Autostima

Come passare da sopravvivere a vivere

stefania

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Sono sempre stata una combattente e non mi sono mai arresa davanti alle difficoltà piccole o grandi che la vita mi ha regalato, anzi ho sempre cercato di vedere con razionalità i problemi e buttarmici dentro a capofitto nel risolverli, sia che fossero di natura pratica o semplicemente di cuore....ma qualcosa si è rotto dentro di me e ciò che temo di più è il vedere che mi sto lasciando andare alla deriva...le mie giornate si susseguono sempre con lo stesso copione, sola con i miei pensieri ovviamente negativi e basta un nulla per ritrovarmi avvolta in tristezza e malinconia...è come se fossi entrata in una spirale che giorno dopo giorno mi trascina nel vuoto interiore
Ho cinque figli, di cui solo una vive ancora con me anche se indipendente economicamente, un compagno che non vivo come tale, ma che per i miei figli è una figura importante, due nipoti grandi, e due cani che richiedono la mia presenza....quindi volendo una vita ancora piena di richieste che soddisfo indossando la maschera dello stare bene
Ho cercato di capire ciò che ha dato inizio a questo annullamento di me stessa.....probabilmente il tutto si è innescato in modo subdolo con la morte di mia madre avvenuta 16 anni fa, che ho vissuto come se improvvisamente mi fosse venuta a mancare la rete di protezione nei miei salti nel vuoto, ma ho sempre pensato che fosse una sensazione che si prova comune a tutti....poi da lì in avanti però non ho saputo affrontare a tutte le altre situazioni che la vita mi ha dato, distaccandomi giorno dopo giorno da ciò che mi circondava....amavo il mio compagno in modo totalitario, ma poi ho aperto il vaso di pandora e la stima verso di lui è scomparsa, lasciando spazio ad amarezza e rabbia che con il tempo si è trasformata in convivenza civile ...poi 4 anni fa mi sono morti nell'arco temporale due cani e questo mi ha devastata dentro e nonostante siano passati tanti anni e che io abbia altri due cani con me, il dolore della loro perdita è ancora vivo dentro di me...troppo vivo perchè sia "normale"....e per ultimo due anni fa sono andata in pensione, cosa che non ho e non vivo ancora bene, mi manca il mio lavoro....per me è stato un "lutto" anche rottamare la mia auto di vent'anni ed ora mi ritrovo a far fatica anche ad uscire di casa...sto cercando il modo di venir fuori da questo mio contesto che capisco essere autodistruttivo, ma nonostante i miei buoni propositi riesco solo a piangere, ovviamente solo con me stessa...per il resto indosso una bella maschera e sorrido

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buonasera, senza farla troppo lunga perchè le cose da dire sarebbero veramente tante userò la metafora del pensionemento: col pensionamento si restituisce il ruolo sociale e si ritorna se stessi. Così, probabilmente è anche per le altre cose, figli, cani e compagno. Passato il ruolo sociale e il copione interpretato ora lei si ritrova con se stessa come se non avesse più niente da fare. Invece sarebbe veramente ora che si occupasse di sè in modo più completo e soddisfacente di come ha fatto fino ad ora. Un buon percorso psicologico la potrebbe rimettere in sintonia con le parti più intime e profonde di sè.


Sono il dott. Lorenzo Morini. Se vuole maggiori informazioni veda www.morinilorenzo.it


Cordiali saluti


Lorenzo Morini

Gentile utente


non e' inusuale provare i suoi sentimenti dopo tanto tempo donato agli altri o all'esterno. Al di la' delle gioie che mi auguro abbia ricevuto, e' significativo il fatto che sembra che nessuno sa o si accorge dei suoi vissuti. Tuttavia lei riesce ad individuare un filo di nessi che l'hanno portata a questo stato d'animo. Tra il donare e il ricevere occorre un equilibramento. E' piu' che giusto portare attenzione a noi stessi, ai nostri sentimenti, ma questo puo' avvenire per ognuno in tempi diversi.


Dunque, puo' decidere di togliere la "maschera" o restare silenziosamente nella sofferenza. Questa attenzione porterebbe a vedere piu' all'interno di se stessa e non solo come vanno le cose intorno. E' difficile introdurre la sua sofferenza ai suoi familiari?


Non so se "qualcosa si e' rotto" dentro di lei, oppure ... si e' aperto. Provi a mostrare in famiglia la parte piu' autentica o che chiede attenzione. Ogni momento e' buono per rivedere parti di noi, in ogni momento rinasciamo a noi stessi e agli altri, senza stravolgere nulla. Può anche farsi aiutare e parlarne piu' approfonditamente con un terapeuta per diradare i sentimenti negativi che la fanno star male.


Cordialmente

Buongiorno Stefania,


ho letto le sue parole e sento molto chiaramente quanto deve aver sofferto e stia soffrendo tutt'ora.


Ciò che salta alla mia attenzione è che in un lasso temporale, diciamo medio (questi 16 anni da quando secondo lei tutto è iniziato a girare attorno a quella spirale "risucchiante"), lei abbia subito una serie di lutti importanti. Quanto questi siano stati "digeriti" e collocati dentro di lei non è affatto chiaro e certo.


Inoltre ha aperto una parentesi anche relazionale / di coppia con il suo compagno, dove ristagna questa rabbia che sarebbe opportuno indagare più approfonditamente.


Non so se le è mai capitato di trovarsi ad affrontare un percorso introspettivo personale con un professionista, ma vista l'entità dei temi credo che potrebbe aiutarla: oltre a sistemare vecchi echi del passato, a ri-scoprire quelle che siano le sue risorse interne e come fare per poterle vivere nel quotidiano.


Se volesse avere indicazioni o approfondire meglio alcuni dettagli che ha accennato nella sua comunicazione non esiti a contattarmi privatamente per email.


Le faccio un in bocca al lupo per tutto

Buonasera signora Stefania, 


a volte per quanto si possa cercare di essere forti bisogna farsi aiutare. 


Lei è una mamma, una nonna ma anche una figlia che non ha superato la perdita della propria madre. 


Da qui uno stato depressivo, fatto di tristezza e responsabilità.


Parli con uno Psicoterapeuta che si occupi di depressione e lutto, è ancora giovane ha il diritto di essere autenticamente felice 


A disposizione se ha bisogno 


On line perché siamo lontane


Saluti Dottssa Belinda Doria 

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