Non so come liberarmi della mia insicurezza

Roberta

Buongiorno, ho 31 anni e vi scrivo probabilmente per due motivi. Il primo è che ho bisogno di un momento di sfogo e il secondo è legato alle difficoltà che sto attraversando ultimamente, ai miei problemi di autostima, alla mia insicurezza cronica. Non sono mai stata una persona che si definirebbe consapevole delle proprie potenzialità, anzi. Sono la prima sabotatrice di me stessa. Non mi reputo particolarmente intelligente, mi sono sempre imposta dei limiti alle mie scelte, che fossero esse legate alla scelta dell'università o ai legami con le persone. Ho grosse difficoltà a sentirmi sicura durante il lavoro (lavoro in ambito sanitario), tendo ad accollarmi responsabilità che non dovrei avere (complice la totale assenza di collaborazione con il comparto dirigenziale e un continuo atteggiamento da "scaricabarile" perpetuo). Ho due lauree, lavoro, ho un fidanzato e una famiglia che mi vuole bene. Ma non riesco a sentirmi felice. Da parte della mia famiglia, a essere onesti, non ho mai ricevuto grossi incoraggiamenti. Ho sempre visto incoraggiare e lodare gli altri. Ogni cosa che ho fatto non mi ha mai fatto sentire orgogliosa di me, come se tutti i traguardi raggiunti fossero frutto di una valutazione sbagliata. Come se non meritassi qualcosa, come se fossi stata sopravvalutata tutto il tempo. Qua al lavoro mi sento allo stesso modo. Mi sento sopravvalutata quando invece la sensazione di inadeguatezza mi accompagna da sempre. Sento di non essere all'altezza, di non essere abbastanza e di non avere ciò che i colleghi pensano che io abbia. Questo mi porta a vivere nell'ansia di venire quasi smascherata e finire con il deludere tutti. Ho attraversato un periodo di forte ansia, ansia sociale e attacchi di panico frequenti. Ho provato a consultare una psicologa ma il fatto che la conoscessi di persona mi ha molto limitato nel riuscire ad aprirmi. Ho poi lasciato per mancanza di tempo. Da qualche tempo non tollero il rapporto con le persone, non sto bene con gli altri. Non ho interesse a sentire le opinioni di nessuno e mi irrita tutto ciò che viene detto o fatto. A casa sono irritabile e scontrosa. Ultimamente lo sono anche sul posto di lavoro. Ho anche pensato di stare attraversando una fase del burnout, perché mi sento del tutto inutile, demotivata e tentata di lasciare il posto di lavoro. La parola che forse mi descriverebbe meglio è "sfibrata", con un senso di vuoto. Non mi riconosco più, sto diventando ciò che ho sempre sperato di non diventare...
Non so che fare.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Roberta,

forse più che sfogo descriverei questo suo messaggio come un flusso di coscienza dove lei ha cercato di osservare dettagliatamente la parte emotiva ma anche il mondo circostante e gli eventi.

Si percepisce subito profonda intensità nelle sue parole e anche frustrazione. E' sicura di non avere proprio nessuna risorsa? Nella vita comunque ha già conquistato molti obiettivi (magari non come avrebbe voluto ma le capacità le ha mostrate!).

Le consiglio di valutare un percorso di psicoterapia individuale per ritrovare e riscoprire le sue risorse, credere maggiormente in sè stessa, osservare da una nuova prospettiva sia gli aspetti positivi sia negativi sè (che per di più tutti in minima parte possiamo avere perchè nessuno di noi è perfetto) e pian piano così riprovare a prendersi in mano la sua vita. Gli incontri sono coperti da segreto professionale, senza giudizio e detraibili come spesa sanitaria.

Le linko degli articoli scritti da me:

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/aumentare-la-propria-autostima/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-individuale-minori-adulti-cognitivo-costruttivista/

-https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Roberta, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentilissima Roberta,

spesso le emozioni sono distinte in positive e negative, ma in realtà sono protettive e cercano di aiutarci a trasformare i pensieri negativi circa noi stessi: la rabbia tenta di tutelare la nostra autostima; l'ansia ci segnala la tendenza a dar troppa importanza a pensieri rigidi e ipergiudicanti. In altre parole queste emozioni le stanno comunicando "non è vero che non sei capace, non è vero che non sei all'altezza, non è vero che non meriti di essere felice".

Anziché lasciarci valorizzare dalle emozioni, finiamo per considerarle un problema da risolvere scambiando il sistema d'allarme con l'incendio.

Potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista per comprendere meglio le Sue difficoltà approfondendo la Sua storia personale e famigliare al fine di valutare il miglior tipo di intervento.

Tra le tecniche più efficaci per il cambiamento si annoverano: l'ipnosi, la Mindfulness, l'EMDR, il training autogeno bionomico, l'MDPAC.

Buona fortuna.

Dr. Cisternino MDPAC (Rivevo a Torino e online).

Gentile Roberta, è comprensibile questo suo senso di sfinimento e vuoto che prova dopo aver ottenuto comunque dei brillanti risultati, due lauree, un lavoro. Sembra che ciò che fa non è mai abbastanza e non è mai utile a farla sentire una persona appagata: si poteva fare di meglio. Non fa mai ciò che è utile fare  e i colleghi di certo la sopravvalutano, chissà se poi la scoprono..Certo che si sente sfibrata, nonostante l' impegno e la fatica che ripone nelle cose, non è mai abbastanza. Una domanda è, chi è che pone la norma, l'obbiettivo, l'ideale che persegue? Cosa deve fare ancora per avere la certezza di essere accettata per quello che è... Peccato che ha interrotto o non ha trovato ancora un/una terapeuta con cui aprirsi...direi che le è ora indispensabile. Anche per il suo lavoro. Un caro saluto.