsi se suo marito sia davvero cambiato, provi a chiedersi di cosa ha bisogno lei in questo momento, quali siano le sue mancanze, cosa sente. I suoi bisogni non sono meno importanti di quelli di suo marito.

Se sente di aver bisogno di uno spazio di ascolto per elaborare ciò che sta vivendo, resto a sua disposizione. Effettuo colloqui anche online. Nel mio lavoro mi occupo spesso di difficoltà relazionali e di coppia.

Dott.ssa Antonella De Rosa Psicologa

Dott.ssa Antonella De Rosa

Dott.ssa Antonella De Rosa

Cuneo

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